LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Guerra del Gas: la Polonia vuole il Corridoio Settentrionale Energetico Europeo

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 30, 2016

Varsavia intende coniugare l’importazione di gas naturale dalla Norvegia tramite il gasdotto Baltic Pipe e l’importazione di gas liquefatto presso i rigassificatori di Świnoujście e Danzica. L’Europa Centro Orientale ottiene una compensazione per la mancata realizzazione del Nabucco



Varsavia – La prospettiva temporale è molto dilatata, ma il progetto del Corridoio Settentrionale Energetico Europeo è tutt’altro che infattibile. Nella giornata di mercoledì, 27 Gennaio, la Polonia ha fatto sapere di essere intenzionata ad avviare l’importazione di gas naturale dalla Norvegia.

L’importazione, che inizierebbe dopo la scadenza del contratto tra la compagnia nazionale energetica polacca PGNiG e il monopolista statale russo del gas Gazprom -dalle cui forniture la Polonia dipende per circa l’80% del proprio fabbisogno- avverrebbe tramite la Baltic Pipe, un gasdotto progettato tra il territorio polacco e la Danimarca, da dove Varsavia imporrebbe il gas norvegese.

Oltre che una misura per la diversificazione delle forniture di gas, le importazioni di oro azzurro dalla Norvegia sono considerate parte di un progetto più ampio, atto ad aiutare l’Europa a diminuire la dipendenza energetica da Russia ed Algeria, che interessa anche il rigassificatore di Świnoujście e il terminale di Danzica, in via di realizzazione.

I due terminali polacchi potrebbero essere utilizzati per importare gas liquefatto non solo dal Qatar -dal quale viene rifornito il rigassificatore di Świnoujście- ma anche da altri fornitori di LNG come Egitto e Stati Uniti d’America, consentendo all’Unione Europea di immettere nel proprio sistema infrastrutturale energetico all’incirca 12 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Se realizzato, il Corridoio Settentrionale Energetico Europeo servirebbe sopratutto per diminuire la dipendenza energetica dei Paesi dell’Europa Centro Orientale che, ad oggi, restano fortemente dipendenti dalle importazioni dalla Russia. 

Infatti, il gas importato in Danimarca e nei terminali polacchi potrebbe essere convogliato nel Corridoio Nord Sud, un gasdotto progettato dalla Polonia alla Croazia, tramite Repubblica Ceca, Ungheria e Croazia, per collegare il rigassificatore di Swinoujscie con quello croato di Krk.

Per l’Europa Centro Orientale si arriverebbe così a colmare un vuoto originato dalla mancata realizzazione del gasdotto Nabucco, progettato dalla Commissione Europea per importare gas dall’Azerbaijan in Austria attraverso Turchia, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

La mancata realizzazione del Nabucco è dovuta alla costruzione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- progetto alternativo al Nabucco che veicolerà il gas dell’Azerbaijan in Italia attraverso Grecia ed Albania.

La TAP è uno dei gasdotti, assieme al Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- che compongono il Corridoio Meridionale Energetico Europeo, un fascio di gasdotti concepito dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di energia dell’UE veicolando in Europa gas dall’Azerbaijan e, in prospettiva, dall’Iran.

Si rafforza anche la via israeliana

Proprio per quanto riguarda il versante sud delle forniture di gas, possibile è anche l’opzione, per l’Unione Europea, di importare gas da Israele, che, con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti Leviathan, Tamar e Dalit, intende esportare in Europa all’incirca 122 trilioni di piedi cubi di gas.

A rendere possibile l’esportazione del gas israeliano potrebbe essere un gasdotto che Israele ha pianificato fino alla Grecia attraverso Cipro. 

Sulla questione, il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avuto un incontro con il Presidente cipriota, Nicos Anastasiades, e il Premier greco, Alexis Tsipras, nella giornata di giovedì, 28 Gennaio.

Come riportato dall’autorevole Algemeiner, l’incontro, avvenuto a Nicosia, ha segnato la prima volta che greci ciprioti e israeliani si siedono attorno allo stesso tavolo.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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L’Ucraina interessata al Corridoio Energetico Europeo

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 30, 2015

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia ucraino, Volodymyr Demchyshyn, Kyiv intende importare gas dalla Turchia per decrementare la dipendenza dalla Russia. Già avviati i contatti con Slovacchia e Polonia per una partnership energetica



Varsavia – Un’Ucraina pienamente europea sul piano energetico. Questo è quanto emerso dalle dichiarazioni del Ministro dell’Energia ucraino, Volodymyr Demchyshyn, che, all’agenzia Trend, ha dichiarato che Kyiv è interessata a compartecipare al Corridoio Meridionale Energetico Europeo, fascio di gasdotti concepito dalla Commissione Europea per importare gas dall’Azerbaijan per diversificare le forniture di energia.

Nello specifico, il Ministro Demchyshyn ha evidenziato come l’Ucraina sia interessata ad importare gas dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- una delle infrastrutture del Corridoio Meridionale Energetico Europeo deputato a veicolare il gas proveniente dall’Azerbaijan dalla Georgia al confine tra Turchia e Grecia, attraverso tutta la penisola anatolica. 

L’altra infrastruttura del Corridoio Meridionale Energetico Europeo è il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- progettato per veicolare il gas azero dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania.

La partecipazione dell’Ucraina al Corridoio Meridionale Energetico Europeo è resa ancora più forte dal recente interessamento di Israele al progetto come fornitore di gas attraverso un gasdotto che collega i giacimenti israeliani del Mar Mediterraneo alla Turchia.

Inoltre, l’Ucraina, a seguito dell’aggressione militare russa nel Donbas e all’annessione illegale della Crimea alla Russia, è in cerca di ogni forma possibile per rendersi totalmente indipendente da Mosca. 

Per questa ragione, l’Ucraina ha già raggiunto accordi per l’importazione di gas dalla Slovacchia, mentre la Polonia ha offerto a Kyiv l’invio del gas che Varsavia importa sotto forma di LNG dal rigassificatore di Świnoujście.

Nonostante l’opera di diversificazione da Mosca, il Ministro Demchyshyn ha ribadito l’impegno dell’Ucraina come Paese di transito del gas russo verso gli acquirenti dell’Unione Europea particolarmente dipendenti dalle forniture della Russia, come Austria, Slovenia e Italia.

Europa Centrale, Commissione Europea, Consiglio Europeo e Italia contro il Nordstream

Il Ministro Demchyshyn ha poi criticato il prolungamento del Nordstream, gasdotto progettato dalla Russia, in partnership con la Germania, per veicolare 110 miliardi di metri cubi all’anno dal territorio russo a quello tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico.

Il Nordstream, il cui primo tratto, dalla portata di 55 miliardi, di metri cubi è già stato realizzato nel 2012, incrementa la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture di gas della Russia e isola i Paesi membri dell’UE dell’Europa Centro Orientale.

Per questa ragione, i Paesi della regione dal Mar Baltico al Mar Adriatico, rappresentati dal Presidente della Polonia, Andrzej Duda, e dal Premier della Repubblica Ceca, Bohuslav Sobotka, hanno fortemente contestato il Nordstream.

Concordi con la posizione dei Paesi dell’Europa Centro Orientale si sono detti, per diverse ragioni, il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il Premier italiano, Matteo Renzi, e il Commissario UE all’Energia, Maroš Ševčovič.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani