LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Terzo giorno del Processo Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 1, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ottiene tre giorni di sospensione del procedimento per prendere visione delle imputazioni ufficiali. Rapporto Freedom House conferma regresso democratico in Ucraina. La conferma, l’interrogatorio al Coordinatore degli imprenditori per il supporto all’ex-Primo Ministro.

Stesse facce, medesime repressioni, ma tempi decisamente più brevi. La terza seduta del processo a Julija Tymoshenko non e durata che una manciata di minuti: giusto il tempo di informare la Leader dell’Opposizione Democratica che, per i prossimi tre giorni, il suo compito, da svolgere rigorosamente a casa, soffrendo ulteriore tempo all’attività politica, sara la presa visione dei capi d’accusa ufficiali, resi noti nella sola giornata di venerdì.

Una decisione che, solo in parte, soddisfa le richieste della difesa: per legge, i giorni di studio sarebbero almeno due in più, dal momento in cui, per regolamento, andrebbero conteggiati dal lunedì, ad esclusione del Fine Settimana.

Comunque, una piccola vittoria per l’avvocato di Julija Tymoshenko, Serhij Vlasenko, e la stessa anima della Rivoluzione Arancione, come sempre supportata da migliaia di sostenitori ai piedi del Tribunale Pechers’kyj, tra cui la figlia, Jevhenija Karr, accorsa apposta dall’Inghilterra.

La stessa ex-Primo Ministro – accusata di condotta anti-statale in occasione degli accordi del gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – ha ripetuto come in Ucraina non vi sia giustizia, dichiarando l’intenzione di appellarsi a New York e, come già effettuato, ricorrere alla Corte Europea.

Il rapporto ONG e l’ennesima repressione

A conferma delle amare constatazioni di Julija Tymoshenko, il rapporto di Freedom House sullo stato delle nazioni che, per il 2011, ha registrato a Kyiv un peggioramento in materia di democrazia e Liberta di stampa, che ha trascinato l’Ucraina al medesimo livello dei Paesi arabi.

Sbigottita la reazione delle Autorità, che continuano a contestualizzare il processo alla Leader dell’Opposizione Democratica in una fumosa lotta alla corruzione di sovietica memoria, che mira al discredito dell’avversario, piuttosto che alla pulizia in casa propria.

Non a caso, il Coordinatore del Movimento degli Imprenditori, Oleksandr Danyljuk, e stato convocato in Procura per interrogatori, con l’accusa di aver coordinato le azioni pacifiche presso la Corte in supporto dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Matteo Cazzulani

Advertisements

UCRAINA: COMPAGNI DI JANUKOVYCH SE LA PRENDONO CON SOROS E BEREZOVSKIJ

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 15, 2011

Collaboratori del Capo di Stato ucraino accusano il filantropo americano ed il magnate russo di aver finanziato le proteste degli imprenditori sul Majdan Nezalezhnosti dello scorso Novembre. Il fondo Vidrodzhennja: “Patologia mentale”. Il Leader della protesta organizza una nuova dimostrazione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’intramontabile paura dell’occidentale. Ed il preoccupante terrore per il dissenso. Questo quanto, nella giornata di giovedì, 14 Aprile, ha mosso l’esponente della maggioranza di governo, Oleksandr Jefremov, ad accusare il filantropo americano, George Soros, di fomentare manifestazioni in Ucraina.

Nello specifico, il Capogruppo in Parlamento del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha contestato Soros, ed il magnate russo Boris Berezovskij, di organizzare uno scenario nordafricano anche in Ucraina.

Ipotesi rilanciata dalla forza politica, una cui fonte, dalle colonne dell’autorevole Segodnja, ha investito i due del ruolo di sponsor del Majdan degli imprenditori. La manifestazione, che, lo scorso Novembre, ha portato in piazza, a Kyiv, 10 mila tra piccoli e medi industriali, artigiani, studenti e sindacati. Uniti nel protestare contro una riforma del fisco iniqua, che toglie loro risorse in favore dei grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv.

Un’accusa politica

Pronta la risposta dei diretti interessati. Il Direttore del Fondo internazionale Vidrodzhennja, Jevhen Bystryc’kyj, ha escluso ogni coinvolgimento del suo presidente – Soros per l’appunto – e qualsiasi contatto con gli organizzatori d una protesta spontanea ed apartitica.

