LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: CONTINUA IL GIALLO SULLA SALUTE DELL’ANIMA DELLA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 19, 2012

La figlia della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina conferma l’ernia al disco diagnosticata alla madre dall’équipe di medici tedeschi e canadesi. I dottori di Ottawa accusati di partigianeria dalle Autorità, le quali, per la detenuta politica, pretendono persino i lavori forzati

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

O l’operazione urgente fuori dal carcere, o a cucire babbucce tutto il giorno. La situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, si fa sempre più misteriosa, preoccupante, e, nel contempo, di interesse internazionale.

Nella giornata di venerdì, 17 Febbraio, la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, ha confermato l’indiscrezione – rivelata pochi giorni prima dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda – secondo la quale l’équipe di medici internazionali indipendenti tedesco-canadese avrebbe diagnosticato alla madre un’ernia al disco da operare al più presto per evitare complicazioni.

“I dottori hanno riscontrato un’ernia al disco che, se sarà ancora a lungo trascurata da parte delle Autorità carcerarie, costringerà mia madre ad essere operata fuori dalle mura di una colonia penale che lavora secondo gli ordini diretti del Presidente, Viktor Janukovych. Spero che i medici riveleranno al più presto l’esito delle loro analisi” ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica a Radio Liberty.

Per ora, i medici tedeschi hanno rispettato alla lettera il diritto alla privacy della paziente, e si sono limitati a consegnare alla Tymoshenko il referto in una busta sigillata. I dottori canadesi, invece, sono stati costretti a replicare alle accuse mosse loro da parte di Vadym Kolesnichenko: deputato del Partito del Presidente – il Partija Rehioniv – che ha messo in dubbio la professionalità degli specialisti di Ottawa in quanto esponenti della diaspora ucraina: tradizionalmente critica nei confronti di Janukovych.

“Ogni componente del pool di medici dal Canada è altamente qualificato, come riconosciuto dai centri di studio di Ottawa – ha risposto, con una nota, il Congresso degli Ucraini nel Mondo: accusato da Kolesnichenko di essere il selezionatore dei medici al posto delle Autorità canadesi – in Canada vivono milioni di emigrati ucraini che, a differenza di molti parlamentari di Kyiv, parlano liberamente la lingua di Shevchenko [Taras, il Poeta Nazionale, M.C.]. Stupisce la politicizzazione di una questione che riguarda le condizioni di salute di un importante esponente politico”.

Opposta la reazione delle Autorità Carcerarie e del Ministero degli Interni, compatti nel ribadire a più riprese che la Tymoshenko sta bene: sopratutto grazie alle cure che, con costanza, le sono somministrate entro le mura del penitenziario di massima sicurezza. Per questa ragione, è stata inoltrata la richiesta di inclusione della Leader dell’Opposizione Democratica nella lista dei condannati ai lavori forzati.

La condanna politica che ha isolato l’Ucraina

Nota in Occidente per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico del 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi per il rinnovo delle forniture di gas ritenuti onerosi per le casse dello Stato, ma coi quali è riuscita a ripristinare l’invio di oro blu dalla Russia, ed evitare un inverno al freddo per il suo popolo e per l’Unione Europea – l’Italia in primo luogo.

La condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la Tymoshenko detenuta in misura cautelativa dal 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove in sostegno delle accuse fabbricate ad hoc – addirittura datate il 31 Aprile – è stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre.

Prima di allora, l’8 Dicembre, la Leader dell’Opposizione Democratica – già detenuta – ha subito un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini che la vedono imputata per evasione fiscale durante la presidenza JEESU – il colosso energetico presieduto prima della discesa in campo del 1998.

Il verdetto è maturato al termine di un processo-lampo celebrato ai limiti del macabro, con giudice e Pubblica Accusa nella cella della Tymoshenko, seduti attorno al letto in cui la Leader dell’Opposizione Democratica era costretta a giacere: vittima di un forte mal di schiena trascurato dalle Autorità Carcerarie.

