LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La Lituania vicina ad una crisi di Governo

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on August 21, 2014

Il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, dimissiona il Ministro dell’Energia, Jaroslav Neverovic, per avere nominato la sua vice senza rispettare il regolamento. Aperto lo scontro interno alla coalizione di maggioranza tra il Partito Social Democratico Lituano -LSDP- e l’Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania -AWPL

Uno degli assiomi fondamentali per comprendere la geopolitica dell’Europa Centro-Orientale è che l’energia è la chiave per comprendere gli scenari che avvengono oggi e che avverano domani: tuttavia, come dimostra il caso della Lituania, l’energia potrebbe avere attinenze anche con una crisi di Governo originata, almeno secondo quanto ufficialmente trapelato, per motivazioni di carattere meramente politico.

Nella giornata di mercoledì, 20 Agosto, il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, ha firmato le dimissioni del Ministro dell’Energia, Jaroslav Neverovic, secondo una richiesta ufficiale del Premier, Algirdas Butkevicius.

La decisione di dimissionare il Ministro dell’Energia è stata presa dal Premier in seguito alla nomina a Viceministro di Renata Cytacka: una scelta che Neverovic ha compiuto in totale disaccordo con il regolamento nazionale, senza, cioè, informare, né avere il permesso di Butkevicius.

Oltre alla scorrettezza procedurale, a motivare il dimissionamento di Neverovic è stata la contrarietà di Butkevicius alla nomina della Cytacka, ritenuta una personalità troppo politica per ricoprire un ruolo così delicato come la co-guida del Ministero dell’Energia lituano.

“Niewerowicz mi ha informato di avere ricevuto pressioni di carattere politico per nominare la Cytacka -ha dichiarato Butkevicius al portale di informazione Delfi– Dopo avere espresso la mia contrarietà, gli ho ricordato che, in caso di nomina non concordata con il Premier, il Ministro sarebbe stato dimissionato”.

Uomo salvato, mezzo salvato, dunque, tuttavia la scelta di Butkevicius, legittima sul piano procedurale, rischia di provocare un vero e proprio terremoto politico interno alla coalizione di Governo, che già poggia il suo precario equilibrio su forze politiche appartenenti sia al centro-sinistra che alla destra conservatrice.

La maggioranza è infatti una compagine estremamente variegata, formata dal Partito Social Democratico Lituano del Premier Butkevicius -LSDP- dal Partito del Lavoro -DP- dalla forza conservatrice Ordine e Giustizia -TT- e dall’Azione dei Polacchi di Lituania -AWPL: la forza politica della minoranza polacca a cui appartengono Neverovic e la Cytacka.

Secondo il parere di diversi esperti, le dimissioni di Neverovic, provocate da pressioni politiche della dirigenza AWPL per inserire nella compagine ministeriale la Cytacka -che, a differenza di Neverovic, appartiene ai quadri dirigenti del Partito- sono una scelta strategica che permette alla forza politica della minoranza polacca in Lituania di ritagliarsi una posizione di rilievo in vista delle prossime elezioni.

A confermare questa tesi sono le parole dell’europarlamentare AWPL, Rolandas Paksas, che ha lasciato intendere che la decisione di Butkevicius di dimmissiomare Neverovic non passerà senza conseguenze per la maggioranza.

Nonostante le minacce dell’AWPL, la Presidente Grybauskaite ha già emesso il decreto di nomina a capo del Ministero dell’Energia per l’attuale Ministro delle Comunicazioni, il LSDP Rimantas Sinkevicius, che manterrà l’interim fino alla staffetta con il Ministro dell’Economia, Evaldas Gustas -anch’egli esponente del LSDP- a cui spetterà la guida del Dicastero fino alla scelta del nuovo Titolare.

La delicatezza dell’energia per Vilna

Una crisi di Governo in Lituania, peraltro dovuta alla successione alla guida del Ministero dell’Energia, metterebbe a serio repentaglio la realizzazione della politica energetica dell’Unione Europea in uno degli Stati che, più fortemente, dipende dalle forniture di gas della Russia.

In accordo con le direttive UE, e grazie ai fondi europei, la Lituania ha avviato la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda: infrastruttura che consente a Vilna di importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e, un domani, Stati Uniti d’America.

