LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TAP E GAS ISRAELIANO LE PRIORITÀ DELLA PRESIDENZA DI TURNO UE DELLA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 15, 2014

Il Ministro dell’Energia greco, Yiannim Maniatis, sottolinea l’importanza della diversificazione delle fonti di gas con la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico per l’importazione dell’oro blu dell’Azerbaijan e una cooperazione con Cipro per veicolare il carburante di Israele. Sostegno alla Commissione Europea nel suo scontro con il monopolista statale russo del gas, Gazprom, per la realizzazione del Southstream

Diversificazione e rispetto delle regole sono i due principi cardine della Presidenza di turno greca dell’Unione Europea in tema energetico. Nella giornata di lunedì, 13 Gennaio, il Ministro dell’Energia greco, Yiannis Maniatis, ha dichiarato che la Grecia ritiene fondamentale accrescere la propria posizione all’interno del sistema europeo dell’energia come il Paese di transito di alcune infrastrutture che garantiscono la diversificazione delle importazioni di gas da Russia ed Algeria.

In primis, il Ministro Maniatis ha evidenziato l’importanza del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- progettato, con il supporto politico della Commissione Europea, dell’Italia, dell’Albania e, per l’appunto, della Grecia, per veicolare in Europa minimo 10 Miliardi di metri cubi di gas provenienti dall’Azerbaijan.

Inoltre, importante è anche la realizzazione delle altre infrastrutture progettate per veicolare il gas azero della TAP in altri Paesi UE, come l’Interconnetore Grecia Bulgaria -IGB- che, secondo i progetti, potrebbe essere prolungato anche a Romania ed altri Paesi balcanici.

Oltre alla TAP, il Ministro greco ha sottolineato l’importanza dell’avvio di una partnership tra Grecia e Cipro per l’importazione del gas dai giacimenti che Israele ha di recente scoperto nelle sua acque territoriali.

Secondo Maniatis, la realizzazione di questi progetti lancia un chiaro segnale di efficienza e volontà di miglioramento da parte dell’UE.

Altro punto importante è la questione dei rapporti con la Russia, in particolare preso atto del progetto di realizzazione del Southstream: gasdotto concepito per incrementare sensibilmente la quantità di gas russo esportata in territorio UE, per cui il monopolista statale russo dei gas, Gazprom, ha già firmato accordi bilaterali con Bulgaria, Serbia, Ungheria, Croazia, Slovenia e Austria

Maniatis ha criticato i patti siglati da Gazprom in quanto essi non rispettano il Terzo Pacchetto Energetico -legge UE che vieta a monopolisti di controllare sia i gasdotti che la compravendita di gas- ed ha dichiarato pieno supporto all’azione legale che la Commissione Europea ha avviato per la condotta sleale del monopolista russo.

Gazprom e DEPA ai ferri corti

Oltre che sul Southstream, i dissidi tra Grecia e Russia sono legati anche alle trattative per il rinnovo delle forniture di gas tra Gazprom e la compagnia statale greca DEPA che, martedì, 14 Gennaio, ha dichiarato insufficiente l’offerta scontata a 400 Dollari per mille metri cubi, pari ad un ribasso del 15%.

Come riportato da forti ben informate, la DEPA, dopo che avrà interrotto le trattative con Gazprom, potrebbe ricorrere contro il monopolista russo del gas presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma.

Matteo Cazzulani

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LA BULGARIA RICEVE IL GAS DALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 8, 2013

La compagnia Bulgtransgaz dichiara l’avvio della realizzazione di una conduttura che veicola 1 Miliardo di metri cubi di oro blu dell’Azerbaijan in territorio bulgaro dal tratto in Grecia del Gasdotto Trans Adriatico. Anche l’Italia, seppur con condizioni contrattuali poco chiare, compartecipa all’importazione del carburante azero

Un gasdotto che si amplia per garantire la diversificazione delle formiture di gas dell’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, 9 Ottobre, la compagnia Bulgtransgaz ha dichiarato l’avvio della realizzazione dell’Interconnettore Grecia-Bulgaria per veicolare 1 Miliardo di metri cubi di gas all’anno dal territorio greco a quello bulgaro.

Come riportato da AzerNews, l’infrastruttura rappresenta un prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare in Europa 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

La realizzazione dell’infrastruttura dalla Grecia alla Bulgaria è stata incentivata dalla firma di contratti tra l’Azerbaijan e alcune compagnie europee a cui il gas azero sarà riservato per un periodo di 25 anni.

