LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: OFFENSIVA DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SU GIUSTIZIA E RIFORMA AMMINISTRATIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 11, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ricorre alla Corte Costituzionale per la ridotta tempistica della fase pre-processuale. Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona contro la riforma amministrativa. Il Partija Rehioniv ed il resto della maggioranza, invece, a favore dell’Unione Doganale euroasiatica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Previsto un rialzo della temperatura politica a Kyiv. Nella giornata di Domenica, 10 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha dichiarato di ricorrere alla Corte Costituzionale in merito al decreto con cui il parlamento ha ridotto la tempistica di presa visione dei capi d’accusa pre-processuale da parte di imputati ed avvocati.

Un diritto garantito dalla Legge ucraina, garantito dall’Articolo 63 della Costituzione. Secondo il capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica, Andrij Kozhem’jakin, il suo non rispetto riporta l’Ucraina all’era sovietica. Inoltre, secondo il politico, tale provvedimento è stato progettato per danneggiare la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, su cui la Procura ha aperto un procedimento basato su accuse politiche.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto illecito di ambulanze e vaccini. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata persino confinata in patria. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario durante una grave crisi economica.

Oltre al provvedimento contro Julija Tymoshenko, votato giovedì, 7 Aprile dalla maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nel mirino, anche la riforma amministrativa centrale.

Con una nota, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha dichiarato il proprio voto contrario ad un disegno, fortemente voluto da Janukovych, che aumenta il potere, ed il numero di organi dell’esecutivo. Il tutto, a discapito del ruolo del Parlamento. E del bilancio statale, inevitabilmente gravato da una lievitazione delle spese.

Lecito ricordare che, lo scorso Ottobre, la Corte Costituzionale ha ripristinato la Carta Suprema del 1996, con cui l’Ucraina è tornata ad essere una Repubblica Presidenziale-Parlamentare, con ampi poteri al Capo dello Stato sulla Rada. Una decisione che ha portato alla cancellazione della Costituzione del 2004. La quale, redatta sull’onda della Rivoluzione Arancione, ha rafforzato parlamentarismo e pluripartitismo. E, sul piano giuridico, portato l’Ucraina al pari dei più moderni Paesi europei.

Janukovych sempre più distante dall’Europa

Dalla maggioranza, alcuna risposta. Solo un’attacco alla partnership con l’Unione Europea, ritenuta inadeguata dal Deputato del Partija Rehioniv, Volodymyr Tovstenko. Secondo il politico della forza politica filo-presidenziale, Kyiv otterrebbe maggiore vantaggio nel rafforzamento della partnership con Mosca, aderendo all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Una scelta, caldeggiata dallo stesso Janukovych, che pregiudicherebbe ogni speranza di integrazione con Bruxelles. Anche sul piano esclusivamente economico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER IL CONSIGLIO D’EUROPA LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE DI VIKTOR JANUKOVYCH E’ ANTIDEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 1, 2011

La Commissione di Venezia invita ad eleggere i componenti della Costituente, e rispettare il ruolo del Parlamento

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Per Janukovych, due docce fredde in un comunicato. Nella gioranta di giovedì, 31 Marzo, il Consiglio d’Europa ha criticato il procedimento con cui le Autorità ucraine stanno riformando la Costituzione.

In particolare, a turbare Strasburgo è la composizione dell’Assemblea Costituente, composta da nomine del Presidente, Viktor Janukovych.

Gli esperti del Consiglio d’Europa hanno invitato Kyiv ad indire una votazione, anche in Parlamento, per eleggere i saggi incaricati della revisione della Carta Suprema. Così che essi siano, direttamente od indiretamente, espressione della volontà popolare, sovrana in ogni democrazia degna di tale nome.

Più poteri alla Rada. Meno a Janukovych

Ma non è tutto. La Commissione di Venezia — organo del Consiglio d’Europa, deputato alle questioni giuridiche — ha suggerito a Janukovych la strada da intraprendere per l’approvazione di una seria Costituzione, rafforzando il controllo della Rada sul Presidente.