Tale fatto ha provocato la reazione unanime dell’Occidente che, dopo avere contestato il trattamento anti-democratico di cui, oltre alla Tymoshenko, è caduta vittima una decina di esponenti del campo arancione, ha richiesto a più riprese alle Autorità ucraine il permesso di sottoporre la Leader dell’Opposizione Democratica ad analisi mediche di un’équipe internazionale.

La repressione del campo arancione, simbolizzata dal caso Tymoshenko, ha isolato sull’arena internazionale il Presidente Janukovych: ritenuto dall’Opposizione Democratica, e da più di una voce in Europa e negli Stati Uniti, il vero responsabile della svolta autoritaria che, de facto, ha reso l’Ucraina una dittatura intollerante nei confronti di ogni forma di dissenso.

Fatto esemplificativo è stato, il 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico con cui Kyiv avrebbe ottenuto da Bruxelles il riconoscimento dello status di partner privilegiato dell’Unione Europea oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Matteo Cazzulani

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DIASPORA UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO NOBEL PER LA PACE

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on December 18, 2010

La proposta, appoggiata da senatori USA, in seguito alla repressione contro la Leader dell’Opposizione Democratica. “Un segnale contro la repressione politica”.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Julija Tymoshenko dopo Lju Xiaobo. La diaspora ucraina del Nord America, ed un folto gruppo di senatori USA, sarebbero intenzionati a candidare la Lady di Ferro ucraina a Premio Nobel per la Pace 2011.

L’ipotesi, ripotata dall’autorevole comments.ua, sulla base di fonti del Congresso Mondiale degli Ucraini, sarebbe stata presa in seguito all’enesimo attacco ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, privata del diritto di espatrio per l’apertura di un procedimento giudiziario politicamente orchestrato.

Nel 2010 — riporterebbe il documento dei firmatari della candidatura — il Nobel per la Pace è stato assegnato ad un dissidente cinese. Le Autorità ucraine stanno facendo di tutto per incarcerare l’unico Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La diaspora ucraina non può non reagire a tale repressione”.

Ad essere contestato all’ex Primo Ministro sarebbe l’utilizzo dei fondi internazionali — ottenuti per il rispetto del Protocollo di Kyoto — per le uscite di carattere sociale. Così, Julija Tymoshenko, oggi Leader dell’Opposizione Democratica, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di grave crisi economica.

Accuse veniali, prive di prove certe. Che, come sottolineato dal Braccio Destro dell’anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Turchynov, certificano la natura politica del provvediemento. Volto, come ha evidenziato, ad imbagliare il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, ed a colpire i suoi principali esponenti.

A sostegno della tesi di Turchynov, ed ai timori di un possibile arresto di Julija Tymoshenko, i provvedimenti che già hanno interessato stretti collaboratori della Lady di Ferro ucraina. Oltre allo stesso Turchynov, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è ospite abituale della Procura per continui interrogatori.

A finire al fresco, invece, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sono state riaperte le indagini a carico del Deputato Nazionale del BJuT-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’, per il suo ruolo di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma. Una dimostrazione non violenta, contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, repressa, nel 2001, dalla polizia. E, precedente inquietante, già causa di un precedente arresto per Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Il provvedimento contro la carismatica Leader – unica, coerente, nel combattere per un’Ucraina democratica, Indipendente, giusta ed europea – certifica un significativo arretramento della democrazia ucraina. Faticosamente maturata, dal 2005, a seguito della pacifica Rivoluzione Arancione, con i governi della stessa Tymoshenko, e l’amministrazione dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Con l’elezione a Presidente di Viktor Janukovych, nel febbraio 2010, sono ripresi pressioni su opposizioni e giornalisti, e brogli elettorali. A certificarlo, oltre agli osservatori europei ed OSCE, anche diverse organizzazioni internazionali impegnate nella difesa di Libertà di Stampa, Democrazia e Diritti Umani nel Mondo.