Come comunicato dal colosso azero SOCAR, Bulgaria e Grecia riceveranno rispettivamente 1 Miliardo di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno, mentre l’Italia ne otterrà 8, da suddividere poi con il resto degli acquirenti.

Nello specifico, la compagnia francese Suez Gaz de France ha concordato l’importazione di 2,6 Miliardi di Metri cubi di gas annui, la tedesca E.On 1,6 Miliardi di Metri Cubi, la greca DEPA, la bulgara Bulgargaz e il colosso olandese Shell rispettivamente 1 Miliardo.

L’italiana Hera ha concordato l’acquisto di 300 Milioni di Metri cubi di gas, l’Enel non ha rivelato dettagli contrattuali, mentre la svizzera AXPO ha dichiarato solo che il carburante importato sarà utilizzato nel mercato dell’Italia e della Svizzera.

L’Interconntettore Grecia-Bulgaria è la prima delle tre diramazioni previste per la TAP. Seguirà infatti il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che veicolerà 5 Miliardi di metri cubi di gas azero dall’Albania in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

La seconda ramificazione della TAP è quella che, secondo indiscrezioni ben fondate, porterà il gas dell’Azerbaijan dall’Italia in Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Bene la TAP, ma occorre di più

La TAP, e le sue diramazioni, sono sostenute dalla Commissione Europea, che supporta un progetto di diversificazione delle forniture di gas dalla dipendenza che, ad oggi, lega l’UE a Russia, Norvegia ed Algeria.

Oltre al gas dall’Azerbaijan, la Commissione Europea ha preventivato la realizzazione di rigassificatori per importare LNG da Qatar ed Egitto, e shale dagli Stati Uniti d’America.

Proprio gli USA hanno supportato la realizzazione della TAP come infrastruttura che diminuisce la dipendenza energetica dalla Russia, ma, come riportato dal Viceassistente del Segretario di Stato statunitense, Amos Hochstein, occorre ora la realizzazione dei rigassificatori per diversificare ulteriormente le fonti di gas.

Matteo Cazzulani

GAS: LA SOCAR RILEVA LA DESFA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 23, 2013

Il colosso energetico azero rileva il controllo della compagnia greca gestore del sistema di distribuzione del gas ellenico. Sempre più accesa la contesa tra TAP e Nabucco.

Un passo in Grecia con lo sguardo in Bulgaria per garantire la sicurezza energetica all’Unione Europea. Nella giornata di sabato, 22 Giugno, il colosso nazionale azero SOCAR ha raggiunto un accordo per l’acquisto della compagnia greca DESFA, incaricata della gestione del sistema di distribuzione del gas in terreno ellenico.

Come riportato da Natural Gas Europe, la SOCAR si è accordata per acquisire il possesso parziale della DESFA dal Fondo della Repubblica Ellenica di Sviluppo, mentre il restante 35% delle azioni dell’ente incaricato della distribuzione del gas in Grecia Sara ceduto da Atene in seguito ad un’asta pubblica.

L’acquisizione della DESFA da impulso alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è un progetto concorrente al Nabucco, conduttura progettata per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale via Romania, Ungheria e Bulgaria.

Proprio la Bulgaria e il Nabucco sono al centro degli interessi energetici di Unione Europea ed Azerbaijan, in quanto la SOCAR ha espresso l’intenzione di rifornire del proprio gas il gasdotto dalla verdiana denominazione e, tramite le condutture bulgare, anche la Grecia.

Particolare importanza è ricoperta dall’Interconnettore Grecia Bulgaria -IGB- concepito per veicolare gas dal territorio bulgaro a quello greco nel caso il Nabucco sia preferito alla TAP.

Il Nabucco e la TAP, gasdotti supportati dalla Commissione Europea, sono le due condutture candidate al trasporto del gas azero in Unione Europea tra le quali la SOCAR deve presto compiere una scelta.

La corsa alla DEPA ancora aperta

Decisiva per la realizzazione di Nabucco e TAP è anche la corsa per il controllo della compagnia nazionale DEPA, che il Governo greco ha messo all’asta per reperire le risorse necessarie a rispettare gli impegni finanziari presi con l’Unione Europea.

Dopo l’uscita dalla scalata del monopolista nazionale russo Gazprom, che è intenzionato a bloccare TAP e Nabucco per non perdere la posizione egemonica nel mercato del gas dell’UE, la SOCAR è favorita anche per l’acquisizione della compagnia nazionale greca.

Il possesso della DEPA da parte della SOCAR incentiva la realizzazione delle infrastrutture progettate dalla Commissione Europea per diversificare gli approvvigionamenti energetici UE con l’importazione diretta di gas azero.

