LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

NUOVO PREMIER IN CRIMEA FEDELE A JANUKOVYCH: I TATARI SI RIBELLANO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 11, 2011

Il Capo di Stato, Viktor Janukovych, nomina a capo del governo della Repubblica Autonoma l’ex-Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, noto per il suo ostracismo nei confronti della minoranza etnica, tradizionalmente politicamente vicina agli arancioni. A destabilizzare l’area anche il fattore russo

Il premier della Crimea, Anatolij Mohyl'ov

Per la Crimea è previsto un inverno davvero rovente. Lunedì, 7 Novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha nominato Premier della Repubblica Autonoma di Crimea Anatolij Mohyl’ov: sollevato dalla poltrona di Ministro degli Interni per prendere il posto di Vasyl’ Dzharty, scomparso lo scorso 17 Agosto dopo una delicata operazione chirurgica.

Una scelta inaspettata che ha suscitato la reazione della numerosa comunità tatara, memore della condotta dello stesso Mohyl’ov tra il 2007 ed il 2010, quando, a capo della rappresentanza locale del Ministero degli Interni, si è reso protagonista di un aspro conflitto etnico. Nello specifico, il nuovo Premier ha negato pubblicamente la deportazione staliniana del 1944 – che spedì in Siberia anche greci, cosacchi, ebrei, tedeschi, ed italiani – ed accusato a più riprese i tatari di collaborazionismo coi nazisti: un’ostilità che non si è limitata alle dichiarazioni, dal momento in cui, nel novembre 2007, Mohyl’ov ha ordinato lo sgombero dell’insediamento di Aj-Petri, puntualmente raso al suolo dall’intervento delle forze speciali di polizia.

“Senza le scuse, il dialogo non può nemmeno iniziare” ha commentato con una nota la Mejlis – il Parlamento dei tatari di Crimea, il cui Presidente, Mustafa Dzhemiljev, ha accusato l’ex-Ministro egli interni di xenofobia, ed il Capo di Stato di tentata repressione etnica.

“E’ chiaro che si tratta di una provocazione – ha dichiarato Dzhemiljev alla BBC – la nomina a Premier di Crimea di una persona che ha ripetutamente offeso la componente tatara sui mezzi di informazione complica l’equilibrio in una penisola multietnica. Non capisco la ratio della designazione da parte di Janukovych – ha continuato – ma temo si tratti di una precisa volontà di aumentare la pressione su di noi [tatari di Crimea, n.d.a.]”.

Di diverso avviso alcuni tra i politologi e gli esponenti dell’Opposizione Democratica, secondo cui la nomina di Mohyl’ov rispecchia un preciso piano politico di rafforzamento dell’establishment presidenziale, che prevede l’instaurazione alla guida delle amministrazioni della Crimea e delle altre Oblast’ di uomini di fiducia del Presidente Janukovych. A conferma, il recente insediamento nelle regioni di Leopoli e Zaporizhzhja di Mykhajlo Kostjuk ed Oleksandr Peklushenko: due politici vicini ad un Presidente Janukovych ora maggiormente influente in due regioni periferiche.

I russi alle porte

Di certo, a favorire il clima di distensione non sono stati i primi passi del nuovo Premier, che ha fatto sapere di non intendere affatto scusarsi per il passato, si è presentato a Simferopoli in uniforme poliziesca – con una borsa incastonata di diamanti – ed ha sollecitato l’uso della lingua russa per tutte le consultazioni ufficiali.

Una dichiarazione, quest’ultima, che potrebbe causare serie conseguenze, dal momento in cui è proprio l’elemento russo a rappresentare la seconda patata bollente nella penisola multietnica. Di recente, Diplomatici di Mosca hanno sollecitato i Paesi dell’ex-URSS ad adottare il russo come lingua ufficiale per le trattative ad ogni livello e, lo scorso 14 Ottobre, alla Duma è stato registrato un disegno di legge per favorire la concessione agevolata di passaporti nelle regioni ad alt densità di minoranze russe, tra cui la Crimea.

