LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: GRAN BRETAGNA E POLONIA AVANTI CON LO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 4, 2013

La compagnia britannica IGas certifica una cospicua presenza di gas non convenzionale che renderebbe Londra indipendente sul piano energetico. Il Governo polacco facilita lo sfruttamento dello Shale come priorità strategica nazionale

Un pozzo di gas capace di rendere la Gran Bretagna energicamente indipendente. Nella giornata di lunedì, 3 Giugno, la compagnia britannica IGas ha dichiarato la presenza di un cospicuo giacimento di Shale nel sottosuolo della Gran Bretagna, pari a 172,3 Trilioni di Metri Cubi.

La previsione, che incrementa sensibilmente la cifra precedentemente stabilita, pari a 10 Trilioni di Metri Cubi, è stata fissata dopo uno studio operato dalla stessa compagnia, che. Ha ottenuto il permesso di ricercare gas Shale in Gran Bretagna dal Governo di Londra.

Se confermata la cospicui presenza di Shale, la Gran Bretagna potrà implementare lo sfruttamento di gas non-convenzionale, già iniziato nel Marzo 2013 con la concessione del permesso alla compagnia Cuadrilla.

La Gran Bretagna, su espresso volere del Primo Ministro, David Cameron, è stato anche il primo Paese dell’Unione Europea, ed uno tra i primi al Mondo, ad avviare l’importazione di gas Shale dagli Stati Uniti d’America.

Con l’avvio dello sfruttamento dello Shale, gli USA hanno incrementato la produzione interna di gas e, secondo le stime EIA, sono destinati a ricoprire un ruolo da protagonista nel mercato energetico mondiale come uno dei principali Paesi esportatori di LNG, con particolare forza in Asia.

Oltre alla Gran Bretagna, anche India, Corea del Sud, Singapore e Taiwan hanno firmato pre-accordi per l’importazione di Shale USA, la cui vendita, per ogni singolo Paese, necessita del via libera del Dipartimento all’Energia.

In Europa, così come la Gran Bretagna anche la Polonia sta sostenendo lo Shale, divenuto una priorità nazionale, come dichiarato dal Ministro dell’Economia, Jacek Rostowski.

La dichiarazione del Ministro è pervenuta dopo che la compagnia britannica San Leon ha effettuato un tentativo di estrazione di Shale positivo presso il giacimento Czeslaw I.

Rostowski ha inoltre preannunciato misure che favoriscono l’avvio dello sfruttamento regolare di Shale in Polonia a partire dal 2020, tra le quali sgravi fiscali per le compagnie impegnate nella ricerca di gas non convenzionale.

L’impegno del Ministro Rostowski è stato confermato dal Viceministro dell’Ambiente, Piotr Wozniak, che ha dichiarato l’approvazione di norme che facilitano lo sfruttamento dello Shale dal punto di vista ambientale.

Le compagnie saranno autorizzate a sfruttare lo Shale prima dell’ottenimento delle concessioni per un periodo di 200 giorni, e potranno avviare la produzione di gas non convenzionale.

Inoltre, le misure esposte dal Viceministro Wozniak riguardano anche l’obbligatorietà di studi di fattibilità ambientale in un’area meno vasta di quella finora circoscritta.

Gli interventi del Ministro Rostowski e del Viceministro Wozniak hanno posto fine al pessimismo legato alla decisione dei principali colossi mondiali – quello statunitense ExxonMobil, la Talisman Energy e la Marathon Oil- di abbandonare la ricerca di Shale in Polonia.

Secondo diverse stime, la Polonia possiede il più ampio giacimento di Shale in Europa, il cui sfruttamento consentirebbe a Varsavia, e all’Unione Europea, di diminuire sensibilmente la dipendenza dalle forniture di gas naturale dalla Russia.

La Rivoluzione Shale fa paura ai russi

Contrarietà allo sfruttamento di Shale in Europa è stata espressa dalla Russia, intenzionata a mantenere il controllo del settore del gas in Europa.

Secondo indiscrezioni, la Russia sostiene movimenti ecologisti che protestano contro lo sfruttamento di Shale in Europa per motivi di carattere ambientale.

Lo Shale è un gas estratto in rocce porose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

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GAS: IN USA CONTINUA LA RIVOLUZIONE SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 21, 2013

Il Dipartimento dell’Energia avvia l’esportazione di 1,4 Miliardi di oro blu all’anno dal terminale di Quintana Island, in Texas. L’India in primo piano per la compravendita del carburante statunitense che porterà ad un mutamento della geopolitica energetica mondiale

La rivoluzione Shale nel Mondo sta iniziando, e gli Stati Uniti d’America sono in prima per rafforzare l’indipendenza energetica delle nazioni libere dagli oligarchi del gas, malgrado quello che ci viene raccontato in Paesi relegati alla provincia di un Mondo sempre più globalizzato, come l’Italia.

Nella giornata di Lunedì, 20 Maggio, il Dipartimento dell’Energia USA ha dato il via libera all’esportazione in India per i prossimi 20 anni di 1,4 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto dal terminale di Quintana Island, in Texas.

Il via libera dato dal Dipartimento dell’Energia, formulato con la condizionale per via della presenza di investimenti britannici, cinesi e giapponesi nel terminale di Quintana Island, apre la strada alle esportazioni di Shale ai Paesi che non hanno un Accordo di Libero Scambio con gli USA.

Come riportato dall’agenzia UPI, particolare interesse all’operazione è stato espresso dall’India, che, nonostante l’assenza di un Accordo di Libero Scambio con gli USA, ha stabilito un pre-accordo per l’importazione di gas Shale liquefatto statunitense.