Matteo Cazzulani

GAZPROM NON È PIU INTERESSATO ALLA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 11, 2013

Il monopolista statale russo lascia la scalata alla compagnia nazionale energetica greca. La decisione garantisce la realizzazione dei piani per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas dell’Unione Europea.

Un’operazione abbandonata o una decisione tattica da cui dipende l’indipendenza energetica europea. Nella giornata di lunedì, 10 Giugno, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha abbandonato la corsa per il possesso della compagnia nazionale energetica greca DEPA.

La decisione, che secondo una nota è stata assunta per evitare rischi, pone a serio rischio la realizzazione del progetto di svendita dei gioielli dell’industria nazionale progettato da Atene per rispettare la promessa fatta alla Trojka -Banca Centrale Europea, FMI e Unione Europea- per recuperare 2,6 Miliardi di Euro per risollevare la situazione economica del Paese.

Pur di mantenere Gazprom nella scalata, il Governo greco ha abbassato la percentuale di deposito richiesta, ed ha promesso il disimpegno del monopolista russo dall’operazione in caso di fuoriuscita della Grecia dall’Euro.

In cambio, Gazprom ha promesso la ristrutturazione del sistema infrastrutturale greco, e, secondo fonti ben accreditate, ha posto come condicio sine qua non la realizzazione del settore meridionale del Southstream.

Questo gasdotto è progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria dalle coste meridionali russe, attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia, mentre un ramo meridionale è stato pianificato dalla Grecia all’Italia.

Se realizzato, il Southstream blocca la costruzione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti -Nabucco e Gasdotto Trans Adriatico TAP- progettato dall’Unione Europea per veicolare gas dall’Azerbaijan, e, così, diminuire la dipendenza dalla Russia.

In particolare, infrastruttura interessata per quanto riguarda la Grecia è la TAP, progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine greco-turco attraverso l’Albania, percorrendo il tracciato meridionale preventivato dal Southstream.

La rinuncia di Gazprom alla scalata alla DEPA segna da un lato un punto a favore per la realizzazione del Corridoio Meridionale, ma, dall’altro, può essere letta come una mossa tattica per ottenere dalla Grecia più concessioni in ambito geopolitico.

Per Vilna, Mosca è una minaccia geopolitica

A sottolineare la pericolosità della Russia è un rapporto del Dipartimento della Sicurezza dello Stato lituano, che ha ritenuto Gazprom la principale minaccia alla sicurezza nazionale della Lituania.

Secondo il Rapporto, la Russia si avvale dell’energia per mantenere il controllo geopolitico dei Paesi Baltici, e per questo è intenzionata a disturbare in ogni modo la diversificazione delle forniture che sta per essere approntata dalla Lituania.

Oltre alla realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per importare LNG da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America, la Lituania, che dipende al 99% dal gas della Russia, ha deciso di integrare i gasdotti nazionali con il sistema infrastrutturale energetico europeo, come suggerito dalla Legge UE.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA ED AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 24, 2013

Atene inserisce clausole volute dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, per ottenere il controllo della compagnia nazionale greca. L’Azerbaijan ancora in corsa per garantire la diversificazione delle forniture di oro blu all’Europa

Una partita per il controllo del sistema energetico europeo che si sta combattendo nel cuore della Civiltà mediterranea. Nella giornata di lunedì, 22 Aprile, il Governo greco ha eliminato l’obbligo di imporre un deposito del 20% non rimborsabile per concorrere alla scalata della compagnia nazionale DEPA.

Come riportato da Natural Gas Europe, il Governo greco ha anche deciso di approvare una clausola per la restituzione del capitale investito alla compagnia vincitrice della scalata alla DEPA in caso di uscita della Grecia dalla Zona Euro.

Come riportato da Natural Gas Europe, ambo i provvedimenti sono stati fortemente voluti dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, interessato alla presa di possesso della DEPA.

Per Gazprom, la Grecia rappresenta un obiettivo importante per implementare l’espansione in Unione Europea ed incrementare la posizione di monopolio nel mercato energetico dell’UE -che ad oggi dipende dalle importazioni di gas dalla Russia per il 40% del fabbisogno continentale.

A contendere la scalata alla DEPA a Gazprom è il colosso energetico azero SOCAR, che ha avanzato un’offerta alla compagnia nazionale greca per garantire la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Questa infrastruttura, sostenuta dal Governo greco, è concepita dalla Commissione Europea per veicolare in Italia gas dall’Azerbaijan partendo dalla Grecia attraverso l’Albania, con lo scopo di diversificare le fonti di approvvigionamento dal monopolio di Russia ed Algeria.

