LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Caso Julija Tymoshenko: la difesa entra a fatica in tribunale

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on December 15, 2011

<p>L’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, Mykola Siryj, costretto al gesto atletico per scavalcare recinzione e cordone di polizia posti ad ostacolo per l’ingresso in aula. Stampa ancora estromessa dalla seduta, e richieste della difesa cronicamente rigettate. L’Accordo di Associazione UE-Ucraina sempre più prossimo al mancato varo.


l'Avvocato difensore, Mykola Siryj, durante lo scavalcamento della recinzione. FOTO REUTERS

Sara pur macabro ed antidemocratico, ma il processo d’Appello a Julija Tymoshenko ha un che di atletico ed amaramente divertente. Nella giornata di mercoledì, 14 Dicembre, ha avuto luogo la seconda seduta del Secondo Grado del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ricorre contro la condanna a sette anni di reclusione in isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

A differenza del Primo Grado, a difendersi in aula non e la Lady di Ferro ucraina – costretta da precarie condizioni di salute alla permanenza a letto – ma solo i suoi avvocati: sempre che venga loro permesso l’ingresso. Si perché il legale Mykola Siryj e stato prima fermato dal cordone di polizia schierato per “difendere” la Corte dai pacifici manifestanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – poi, costretto a scavalcare il cancello dall’alto, con conseguente caduta nel lato del Tribunale, senza che gli OMON siano intervenuti in suo soccorso.

Una scena che sa di ridicolo, ma che nel contempo la dice lunga sullo stato della giustizia in Ucraina, dove nemmeno ai difensori di un’imputata politica e permessa la libera entrata nell’aula del processo. Chi ci ha fatto il callo sono i giornalisti: ancora una volta costretti ad assistere all’autodafe politico in una stanza adiacente davanti ad un maxischermo, su cui e andata in scena la conferma della parzialità della magistratura ucraina.

Parimenti alla seduta del giorno precedente, i PM hanno respinto tutte le richieste della difesa. In primis, lo stesso Siryj si e appellato in favore della liberazione di Julija Tymoshenko, per permetterle la partecipazione al processo d’Appello in cui e imputata: un diritto garantito dalla costituzione che la Corte, tuttavia, ha ignorato, evidenziando come la questione sia già stata respinta nella seduta d’apertura.

Niente di grave per Siryj che, dopo il salto della grata ed il primo respingimento della giornata non si e perso d’animo, ed ha chiesto la riedizione della seduta preliminare, nella quale, il Primo di Dicembre, il giudice, Olena Sitajlo, ha effettuato un esame sommario delle imputazioni, senza approfondirne la natura: perlopiù, interrotto dalla necessita di assistenza medica, che ha costretto la PM ad una lunga pausa tecnica in ambulanza.

“Secondo la legislazione attuale non e previsto il rifacimento della seduta preliminare” ha argomentato la Sitajlo dopo la pausa pranzo, durante la quale il principale accusatore della Tymoshenko, il Procuratore Lilija Frolova, ha accusato la Leader dell’Opposizione Democratica di simulare la malattia per scampare al processo. Pronta la risposta di Serhij Vlasenko, il Capo del pool di legali dell’ex-Primo Ministro, che, per la seconda volta, ha mostrato alla stampa il referto medico certificante il precario stato di salute dell’assistita.

Niente valzer dei politici ucraini

Alla ripresa pomeridiana, l’avvocato difensore Oleksandr Plakhotnjuk ha richiesto il ripristino della fase degli interrogatori: nel Primo Grado sono stati ascoltati solamente 2 testimoni proposti dalla difesa, contro 42 convocati dalla Pubblica Accusa. Una disparità che l’appello non solo avrebbe dovuto appianare, ma anche approfondire: Plakhotnjuk ha invitato la Corte a riconvocare testimoni di cruciale importanza, come l’attuale Primo Ministro, Mykola Azarov, l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, l’ex Vice-Premier, Oleksandr Turchynov, e l’ex-Capo del colosso nazionale energetico Naftohaz, Oleh Dubyna.

Domanda nuovamente rigettata dalla triade di giudici in rosa, che ha fissato una pausa di circa una settimana per rendere possibile la partecipazione alla Tymoshenko il prossimo 20 Dicembre. Una data non casuale, in quanto, il giorno precedente, e in programma a Kyiv il Summit UE-Ucraina, in cui dovrebbe essere varato l’Accordo di Associazione: storico documento con cui Bruxelles riconoscerebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi concesso a Norvegia, Islanda, e Svizzera.

Il condizionale e d’obbligo, dal momento in cui il documento e già pronto, ma a intralciare la firma e la repressione politica che, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, ha colpito espone ti di spicco dell’Opposizione Democratica, come, oltre alla Tymoshenko, anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – che ieri ha festeggiato il suo Compleanno in gattabuia: anch’egli detenuto nel carcere di isolamento Luk’janivs’kyj prima che un verdetto ne abbia certificato la colpevolezza.

A porre in forse la conclusione dei negoziati – fortemente appoggiata dalla coraggiosa Presidenza di turno UE polacca, ma de facto contrastata da deficit democratico di Kyiv – e stato anche il Ministero degli Esteri ucraino che, sempre mercoledì, 14 Dicembre, con una nota, ha ventilato l’ipotesi di un rinvio della questione.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko e come Bertino Craxi”: l’accusa chiede 7 anni di galera per la Leader arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 30, 2011

Deputati e cittadini espulsi dall’aula in seguito alle proteste dinnanzi alle imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. L’ex-Primo Ministro accusa le Autorità al potere di svendita degli interessi nazionali dell’Ucraina alla Russia, ed invita l’Europa alla pronta firma dell’Accordo di Associazione per non lasciare Kyiv nelle braccia di Mosca.

La solita farsa, nel solito luogo, con le solite facce, con un giudice nelle vesti di un arbitro dal rosso facile. Nella giornata di martedì, 27 Settembre, e ripreso il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko – ancora detenuta in isolamento, dallo scorso 5 Agosto – dopo una pausa di due settimane.

Giusto il tempo di permettere alla difesa una seppur tardiva presa visione delle imputazioni – prima della fase conclusiva del procedimento – e, sopratutto, per calmare le acque a livello internazionale, in vista della firma di un Accordo di Associazione UE-Ucraina che appare sempre più in forse dinnanzi alla repressione politica ai danni degli esponenti del campo arancione.

A confermarla e stata la condotta del giovane magistrato, Rodion Kirejev, che, dopo avere rigettato la richiesta della difesa di ritornare alla fase degli interrogatori per bilanciare il numero dei testimoni ascoltati – finora 40 a 2 a favore dell’accusa – ha espulso dall’aula quattro Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Jukija Tymoshenko – uno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – la forza politica dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: come la Leader dell’Opposizione Democratica, detenuto in isolamento ancora prima della sentenza del processo politico a suo carico – ed il cittadino Mykola: anch’egli indignato per l’infondatezza delle imputazioni presentate dalla portavoce dell’accusa, il Procuratore, Lilija Frolova.

Nello specifico, per l’ex-Primo Ministro ucraino – paragonata a Bettino Craxi “in quanto Premier incastrata dalla giustizia” – sono stati chiesti sette anni di carcere, tre di divieto alla politica, ed una multa di 1,5 Miliardi di Hryvnje: tanto quanto avrebbe nociuto al bilancio statale in occasione degli accordi per il gas del Gennnaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Tra le altre accuse – oltre a quella di gestione fraudolenta di danaro pubblico – l’avere costretto Oleh Dubyna, ex Capo del colosso energetico ucraino, Naftohaz, a firmare un contratto sconveniente senza il via libera del Consiglio dei Ministri, essersi servita di tale forzatura per migliorare il proprio rating internazionale, ed avere abusato dei propri poteri per scavalcare l’allora Presidente, Viktor Jushchenko, in prospettiva elettorale.

Accuse che hanno fatto innervosire non solo i Deputati presenti, ma anche l’Ambasciatore dell’UE, Jose Manuel Pintu Teixeira, ed il Rappresentante USA: entrambi accorsi presso il Tribunale Pechers’kyj in solidarietà della Leader del campo arancione, che, nel corso di una pausa tecnica, ha espresso le proprie ragioni, ed affidato ai giornalisti messaggi politici di rilevante importanza, sopratutto per l’Europa.

Subito l’Associazione con l’UE prima che le autorità svendano Kyiv a Mosca

“Appena avrò la parola evidenzierò come queste autorità dittatoriali stiano reprimendo il dissenso arancione – ha spiegato – e, nel contempo, svendendo il patrimonio nazionale ai russi. Invito l’Opposizione Democratica ad unirsi, con o senza di me – ha continuato – il mio scopo e quello di portare nuovamente la giustizia in Ucraina, e di scalzare il Presidente, Viktor Janukovych – ha concluso – da una carica che gestisce come un dittatore”.

Interpellata sulle questioni attuali del Paese, Julija Tymoshenko ha evidenziato come le Autorità stiano cedendo la gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino alla Russia, in cambio di uno sconto sul gas: a sua volta già promesso – e non concesso – da Mosca nel Maggio 2010, in seguito alla concessione del prolungamento dello stazionamento dell’esercito del Cremlino in Crimea fino al 2042.

Una sottomissione al vicino imperiale che, a sua volta, il governo Tymoshenko ha sempre contrastato, presentando un Progetto di Legge per l’intoccabilità dei gasdotti del Paese, definiti dall’ex-Primo Ministro la principale risorsa che l’Ucraina può spendere in sede internazionale.

“Mosca ora non ci considera nemmeno più un Paese di transito del gas, e, con i suoi gasdotti sottomarini, ci ha aggirati. Per questo, occorre firmare al più presto l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, anche con questi banditi al potere: e l’ultima chiamata per Bruxelles che abbiamo”.

Le continue espulsioni dei Deputati non hanno permesso alla difesa diritto di replica: udienza chiusa, senza parola alla Tymoshenko al di fuori delle pause.

“Le imputazioni sollevate dalla Pubblica Accusa sono le medesime dall’inizio del procedimento – ha evidenziato Oleksandr Plakhotnjuk, uno degli Avvocati della Leader dell’Opposizione Arancione, all’uscita dalla seduta – tutte confutate dai testimoni che, sebbene da noi non convocati, hanno riconosciuto la legalità delle azioni di Julija Tymoshenko”.

A sostegno dell’inesattezza delle accuse, anche il parere dei maggiori Capi di Stato e di Governo europei, concordi nel ritenere l’ex-Primo Ministro capace di garantire gas all’Unione Europea e, quindi, mantenere la parola data in campo internazionale.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO CHIEDE LA CHIUSURA DEL PROCESSO: PROVE SFALSATE ED ACCUSE PRIVE DI FONDAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 8, 2011

Durante la sua deposizione, la Leader dell’Opposizione Democratica accusa di ostruzionismo l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, di falsificazione delle documentazioni messe agli atti la Corte, ed evidenzia il suo senso di responsabilità nell’accettare un accordo per il gas oneroso, ma rinegoziabile grazie ad una clausola da lei voluta. L’Unione Europea prepara le contromisure in caso di una condanna ingiusta sempre più vicina

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il valzer dei testimoni – solo quelli voluti dall’accusa – la parola finalmente all’imputata: ed è bufera per tutti. Nella giornata di mercoledì, 7 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ha accettato di deporre nel processo per cui è reclusa in isolamento da più di un mese, imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Accuse che, categoricamente, ha respinto, sottolineando come la decisione di accettare l’offerta di 250 Dollari per Mille metri cubi di oro blu – onerosa, ma la migliore delle offerte possibili – sia stata provocata dall’ostruzionismo dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, che, dinnanzi alla possibile eliminazione dalla compravendita di gas tra Kyiv e Mosca dell’intermediario RosUkrEnergo – compagnia, da lui inserita nel mercato ucraino, posseduta da uno dei principali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla difesa il vero organizzatore del processo a suo carico – ha rotto le trattative ed abbandonato il tavolo, lasciando l’Ucraina in balia non solo del ricatto energetico della Russia, ma anche e sopratutto della pressione politica dell’Unione Europea, a cui l’ex-Primo Ministro ha dato risposta con un gesto di responsabilità.

Inoltre, Julija Tymoshenko ha rigettato l’accusa di avere redatto una direttiva scritta per imporre la firma del contratto ad Oleh Dubyna, allora capo della compagnia energetica statale, Naftohaz. Altresì, sarebbe stato Dubyna stesso a dettarle un’autorizzazione per iscritto e, cosa assai più rilevante, il documento non corrisponde con quello depositato agli atti del processo, giudicato dall’imputata un falso non di sua produzione, al pari di molti altri documenti su cui l’accusa si è basata per formulare le imputazioni di un processo sempre più iniquo, in cui le documentazioni proposte dalla difesa – studi di autorevoli compagnie ed articoli di importanti testate certificanti l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica – sono state sempre scartate.

Infine, Julija Tymoshenko ha anche rigettato l’accusa di avere accettato contratti onerosi pur di migliorare la sua immagine, sopratutto in campo internazionale, in vista delle imminenti elezioni presidenziali, che, nel Febbraio 2010, l’hanno vista sconfitta da Viktor Janukovych. Dapprima, l’ex-Primo Ministro ha illustrato come la ricerca del consenso per ogni politico sia un compito, e non un delitto. In seguito, ha evidenziato come, nell’accordo da lei accettato con la Russia, una clausola ne consenta una modifica anche radicale. “Il punto 4.4 dell’accordo – ha dichiarato – prevede che, in caso di mutamento delle condizioni del mercato mondiale, ambo le parti possono richiedere un nuovo tariffario più adeguato”.

Un messaggio indiretto a Janukovych – che, per ottenere uno sconto sul gas, dopo avere concesso il prolungamento dello stazionamento dell’esercito russo in Crimea, proprio in questi giorni ha dichiarato l’intenzione di Kyiv di ricorrere in sede giudiziaria all’arbitrato di Stoccolma, irritando non poco Mosca, pronta ad una nuova Guerra del Gas, persino contro il suo alleato – e diretto al giovane giudice, Rodion Kirejev, per la chiusura immediata di un procedimento basato su accuse prive di fondamento.

L’Europa prepara le contromosse alla possibile condanna

In linea con la tradizione del processo, il PM – palesemente sbilanciato in favore dell’accusa – ha negato la chiusura del caso, la liberazione dall’isolamento della Leader dell’Opposizione Democratica, il permesso di ricevere visite mediche da parte dei dottori di fiducia dell’anima della Rivoluzione Arancione, e persino la possibilità di interloquire con il proprio Padre Spirituale. Dinnanzi a tale diniego, la difesa ha promesso di sommergere Kirejev di ricorsi e dichiarazioni da inserire agli atti che, secondo diversi esperti, non riusciranno ad evitare la chiusura nel breve termine di un processo già deciso in partenza.

Su di esso, tuttavia, vigile è un’Unione Europea sempre più preoccupata per una possibile condanna della Leader dell’Opposizione Democratica che complicherebbe la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed il varo della Zona di Libero Scambio ad essa collegata. Come dichiarato dall’ufficio stampa dell’Europarlamento, largo spazio della prossima plenaria sarà dedicata proprio alla questione ucraina, con la discussione di due rapporti presentati dai Deputati polacchi Ryszard Legutko – del gruppo dei Conservatori e Democratici – e Pawel Zalewski – del Partito Popolare Europeo, la forza politica del centro-destra europeo, a più riprese solidale con Julija Tymoshenko – sull’opportunità di concedere o meno l’integrazione ad un Paese dai risvolti di sovietica memoria sempre più autoritari.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko non colpevole per gli ex-vertici di Naftohaz

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 30, 2011

Altri testimoni convocati dall’accusa scagionano la Leader dell’Opposizione Democratica, ancora priva dell’avvocato difensore. Rivelati alcuni retroscena delle trattative per il gas.

Continuare a segnare in inferiorità numerica, nonostante la partita sembri già decisa. Nella giornata di venerdì, 29 Luglio, per l’ennesima volta, i testimoni dell’accusa hanno scagionato da ogni imputazione la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro sotto processo per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

Tra le personalità convocate dai sette procuratori dell’accusa – che l’anima della Rivoluzione Arancione e costretta a fronteggiare da sola, dopo il diniego da parte del giovane giudice, Rodion Kirjejev, di reintegrare i suoi avvocati, costretti alla rinuncia per lo scarso tempo messo loro a disposizione per la presa visione delle imputazioni – Oleh Dubyna, ex-Capo della compagnia energetica nazionale, Naftohaz, che ha confermato come la decisione di firmare gli accordi con Mosca sia pervenuta dall’allora Capo del Governo, in pieno rispetto delle regole istituzionali.

L’affaire RosUkrEnergo organizzato da Mosca

Inoltre, Dubyna ha evidenziato come la decisione di caricare sull’ente da lui allora gestito il debito della compagnia intermediaria, RosUkrEnergo – che gli accordi del 2009 hanno eliminato in quanto causa di incremento dei prezzi – sia provenuto dal monopolista russo, Gazprom, proprietario del 50% dell’ente che, sempre secondo l’ex-Direttore, oltre ad essere posseduto da Dmytro Firtash, principale sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stato appoggiato dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Tra gli altri testimoni, l’ex-Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex-Vice Primo Mimistro, Ivan Ratushnjak, hanno confermato l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica, al pari dei teste comparsi giovedì, 28 Luglio.

Contro quello che e stato definito un processo politico si sono schierati Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Con un’apposita risoluzione, il Parlamento Europeo ha richiamato ad interrompere il procedimento a carico di Julija Tymoshenko, in quanto potrebbe compromettere la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e la relativa Zona di Libero Scambio tra Bruxelles e Kyiv, ambita dai grandi oligarchi, sponsor di Janukovych, ed attenti all’importanza dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO NUOVE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

Il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, espone le imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Deputati Nazionali del campo arancione abbandonano il Parlamento per protesta. l’Anima della Rivoluzione Arancione respinge le accuse

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesima seduta bollente alla Rada, ma con metà dei presenti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Giugno, il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha riferito in Parlamento circa l’iter processuale ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Una scelta non gradita dagli stessi deputati del campo arancione, che, in maglietta bianca con le scritte “Libertà ai detenuti politici” e “No alla repressione politica”, in segno di protesta, hanno abbandonato l’aula, ripetendo quanto fatto il giorno precedente. Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivschchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno richiesto la comparsa alla Rada del Procuratore Generale in persona, Viktor Pshonka, lamentandosi della cronica impreparazione dei suoi Vice, in passato inviati alle audizioni parlamentari.

Un vizio non ripetuto, dal momento in cui Kuz’min si è presentato con una relazione dettagliata su Julija Tymoshenko. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, tre sono i capi d’accusa, su cui sono stati raccolti i materiali che l’imputata deve visionare con il suo avvocato.

Il primo, l’uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto: precedentemente, Julija Tymoshenko è stata accusata di averli utilizzati per pagare le pensioni, contravvenendo al regolamento, ma le indagini hanno rivelato che le uscite previdenziali sono state coperte con altre entrate. Dunque, da chiarire resta dove sia finito il prestito nipponico.

Il secondo è la condotta antistatale negli accordi del gas del gennaio 2009 con l’allora collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino avrebbe costretto l’allora capo di Naftohaz – il colosso energetico nazionale – Oleh Dubyna, a rinnovare i contratti con Gazprom, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. A negare tale interpretazione, lo stesso Dubyna, ma a confermare lo schema, senza dare pareri politici, sarebbe stato l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a sua volta convocato

Il terzo capo d’accusa riguarda l’acquisto irregolare ambulanze nell’autunno 2009. Secondo la Procura, Julija Tymoshenko avrebbe aumentato la spesa per tali uscite, e distribuito le Opel Combo solo alle regioni a lei politicamente fedeli. Secondo la difesa, invece, l’alto costo sarebbe motivato dall’acquisto di mezzi veloci, e la distribuzione attuata in zone dove maggiore era il bisogno e la carenza di assistenza sanitaria.

Oltre ad esse, il Vice Procuratore Generale ha comunicato l’apertura di un nuovo provvedimento, qualora apposite indagini dagli Stati Uniti confermassero l’acquisto irregolare anche di vaccini. In aggiunta, Kuz’min si è lamentato dell’operato dei magistrati, a suo dire vittime di pressioni della stessa Julija Tymoshenko.

Le critiche del campo democratico e di Bruxelles

Secca e puntuale la replica della Leader dell’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il processo a suo carico sia di carattere politico, voluto dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare un concorrente politico.

Inoltre, sull’apertura del nuovo capo di accusa ha evidenziato come nel periodo incriminato, l’autunno 2009, alla guida del Ministero della Salute fosse una personalità oggi molto vicina al Premier, Mykola Azarov.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria, impossibilitata per ben due volte a recarsi a Bruxelles per il meeting del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene – malgrado l’invito dei principali Capi di Stato e di Governo UE, e del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora, poi rilasciata. Turbamento dinnanzi ad un processo che appare come politico è stato espresso da Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, PPE, e principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO RESPINGE LE ACCUSE SUL GAS DELLA PROCURA GENERALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 21, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica e l’ex-Capo del colosso energetico nazionale confermano la regolarità dei patti per il gas russo del 2009. Iniziativa bipartisan per il rilascio dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Un interrogatorio di 8 ore. Tanto è durata la convocazione in Procura della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, mercoledì, 20 Aprile.

Un’occasione per confermare ai giudici l’infondatezza delle accuse a lei mosse sulla questione del gas. Alla presenza dell’ex-Capo del colosso statale Naftohaz, Oleh Dubyna, l’anima della Rivoluzione Arancione ha dimostrato di aver agito su mandato del Consiglio dei Ministri, e ribadito la maggiore convenienza degli accordi da lei stretti con la Russia nel gennaio 2009, rispetto a quelli rivisti dall’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Il quale, nell’Aprile 2010, con gli Accordi di Kharkiv, in cambio di un risibile sconto sull’oro importato blu ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea fino al 2042.

“Le autorità – ha dichiarato Julija Tymoshenko – vogliono smontare la nostra compagnia statale per favorire la svendita degli interessi ucraini. I procedimenti giudiziari aperti – ha continuato – mirano a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, e ad addossare la colpa ad altri”.

Il 19 Gennaio 2009, allora Primo Ministro, Julija Tymoshenko ha siglato con il suo omonimo russo, Vladimir Putin, accordi per l’acquisto di gas a prezzi di mercato. Una decisione onerosa, ma necessaria per eliminare la clausola Prendi o Paga, che ha obbligato Kyiv all’acquisto di un tetto minimo di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, garantire agli ucraini un inverno finalmente al caldo, dopo anni di Guerre del Gas.