L’India ad oggi è il quarto consumatore al mondo di energia, dopo Stati Uniti, Cina e Russia, e, secondo le stime, nel 2030, dovrà fronteggiare una domanda interna di 8 Trilioni di piedi cubi all’anno.

Il via libera all’esportazione di LNG dal Texas segue l’avvio delle forniture di Shale liquefatto dalla Louisiana alla Gran Bretagna, avvenuto nel Marzo 2013 con il sostegno dell’Amministrazione Presidenziale USA e del Governo britannico.

Con l’avvio dello sfruttamento dello Shale, gli USA sono destinati a diventare il primo esportatore al Mondo di gas entro il 2018, come riportato da diverse stime, con particolare predominanza nel mercato energetico dell’Asia.

Pre-accordi per l’importazione di Shale USA liquefatto sono stati già firmati da Corea del Sud, India, Taiwan e Singapore per quanto riguarda il continente asiatico.

In Europa, oltre alla Gran Bretagna, anche Spagna e Paesi Bassi hanno espresso interesse per il LNG degli Stati Uniti d’America.

Shale gas è Democrazia

Il consolidamento degli USA come primo Paese esportatore di energia può portare alla riduzione dello strapotere di regimi autocratici che, come la Russia e l’Algeria, si servono dell’arma energetica per realizzare scopi di natura geopolitica a spese della libertà dei popoli e della democrazia.

Lo Shale è un gas estratto da rocce porose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica.

Contraria allo sviluppo dello Shale è la Russia, che oltre a perdere il controllo del mercato in Europa rischia di ricoprire un ruolo marginale anche in Asia.

Matteo Cazzulani

SEMPRE PIÙ VIVA LA GUERRA ENERGETICA IN ASIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 28, 2013

USA ed India rinsaldano il legame per l’importazione di gas liquefatto. Gli indiani impegnati in una contesa militare con la Cina per il controllo delle importazioni dal Golfo Persico e dall’Africa dell’Est, mentre la Russia vede il Giappone come obiettivo strategico

L’Asia sta passando dall’essere il Continente della crescita esponenziale della popolazione al centro di una contesa energetica mondiale.

Nella giornata di giovedì, 25 Aprile, l’India ha firmato il secondo accordo per l’importazione di gas dagli Stati Uniti d’America.

L’accordo, firmato tra il colosso indiano Petronet e la compagnia statunitense United LNG, prevede l’esportazione per vent’anni di 360 Miliardi di metri cubi di gas.

L’oro blu destinato all’India sarà caricato su cargo navali presso il rigassificatore Main Pass Hub, nel Golfo del Messico.

L’accordo per l’esportazione di gas all’India entrerà in vigore non appena il Dipartimento dell’Energia USA dara il via libera all’esportazione di gas ai Paesi che non appartengono alla Zona di Libero Scambio.

La misura sta per essere approvata dopo che gli USA hanno avviato l’estrazione dello shale: gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, estratto mediante sofisticate tecniche di fracking utilizzate solo in Nordamerica.

Con il via libera del Dipartimento dell’Energia, tutti i contratti firmati dagli USA con India, Corea del Sud, Singapore ed Indonesia diventeranno effettivi, e Washington diverrà il primo paese esportatore di gas in Asia.

Dal punto di vista indiano, l’accordo tra la Petronet e la United LNG è il secondo contratto firmato tra i due Paesi per l’importazione di gas dagli USA all’India, dopo che un precedente documento ha permesso ad alcune compagnie indiane di avviare lo sfruttamento congiunto di alcuni giacimenti di shale statunitensi.

L’importanza per la parte indiana dell’accordo con gli USA è data anche dalla concorrenza in atto tra India e Cina per il controllo delle risorse energetiche del Golfo Persico e dell’Est Africa che, come riportato dall’agenzia UPI, sta sfociando anche sul piano militare.

Per contrastare gli approvvigionamenti indiani di gas dal Qatar, la Cina ha insediato basi militari a Gwadar, tra Pakistan e Iran, in Sri Lanka, in Myanmar, ed in Bangladesh.

Come pronta risposta, per contrastare l’importazione di greggio della Cina sempre dal Golfo Persico e dall’Africa, l’India ha dislocato la sua flotta nelle isole Andabar e Nicobar, per controllare il Golfo del Bengala e lo Stretto di Malacca.

Il patto tra USA ed India, e la presenza della Cina nella contesa, ha messo in allarme la Russia, che teme di perdere la contesa con gli Stati Uniti d’America per il controllo del mercato dell’energia asiatico.

Come riportato dalla Bloomberg, Mosca ha avviato le operazioni per concedere al colosso statale del greggio, Rosneft, la possibilità di esportare gas liquefatto in Asia, su cui finora il monopolio è spettato al monopolista statale del gas, Gazprom.

Il 18 Aprile, la Rosneft ha inoltre firmato un accordo con la compagnia giapponese Marubeni per l’esportazione di gas liquefatto in Giappone.

Come dichiarato dal Governo giapponese, che necessita di diversificare le fonti di approvvigionamento di energia dopo il disastro alla centrale atomica di Fukushima, il rapporto energetico con la Russia è considerato di fondamentale importanza per il Giappone.

Il Canada cementa l’alleanza con la Cina

Oltre a USA e Russia, un altro attore nella Guerra Energetica in Asia è il Canada, che vede il mercato asiatico come uno sbocco per la produzione interna di greggio.

Come dichiarato dal Premier canadese, Stephen Harper, il Canada punta a diversificare le esportazioni di greggio dal solo invio di oro nero agli USA.

Il 17 Aprile, il Premier Harper ha favorito l’avvio di investimenti cinesi in Canada, a partire dall’acquisizione della compagnia Nexen da parte del colosso cinese CNOOC.

Matteo Cazzulani