Una decisione necessaria per fermare la crisi economica

La Grecia è costretta a cedere la DEPA per ripianare i debiti contratti per le operazioni di salvataggio del Paese nel corso della crisi economica.

Alla corsa alla compagnia greca solo inizialmente hanno preso parte il colosso italiano ENI e la compagnia francese Suez-Gaz de France, che poi si sono ritirate.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E USA SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 20, 2013

Il monopolista russo del gas Gazprom presenta offerte faraoniche per ottenere il controllo delle compagnie nazionali energetiche greche DEPA e DESFA, e lamenta l’intervento degli Stati Uniti d’America a sostegno della corsa del colosso azero SOCAR. L’UE invita Atene a fare cassa per rispettare il piano di rientro in campo economico.

A quanto pare, la Guerra Fredda in Europa non è ancora finita, e si fa sempre più acuta nella regione del Vecchio Continente più fortemente colpita dalla crisi economica.

Come riportato dal Natural Gas Europe nella giornata di martedì, 19 Febbraio, Russia e Stati Uniti d’America stanno combattendo una battaglia su diversi fronti per controllare le compagnie energetiche nazionali greche DEPA e DESFA, che il Governo di Atene ha deciso di privatizzare per reperire risorse necessarie ad arginare il deficit dello Stato.

Molto agguerrita è la Russia, che con il monopolista statale russo, Gazprom -ente controllato dal Cremlino- ha offerto alla Grecia lauti investimenti nel sistema infrastrutturale energetico locale e uno sconto sulle forniture di gas che, ad oggi, coprono il 54,10% del fabbisogno nazionale complessivo greco.

Inoltre, Mosca ha esercitato pressioni diplomatiche su Atene affinché l’offerta presentata da Gazprom e dalla compagnia Sintez-Negusneft sia valutata con particolare attenzione, ed ha lamentato un simile coinvolgimento da parte degli Stati Uniti d’America.

La lamentela dei russi è stata confermata da un esponente del Governo greco che, mantenendo l’anonimato, sempre al Natural Gas Europe ha confermato l’attività del Dipartimento di Stato USA nell’illustrare ad Atene le serie conseguenze geopolitiche che deriverebbero dalla cessione del settore energetico della Grecia alla Russia.

A differenza dei russi, nessuna compagnia USA si è presentata all’asta per l’acquisizione della DEPA e della DESFA: Washington ha così lasciato il ruolo di principale competitor di Gazprom al colosso dell’Azerbaijan SOCAR.

Neutrale, e un poco cinica, è invece la posizione dell’Unione Europea, che al posto di prendere una posizione a favore di una delle parti, o di avanzare una propria proposta, si è limitata ad incentivare una rapida chiusura della partita per portare in cassa il quanto più denaro possibile.

A influenzare il comportamento UE sono sopratutto Germania e Austria, i cui Governi puntano molto sulla riuscita del salvataggio economico della Grecia per ottenere una nuova maggioranza nelle Elezioni Federali, in programma nel 2013.

La scalata sulla Grecia cruciale per la concorrenza tra Southstream e TAP

Dalla battaglia per le compagnie energetiche greche dipende la realizzazione di infrastrutture che possono aumentare, o diminuire, la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia, dalle cui forniture l’UE è oggi legata per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia finirà per partecipare al Southstream: gasdotto concepito da Mosca dal territorio russo all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia per rifornire l’Europa di ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Se a ottenere il controllo del settore energetico greco sarà la SOCAR, la Grecia vedrà confermata la sua compartecipazione al Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura concepita per veicolare in Italia 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno provenienti dall’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia tramite l’Albania.

La TAP è uno dei gasdotti progettati dalla Comunità Europea, e sostenuto dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera, per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal monopolio di Russia e Algeria.

Se realizzato, il Gasdotto Trans Adriatico incrementerà il peso dell’Italia -e della Grecia- in Europa, e permetterà anche la creazione di nuovi posti di lavoro in due Paesi fortemente colpiti dalla crisi.

Matteo Cazzulani

GAS: MAXIOFFERTA DI GAZPROM PER LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 21, 2013

Il monopolista statale russo del gas propone 1,9 Miliardi di Euro per l’acquisizione della compagnia nazionale DEPA, mentre il gruppo Sintez punta al controllo della DESFA, ente deputato al controllo dei gasdotti di Atene. Obama contrario all’espansione energetica della Russia in Unione Europea 

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

Anche a causa della crisi la Grecia resta una pedina fondamentale per lo scacchiere geopolitico europeo. Nella giornata di Domenica, 20 Gennaio, il giornale greco Imersiya ha pubblicato la notizia dell’offerta di 1,9 Miliardi di Euro da  parte del monopolista statale russo del gas, Gazprom, per l’acquisizione della compagnia nazionale energetica greca DEPA.

