LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Europa diversifica le forniture di gas: a Baku varato il Corridoio Meridionale

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 23, 2014

Il progetto, composto dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- consente all’Europa di incrementare la sicurezza energetica importando carburante dal territorio azero. Nel complesso, le infrastrutture, per cui è previsto un investimento di più di 45 Miliardi di Dollari, raggiungono una lunghezza di circa 2 Mila chilometri

Un insieme di gasdotti di circa 2 Mila chilometri dal Caucaso all’Italia, attraverso Turchia, Grecia ed Albania, senza contare le diramazioni che assicureranno a molti Paesi dell’Unione Europea di diversificare le forniture di gas. Nella giornata di sabato, 20 Settembre, a Baku, in Azerbaijan, è stato varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti, supportato dall’Unione Europea, concepito per veicolare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas.

Come riportato dall’Hurriyet Daily News, il Corridoio Meridionale è composto dal già esistente Gasdotto del Caucaso Sud Orientale, che veicola il gas dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia, dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP, che attraversa tutto il territorio turco- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- che conduce il carburante dalla Grecia alla Provincia di Brindisi attraverso l’Albania.

Oltre a questi tre gasdotti, il Corridoio Meridionale prevede alcune diramazioni, come il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che conduce parte del gas dell’Azerbaijan dall’Albania in Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -dove sarà immesso nel Corridoio Nord-Sud che conduce il gas dal rigassificatore croato di Krk fino alla Polonia- e l’Interconnettore Grecia-Bulgaria.

Nel suo complesso, il progetto è compartecipato, oltre che dai Governi dei Paesi interessati, anche da alcune compagnie energetiche, come il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, quello norvegese Statoil, la compagnia francese Total, la tedesca E.On, la belga Fluxys, e la svizzera Axpo.

Soddisfazione per la realizzazione del Corridoio Meridionale, che come dichiarato dal Capo della SOCAR, Rovnag Abdullaev, comporta investimenti per più di 45 Miliardi di Dollari, è stata dichiarata dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che, come riportato dall’autorevole Trend, ha illustrato come il progetto sia necessario a garantire la diversificazione delle forniture di gas per l’Europa, che, ad oggi, dipende quasi esclusivamente da pochi fornitori che, spesso, si avvalgono dell’energia come arma di ricatto geopolitico.

Apprezzamenti sono stati dichiarati anche dal Ministro del Commercio britannico, John Livingston, che ha sottolineato come il Corridoio Meridionale, di cui si sta progettando il prolungamento dall’Italia alla Gran Bretagna, attraverso Svizzera, Germania, Francia e Belgio, sia necessario per lo sviluppo sia di tutti i Paesi interessati dal percorso dei gasdotti, che di tutti quelli dell’UE.

Pareri favorevoli all’infrastruttura sono stati dichiarato da altri rappresentanti dei Paesi coinvolti nel Corridoio Meridionale presenti all’inaugurazione, come, tra gli altri, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, il Premier greco, Antonis Samaras, e il Ministro dell’Energia albanese, Damian Gjiknuri.

Un successo anche del Governo Renzi

Degne di nota sono state le dichiarazioni del Viceministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, che ha sottolineato come l’Italia sia tra i Paesi più attivi nella realizzazione del Corridoio Meridionale per perseguire una politica mirata alla messa in sicurezza delle proprie forniture di idrocarburi.

Ad oggi, l’Italia dipende quasi esclusivamente dalle forniture di gas di Algeria e Russia, ma con la realizzazione della TAP -l’ultimo tratto del Corridoio Meridionale- ha la possibilità di diventare l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan, e, così, di rafforzare notevolmente il suo peso energetico e politico in UE.

A volere fortemente la realizzazione della TAP, che oltre ad incrementare la sicurezza energetica dell’Italia è destinata a creare nuovi posti di lavoro, sono stati l’attuale Premier, Matteo Renzi, e i due Capi di Governo che lo hanno preceduto, Enrico Letta e Mario Monti.

Per quanto riguarda l’arco parlamentare, a sostenere la TAP, in Italia, sono stati Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica, Socialisti e parte di Forza Italia, mentre parere contrario all’ultimo tratto del Corridoio Meridionale è stato espresso da Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Sinistra-Ecologia-Libertà, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia.

Esemplificativo della motivazione dell’opposizione di alcune forse politiche alla TAP è il loro totale assenso al Southstream: un gasdotto progettato dal Presidente russo, Vladimir Putin, e dall’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, per incrementare la quantità di gas russo inviata in Italia.