Tale scenario porterebbe alla vera e propria destabilizzazione della penisola, con conseguente indebolimento di un’Ucraina sempre più succube di Mosca sul piano politico, militare, ed energetico: proprio a Sebastopoli continua a permanere la Flotta Russa del Mar Nero, il cui stazionamento è stato prolungato dal Presidente Janukovych con gli Accordi di Kharkiv del Maggio 2010, in cambio dellasperanza di uno sconto sulle tariffe per il gas mai ottenuto. Al contrario, tra Mosca e Kyiv sono in corso trattative per la rinegoziazione dei contratti per l’oro blu in cui, secondo indiscrezioni da fonti ben informate, la parte ucraina sarà certamente costretta a pesanti concessioni, come la cessione della gestione dei propri gasdotti al monopolista russo, Gazprom.

Lecito ricordare che in Crimea vivono 27 minoranze etniche. Dopo quella russa, la più consistente è quella tatara, storicamente travagliata da repressioni e deportazioni attuate dal regime zarista e comunista. Con l’ottenimento dell’Indipendenza, la Mejlis si è sempre schierata in difesa dell’unità statale ucraina, vista come garanzia per il rispetto dei propri diritti e per la propria sopravvivenza, in una penisola dove l’equilibro etnico è fondamentale per la convivenza politica ed economica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA CRIMEA RIFLETTE SULLA PROPRIA AUTONOMIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 14, 2011

Lo Speaker della Rada della penisola propone il passaggio da Repubblica semi-indipendente a semplice Oblast’. Divisioni all’interno del Partito del potere, e tra i soggetti ucraini. Equilibri politici alla base della proposta

L'ingresso della Repubblica di Crimea

Da Repubblica Autonoma di Crimea ad Oblast’ della Tauride. Il progetto di eliminazione della autonomia della Crimea, ed il suo passaggio a semplice regione ucraina, sta tenendo banco nella politica ucraina, ed ha portato a divisioni non solo tra le forze politiche, ma anche all’interno di alcuni partiti.

A pagarne la spesa è il Partija Rehioniv, il partito del potere, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri: la sua linea ufficiale è per il mantenimento dell’Autonomia, ma ad avanzare la proposta di renderla semplice Oblast’ dell’Ucraina è stato il Capo della Rada di Crimea, Volodymyr Konstantynov, secondo cui questo cambiamento potrebbe migliorare la vita della penisola.

Pronta la correzione del suo ufficio stampa, che, forse su pressione della segreteria centrale del Partito post-sovietico, ha spiegato che le parole di Konstantynov sono da considerarsi solo in relazione ad un preciso contesto, e l’eliminazione dell’Autonomia per nulla in dubbio.

Ciò nonostante, la miccia è stata accesa, ed ha originato reazioni considerevoli a livello politico. Favorevole alla creazione della Oblast’ della Tauride si sono dichiarati diversi soggetti moderati e conservatori, tra cui l’Ukrajins’ka Narodna Partija e Svoboda. Possibilisti, seppur scettici sulla reale possibilità di realizzazione, il principale partito dell’Opposizione Democratica, il moderato Bat’kivshchyna, ed i comunisti.

La visione bipartisan è contrastata dalla Mejlis: l’organo di rappresentanza della minoranza tatara, che proprio nell’autonomia vede un forte riconoscimento dei propri diritti.

Equilibrismo e giochi di partito alla base

Dietro alla proposta del Presidente del Parlamento, ci sarebbe un calcolo politico interno al Partija Rehioniv. Da tempo girano indiscrezioni sulla possibile sostituzione di Konstantynov con il Presidente della Commissione Bilancio, Vitalij Nakhlupin, persona di fiducia del Premier Vasyl’ Dzharty, nato e formatosi nel Donbas.

