LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

HOLODOMOR: GLI USA – E V.A. – LO SPIEGANO ALL’OCCIDENTE

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on November 21, 2010

Il Consiglio Nazionale per la Sicurezza USA ricorda l’Holodomor. Al Popolo ucraino, la vicinanza della redazione

Commemorazioni dell'Holodomor. enocidio a danno del popolo ucraino

Una voce arancione dagli Stati Uniti. Come riportato dall’agenzia Zaxid.net, il rappresentante del Consiglio Nazionale per la sicurezza USA, Michael Hammer, ha diramato una nota in suffragio dell’Holodomor: il genocidio, noto anche come Grande Fame, volutamente organizzato dai vertici URSS per eliminare il popolo ucraino.

Come ricorda Hammer, la carestia del 1932-33 è stata un’idea di Stalin, intenzionato a spezzare la volontà degli ucraini, ed impedire la legittima Indipendenza di uno dei popoli dell’ex Unione Sovietica economicamente e culturalmente più ricco.

“A 77 anni dai quei tragici fatti – riporta il documento – non dimentichiamo i milioni di ucraini, morti a seguito della politica repressiva del dittatore sovietico. Felicemente, il genocidio di Stalin non ha avuto successo. Ed oggi l’Ucraina è una realtà, fiera ed indipendente. Da popoli liberi – continua la nota – americani ed ucraini si uniscono nel ricordo dell’Holodomor, affinché serva da monito per i tempi futuri. Gli USA – conclude il documento – sono grati all’Ucraina per l’amicizia imperitura. Grazie alla quale, mai si è persa la speranza in una Patria libera”.

Una candela. Per non dimenticare

Ciascuna delle frasi del comunicato è condivisibile ed opportuna. Sopratutto in un Occidente europeo, troppo miope da omettere questa parentesi nera dell’umanità dai testi scolastici.

Gli organizzatori delle azioni in suffragio del genocidio hanno invitato ad accendere una candela, il prossimo 27 novembre. La Voce Arancione si unirà all’appello, ed invita i propri lettori a fare altrettanto.

Per non permettere ad uno dei più sanguinari dittatori di averla vinta su un popolo europeo, che ha pagato la politica di collettivizzazione forzata delle terre con 10 milioni di vittime, tra deportati, fucilati, soppressi e morti per fame – con conseguenze indelebili sul piano demografico, socio-economico, politico, culturale e spirituale. E per esprimere vicinanza a chi, per colpa delle repressioni sovietiche, ha perso cari e beni.

Matteo Cazzulani