“Quella del Partija Rehioniv – ha risposto Bystryc’kyj – pare una patologia. Si tende a discreditare le ONG internazionali nel Paese – ha continuato – per trovare un capro espiatorio su cui addossare tutte le responsabilità di una gestione della Cosa Pubblica non ottimale”.

Nega anche il Leader dell’Associazione Syl’na Sprava, Oleksandr Danyljuk, che ha ribadito come la sua ONG non sia supportata, né vicina ad alcuna forza politica. In aggiunta, ha confermato l’organizzazione di una nuova manifestazione generale contro il Codice Fiscale voluto da Governo e Capo dello Stato.

Anche questa volta, senza i Dollari di Soros.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: 500 DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SULLA JEVROPEJS’KA PLOSHCHA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 7, 2010

Bat’kivshchyna, Svoboda e la Jevropejs’ka Partija al fianco di imprenditori e lavoratori, contro il Codice Fiscale di Janukovych. Coordinatore della dimostrzione convocato in procura. La protesta si sposta on-line

La protesta dell'Opposizione Democratica. FOTO 5 KANAL

Cambia il luogo, non la sostanza. In 500 si sono radunati sulla Jevropejs’ka Ploshcha per protestare contro il Codice Fiscale, nella giornata di lunedì, 6 dicembre. La dimostrazione, inizialmente programmata sul Majdan Nezalezhnosti, ha visto la partecipazione di militanti dell’Opposizione Democratica, alla difesa di un ceto, cruciale per una ripresa economica di cui l’Ucraina necessita, dopo anni di crisi.

In particolare, a sosenere la manifestazione, Bat’kivshchyna — la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko — Svoboda, e la Jevropejs’ka Partija. A rappresentare la principale forza dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, il braccio destro della Lady di Ferro ucraina. Intervenuto dal palco, Turchynov ha ribadito che scopo della protesta non è solo la cancellazione del Codice Fiscale, ma anche le dimissioni del governo, ed elezioni anticipate.

Assenti, invece, il Capo di Svoboda, Oleh Tjahnybok, ed il Coordinatore della dimostrazione, Oleksandr Danyljuk. Il primo, bloccato a Luhans’k. Il secondo — come il primo — convocato in procura per interrogatori.

Protesta via etere

Inoltre, la Corte Amministrativa della Capitale ha avviato un procedimento contro i 10 mila che, dal 22 novembre al 3 dicembre, hanno installato sul Majdan una tendopoli, per dimostrare contro il provvedimento. Per questa ragione, i dimostranti hanno deciso di interrompere la manifestazione, e continuarla attraverso i social media.

Lecito ricordare che il contestato Codice Fiscale prevede l’incremento della pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi indistriali, sponsor del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di associazione in azioni comuni per i sindacati.

Approvato in Parlamento a ritmo di forza dalla maggioranza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, ha provocato la protesta di 10 mila persone, accorse nella piazza centrale della Capitale da tutte le province del Paese.

Rinviato all’esame della Rada, una nuova versione è stata votata in definitiva, con solo alcuni cambiamenti di facciata, introdotti da Janukovych in persona.

Successivamente, un’azione di forza della polizia ha sgomberato il Majdan. Una reazione alla protesta non violenta dei dimostranti

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CAPO PROTESTA IN PROCURA. L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA AL FIANCO DELLA DIMOSTRAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 6, 2010

Imprenditori, lavoratori, studenti, cittadini e Bat’kivshchyna insieme contro il provvedimento di Janukovych

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Oleksandr Danyljuk si vedrà la manifetazione che ha organizzato in tv. Nella giornata di Domenica, 5 dicembre, il coordinatore della protesta contro il Codice Fiscale è stato convocato per un interrogatorio presso il Dipartimento Statale per la Lotta alla Violenza fissato per l’indomani, lunedì, 6 dicembre.

Nella medesima giornata, Danyljuk ha chiamato a raccolta imprenditori, lavoratori, studenti e privati cittadini per protestare contro il provedimento, approvato per due volte a ritmo di forza dalla maggioranza in Parlamento.

Alla dimostrazione, di carattere nazionale, parteciperà anche Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica, guidato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Le rivendicazioni dei manifestanti collimano con le nostre — ha dichiarato al 5 Kanal il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov — ci battiamo per cancellazione del Codice Fiscale, dimissioni dell’esecutivo, e scioglimento del Parlamento”.

Lecito ricordare che il provvedimento incrementa la pressione fiscale su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Approvato dalla maggioranza alla Rada, a ritmo di forza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, ha provocato la mobilitazione di 10 mila persone, giunte sul Majdan Nezalezhnosti da tutte le province del Paese.

Dinnanzi a tali numeri, Janukovych ha rinviato il documento al Parlamento per l’approvazione definitiva, con alcuni suoi cambiamenti di facciata.

Successivamente alla votzione, la tendopoli sulla piazza centrale della Capitale è stata smantellata, con la forza, dalla polizia.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: POLIZIA SGOMBERA IL MAJDAN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 3, 2010

La forza termina la manifestazione sul Majdan. I 10 mila sgomberati dopo l’approvazione definitiva del Codice Fiscale

La protesta sul Majdan contro il codice fiscale. FOTO MAJDANUA.COM

Un blitz armato, nel cuore della notte. E’ così che le autorità ucraine hanno posto fine alla manifestazione dei 10 mila imprenditori e lavoratori contro il Codice Fiscale, condotta sul Majdan Nezalezhnosti incessantemente da circa due settimane.

Verso le 5 locali, 16 autobus, carichi di 500 poliziotti, armati di casco e manganello, hanno circondato la tendopoli, dove i dimostranti erano accampati. Sono bastati pochi minuti per liberare la piazza principale della Capitale, senza alcuna reazione da parte degli aggrediti.

A testimoniare, solamente giornalisti di testate indipendenti, allarmati già dal giorno precedente. Quando il Coordinatore della protesta, Oleksandr Danyljuk, ha comunicato l’intenzione, da parte delle Autorità, di sgombrare il Majdan, anche con l’uso della forza.

L’intervento della milicija arriva in seguito all’approvazione del Codice Fiscale, secondo una nuova versione, corretta solo parzialmente, rispetto a quella osteggiata dai 10 mila dei Majdan.

In virtù di ciò, i dimostranti hanno dichiarato di non accettare il nuovo documento, e di prolungare l’azione ad oltranza, fino alla cancellazione definitiva del provvedimento, alle dimissioni del governo, ed allo scioglimento del Parlamento.

Una posizione risoluta, che chiarisce il giallo dei fuochi d’artificio. Sì, perché alla notizia dell’approvazione del Codice Fiscale, dal Majdan sono partiti botti di festeggiamento. Di cui, tuttavia, i manifestanti hanno negato la paternità.

Come dichiarato a TVI ed al 5 Kanal dal Coordinatore del Consiglio Nazionale degli Imprenditori dell’Ucraina, Mykhajlo Svytovych, lo spettacolo pirotecnico sarebbe stato organizzato da rappresentanti delle autorità, infiltrati tra i dimostranti.

In particolare, Svytovych ha individuato il responsabile esecutivo in Oleh Nadosha, parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Dimostranti in piazza da due settimane

Con un colpo di mano, si chiude una mobilitazione di 10 mila ucraini, accorsi sul Majdan da diverse province del Paese, per tutelare la propria attività. Imprenditori, studenti e lavoratori, insieme, in una battaglia non violenta. E, soprattutto, apartitica.

Lecito ricordare che il Codice Fiscale incrementa la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del singolo lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Approvato in prima e seconda lettura in Parlamento, a ritmo di forza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di presentare emendamenti, ha provocato la mobilitazione sul Majdan.

Rinviato da Janukovych all’esame del Parlamento, secondo sue personali modifiche, il Codice Fiscale è stato approvato nella giornata di giovedì, 1 dicembre. Sempre a ritmo serrato, senza nemmeno le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari.

Pur rispettando l’apartiticità della protesta, l’Opposizione Democratica ha appoggiato l’iniziativa, sia con ausilio logistico, che presso la Rada.

Come dichiarato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna hanno redatto un progetto alternativo, per l’istituzione di un fondo pensionistico generale, e di sgravi per i piccoli e medi imprenditori.

Un ceto da sempre tutelato, cruciale per la ripresa economica. Di cui l’Ucraina necessita, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MAJDAN PER DIMISSIONI DEL GOVERNO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 29, 2010

In 5 mila manifestano, malgrado condizioni meteo proibitive. L’Opposizione Democratica coi dimostranti

La protesta sul Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Nemmeno l’ondata di gelo raffredda la protesta. Nella giornata di lunedì, 29 novembre, in 5 mila hanno partecipato all’ennesima manifestazione nazionale contro il Codice Fiscale. Come nei giorni precedenti, le persone in piazza avrebbero potuto essere molte più, se solo, oltre alle avverse condizioni meteo, non si fossero verificati poco chiari problemi nell’acquisto di biglietti ferroviari.

Dal Majdan Nezalezhnosti, una parte del corteo si è recata presso il Parlamento, dove il provvedimento è in corso di studio da esponenti della Commissione di Venezia – organismo europeo per la valutazione della conformità delle legislazioni al regolamento UE.

I manifestanti hanno declinato pubblicamente l’invito delle autorità ad un incontro per affrontare la revisione del contestato documento, ed hanno ribadito la linea adottata: veto del Presidente, e dimissioni del governo, realmente affatto intenzionato ad accogliere le richieste di imprenditori e lavoratori.

Inoltre, il Coordinatore Generale della protesta, Oleksandr Danyljuk, ha esortato le forze politiche patriottiche ad unirsi all’azione. In quanto, dinnanzi all’indifferenza delle Autorità, è necessario contare su partner a livello politico.

Un’evoluzione, dal piano economico a quello politico, necessaria per ottenere la cancellazione di un provvedimento iniquo. Difatti, il Codice Fiscale incrementa la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità privata del lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Il BJuT-Bat’kivshchyna accanto ai manifestanti

Il vice speaker della Rada, Mykola Tomenko

L’invito è stato accolto dall’Opposizione Democratica. Contemporaneamente alla protesta, l’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha richiesto le dimissioni del governo, qualora il Capo di Stato dovesse porre il veto. Secondo il Vice Speaker del Parlamento, la coalizione di maggioranza è responsabile dinnanzi ad un provvedimento approvato a ritmo di forza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di approntare emendamenti.

Inoltre, come dichiarato nei giorni scorsi dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali del BJuT presenteranno alla Rada un progetto alternativo, in cui è richiesta la formazione di un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, un fondo pensionistico generale, ed il mantenimento di esenzioni per piccoli e medi imprenditori.

Un ceto fondamentale per la ripresa economica. Che Kyiv necessita fortemente, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MAJDAN PER VETO ED ELEZIONI ANTICIPATE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 28, 2010

I manifestanti non credono alle promesse delle Autorità, di cui richiedono le dimissioni. Convocato uno sciopero generale per il diritto al referendum

La protesta sul Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Il Majdan sceglie la linea dura. Nella giornata di Domenica, 28 novembre, i manifestanti, sempre accampati nel cuore della Capitale, hanno richiesto il veto del Presidente sul Codice Fiscale, e declinato l’invito alle trattative delle Autorità.

Nello specifico, il Comitato organizzativo ha definito obiettivo della protesta la cancellazione totale del provvedimento. E, accanto a ciò, le dimissioni del governo. A spiegarlo, l’addetto stampa, Svjatoslav Shvecov, che ha constatato l’impossibilità di interagire con una controparte realmente poco interessata ad accogliere le richieste dei dimostranti.

In aggiunta, il coordinatore dell’azione, Oleksandr Danyljuk, ha indetto per lunedì, 29 novembre, uno sciopero generale in difesa della libertà di espressione. Causa dell’azione, la decisione della Commissione Elettorale Centrale di vietare un referendum per lo scioglimento del Parlamento, richiesto dai manifestanti.

Secondo il capo della Commissione, Volodymyr Shapoval, la Costituzione non lo consente. Tuttavia, l’articolo 74 della Carta Suprema ucraina prevede la consultazione popolare per questioni di ogni ambito, eccetto imposte, bilancio ed amnistia.

Il giorno scelto per l’astensione dal lavoro non è casuale. Difatti, a Kyiv è attesa una delegazione della Commissione di Venezia: organo consultivo del Consiglio d’Europa, deputato all’analisi dei provvedimenti guridico-legislativi dei Paesi del Vecchio Continente, ed alla loro correzione rispetto alla legislazione UE.

Una manifestazione duratura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lecito ricordare che l’oggetto della protesta è un Codice Fiscale iniquo, che aumenta la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione in azioni comuni per i sindacati.

Approvato dalla maggioranza in Parlamento a ritmo di forza, senza alcuna possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, il provvedimento ha provocato la mobilitazione di 10 mila imprenditori, lavoratori e studenti di tutte le province del Paese, accorsi a Kyiv in presidio permanente sul Majdan Nezalezhnosti.

Pur rispettando l’apartiticità della protesta, l’Opposizione Democratica ha offerto supporto. Come dichiarato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna presenteranno alla Rada un progetto alternativo, per introdurre un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, un fondo pensionistico generale, ed il mantenimento di sgravi per piccoli e medi imprenditori.

Dopo una prima indifferenza, le autorità hanno promesso un confronto con i dimostranti. Pur senza garantire la realizzazione dei cambiamenti, invocati da un ceto chiave per la ripresa economica. Indispensabile, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH SUL MAJDAN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 27, 2010

Presidente e Premier nella tendopoli della protesta. Giovedì la svolta

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Tante promesse, una tazza di tè, ed un teatrino con il Premier nella fossa dei leoni. A sorpresa, sabato, 27 novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, si è recato in visita alla tendopoli sul Majdan, per incontrare i manifestanti.

Un vero e proprio colpo di scena. Dal momento in cui, dall’inizio della protesta, lunedì, 22 novembre, nessuna dichiarazione ufficiale è stata indirizzata ai 10 mila imprenditori e lavoratori, impegnati nella contestazione del Codice Fiscale.

Dinnanzi ad una tazza di tè, il Capo di Stato, assieme al Primo Ministro, Mykola Azarov, ha registrato le lamentele degli organizzatori della protesta, promesso di esaminare il documento, e, se necessario, di rinviarlo al Parlamento.

In particolare, Janukovych ha spiegato che la sua Amministrazione sta esaminando già il testo, ed ha fissato una serie di incontri per i prossimi giorni. La decisione finale, come assicurato, giovedì, 2 dicembre.

Continua la manifestazione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A commento del faccia a faccia – conclusosi con un siparietto, in cui Janukovych ha esortato Azarov a recarsi più spesso sul Majdan, per confrontarsi con gli imprenditori – uno dei coordinatori della protesta, Oleksandr Danyljuk, ha individuato nell’alta partecipazione alla dimostrazione la vera ratio della visita del Presidente.

Ciò nonostante, accanto alla cautela per le promesse ottenute, ha ribadito che la raccolta firme per le dimissioni del governo continua. Così come il presidio sulla piazza centrale della Capitale: simbolo di quella Rivoluzione Arancione di esattamente sei anni or sono.

Lecito ricordare che l’oggetto della manifestazione è un Codice Fiscale iniquo. Che, per compensare sgravi per i grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – incrementa la pressione su piccola e media impresa.

Inoltre, il più liberale dei sistemi di tassazione europei, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del singolo lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto, per i sindacati, di unirsi in azioni comuni.

Approvato in Parlamento dalla maggioranza a ritmo di forza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, il provvedimento è stato contestato da 10 mila persone, giunte a Kyiv da tutte le province. Dimostrazioni si sono verificate anche in altre città del Paese.

Pur rispettandone la connotazione apartitica, a supporto della manifestazione,

l’Opposizione Democratica, con ausilio di carattere logistico ed organizzativo.

Inoltre, come dichiarato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna presenteranno alla Rada un progetto alternativo, in cui si esorta la creazione di un corpo di polizia ad hoc per contrastare l’evasione, un fondo pensionistico unico, e sgravi fiscali per piccoli e medi imprenditori.

Una categoria, coerentemente tutelata, fondamentale per una ripresa economica, indispensabile dopo la forte crisi degli ultimi anni.

Matteo Cazzulani