Il sostegno della Voce Arancione

Se confermata, la Voce Arancione sarà in prima fila a sostegno della corsa al Nobel di una figura, da sempre al fianco del suo popolo, ritenuta l’unica erede di quegli ideali di giustizia, democrazia ed Europa, che nel 2005 hanno portato migliaia di manifestanti sul Majdan Nezalezhnosti. Per dire basta, con successo, seppur temporaneo, ad una torbida epoca di corruzione, ed assenza di libertà.

Matteo Cazzulani

HOLODOMOR: GENOCIDIO DEL POPOLO UCRAINO. NON DIMENTICHIAMO LA BARBARIE STALINIANA SOTTACIUTA

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on November 26, 2010

La Voce Arancione, come tutto il Mondo, ricorda la carestia, frutto della barbarie comunista

Commemorazioni dello Holodomor a Kyiv

Un piccolo gesto contro il negazionismo storico. Nella giornata di Sabato, 27 novembre, l’Ucraina ricorda lo Holodomor. Una delle pagine più nere della storia dell’umanità, esclusa dai manuali di storia del Belpaese.

Noto anche come Grande Fame, si è trattato di un genocidio, avvenuto tra il 1932 ed il 1933, su preciso ordine di Stalin, per eliminare il popolo ucraino, troppo ricco e desideroso di indipendenza per essere tollerato dalle autorità sovietiche.

10 milioni le vittime accertate della carestia, provocata e pianificata artificialmente. Non solo morti per fame, ma anche fucilati e deportati. Il tutto, accuratamente sottaciuto, e giustificato dalla politica URSS di collettivizzazione forzata delle terre.

Diverse le organizzazioni che si sono mobilitate per mantenere viva la memoria dello Holodomor. Tra le altre, il Congresso Mondiale degli Ucraini, organizzatore dell’azione “La Candela della Preghiera”. Gli ucraini di tutto il mondo, ma anche persone di altra nazionalità che desiderino commemorare il genocidio, sono invitati ad accendere un cero presso le proprie abitazioni private, gli uffici ed i luoghi di lavoro.

Inoltre, con una lettera aperta, il CMU ha invitato il Presidente, Viktor Janukovych, a rispettare la legge, che certifica lo Holodomor Genocidio del popolo ucraino. Un’iniziativa doverosa, dal momento in cui, lo scorso 28 aprile, lo stesso Janukovych ha invitato il Consiglio d’Europa ad approvare una risoluzione che ha declassato l’Holodomor a tragedia mondiale di minore portata, contestualizzata nell’ambito dell’URSS.

Ciò nonostante, l’iniziativa di Janukovych solo in parte ha cancellato quanto fatto dai governi arancioni di Julija Tymoshenko, e dall’amministrazione di Viktor Jushchenko, attivi nell’istituzionalizzare il ricordo di una delle numerose ferite inferte nella storia all’Ucraina: la legge sullo Holodomor è ancora in vigore. Così, il Paese intero si raccoglie nella commemorazione della Grande Fame. Anche questo anno.

A Kyiv è prevista, per il pomeriggio, una catena umana, in marcia fino al Memoriale Nazionale dello Holodomor, dove saranno accese le candele. Una seconda accensione collettiva, alle 19:32 e 19:33, in ricordo delle date esatte del genocidio. Simili iniziative sono in programma in tutte le città del Paese, e nelle principali capitali mondiali.

Una candela in ricordo del genocidio

La Voce Arancione, fraternamente sempre accanto al popolo ucraino, invita i propri lettori ad unirsi al ricordo dell’ennesima barbarie staliniana, ancor oggi estromessa dai testi scolastici perché politically uncorrect.

Accendere una candela è un atto gratuito, spontaneo, che non richiede né ingenti investimenti, né impiego di tempo elevato.

Un atto di responsabilità morale e storica. Per non dimenticare chi è stato sterminato. Colpevole, solo, di essere ucraino, e di non accettare la dominazione sovietica.

Matteo Cazzulani