Lecito ricordare che all’interno dell’Ucraina, la Crimea gode dello status di Repubblica Autonoma: ciò le permette non solo un proprio budget, ma anche una certa autonomia politica, con Rada, Premier, bandiera e Costituzione diverse da quella di Kyiv. Inoltre, una risoluzione del parlamento ha istituito il bilinguismo ucraino-russo come idioma ufficiale della penisola.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: CRIMEA ANCORA SENZA DATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 5, 2010

A Simferopoli i verbali delle sezioni elettorali non sono ancora stati recapitati. Il partito del potere, convinto della vittoria, impone i suoi dati. Protestano le altre liste

Il primo ministro della Repubblica Autonoma di Crimea, Vasyl' Dzharty

In Crimea il nuovo parlamento è eletto secondo i dati del Partija Rehioniv. Nella giornata di venerdì, 5 novembre, la Commissione Elettorale della Repubblica Autonoma non ha ricevuto ancora alcun verbale dalle 25 sezioni in cui la penisola è stata suddivisa. Ciò nonostante, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha espresso la propria soddisfazione per una vittoria schiacciante, esposta alla stampa con tanto di dati.

Secondo il Capo dei regionali di Crimea, Vasyl’ Dzharty – che ricopre la carica di Primo Ministro della Repubblica Autonoma – il partito del potere avrebbe ottenuto il 48% dei consensi, seguito dai comunisti con il 7%, e dal Narodny Rukh-Medzhlis con il 6,5%. Seguono Sojuz, con il 5%, Unità Russa, con il 3,9%, e Sylna Ukrajina, con il 3,5%. Sotto lo sbarramento del 3%, il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, con il 2,6%.

Tutti scontenti

Chi, per primo, non ha riconosciuto tali risultati è il segretario dei comunisti, Leonid Hrach, che ha accusato il Partija Rehioniv, con cui è alleato alla Rada nazionale – di falsificazioni di voto e spoglio. Ritenendo inaccettabile il ritardo della trasmissione dei risultati ufficiali, Hrach ha chiamato i comuinisti allo sciopero generale.

Contrarietà è stata espressa anche dal leader del Narodnyj Rukh-Medzhlis, Refat Chubarov, che ha evidenziato come la mancata divulgazione dei dati da parte della Commissione Elettorale non abbia alcuna spiegazione se non quella di manipolare l’esito delle schede a favore del partito del potere, che controlla l’organismo deputato al conteggio. Inoltre, Chubarov ha dichiarato di essere contento dell’andamento delle elezioni, dal momento in cui, anche secondo proprie rilevazioni, la sua forza politica avrebbe superato di gran lunga Unità Russa, partito finanziato dal Cremlino.

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Proprio il capo del soggetto filorusso, Serhij Shuvajnykov, si è unito alle proteste nei confronti della Commissione Elettorale e del Partija Rehioniv. Secondo i dati elaborati da Shuvajnykov, Unità Russa avrebbe ottenuto molti più consensi di quanti siano stati previsti dal partito del potere.

Critiche anche da Bat’kivshchyna. L’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica, Andrij Senchenko, ha illustrato come le elezioni siano state falsificate da brogli avvenuti già durante la campagna elettorale, con candidati esclusi arbitrariamente dalle liste, schede stampate in sovrannumero, e pressioni su personalità delle opposizioni e sui media indipendenti. Secondo il politico del partito di Julija Tymoshenko, la mancata pubblicazione dei dati a quasi una settimana dalle consulktazioni non sarebbe che l’ennesimo broglio.

Ciò nonostante, il Partija Rehioniv ha comunicato di non voler perdere tempo, e, considerati validi i dati in proprio possesso, già ha convocato la prima seduta della Rada della Repubblica Autonoma. In tale sede, come affermato da Dzharty, un Parlamento a maggioranza blu eleggerà il nuovo speaker, Volodymyr Konstjantynov. Ovviamente, del partito del potere.

Matteo Cazzulani