A differenza della TAP, il Southstream non diversifica le forniture di gas per l’Italia e l’Europa e, per questo, è osteggiato alla Commissione Europea, che ritiene il gasdotto russo non in linea con i principi di rafforzamento della sicurezza energetica che l’UE si è posta con la realizzazione del Corridoio Meridionale e di una serie di rigassificatori in tutto il continente.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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GAS: L’UE ACCOGLIE LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 2, 2013

Il Commissario UE all’Energia per lo sfruttamento del Gasdotto Trans Adriatico come mezzo di diversificazione delle forniture. Secondo il Vice Ministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP è risultato il progetto più vantaggioso sul piano economico

Un’opportunità da utilizzare per implementare la diversificazione delle forniture energetiche per l’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, Primo di Luglio, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica infrastruttura per le forniture di oro blu dell’Azerbaijan in Europa garantisce una nuova fonte di approvvigionamento per l’UE.

Oettinger ha evidenziato come, oltre ai Paesi coinvolti dal transito della TAP -Grecia, Albania, Italia, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia- la Commissione Europea intende coinvolgere anche Romania, Bulgaria e Serbia nelle forniture del gas azero.

La posizione del Commissario rende chiara la linea della Commissione Europea, dopo che la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa ha de facto sancito una sconfitta politica dell’UE.

Bruxelles ha infatti sempre sostenuto, seppur non apparentemente, il Nabucco: gasdotto alternativo alla TAP progettato per rifornire di gas Paesi fortemente dipendenti dalle forniture russe, come Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria -con il coinvolgimento anche di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La TAP, scelta dal consorzio che controllami il giacimento azero Shakh Deniz -compartecipato dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, è invece progettata per veicolare il gas in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

In territorio albanese, il Gasdotto Trans Adriatico si collegherà con il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- progettato per rifornire di gas Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia.

“Non importa quale delle infrastrutture veicola il gas azero in UE, l’importante è avere stabilito regole con un nuovo partner energetico come l’Azerbaijan -ha dichiarato Oettinger in una nota- Il Nabucco è ancora sulla tavola, perché l’Europa ha bisogno di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu”.

Come dichiarato in un’intervista alla Reuters dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP ha vinto sul Nabucco per via della tempistica, fattibilità, scalabilità e mercato energetico rifornito.

La TAP guarda all’Europa Nord-Occidentale

Dopo l’ottenimento dell’appalto per veicolare il gas azero in Europa, la TAP ha avviato una ricomposizione interna del suo assetto che, come riportato dall’agenzia Azernews, prevede l’ingresso tra i soci dell’infrastruttura -che ad oggi sono il colosso norvegese Statoil, la compagnia svizzera AXPO, la compagnia belga Fluxys, della tedesca E.On- del colosso britannico British Petroleum, di quello azero SOCAR, e della compagnia francese Total.

Oltre a rafforzare il progetto, l’ingresso dei colossi energetici nella TAP facilita il prolungamento dell’infrastruttura a Svizzera, Germania, Belgio, Olanda, Francia e Gran Bretagna, e pone il mercato energetico dell’Europa Nord-Occidentale come vera destinazione del gas azero.

Questa soluzione diminuirebbe il peso di Italia e Grecia che, dopo avere sostenuto politicamente la TAP, sarebbero limitate a ricoprire solo un ruolo di Paese di transito.

Matteo Cazzulani

TAP: ITALIA, GRECIA E ALBANIA FIRMANO UN ACCORDO DI PARTNERSHIP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 23, 2013

I Governi italiano, greco e albanese varano una Commissione Speciale per coordinare i lavori per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico. L’infrastruttura fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea

Una lobby politica transnazionale per garantire la sicurezza energetica europea. Nella giornata di lunedì, 22 Aprile, a Roma, Italia, Grecia ed Albania hanno firmato un accordo di cooperazione internazionale per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

L’accordo prevede il varo di una CommissioneSpeciale per coordinare i lavori della TAP, e facilitare il contatto tra i tre Paesi impegnati nella realizzazione dell’infrastruttura.

Come dichiarato dal Viceministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, l’accordo caratterizza un importante passo per i tre Paesi, per l’Europa meridionale e, più in generale, per tutto il Vecchio Continente.