Oltre al rigassificatore di Klaipeda, che de facto decrementa la dipendenza energetica della Lituania dalla Russia, Vilna ha avviato anche la realizzazione di gasdotti per unificare il sistema di trasporto del gas nazionale con quello dei Paesi UE confinanti: Lettonia e Polonia.

In aggiunta a rigassificatori e gasdotti, la Lituania è in prima fila per lo sfruttamento dello shale -gas estratto a basse profondità da terreni argillosi di cui, secondo le stime EIA, il territorio lituano sarebbe ricco- anche se esistono divergenze tra la posizione apertamente favorevole del Presidente Grybauskaite e quella più cauta del Premier Butkevicius.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Putin e Ucraina: la Lituania conferma la Grybauskaite

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on May 13, 2014

La Lady di Ferro lituana prima con il 45,9% dei voti nelle Elezioni Presidenziali lituane, davanti al candidato socialdemocratico Zigmantas Balcytis ed al laburista Paulauskas. Imperialismo russo e politica energetica i principali fattori dell’ottimo risultato del Presidente

Quando la minaccia russa è forte, a discapito di quanto cercano di spacciare la maggior parte dei media italiani, i lituani, popolo accorto che ben conosce le sofferenze delle principali dittature del pianeta -nazismo e comunismo- si affidano alla propria Lady di Ferro per la guida del Paese. Nelle Elezioni presidenziali lituane di Domenica, 11 Maggio, il Presidente uscente, l’indipendente Dalija Grybauskaite, ha ottenuto il 45,9% dei consensi: poco sotto la soglia che le avrebbe consentito di essere riconfermata alla guida del Paese già al Primo Turno.

Alle spalle della Grybauskaite si è posizionato, con il 13,8% dei voti, il candidato del Partito Social Democratico lituano -LDSP-, l’Eurodeputato Zigmantas Balcytis, mentre al terzo posto si è posizionato il rivale del Partito del Lavoro -DP- Arturas Paulauskas, con il 12,28% dei consensi.

Staccati si sono poi classificati l’indipendente Naglis Puteikis con il 9,36% dei voti, il Capo dell’Azione Elettorale dei polacchi in Lituania -AWPL- Waldemar Tomaszewski, con l’8,05% dei consensi, il Sindaco di Vilna Arturas Zuokas, con il 5,03%, e l’esponente dell’Unione dei Contadini e dei Verdi -LVZS- il Sindaco di Ignalinas Broni Rope, con il 4,24%.

Il risultato elettorale, che secondo i principali sondaggi non lascia dubbi sulla vittoria finale della Grybauskaite, è dovuta innanzitutto alla capacità del Presidente uscente di sollevare durante la campagna elettorale il problema rappresentato dall’aggressività imperiale della Russia di Putin, che, come ha dichiarato il Capo di Stato uscente, dopo l’Ucraina e la Moldova, è destinato a minacciare anche la Lituania.

Un altro importante fattore che ha garantito alla Grybauskaite un consenso alto è la politica energetica adottata dal Presidente, che in maniera forte si è prodigata non solo per la realizzazione e per il riconoscimento dello status di infrastruttura di primaria importanza per l’Unione Europea del rigassificatore di Klaipeda -su cui concorde è anche il Premier socialdemocratico Algirdas Butkevicius- ma anche per l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti di shale nel territorio lituano, su cui il Governo di centro-sinistra ha espresso invece maggiore cautela.

La Lituania resta sempre fortemente atlantista

Infine, importante per la vittoria della Grybauskaite è stata l’assenza di un competitor in grado di insidiare la sua leadership, dal momento in cui la stessa maggioranza di centro-sinistra, che governa compatta, si è presentata con due candidati differenti.

Il secondo turno tra la Grybauskaite e Balcytis ha luogo in contemporanea con le Elezioni Europee e con le Elezioni Presidenziali ucraine.

Queste scadenze segnano le principali priorità che, come pochi altri Paesi europei realmente attaccati alla democrazia, a prescindere da chi sarà elettola Lituania continuerà a perseguire: integrazione con l’Occidente e pieno sostegno alla libertà in Ucraina.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani