LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Caso Tymoshenko: e giallo sulla data della sentenza del ricorso in Cassazione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 22, 2012

Il Giudice, Stanislav Mishchenko, non comunica i termini per la lettura del verdetto in merito alla condanna per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a sette anni di prigione per una coraggiosa scelta di politica energetica. La Difesa denuncia persecuzioni psicologiche, mentre l’Accusa resta arroccata sulle sue posizioni.

Nel processo Tymoshenko cala il sipario per l’ultima pausa, ma ancora non si sa quando Sara emanato il verdetto definitivo. Nella giornata di martedì, 21 Agosto, la Corte Suprema di Giustizia ucraina per le questioni criminali e civili ha terminato l’esame del ricorso in cassazione presentato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina e stata condannata in Primo Grado a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel 2009.

Il giudice, Stanislav Mishchenko, ha ascoltato le motivazioni dell’Accusa e della Difesa e, nella tarda mattinata, si e ritirato in Camera di Consiglio per la formulazione del verdetto definitivo, senza, tuttavia, informare sul termine preciso della sua emanazione.

Secondo Serhiy Vlasenko, l’Avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, la lettura della sentenza definitiva potrebbe avvenire non prima di un mese. Il legale di Yulia Tymoshenko e infatti convinto della natura politica del procedimento, e per questa ragione ha previsto la chiusura definitiva del processo a pochi giorni dalle Elezioni Parlamentari di Autunno: giusto in tempo per evitare la presentazione del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Inoltre, Vlasenko durante il suo intervento in aula ha denunciato la persecuzione in atto a suo carico, dichiarando di essere continuamente controllato dai Servizi Segreti ucraini con continue intercettazioni telefoniche, ed ingressi non autorizzati nella sua casella di posta elettronica.

Convinta della colpevolezza dell’imputata si e detta la Pubblica Accusa. Il Procuratore, Oxana Drohobytska, ha ritenuto che la decisione dell’allora Primo Ministro Tymoshenko di firmare gli accordi energetici del 19 Gennaio 2009 con la Russia abbia provocato una perdita per le casse dello Stato pari a 1,5 Miliardi di Hryvnje.

A sostegno della conferma della condanna alla detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, la Drohobytska ha inoltre sostenuto che la Tymoshenko ha abusato dei propri poteri al momento dell’accettazione del contratto impostole dall’allora suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino non avrebbe tenuto conto del mancato via libera da parte del Consiglio dei Ministri per la firma dei contratti con Mosca.

L’11 Ottobre 2011, Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento dopo un processo di Primo Grado celebrato in maniera irregolare: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e la stessa Leader dell’Opposizione Democratica arrestata preventivamente dal 5 Agosto.

La condanna e stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, dopo che l’ex-Primo Ministro, colpita da una forte ernia al disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie, e stata trasferita dalla Capitale, Kyiv, alla periferica Colonia Penale Femminile di Kharkiv.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile della condanna della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo arancione – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – il Presidente, Viktor Yanukovych: intenzionato ad eliminare dalla competizione politica i suoi più temibili avversari.

Critiche alla detenzione della Tymoshenko e degli altri dissidenti arrestati dalla salita al potere di Yanukovych sono state espresse da ONU, Consiglio d’Europa, NATO e Stati Uniti d’America. Per il medesimo motivo, l’Unione Europea ha congelato i lavori per la firma dell’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Le prove a discolpa della Lady di Ferro ucraina

A supporto dei malumori della Comunità Internazionale, e delle accuse dell’Opposizione Democratica al Presidente Yanukovych, risiede il fatto che durante il Primo Grado del processo la stragrande maggioranza dei testimoni – di cui solo due sono Stati convocati su indicazione della Difesa – ha scagionato la Tymoshenko dalle imputazioni sollevate a suo carico.

Con la firma degli accordi energetici del 19 Gennaio 2009, l’ex-Primo Ministro ucraino e riuscita a risolvere una crisi energetica che ha messo in ginocchio l’Europa intera, a causa della decisione dei russi di tagliare le forniture di gas con lo scopo politico di destabilizzare il Governo degli arancioni in Ucraina.

Inoltre, il regolamento ucraino concede al Primo Ministro il potere di prendere decisioni senza consultare il Consiglio dei Ministri in casi di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi energetica tra Ucraina e Russia del 2009, che la Tymoshenko – a differenza dell’allora Presidente Viktor Yushchenko e di altri Capi di Governo che l’hanno preceduta – ha saputo risolvere garantendo all’Europa e al suo popolo il ripristino delle forniture di gas russo.

Matteo Cazzulani

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