Una direzione contraria a quella finora perseguita dal Capo di Stato, volta ad esautorare il Parlamento di poteri, a vantaggio dei propri.

La modiica della Costituzione ucraina è motivata dal ripristino della Carta Suprema del 1996, stabilito, alla fine del 2010, dalla Corte Costituzionale, con la cancellazione di quella arancione del 2004.

Nello specifico, l’Ucraina è tornata ad un ordinamento Presidenziale-Parlamentare, con ampi poteri del Capo dello Stato, anziché quello Parlamentare-Presidenziale.

Un modello moderno, frutto della Rivoluzione Arancione, che, per cinque anni, ha portato l’Ucraina al livello di altri Paesi UE.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A VIKTOR JANUKOVYCH SEMPRE PIU’ POTERI

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on March 20, 2011

Tolti al Parlamento il potere di nomina e revoca di ministri, il controllo su politica fiscale e servizi segreti, e la creazioni di commissioni. Scoppia lo scandalo Ukrtelekom, ceduto in mani ignote. ONG americana denuncia Kyiv di scarsa democrazia

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Un ritorno al passato segna l’immediato presente dell’Ucraina di Vikor Janukovych. Nella giornata di venerdì, 18 Marzo, 239 deputati della maggioranza filopresidenziale hanno votato a favore di un provvedimento che devolve al Capo dello Stato poteri do Premier e Parlamento.

In primis, la nomina ed il dimissionamento di Ministri, finora prerogativa del Capo del Governo. Così come il controllo dei Servizi Segreti.

Passati nelle mani di Janukovych anche le strutture create dal Consiglio dei Ministri per monitorare la politica finanziaria del Paese.

Dunque, niente più Commissioni istruttorie, né sottosegretariati creati ad hoc dal governo per correggere il cammino del Paese.

Unico privilegio per i membri del governo, la possibilità per i Vice-Premier di ricoprire incarichi ministeriali. Ovviamente, sempre con il consenso del Presidente.

Poteri del Capo dello Stato che si rafforzano ulteriormente, dopo il ripristino della Costituzione del 1996, deciso dalla Corte Costituzionale lo scorso 31 Ottobre.

Un colpo di mano, che ha cancellato la maggiormente avanzata Carta Suprema del 2004. La quale, sulla spinta della Rivoluzione Arancione, ha reso l’Ucraina una moderna democrazia parlamentare al pari di altri Stati europei.

Sempre venerdì, 18 Marzo, è continuata la querelle sulla cessione della Ukrtelekom da parte dello stato alla compagnia ESU. Una vera e propria svendita, da cui l’Ucraina ha ricavato solo 16 miliardi di Hryvnje.

Come sottolineato dal Capo della Tesoreria, Oleksandr Rjabchenko, la ESU è stata l’unica partecipante all’appalto. Un fatto che ha destato sospetti, dal momento in cui la ESU è controllata dalla compagnia austriaca ERIS, a sua volta controllata dalla ERIS Telecom Invest, misterioso soggetto registrato a Cipro.

Niente di male, si direbbe. Ma alcuni analisti hanno illustrato come proprio l’isola sia la base degli investimenti di noti oligarghi, sponsor di Viktor Janukovych.

Gli USA accusano Kyiv di scarsa democrazia

In aggiunta, il Presidente ucraino ha perso anche sosteno internazionale. Sempre nella giornata di venerdì, 18 Marzo, il National Democratic Institute ha abbandonato i lavori per la riforma elettorale. A cui, assieme ad altri soggetti intenrazionali, sono stati invitati da Janukovych.

La decisione della ONG americana è stata dettata dall’esclusione del progetto dell’Opposizione Democratica, e di associazioni indipendenti ucraine.

