LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ANNA POLITKOVSKAYA: NON DIMENICHIAMO LA GIORNALISTA ESEMPIO DI CORAGGIO

Posted in Editoriale by matteocazzulani on October 7, 2012

Al sesto anniversario dell’assassinio della coraggiosa giornalista russa ancora nessun progresso sul mandante dell’omicidio. Il legame tra l’uccisione della reporter della Novaya Gazeta e la politica energetica della Russia di Putin

La coraggiosa giornalista russa, Anna Politkovskaya

Morire assassinati per raccontare la verità in maniera assidua e documentata, mossi da una passione per l’informazione e da un amore sconfinato per il giornalismo indipendente e intellettualmente onesto. Era il 7 Ottobre del 2006 quando a Mosca, non lontano dalla stazione Belorusskaya, la giornalista russa Anna Politkovskaya è stata uccisa a colpi di revolverate.

La reporter russa della Novaya Gazeta – uno dei pochi giornali critici con il Presidente, Vladimir Putin, e con il sistema di potere insediatosi nel Cremlino – era nota ed apprezzata per avere documentato le violenze perpetrate dall’esercito della Federazione Russa in Cecenia e nel Caucaso Settentrionale.

Anna Politkovskaya si è recata spesso in loco, ha seguito ogni seduta dei processi aperti da una magistratura russa che si è dimostrata poco indipendente, ed ha dimostrato come la forza della parola libera spesso valga più di un’assalto armato.

Anna Politkovskaya ha pagato la sua volontà di sondare e raccontare il vero con la vita, dopo essere stata minacciata a più riprese, e persino avvelenata.

Sul suo omicidio, avvenuto il medesimo giorno del compleanno di Putin – sospettato di essere il mandante – ancora non è stata fatta chiarezza. Sono stati individuati gli esecutori, ma resta da chiarire chi ha ordito l’assassinio della giornalista della Novaya Gazeta.

Quanto accaduto ad Anna Politkovskaya impone un’opportuna riflessione: poco infatti sembra essere cambiato dall’assassinio della coraggiosa giornalista, in Russia come in altre parti del pianeta.

A Mosca, altri operatori della carta stampata critici con il Cremlino sono stati assassinati, come Anastasia Baburova, Natalia Estemirova e Stanislav Markelov.

La repressione dei giornalisti va di pari passo con la censura degli organi di informazione non-allineati con il Cremlino e, sul piano politico, di una repressione diffusa del dissenso, che provoca ad ogni manifestazione delle opposizioni decine di arresti e cariche delle forze di polizia.

Casi di repressione della Libertà di Stampa si verificano anche in altre parti del Mondo non-libero, dove i parametri occidentali di rispetto dell’informazione corretta ed indipendente sono ritenuti pericolosi virus di un sistema euro-atlantico da combattere e reprimere, senza se e senza ma.

Basti pensare all’Ucraina, dove dopo la sconfitta degli arancioni l’involuzione democratica del Presidente, Viktor Yanukovych, ha portato Kyiv a diventare una semi-dittatura, dove i politici del dissenso – come Yulia Tymoshenko e Yuri Lutsenko – sono arrestati, e i media critici nei confronti dell’Amministrazione Presidenziale – come TVi – sono oscurati.

Si potrebbe parlare anche di quanto avviene in altre parti del Mondo, ma il caso della Russia è quello che più ci interessa in quanto Occidentali ed Europei.

Non deve essere infatti la quasi totale dipendenza energetica dal gas di Mosca a costringere l’Europa a tacere in merito al rispetto della Libertà di Stampa e di espressione nella Federazione Russa, come, purtroppo, spesso accade.

Le Diplomazie dei Paesi dell’Europa Occidentale – Germania e Francia – sono troppo attente a non irritare il Cremlino per non mandare a monte la stipula di accordi energetici di cui la stessa Russia si avvale per mantenere la sua egemonia politica nel Vecchio Continente.

Oltre a non sollevare la questione dei diritti umani e della libertà di stampa con Mosca, Berlino e Parigi cercano in ogni modo di impossibilitare la realizzazione della politica energetica comune europea.

Per diminuire il peso della Russia nel settore energetico dell’UE, la Commissione Europea ha varato un progetto per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas tramite lo sfruttamento diretto dei giacimenti di Azerbaijan e Turkmenistan, e l’adozione di un alto numero di rigassificatori per importare oro blu liquefatto da Stati Uniti, Qatar e Norvegia.

Inoltre, Bruxelles ha aperto un’inchiesta ufficiale per condotta anti-concorrenziale nei mercati dei Paesi dell’Europa Centrale nei confronti del monopolista russo, Gazprom.

Posseduto per metà dal Cremlino, Gazprom ha concesso sconti ai soli Paesi dell’Europa Occidentale “fedeli a Mosca” e, sempre con il sostegno di Germania e Francia, ha programmato la costruzione di un gasdotto sottomarino, il Southstream: concepito per impossibilitare lo sfruttamento diretto da parte di Bruxelles dei giacimenti azeri e turkmeni, e bypassare quei Paesi dell’UE politicamente osteggiati da Mosca, come Polonia e Romania.

Non tacere sul gas, non dimenticare Anna Politkovskaya

L’excursus sula situazione energetica è dunque strettamente legato con la vicenda di Anna Politkovskaya e, più in generale, con il rispetto della libertà di stampa.

Ricordare la coraggiosa giornalista significa non solo mantenere vivo il ricordo di una personalità esemplare, ma anche rendersi conto di come il gas sia utilizzato dalla Russia per scopi politici, sopratutto nei confronti di un’Europa che Mosca ha tutto l’interesse a mantenere debole e divisa.

Se, come progettato dalla Commissione Europea, nel Vecchio Continente sarà creato un mercato unico del gas con forniture diversificate – che non esclude l’oro blu della Russia, ma attinge da più fonti di approvvigionamento – l’UE, e i singoli Paesi che oggi pongono gli affari con Mosca su un piano privilegiato rispetto a quello dei diritti civili e dell’interesse generale dell’Europa, si sentiranno meno succubi di un regime autoritario.

Forse, anche i Governi degli Stati dell’Unione Europea avranno il coraggio di nominare piazze, vie ed edifici alla Politkovskaya, come già fatto dal Parlamento Europeo e, in Italia, da alcune Amministrazioni Locali come quelle di Milano, Brescia, Genova e Ferrara.

Per chi invece si occupa di informazione, è bene arrestare per un giorno la routine della continua informazione per dedicare il sesto anniversario dall’assassinio di Anna Politkovskaya al ricordo di questa Donna dallo straordinario coraggio: per non dimenticare chi ancor oggi soffre la mancanza di libera espressione sotto regimi “gasati”.

Matteo Cazzulani

IN RUSSIA LA PIU’ IMPONENTE MANIFESTAZIONE ANTI-PUTIN DI SEMPRE

Posted in Russia by matteocazzulani on December 11, 2011

Più di 20 Mila dimostranti dell’opposizione liberale, democratica, e progressista scendono in Piazza Bolotnaja per manifestare contro i brogli elettorali. Le Autorità lasciano fare, ma nel contempo confermano i dati contestati, arrestano dissidenti nelle località di provincia, ed oscurano le pagine dei media scomodi, come la Novaja Gazeta della compianta Anna Politkovskaja

La protesta delle opposizioni russe. FOTO E VIDEO MUSTAFA NAJEM

“Presso il Cremlino non cambierà nulla, ma l’atmosfera della dimostrazione, anche solo per qualche ora, ha dato un nuovo volto alla Russia”. E il commento di uno stimato collega ucraino – che tra Rivoluzione Arancione e proteste in Bielorussia ha una discreta conoscenza della questione – che meglio sintetizza l’imponente manifestazione delle opposizioni russe, riunitesi, sabato 10 Dicembre, per protestare contro i brogli elettorali della Verticale del Potere, in piazza Bolotnaja.

Un’ubicazione assegnata dalle Autorità dopo un’attenta mediazione con gli organizzatori, che, reduci da proteste pacifiche spontanee nei tre giorni seguenti alle elezioni parlamentari di Domenica, 4 Dicembre – puntualmente represse dalla polizia, con violenze ed arresti a più di mille manifestanti – hanno ottenuto il permesso di dimostrare sull’isolotto dirimpetto al Cremlino, con la presenza di non più di 300 persone.

Limite oltrepassato a dismisura dall’invasione di più di 20 Mila dimostranti: giovani, anziani, donne, uomini, e bambini, assiepati persino sul ponte adiacente al palco, vista l’impossibilità di raggiungere una piazza stipata. Sorpresi sopratutto i Leader politici dell’opposizione, che mai hanno avuto modo di parlare ad una platea così ampia senza temere cariche della polizia e notti in gattabuia per illegittimo dissenso.

“Il 17 Dicembre si replica in piazza Pushkinskaja – ha dichiarato Sergej Mitrokhin, Segretario del partito liberale e filoeuropeo Jabloko, escluso dalla Duma per non essere riuscito a superare lo sbarramento secondo il conteggio del Cremlino: principale oggetto della critica di tutti gli interventi della dimostrazione – continueremo a dire no ai brogli elettorali – ha continuato – fino a quando anche a Mosca non regnerà la giustizia”.

Ulteriore appuntamento è stato proposto da uno degli esponenti di spicco del movimento liberal-progressista Altra Russia, Boris Nemcov, che ha chiamato i dimostranti ad accorrere, sempre in piazza Bolotnaja, il prossimo 24 Dicembre, con il preciso scopo di chiedere nuove elezioni, sopratutto in seguito alle irregolarità certificate dagli osservatori internazionali indipendenti di Consiglio d’Europa ed OSCE.

A chiudere l’evento, durato in tutto più di tre ore, una dichiarazione congiunta delle opposizioni, firmata, ed esposta pubblicamente, dai Leader di Jabloko, Altra Russia, e del movimento democratico Solidarnost’. Chiesta l’immediata liberazione dei detenuti politici ancora in carcere dopo le manifestazioni degli scorsi giorni, una severa punizione per i responsabili di tali violazioni del diritto di manifestazione – garantito, seppur solo formalmente, dalla Costituzione russa – la legalizzazione di tutti i partiti non allineati alla Verticale del Potere, l’indizione di nuove elezioni regolari e democratiche, e le dimissioni del Capo della Commissione Elettorale Centrale, Vladimir Churov.

La repressione e l’autoritarismo continuano

Proprio il suo vice, durante la manifestazione di piazza Bolotnaja, ha confermato i dati elettorali contestati, e ritenuto inutile verificare la regolarità delle operazioni di voto e di conteggio dei consensi. Dunque, maggioranza quasi assoluta confermata a Russia Unita: il Partito del tandem Putin-Medvedev, libero di governare in coalizione con due liste conniventi col Cremlino – i liberal-democratici di Zhirinovskij ed i socialdemocratici di Russia Giusta – e di relegare all’opposizione parlamentare i comunisti, e a quella extra-parlamentare il popolo della Bolotnaja. Colorato, festoso e determinato nell’esprimere il proprio dissenso, quest’ultimo ha saputo regalare al Mondo intero l’immagine di una Russia finalmente libera e democratica.

Ma non solo a carte bollate: il regime, apparentemente sornione, ha continuato a colpire anche con notevole furbizia mediatica. Dimostranti di altre città – impossibilitati a recarsi a Mosca, ma desiderosi di solidarizzare con piazza Bolotnaja con simili presidi – sono stati arrestati, ed invitati con maniere forti ad interrompere la protesta.

Inoltre, il sito ed i telefoni della Novaja Gazeta – giornale di opposizione a Putin, celebre per avere denunciato le violazioni dei Diritti Umani da parte dell’esercito russo in Cecenia per mezzo dei pezzi di Anna Politkovskaja: coraggiosa giornalista assassinata a domicilio da misteriosi sicari il giorno del compleanno dello zar del gas – sono stati oscurati ed assaliti da una registrazione automatica inneggiante alle Autorità del Cremlino. Pronto l’allarme comunicato dalla redazione, subito rilanciato dal giornale Kommersant”, da Radio Ekho Moskvy, e dall’ONG Golos: già vittime di simili attacchi mediatici nel corso della giornata elettorale e delle seguenti dimostrazioni.

Matteo Cazzulani

CINQUE ANNI SENZA ANNA POLITKOVSKAJA

Posted in Russia by matteocazzulani on October 7, 2011

Il 7 ottobre 2006, compleanno dell’allora, e futuro, Presidente russo, Vladimir Putin, la coraggiosa reporter della Novaja Gazeta e stata assassinata per il suo amore per la liberta, contro ogni ingiustizia perpetrata dal regime di Mosca. Il suo ricordo come monito per il futuro

La giornalista russa, Anna Politkovskaja

Cinque anni sono passati dalla scomparsa di Anna Politkovskaja, ma nulla, in Russia ed Unione Europea, sembra essere cambiato. A Mosca, le violenze ai danni degli oppositori politici continuano, la censura ai danni della stampa libera e un dato di fatto oramai assodato, ed al Cremlino sta per ritornare per la terza volta Vladimir Putin: pronto alla terza presidenza per i prossimi sei anni – questa la durata del nuovo mandato – dopo l’interregnum del fido Dmitrij Medvedev, destinato a rimpiazzarlo come Primo Ministro.

Un futuro a tinte fosche, da cui, con i suoi articoli, la coraggiosa giornalista della Novaja Gazeta ha messo in guardia il Mondo: assidue cronache circa le barbarie commesse da un regime pericoloso non solo per i russi, ma anche per l’Europa tutta. Una superba capacita di lettura, quella della Politkovskaja, che, fosse ancora viva, non esiterebbe a collegare il rigurgito imperiale di Mosca contro il popolo ceceno all’aggressione militare in Georgia dell’Agosto 2008, alle Guerre del Gas con Paesi Baltici ed Ucraina, ai rinati proclami di supporto all’Euroasismo dello stesso Putin, e, sopratutto, all’aggressiva politica energetica, che mantiene la Russia una superpotenza politica, seppur economicamente in declino.

Complici di tutto cio, le Cancellere occidentali che, in cambio di un risibile sconto sull’oro blu, sono pronte a chiudere entrambi gli occhi dinnanzi alla violazione di democrazia e diritti umani in Russia e, sopratutto in data odierna, ad esprimere parole di ricordo di Anna: assassinata da sicari ancora ignoti, il giorno del compleanno di Vladimir Putin. Chi vive, o, semplicemente, ha a che fare con l’Europa dell’Est, sa benissimo che certe circostanze non sono casuali. Cosi come chi e giornalista di professione, e crede veramente nel mestiere, non puo restare silente quando sul proprio calendario legge la data del 7 Ottobre.

Dimenticare Anna sarebbe come rinnegare la propria liberta di parola: un diritto assodato in Europa, ma per nulla in Russia, dove chi, come la Politkovskaja, ha il coraggio di lottare per la verita viene giustiziato con cinque colpi di makarov nell’ascensore di casa propria, al ritorno dalla spesa.

Una Donna forte

Ma non e solo una coraggiosa giornalista che bisogna ricordare: Anna Politkovskaja e stata una grande donna che, forse per l’audacia che contraddistingue il genere femminile, non si e mai arresa, ed ha continuato a spendere fiumi di parole per rendere giustizia a vittime di un regime, ancora sovietico nei modi e nella retorica. A nulla sono servite nemmeno le raccomandazioni dei colleghi, preoccupati – ma nel contempo affascitati – da simile coraggio.

Oggi, di Anna non rimane che il ricordo, e l’energia sprigionata dai suoi articoli, tanto precisi quanto significativi. Nella redazione della Novaja, la sua scrivania e ancora cosi come l’ha lasciata l’ultima volta: vuota, ma carica di passione ed ardore per la liberta.

Matteo Cazzulani

ADDIO AD ELENA BONNER

Posted in Editoriale by matteocazzulani on June 20, 2011

Ci ha lasciato la moglie di Andrej Sakharov, instancabile attivista per i diritti umani nell’URSS e nella Russia di oggi

Elena Bonner in compagnia del marito, Andrej Sakharov

Tante sono le parole riversabili dinnanzi a fatti di simile portata, ma forse le più semplici, e sincere, sono un laconico “non ti dimenticheremo”. All’età di 88 anni si è spenta Elena Bonner, moglie di Andrej Sakharov, Premio Nobel, fisico, e, sopratutto, attivista per i Diritti Umani nell’Unione Sovietica.

Un impegno condiviso dalla moglie, che, grazie agli studi all’estero – permessi da Autorità restie, ma impossibilitate a confinare in patria la moglie di un Nobel a cui è stata impedita la partecipazione alla premiazione – ha portato una ventata di libertà nell’illiberale URSS.

Aria gelida per Mosca, che, dopo il marito, ha incarcerato anche lei, nel 1984. Continui scioperi della fame hanno spinto Gorbachev a permetterle il trasferimento a Boston, dove la Bonner è rimasta anche dopo la morte di Andrej, nel 1989.

Da allora, ha indicato ai suoi connazionali, ma anche a tutto il Mondo, la via da continuare per estendere il rispetto della democrazia e dei Diritti Umani in una Russia che ha solo mutato simboli e colore, ma non la sostanza: si è battuta contro l’intervento armato di Mosca in Cecenia e, più in generale, in quel Caucaso di cui era originaria.

Il 10 Marzo 2010, è stata la prima a firmare l’Appello per le dimissioni del Primo Ministro russo, Vladimir Putin, ritenuto il responsabile delle violazioni delle libertà in una Russia autoritaria.

Il ricordo meneghino

Oltre alle parole della figlia, Tatjana Jankelevich, che, dinnanzi al pubblico meneghino del convegno internazionale “Contro gli Zar del Gas”, organizzato il 29 Ottobre 2008 dall’Associazione AnnaViva, ha definito la Bonner come una donna straordinaria, della moglie di Sakharov resta l’esemplare impegno per la libertà e la democrazia.

Contro i nuovi autocrati, legittimati dalla sudditanza energetica di un’Occidente sempre più rinunciatario e pragmatico.

Matteo Cazzulani

DOMODEDOVO: SOLIDARIETA’ A VITTIME ESPLOSIONE

Posted in Editoriale, Russia by matteocazzulani on January 24, 2011

La Voce Arancione vicina alle vittime

L'aeroporto Domodedovo. FOTO UNIAN

Lunedì, 24 Gennaio, verso le ore 17 locali, un’esplosione ha avuto luogo nel’aeroporto moscovita di Domodedovo.

Stando alle prime indiscrezioni, la tragedia sarebbe stata causata da un kamikaze suicida, appena sbarcato dal volo proveniente da Odessa.

Come comunicato dalla RIA Novosti – su cui si può seguire l’aggiornamento della tragedia, anche in inglese – 35 i morti, 130 i feriti. Un bilancio amaro. Che, si spera, non incrementi.

Ai famigliari delle vittime – tra cui, per ora, non figurano né italiani, né ucraini – la solidarietà della Voce Arancione.

Alle Autorità del Cremlino, l’invito a badare alla salute dei colpiti, senza strumentalizzare il tragico avvenimento.

Magari, al fine di reprimere ulteriormente opposizioni e minoranze nazionali. Come già in passato.

Democratici russi e Ceceni – quelli veri – si battono con le armi della non violenza. Rispettivamente, per la propria libertà ed Indipendenza, dopo secoli di dominio russo: zarista, comunista, e putiniano.

Adesso, si renda omaggio alle vittime. E si punisca, a dovere, chi è davvero responsabile.

Matteo Cazzulani