Soddisfazione è stata espressa dal Vice Ministro dell’Energia greco, Makos Papayeorgiu, che ha sottolineato come la TAP sia fondamentale per assicurare la sicurezza energetica ai Paesi coinvolti nella realizzazione dell’infrastruttura.

Il Vice Ministro degli Esteri albanese, Edith Harxhi, ha infine evidenziato il valore politico della Commissione Speciale in sostegno al Gasdotto Trans Adriatico per portare all’effettiva realizzazione dell’infrastruttura.

La TAP è progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Supportato economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto politicamente da Italia, Grecia, Albania, ed anche da Croazia e Svizzera, dove sono previste diramazioni della conduttura.

La TAP è uno dei progetti del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettato dall’UE per veicolare gas dall’Azerbaijan e, così, diminuire la dipendenza dalla Russia, da cui l’Europa importa il 40% del fabbisogno di gas complessivo.

La concorrenza del Nabucco

L’altro progetto del Corridoio Meridionale è il Nabucco: gasdotto concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno di provenienza azera in Austria dalla Turchia occidentale, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Supportato economicamente dalla compagnia austriaca OMV, da quella ungherese MVV, da quella romena Transgaz, e dalla bulgara BEH, il Nabucco è sostenuto politicamente da Romania, Austria, Turchia, Slovacchia, Polonia e Bulgaria.

Matteo Cazzulani

GAS: IL NABUCCO PERDE IL PARTNER DELLA GERMANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 4, 2012

La compagnia tedesca RWE abbandona il gasdotto dalla verdiana denominazione per il lievitare dei costi e le incertezze sull’avvio della realizzazione. Si avvantaggia il progetto del Gasdotto Trans Adriatico per veicolare l’oro blu azero in Italia. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

I percorsi di Nabucco e Southstream

I troppi costi e il prolungarsi delle operazioni di realizzazione hanno fatto che si i tedeschi abbiano abbandonato un progetto concepito per diversificare le forniture di gas dell’UE dalla Russia. Nella giornata di lunedì, 3 Dicembre, la compagnia energetica tedesca RWE ha dichiarato di voler abbandonare il consorzio deputato alla costruzione del Nabucco, e di vendere le sue azioni nel progetto alla compagnia austriaca OMV.

Come riportato da diversi media, tra cui il Financial Times, la ragione dell’abbandono della RWE è legata al lievitare dei costi e all’incertezza sulla data di avvio della costruzione dell’infrastruttura.

Il portale di informazione Natural Gas Europe ha evidenziato come la RWE non sia la prima compagnia ad avere espresso perplessità sul Nabucco. Nel Gennaio 2012, anche la compagnia ungherese MOL ha sollevato simili obiezioni ed ha minacciato l’uscita dal consorzio per la costruzione del gasdotto.

Il Nabucco è un gasdotto concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sul piano economico, il Nabucco è compartecipato alla pari dalla OMV, dalla MOL, dalla RWE, dalla compagnia romena Transgaz e dalla bulgara Bulgargaz. Dal punto di vista politico, il Nabucco è sostenuto dai governi di Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, e dalla Commissione Europea.

Proprio il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, alla Bloomberg ha dichiarato la necessità di importare il gas dall’Azerbaijan per diversificare le forniture di oro blu di cui l’Europa si serve per soddisfare il proprio fabbisogno di energia.

Ad oggi, il gas della Russia copre il 40% del bisogno totale dell’UE, e l’oro blu dell’Azerbaijan rappresenta una fonte di approvvigionamento supplementare e alternativa al monopolio di Mosca.

La crisi del Nabucco non significa automaticamente il fallimento dell’Europa sul piano energetico, né rappresenta una cattiva notizia per l’Italia. Per trasportare il gas azero in Europa, non è stato progettato solo il gasdotto dalla verdiana denominazione, ma anche il Gasdotto Trans Adriatico – TAP.

Concepita per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, a Brindisi, attraverso l’Albania, la TAP garantirebbe all’Italia di diventare l’hub in Europa dell’oro blu proveniente dall’Azerbaijan, creando posti di lavoro e aumentando il prestigio del Belpaese nel Vecchio Continente.

Politicamente, il Gasdotto Trans Adriatico è supportato dai Governi di Italia, Grecia e Albania. Lunedì, 3 Dicembre, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha dichiarato che il Governo Monti profonderà tutti gli sforzi necessari affinché la TAP sia realizzata e consenta all’UE di approvvigionarsi di gas azero.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla compagnia tedesca E.On, la TAP ha ottenuto l’interessamento anche del colosso britannico British Petroleum e della seconda compagnia energetica italiana Enel.

Il Southstream e la minaccia russa

Diversamente dall’Enel, e dall’orientamento politico del Governo Monti, il colosso energetico italiano ENI sostiene il Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership anche con la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per rifornire l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica di 63 Miliardi di metri cubi di gas della Russia all’anno.

Il Southstream aumenta la dipendenza dell’Europa dalle forniture russe, evita la diversificazione degli approvvigionamenti di gas da parte dell’UE, e blocca la realizzazione di Nabucco e TAP.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia di Putin, che è stato appoggiato dai Governi i Germania e Francia e da quello italiano di Silvio Berlusconi nonostante l’opposizione della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani

TAP: PROCEDONO I LAVORI DEL GASDOTTO CHE RENDERA L’ITALIA L’HUB EUROPEO DEL GAS DALL’AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 24, 2012

Il consorzio deputato alla costruzione dell’infrastruttura da il via a consultazioni con le comunità territoriali albanesi per l’avvio della fase finale della realizzazione del progetto. La conduttura trasporterà in Puglia 21 miliardi di metri cubi di carburante azero, e consentirà all’Europa di diversificare le forniture di oro blu ed abbattere il monopolio di Russia ed Algeria

L’itinerario della TAP

520 chilometri di lunghezza per veicolare nel Vecchio Continente 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan e garantire all’Europa – e all’Italia – la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio russo e algerino. Nella giornata di mercoledì, 22 Novembre, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha dato il via ai lavori preliminari per costruzione dell’infrastruttura in Albania.

Come riportato in una nota ufficiale, il consorzio TAP ha avviato la comunicazione dei risultati degli studi di impatto ambientale alle comunità locali albanesi interessate dall’attraversamento dall’infrastruttura.

Lo studio di impatto ambientale tiene conto non solo delle conseguenze che la costruzione del gasdotto ha nei confronti dell’ambiente, ma anche delle conseguenze che l’infrastruttura comporta in termini culturali e socio-economici.

Come dichiarato dal Direttore della sezione albanese della TAP, Albert Haak, il consorzio per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico intende avviare un contatto diretto con la popolazione interessata dal transito dell’infrastruttura per mantenere un rapporto sereno con le comunità locali.

Interesse alla TAP è stato ribadito anche dall’Italia. Lunedì, 21 Novembre, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha confermato l’interesse della compagnia Enel a compartecipare alla TAP per garantire il trasporto di gas dal Bacino del Caspio in Italia.

Le parole di De Vincenti, riportate dal Dow Jones Newswires, sono una conferma alle ripetute dichiarazioni della seconda compagnia energetica italiana in merito all’interesse nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico.

Lo scorso 27 Settembre, il Governo italiano ha inoltre ufficializzato l’appoggio politico alla TAP con una firma di un documento a New York assieme ai Governi di Grecia e Albania.

Un’infrastruttura europea

Il Gasdotto Trans Adriatico è un’infrastruttura progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE: fascio di condutture concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa senza transitare, né dipendere, da infrastrutture controllate dalla Russia, dalle cui forniture di gas l’Europa, nel suo complesso, già dipende per il 40% del suo fabbisogno continentale.

La TAP condurrà il gas azero dal confine turco-greco attraverso l’Albania e il Mar Adriatico fino al Comune di Meledugno, nei pressi di Brindisi, da dove l’oro blu centroasiatico sarà immesso nel sistema europeo, rendendo l’Italia il principale hub del carburante del Bacino del Caspio in UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico è compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Oltre che l’Enel, interesse alla compartecipazione nella TAP è stato espresso anche dal colosso britannico British Petroleum.

L’interesse della British Petroluem è importante per rafforzare il Gasdotto Trans Adriatico: il colosso britannico è tra i partner del giacimento Shakh Deniz – da cui proverrà il gas azero diretto in Europa – e, di recente, ha firmato l’ingresso del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

La TANAP è il gasdotto attraverso il quale il gas dell’Azerbaijan verrà veicolato dalla Turchia orientale fino all’inizio della TAP, presso il confine turco-greco.

Il Gasdotto Transanatolico è sostenuto dai governi di Turchia e Azerbaijan, ed è compartecipato, oltre che dalla British Petroleum, dai colossi azero e norvegese, SOCAR e Statoil, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total.

Matteo Cazzulani