La faraonica somma proposta da Gazprom – che è controllata direttamente dal Cremlino – è stata resa possibile grazie alla scelta dei vertici del monopolista russo di puntare unicamente al controllo della DEPA, senza considerare la compagnia DESFA – che è deputata al controllo dei gasdotti della Grecia – nell’ambito dell’asta indetta dal Governo greco per dismettere i gioielli del settore energetico di Atene.

La legge del’Unione Europea vieta ad un ente il controllo congiunto sia della compravendita del gas che il controllo delle infrastrutture utilizzate per il trasporto dell’oro blu.

Gazprom, che è già stato accusato da Bruxelles nel Settembre 2012 per concorrenza sleale nei Paesi del’Europa Centro-Orientale, ha così evitato di infrangere nuovamente la legge UE, e, nel contempo, ha potuto mettere sul tavolo delle trattative per l’acquisizione della DEPA un’offerta senza eguali.

A confermare il vantaggio del monopolista statale russo del gas nell’acquisizione della compagnia nazionale greca è anche il Financial Times, che ha riportato come a contendere a Gazprom la scalata alla DEPA sia in primis la Negusneft: compagnia appartenente al gruppo Sintez che, nonostante le leggi UE, ha presentato un’offerta per l’acquisizione sia della DEPA che della DESFA.

Preoccupazione per la possibile acquisizione da parte della Russia dell’intero sistema energetico della Grecia è stato espresso dagli Stati Uniti d’America. Come riportato dalla Imersiya, Washington ha invitato Atene a non incrementare la dipendenza energetica da Gazprom, da cui l’economia del Paese già dipende per l’80% del fabbisogno energetico complessivo.

Differente è stata la reazione dell’Unione Europea. Se da un lato Bruxelles non vede con favore l’operazione della Russia, dall’altro nessuna compagnia di Paesi UE ha preso parte alla scalata per la DEPA e la DESFA, de facto lasciando alle compagnie russe pista libera nell’acquisizione dei gioielli energetici di Atene.

Per arginare la crisi economica che sta colpendo la Grecia con particolare forza, il Governo greco ha deciso di mettere all’asta le compagnie energetiche nazionali DEPA e DESFA. A rendere l’affare appetibile è sopratutto la posizione geografica della Grecia, ed i progetti energetici in cui Atene è coinvolta.

L’offensiva della Russia contraria all’interesse nazionale dell’Italia

Da un lato, la DEPA ha avviato consultazioni con Israele e Cipro per avviare il trasporto del gas proveniente dai giacimenti Tamar e Leviathan, ubicati nelle acque territoriali del Mediterraneo Orientale.

La Grecia è inoltre coinvolta nella realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico: conduttura progettata per veicolare 21 Miliardi di metri di gas all’anno proveniente dall’Azerbaijan dalle regioni orientali della Grecia attraverso il territorio albanese fino in Italia.

La TAP, che è sostenuta dai Governi di Italia, Grecia ed Albania, è inserita nel progetto varato dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dalle importazioni dalla Russia, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo dell’UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico risponde anche all’interesse nazionale dell’Italia. Se realizzata, la TAP renderà il nostro Paese l’hub in Europa del gas dell’Azerbaijan, diversificherà gli approvvigionamenti di gas per industrie e utenti privati – con un sensibile decremento del costo della bolletta – e favorirà la creazione di posti di lavoro in un momento di grave crisi economica e sociale.

A mettere in forse la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico è la vittoria dei russi nella scalata alle compagnie energetiche della Grecia. La Russia, che punta a mantenere il quasi monopolio delle forniture di gas all’UE, è contraria ad ogni progetto varato da Bruxelles per diversificare le forniture di oro blu dirette in Europa.

Il controllo della DEPA e della DESFA da parte di Gazprom e Sintez rappresenterebbe dunque il tramonto di un progetto energetico, la TAP, fondamentale per l’interesse dell’UE e di quello nazionale dell’Italia.

A nutrire interesse per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico è anche l’Azerbaijan, che vede nell’UE un mercato importante ove collocare il proprio gas. Per questa ragione, anche il colosso energetico azero SOCAR ha preso parte alla messa all’asta da parte di Atene dei gioielli energetici della Grecia.