Un regime huis-clos, che è stato definito come non in linea con le consuetudini democratiche che un Paese come l’Ucraina dovrebbe perseguire.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH SI AUMENTA DI UN ANNO IL MANDATO. JERZY BUZEK LO BACCHETTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 1, 2011

La Rada riscrive la Costituzione per garantire a Capo di Stato e Deputati un anno in più di incarico. L’Opposizione Democratica denuncia i pianisti. Il Presidente dell’Europarlamento critica la repressione delle Autorità sugli avversari politici

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

310 favorevoli su 350. 10 in più del quorum necessario. Così, la Rada ha prolungato la cadenza del mandato presidenziale e parlamentare, da 4 a 5 anni.

Una modifica della Costituzione, contrastata dall’Opposizione Democratica. La quale, tuttavia, non è rimasta compatta.

Oltre ai 180 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – 25 comunisti e 20 della Narodna Partija, anche 41 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, e 7 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna tra i desiderosi di restare un anno più sulla poltrona.

Questi ultimi, subito espulsi dal principale gruppo dell’Opposizione Democratica, come illustrato in conferenza stampa da Serhij Soboljev. Inoltre, il Premier del Governo Ombra ha accusato la maggioranza di irregolarità, dal momento in cui, durante il voto, 25 Deputati sono risultati fisicamente assenti.

Nessuna ripetizione concessa dallo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn. Il quale, anzi, si è lodato per aver pronosticato l’esatto numero dei favorevoli.

Lecito ricordare che la cadenza quadriennale è stata reintrodotta a seguito del ripristino della Carta Suprema del 1996. Un atto della Corte Costituzionale. Che, lo scorso novembre, ha restituito al Presidente illimitati poteri sulla Rada. E cancellato i progressi in senso parlamentare, democratico, e liberale, ottenuti dalla Costituzione del 2006, frutto della Rivoluzione Arancione.

Di conseguenza, le prossime consultazioni per il rinnovo della Rada sono programmate per l’autunno del 2012. Quelle per il Capo dello Stato, nella primavera del 2015.

L’Europa con la Leader dell’Opposizione Democratica

Oltre alla cronaca parlamentare, a tenere banco è l’importante dichiarazione del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, turbato dinnanzi all’impossibilità di incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, a cui è stata vietata la partecipazione al summit del partito Popolare Europeo di Bruxelles.

Il Leader polacco ha criticato l’uso della magistratura come arma contro esponenti del campo arancione. In carcere, per futili accuse, già una decina di ex-ministri del secondo governo di Julija Tymoshenko. Tra essi, il Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Detenuto in isolamento, senza alcun contatto con famigliari e sostenitori.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica è costretta ad interrogatori giornalieri in Procura, accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata confinata in Patria. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità in un periodo di crisi.

Al posto suo, martedì, Primo di Febbraio, convocato dai giudici è stato il suo Addetto Stampa, Mykhajlo Livins’kyj. Colpevole, forse, di lavorare per una Leader, tanto contestata, quanto tenace, nella lotta per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE GLI STUDENTI CRITICANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 24, 2011

La maggioranza cerca di incrementare le tasse per compensare tagli al bilancio, e limitazioni del Diritto allo Studio. Protestano ONG ed associazioni giovanili

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

In Italia, ci si lamenta della Gelmini. Ma, in Ucraina, si sta forse peggio. Il paragone non è dovuto al differente aspetto del Ministro dell’Istruzione – non la gradevole Maria Stella bresciana, ma un ucrainofobo, ostile alla parte occidentale del suo Paese – bensì, ad un controverso progetto di legge di riforma della Scuola Superiore.

Se approvato, il DDL causerebbe una commercializzazione dell’istruzione, un taglio di borse e sussidi, ed un proliferare della corruzione, faticosamente arginata negli ultimi anni.

Un vero e proprio colpo al Diritto allo Studio. Che, peraltro, non solo contrasta con le promesse elettorali dei partiti della maggioranza, firmatari della proposta. Ma infrange precisi articoli della Costituzione Ucraina.

A spiegarlo, la Fundacija Rehional’nykh Inicijativ – tra i principali sponsor della protesta – per mezzo di uno dei suoi esponenti più attivi, Mykhajlo Lebed’. Preciso, nel rimarcare le conseguenze negative di tale proposta.

In particolare, ad essere contestata è la cancellazione di forme di insegnamento gratuite, come quelle a distanza e serali. Un provvedimento che si scontra con l’articolo 22 e 53 della Carta Suprema – sul Diritto allo Studio – e con la promessa di aumento delle uscite di bilancio del 75%.

A formularla, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il progetto di riforma consente un incremento delle rette, a discrezione del singolo istituto, e l’introduzione di imposte aggiuntive per servizi supplementari.

Oltre che gli articoli 22 e 53, ad essere infrante sono le promesse di comunisti e Blocco Lytvyn sull’estensione dell’istruzione gratuita per il numero più alto di studenti possibile. Nonché, quelle dello stesso Presidente, circa la sospensione delle rette per i capaci e meritevoli.

Altra questione, l’eliminazione della quota minima di studenti aventi diritto ad aiuti economici, pari a 180 iscritti ogni 10 mila. Un limite assicurato dall’articolo 64 dell’attuale legge.

Infine, preventivato un taglio ai finanziamenti per le attività culturali e sociali delle associazioni giovanili. E, fatto assai più grave, delle confraternite di rappresentanza studentesca. Fatto che si commenta da sé. Senza bisogno di scomodare il preciso Lebed’.

I Professori con gli studenti

Una manifestazione è stata indetta, anche per richiedere l’autonomia scolastica, l’aumento degli stipendi agli insegnanti, e la cancellazione dell’emendamento, che prevede il taglio del 42% delle uscite di bilancio per l’istruzione superiore.

Registrata alla Rada lo scorso 22 Dicembre, la proposta sarà valutata nelle prossime sedute. Contrari al provvedimento, i gruppi dell’Opposizione Democratica: il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Seppur non così fortemente come i giovani studenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LUCENKO ASSENTE AL SUO APPELLO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 3, 2011

In forse la presenza del politico dell’Opposizione Democratica all’udienza. Chiesta la rimozione del PM che gli ha negato la visita dei famigliari. Per Julija Tymoshenko, l’ennesima convocazione 

L'ex ministro degli interni, Jurij Lucenko

Un permesso speciale per assistere al proprio Appello. Nell’Ucraina di Janukovych, è necessario. A riguardo, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, ha dovuto inoltrare richiesta alla Corte di Kyiv. Alla vigilia di un’udienza importante per le sue sorti.

Accusato di abuso di potere, scarsa collaborazione nelle indagini, e condotta scorretta nelle indagini per l’avvelenamento dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, il Leader di Narodna Samooborona intende rivolgersi di persona al Giudice, per denunciare la lentezza con cui gli sono stati notificati i capi d’accusa, e la decisione di trattenerlo in carcere.

Inoltre, il politico dell’Opposizione Democratica ha contestato il mancato preavviso del suo arresto – avvenuto dinnanzi al figlio, durante la passeggiata domenicale con il cane – e la motivazione politica dell’intero procedimento a suo carico, che potrebbero costargli due mesi di detenzione.

Accuse che saranno poste agli atti, solo se il giudice gli consentirà di godere di un proprio diritto. Sì, perché la presenza di ogni cittadino alle proprie udienze è garantita anche dalla legge ucraina. Che, assieme a Libertà di Stampa e dissenso politico, è stata rispettata durante i governi arancioni. Oggi, con la salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, leggermente meno.

A dare manforte al suo Leader, il Deputato Nazionale, Jurij Hrymchak, che ha richiesto alla Procura Generale la rimozione del Pubblico Ministero, Serhij Vojchenko. Il quale, a più riprese, ha impedito a Lucenko di ricevere visite. Anche quelle dei parenti. Persino, la notte di Capodanno.

Julija Tymoshenko ancora in Procura

L’indomani dell’appello dell’ex-Ministro, l’ennesima convocazione in Procura della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. A suo carico, un processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle paghe sociali. Ed acquisto irregolare di autoambulanze.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione, ex Primo Ministro, è stata anche privata del diritto d’espatrio. Rea di avere pagato le pensioni in un momento di crisi, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario del suo Paese.

In un’intervista al 5 Kanal, Julija Tymoshenko ha dichiarato che onorerà ogni convocazione, pronta a dimostrare ad oltranza la sua innocenza.

L’ultimo interrogatorio alla Lady di Ferro ucraina ha avuto luogo lo scorso venerdì, 31 Dicembre, alla vigilia di Capodanno. Quello precedente, il giorno prima, è durato 12 ore. Senza pause, né ristoro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA, L’ULTIMA DI JANUKOVYCH: RITORNO AL MAGGIORITARIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 8, 2010

Il Presidente ucraino propone un ritorno al sistema maggioritario per assicurare l’egemonia del Partija Rehioniv. Proposta con Sarkozy un’alleanza tra Kyiv, Parigi e Mosca

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dopo il presidenzialismo, il maggioritario. L’ennesimo stravolgimento della politica ucraina è stato avanzato dal Presidente in persona, Viktor Janukovych, secondo cui il sistema elettorale ideale nel Paese sarebbe un proporzionale al 50%, con l’altra metà dei seggi assegnati alla forza politica che raccoglie più voti.

Un calcolo scaltro, se si considera che la sua forza politica, il Partija Rehioniv, è stata la più votata nelle ultime due parlamentari, staccando di pochi voti la principale lista dell’Opposizione, il Blocco Tymoshenko.

“Nel Paese troppo spesso avvengono elezioni. Gli ucraini sono stanchi di tornare alle urne. C’è bisogno di stabilità politica”. Così si è giustificato Janukovych.

L’appoggio di Sarkozy. Tra amnesia e sete di gas

Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy

Il Presidente ha avanzato tale proposta a Parigi, nell’ambito del summit bilaterale con il suo collega francese, Nicolas Sarkozy.

“Siamo molti vicini – ha sottolineato il Capo di Stato ucraino – anche dal momento in cui dallo scorso Primo di ottobre i nostri due Paesi hanno la stessa forma di governo [Repubblica Presidenziale, n.d.a.]”.

“Siamo amici – ha risposto l’inquilino dell’Eliseo – e, in quanto tali, siamo pronti a sostenere ogni vostra decisione, anche in ambito interno”.

L’amnesia del Capo di Stato francese – che si è dimenticato di ricordare a Janukovych che l’Europa ha condannato il regresso democratico in corso in Ucraina, soprattutto dinnanzi alle crescenti pressioni su giornalisti, media ed opposizioni – non è stato l’unico argomento del meeting.

Sarkozy e Janukovych hanno discusso di tematiche energetiche, rafforzato la collaborazione per la compravendita di gas, ed esaminato la possibile eliminazione delle barriere doganali tra Kyiv e Parigi.

Infine, il Presidente francese ha proposto a Janukovych la creazione di un’unica area di libero mercato tra i loro paesi e la Federazione Russa. Indispensabile, secondo i due Capi di Stato, sia dal punto di vista energetico che da quello geopolitico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA UNITA AVVIA LA RESISTENZA A JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 2, 2010

14 forze politiche uniscono gli sforzi per contrastare l’establishment presidenziale ed il regresso deocratico nel paese. Sostegno dal PPE e dai Repubblicani USA.

Il leader della Hromadjans'ka Pozycija, Anatolij Hrycenko

L’Opposizione Democratica ucraina da inizio alla controffensiva. Successivamente alla decisione della Corte Costituzionale di ripristinare la costituzione del 1996, e conferire al Presidente, Viktor Janukovych, pieni poteri sul Parlamento, i democratici ucraini hanno unito le forze, ed invocato elezioni immediate.

A dare la carica, l’ex ministro della difesa, Anatolij Hrycenko. Il leader della forza politica Hromadjans’ka Pozycija si è fatto portavoce dei 14 partiti che hanno scelto di coordinare le proprie azioni per salvare la democrazia nel Paese.

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

In particolare, l’Opposizione Democratica richiede immediate dimissioni dei giudici della Corte Costituzionale, del Capo dello Stato e dei Deputati della Rada, tutti eletti secondo regole ritenute non valide. Inoltre, le forze politiche in questione intendono condurre una campagna di protesta pubblica contro la svolta reazionaria del Presidente.

“Siamo consapevoli che presto ci saranno elezioni – ha dichiarato Hrycenko – e che è opportuno unire le forze per competere con l’attuale maggioranza. Da oggi, organizzeremo vertici congiunti per coordinare gli sforzi, e pianificare le azioni da compiere nell’immediato”.

Opposizione Democratica finalmente insieme

Il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk

Al vertice hanno partecipato il vice leader di Bat’kivshchyna – il partito di Julija Tymoshenko, carismatica anima della rivoluzione arancione ed ex premier– Oleksandr Turchynov, il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk – già Ministro degli Esteri – il vice capo del Front Zmin – la forza politica di Arsenij Jacenjuk, ex speaker della Rada – Andrij Pyshnyj, ed il leader di Narodna Samooborona, Jurij Lucenko – già Ministro degli Interni.

Oltre ad essi, il vice segretario del Partito Europeo, Volodymyr Lanovyj, il vice capo di Nasha Ukrajina – la forza partitica di Viktor Jushchenko, l’ex Presidente – Andrij Parubij, illeader di Reformy i Porjadok, Serhij Soboljev – attuale primo ministro del governo ombra dell’Opposizione Democratica – ed il vice segretario del Centro Unito, Ihor Popov.

Presenti anche il vice segretario di Svoboda, Andrij Mokhnyk, il vice capo di Sobor, Pavlo Tarasjuk, il leader del Partito Popolare Ucraino, Jurij Kostenko, ed il capo della Piattaforma Ucraina, Pavlo Zherbivs’kyj.  Assente, ma aderente all’iniziativa, il segretario del Partito dei Difensori della Patria, Jurij Karmazin.

Il sostegno dei Popolari Europei e dei Repubblicani Americani

Il senatore USA dell'Ariziona, il repubblicano John McCain

L’iniziativa dei democratici ucraini ha ottenuto i primi sostegni internazionali. Con una nota, il Partito Popolare Europeo ha espresso forte preoccupazione dinnanzi alla condotta di Janukovych,e piena solidarietà alle forze politiche dell’Opposizione, in particolare a Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina, membri PPE.

Con una telefonata alla leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, appoggio è arrivato anche dal maggiore esponente dei Repubblicani americani, John McCain. Il senatore dell’Arizona ha espresso la volontà della propria forza politica di attivarsi con ogni mezzo per arginare il regresso democratico in Ucraina.

“L’Ucraina è molto importante per il mondo. Il Vostro Paese non può abbandonare lo sviluppo democratico, e permettere minacce alla propria Indipendenza” ha dichiarato l’ex candidato alla casa Bianca.

Parole armoniose, tipiche di un’America un tempo responsabile, ed attenta al rispetto delle libertà nel Mondo. Oggi, ad amministrare gli USA ci sono i democratici. Il silenzio del cui leader, Barack Obama, ben certifica il nuovo corso della politica estera di Washington, mirata al dialogo ostinato con ogni autocrate del pianeta.

Una questione Occidentale

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dinnanzi al sostegno dei Repubblicani americani, Julija Tymoshenko ha illustrato come vi sia il tentativo di privare il popolo ucraino del diritto di scegliere i propri rappresentanti negli organi di potere, ed ha ringraziato McCain.

“Se l’Ucraina perde la sua Democrazia ed Indipendenza – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – è un pericolo per l’Europa tutta. La questione riguarda tutto l’Occidente”.

Parole di lungimiranza politica. Che, purtroppo, pochi nel Vecchio Continente sono in grado di comprendere.

Matteo Cazzulani