Per tali patti, sono stati incriminati dalla procura Generale sia Dubyna, che la Leader dell’Opposizione Democratica. L’accusa, negata dagli ex-titolari di dicastero, aver agito senza l’imprimatur dei colleghi Ministri. Inoltre, l’anima della Rivoluzione Arancione è processata per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Rea, per così dire, di aver provveduto al pagamento delle pensioni, ed al miglioramento della sanità, Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria. Impossibilitata, per due volte, di recarsi a Bruxelles per il summit del partito Popolare Europeo, di cui è partner.

Deputati nazionali in difesa di Lucenko

Assieme a lei, simili provvedimenti hanno colpito una decina di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento.

La sua liberazione è stata richiesta da 60 Parlamentari non solo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i gruppi dell’Opposizione Democratica – ma anche di Riforme per il Futuro, indipendenti, e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH EMULA LA BULGARIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 17, 2011

Per il Dzerkalo Tyzhnja, il Presidente ucraino avrebbe ordinato l’apertura di un procedimento giudiziario sugli accordi energetici tra Julija Tymoshenko e Vladimir Putin del 2009, per ottenere vantaggi dalla Russia. Ed imbavagliare un’Opposizione Democratica, già fortemente repressa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Una strategia fine. Questo il parere avanzato, sabato, 15 Aprile, dall’autorevole Dzerkalo Tyzhnja.

Per ottenere un nuovo contratto per le forniture di gas, e consolidare la propria egemonia politica, il Presidente ucraino avrebbe ordinato l’apertura di un procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

In particolare, l’anima della Rivloluzione Arancione è accusata di abuso d’ufficio in occasione della firma degli accordi per l’oro blu stretti con il suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro avrebbe agito senza il mandato del Consiglio dei Ministri. Come, invece, preventivato da una Costituzione, oggi non più in vigore.

Sul fronte estero, la testata ha evidenziato le similitudini con l’atteggiamento della Bulgaria. La quale, a sua volta, non ha esitato a stracciare precedenti accordi con la Russia, sempre sull’oro blu, per stringerne di nuovi, maggiormente vantaggiosi.

A sostegno, le dichiarazioni della Procura Generale, circa la possibilità di cancellare i patti con cui, il 19 Gennaio 2009, Julija Tymoshenko ha concordato l’acquisto di gas a prezzi europei.

Una scelta onerosa, ma necessaria per garantire agli ucraini un inverno finalmente al caldo – dopo anni di guerre del gas – ed eliminare l’altrettanto oberante clausola Prendi o Paga, che ha obbligato Kyiv a pagare comunque un tetto minimo di oro blu, a prescindere dal suo effettivo utilizzo.

Gli ex-Ministri negano le accuse alla Leader

Tuttavia, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata accusata. L’imputazione, sintetizzata in due pagine e mezza, le è stata resa nota lo scorso mercoledì, 13 Aprile. A negarle, gli stessi colleghi ex-Ministri, che hanno confermato il loro imprimatur alla Lady di Ferro ucraina.

Ma a testimoniare contro la Leader dell’Opposizione Democratica è stato Oleh Dubyna. L’ex-Capo della compagnia energetica statale, Naftohaz, A sua volta accusato, sempre per abuso d’ufficio, nello stesso atto.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è accusata anche di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Rea, per così dire, di avere provveduto al pagamento delle pensioni ed al miglioramento della sanità – peraltro in un periodo di crisi – la Leader dell’Opposizione Democratica è confinata in Patria. Impossibilitata, per ben due volte, a prendere parte a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo, a cui appartiene.

Un mancato rispetto di una libertà politica, contro cui hanno protestato, oltre allo stesso PPE, anche Consiglio d’Europa, USA, il Presidente del’Europarlamento, Jerzy Buzek, ed ONG internazionali attive nel rispetto della democrazia.

Matteo Cazzulani