Come riportato da Natural Gas Europe, la SOCAR ha proposto un’offerta per acquisire il controllo della DESFA e, così, mantenere il controllo del sistema infrastrutturale energetico della Grecia, mettendo in sicurezza la realizzazione della TAP dall’offensiva economica e politica della Russia.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 8, 2012

Il monopolista russo Gazprom, e il colosso azero SOCAR sono i maggiori contendenti nella scalata alla compagnia nazionale greca DEPA: messa all’asta dal Governo di Atene per arginare le conseguenze della crisi economica. Dalla vittoria sull’ente ellenico dipende l’indipendenza energetica dell’UE

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

L’immagine della Grecia di questi tempi non è solo la piazza del Parlamento devastata dalle manifestazioni di protesta per misure di austerità varate dal Governo per battere la crisi, ma è anche quella di una pedina della geopolitica energetico contesa tra due superpotenze del settore.

Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, si è concluso il termine per la presentazione delle candidature alla scalata della DEPA: la compagnia nazionale greca dell’energia, messa in vendita dal Governo greco per ottenere danaro utile per diminuire la crisi economica che, ad oggi, ha spinto Atene quasi fuori dalla zona Euro.

Secondo di dati ufficiali, le compagnie ammesse all’asta della DEPA sono il monopolista russo, Gazprom, la compagnia russa Sintez, e il colosso energetico SOCAR.

Come riportato dall’autorevole Reuters, l’acquisizione della compagnia nazionale greca prevede anche il controllo sugli enti EPA e DESFA, specializzati rispettivamente nel tradito del gas e nella gestione dei gasdotti.

La scalata ala DEPA rappresenta una pagina cruciale per la geopolitica energetica europea, poiché dalla vittoria nell’asta per il controllo della compagnia nazionale greca dipende la realizzazione di infrastrutture deputate al potenziamento dell’importazione di gas nel Vecchio Continente.

Atene tra Russia ed Europa

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia con tutta probabilità entrerà a far parte del progetto Southstream: gasdotto dalla portata di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, progettato dal Cremlino per aumentare le forniture di gas all’Europa, ed impossibilitare la realizzazione dei piani di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europe per veicolare oro blu direttamente dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, è progettato per trasportare gas sul fondale del Mar Nero dalle coste russe al porto bulgaro di Varna.

Da qui, un ramo meridionale è progettato verso Grecia e Italia, un altro è programmato lungo la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Slovenia ed Italia.

La vittoria della SOCAR nella scalata alla DEPA potrebbe invece invece significare il mantenimento in auge dei progetti di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europea per abbattere la quasi totale dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu di Mosca.

Ad oggi, la Grecia, assieme all’Italia e all’Albania, supporta il Gasdotto Transadriatico – TAP: conduttura dalla portata di 21 miliardi di metri cubi all’anno di gas, progettata per veicolare oro blu azero in Puglia dal confine greco-turco, attraverso il territorio albanese.

La conduttura è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.ON, ed è sostenuta dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR.

Sulla base del sostegno politico dei Governi di Italia e Grecia, anche la compagnia italiana Enel e la greca DEPA hanno dichiarato l’intenzione di cofinanziare l’infrastruttura.

Se ad avere la meglio nella scalata alla DEPA sarà il colosso azero SOCAR, la compagnia nazionale greca avrebbe tutto l’interesse a sostenere la realizzazione della TAP e, così, porterebbe Atene ad assumere un ruolo decisivo per la sicurezza energetica europea.

Matteo Cazzulani

L’Ungheria appoggia il Southstream

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 1, 2012

Come riportato da una nota del monopolista nazionale russo, Gazprom, il governo ungherese ha appoggiato il gasdotto progettato da Mosca per aumentare la dipendenza dell’UE dalle forniture del Cremlino. Critica la posizione di Budapest sul piano energetico e geopolitico

La tentazione russa ha spinto il Premier ungherese, Viktor Orban, a mantenere il piede in due scarpe in ambito energetico. Come riportato da una nota del monopolista russo, Gazprom – posseduto per meta dal Cremlino – nella giornata di mercoledì, 31 Ottobre, l’Ungheria ha accettato la costruzione nel proprio territorio del gasdotto Southstream.

Il fatto non costituisce affatto una novità, dal momento in cui già nei giorni precedenti alla visita in Ungheria del vicecapo di Gazprom, Alexandr Medvedev – durante la quale Orban ha concordato il sostegno al gasdotto russo – le voci sull’adesione di Budapest al Southstream si sono fatte sempre più insistenti.

Inoltre, due giorni prima dei colloqui ufficiali con l’Ungheria, il monopolista russo del gas ha firmato un simile documento con la vicina Serbia, che ha garantito la costruzione del Southstream presso il proprio territorio.

Durante gli ultimi anni, l’interesse dell’Ungheria nei confronti del Southstream e oscillato dall’aperto sostegno prestato dai governi socialisti tra il 2006 e il 2010, e l’iniziale raffreddamento approntato dalla salita al potere dei moderati di Orban, che hanno preferito sostenere i progetti della Commissione Europea varati per diversificare le forniture di gas nel Vecchio Continente e diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia.

Nonostante la firma posta dal Governo Orban a inizio Ottobre in calce alla dichiarazione di sostegno politico al Nabucco – gasdotto progettato da Bruxelles per trasportare 16 milioni di gas azero direttamente in Europa transitando per Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria – Budapest ha ceduto al pressing del Cremlino e, come riportato dalla nota di Gazprom, ha concesso il supporto ufficiale anche al Southstream.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream – compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, dalla greca DEPA, e da quelle nazionali slovene e serba – e un progetto di 3600 chilometri concepito per veicolalre 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia all’Europa sud-occidentale e balcanica.

Un altro scopo del Southstream – che transiterà sul fondale del Mar Nero dalle coste della Russia fino alla Bulgaria, da dove una diramazione meridionale si dirigerà in Grecia, mentre una sezione settentrionale risalirà la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Montenegro, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia – e quello di impedire all’Unione Europea il trasporto diretto in Europa di gas dall’Azerbaijan tramite il Nabucco.

Con il sostegno al Southsream, l’Ungheria si pone in una posizione abigua sul piano energetico. Da un lato, Budapest sostiene i progetti della Commissione Europea, ma dall’altro supporta anche la politica energetica della Russia, che mira a mantenere l’Europa dipendente dalle proprie forniture di gas.

Bucarest e Sofia a sostegno della politica energetica UE

Chi invece nella guerra del gas tra l’Europa e la Russia ha scelto chiaramente da che parte stare sono Romania e Bulgaria.

Come riportato dall’agenzia Novinite, il vice-Ministro dell’Economia romeno, Rodin Traiku, mercoledì, 31 Ottobre, ha dichiarato l’intenzione di inserire il gasdotto che collegherà il sistema infrastrutturale della Romania con quello della Bulgaria – in via di realizzazione – nell’ambito del Nabucco.

Grazie all’impegno del Presidente Traian Basescu, la Romania si e posta in prima fila nel sostegno alla politica energetica della Commissione Europea non solo prestando un concreto supporto al Nabucco, ma anche avviando le trattative per altri progetti finalizzati alla diversificazione delle forniture di gas per l’Europa.

Tra i piani sostenuti da Bucarest rientrano l’AGRI – progetto per il trasporto di gas in Europa dal Turkmenistan via terra fino alla Georgia, e, dal porto georgiano di Poti, via nave fino al terminale di Costanza, in Romania – e l’avvio dello sfruttamento di giacimenti di oro blu naturale e non-convenzionale nelle acque territoriali romene.

La posizione della Romania in merito al Nabucco e in linea con quella del Primo Ministro bulgaro, Boyko Borysov, che, durante il Consiglio Europeo del 22 Ottobre, ha dichiarato l’avvio della costruzione del gasdotto dalla verdiana denominazione in Bulgaria il prossimo Gennaio.

Inoltre, per abbattere la dipendenza dal gas della Russia, la Bulgaria ha avviato un massiccio piano di diversificazione delle importazioni di oro blu mediante la messa in comunicazione del sistema infrastrutturale energetico nazionale non solo con quello romeno, ma anche con quello di Serbia, Macedonia, Grecia, e Turchia.

Matteo Cazzulani

Gazprom avvia la scalata alla Grecia

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 13, 2012

Il monopolista russo intenzionato con proposte concrete a rilevare la compagnia nazionale greca DEPA. L’enjeu geopolitico volto a impedire la realizzazione dei piani di diversificazione delle forniture di oro blu varato dalla Commissione Europea alla base dell’operazione.

La Grecia e in crisi e la Russia e pronta a prendere il controllo del settore energetico del Paese. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha ufficializzato la strategia con la quale intende realizzare la scalata alla compagnia nazionale greca DEPA, dopo che il Governo di Atene, per via della forte crisi economica, ha deciso di privatizzare l’importante ente energetico nazionale.

Come riportato dall’autorevole Natural Gas Europe, Gazprom ha proposto alla Grecia la messa in sicurezza delle forniture di gas con la costruzione di rigassificatori nelle provincie più remote del Paese, il rifornimento di gas presso isole oggi non alimentate di oro blu, e investimenti su gasdotti locali per rafforzare il sistema energetico nazionale greco.

Un secondo aspetto dell’offerta di Gazprom riguarda la promessa di sconto del 30% sul prezzo del gas, sempre se a controllare la DEPA Sara ovviamente il monopolista russo.

La proposta di ritocco al ribasso delle tariffe e in linea con la condotta di Gazprom nei confronti dei Paesi dell’ex-blocco sovietico e di quelli dell’Europa Occidentale. In cambio rispettivamente dell’ingresso nella Zona di Libero Scambio CSI – progetto economico varato da Mosca per rafforzare l’egemonia politico-economica russa nell’ex-URSS – e del sostegno politico presso le istituzioni UE, il monopolista russo ad essi ha concesso sconti sulle tariffe per l’acquisto di oro blu.

Altro aspetto sollevato da Gazprom e la proposta di investimenti sociali in iniziative filantropiche. Una sorta di mecenatismo energetico che permette al monopolista russo di presentarsi in buona luce agli occhi dell’Opinione Pubblica greca.

Per facilitare l’erogazione di un credito, Gazprom ha anche sottolineato alla Grecia l’ausilio di Gazprom Finance: una forte società finanziaria che si e detta disposta ad erogare un credito al monopolista russo – a cui appartiene – per garantire la realizzazione degli investimenti preventivati.

Infine, il monopolista russo ha avviato contatti con i principali gruppi industriali e politici del Paese, per invitarli ad attuare un’opera di lobby presso il Governo nazionale, affinché la candidatura di Gazprom al rilevamento della DEPA sia considerata con la dovuta attenzione.

L’operazione greca di Gazprom e legata ad una precisa strategia, con la quale il monopolista russo intende da un lato affossare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas varati dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu azero. Dall’altro, Gazprom mira ad assicurare la realizzazione dei propri piani energetici per rafforzare l’egemonia di Mosca nel Vecchio Continente.

Di recente, la DEPA ha espresso interesse per l’ingresso nel Gasdotto Transadriatico – TAP: infrastruttura compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On concepita per trasportare oro blu dall’Azerbaijan in Puglia transitando per Grecia ed Albania.

Progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE della Commissione Europea – fascio di gasdotti deputati al trasporto diretto del gas dall’Azerbaijan – la TAP e supportata politicamente dai Governi italiano, greco ed albanese. Oltre a quello della DEPA, ha ottenuto l’interesse della compagnia italiana Enel, e del colosso britannico British Petroleum.

La realizzazione della TAP e fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas all’Europa – ad oggi dipendente dal solo gas di Russia e Nordafrica – ed e importante per il miglioramento della situazione economica e politica all’interno dell’UE di Italia e Grecia.

Con l’ingresso nel progetto di una DEPA controllata da Gazprom, non e escluso che l’infrastruttura possa subire ritardi a causa di un palese conflitto di interessi, rappresentato dalla presenza del diretto concorrente russo tra gli shareholder del Gasdotto Transadriatico: concepito per trasportare direttamente in Europa gas non-russo.

Inoltre, la Grecia per la Russia rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione del Southstream: gasdotto progettato da Mosca per rifornire di gas russo direttamente l’Europa Sud-Occidentale, bypassare Paesi politicamente osteggiati dal Cremlino – come Romania, Polonia, Moldova ed Ucraina – ed affossare la costruzione del Corridoio Meridionale UE.

Compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Montenegro, Macedonia, Serbia e Slovenia, il Gasdotto Ortodosso – com’e altrimenti noto il Southstream – e posseduto in parte anche dalla DEPA.

Se controllata direttamente da Gazprom, la compagnia nazionale greca disporrebbe di fondi immediati per la pronta realizzazione sul proprio territorio del Gasdotto voluto da Mosca e, così, fermerebbe i progressi della TAP.

La gara per il controllo del gas israeliano

Resta infine un altro punto di importanza della Grecia per la Russia, legato alla recente scoperta di importanti giacimenti di gas nel fondale del Mar Mediterraneo Orientale, in acque territoriali israeliane.

Individuato dalla compagnia statunitense Noble Energy, il serbatoio di oro blu consentirebbe ad Israele di presentarsi come Paese esportatore di gas all’UE alternativo a quello russo ed azero. Per questa ragione, il Governo israeliano ha ipotizzato il varo di un’alleanza con Cipro e la Grecia per il trasporto dell’oro blu mediterraneo.

La DEPA si e fortemente interessata al progetto, ma il suo possesso da parte di Gazprom snaturerebbe un piano che mira alla diminuzione della dipendenza dell’Europa dal gas della Russia.

Matteo Cazzulani