LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

RUSSIA E UCRAINA: E’ CRISI POLITICO-ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 19, 2012

Cancellata una visita tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e quello ucraino, Viktor Yanukovych, per via del mancato accordo sull’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale. Contrasti tra i due Capi di Stato anche sul gas.

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Senza accordo la visita non s’ha da fare. Nella giornata di martedì, 18 Dicembre, l’incontro tra Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e il suo collega russo, Vladimir Putin, previsto a Mosca, è stato cancellato.

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya, la ragione della cancellazione è legata al mancato accordo tra le parti sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale: progetto di integrazione politica dei Paesi dello spazio ex-sovietico voluto della Russia per restaurare la propria egemonia nel mondo ex-URSS.

Secondo la fonte, Russia e Ucraina sarebbero su due posizioni contrapposte. In cambio dell’ingresso nell’Unione Eurasiatica – a cui, oltre alla Russia, già appartengono Bielorussia e Kazakhstan – Mosca ha offerto agli ucraini condizioni vantaggiose in alcuni settori di cruciale importanza come quello energetico.

Kyiv sostiene invece un’integrazione più moderata nell’Unione Eurasiatica secondo una formula 3+1 che, secondo i calcoli del Presidente Yanukovych, permette agli ucraini di non precludere l’integrazione con l’Europa.

Oltre alla questione strettamente politica, la ragione della cancellazione dell’incontro tra Putin e Yanukovych è legata al gas.

La Russia ha condizionato il mantenimento di relazioni energetiche tra Mosca e Kyiv all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Eurasiatica, ed ha posto agli ucraini il raddoppio della quantità del gas russo importato come condicio sine qua per l’ottenimento di uno sconto per il gas.

Dinnanzi al mancato ottenimento di un ribasso delle tariffe per l’importazione di gas russo – da cui l’Ucraina dipende all’80% circa – il Presidente Yanukovych ha ordinato al Governo ucraino di limitare la quantità di carburante acquistata dalla Russia a 27 miliardi di metri cubi all’anno.

Per compensare l’ammanco del gas di Mosca, Kyiv ha aumentato l’impiego di gasolio, greggio e carbone. Inoltre, il Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Boyko, ha firmato un accordo trimestrale con la compagnia tedesca RWE per l’importazione di 57 milioni di metri cubi di gas russo dalla Germania all’Ucraina via Polonia e Ungheria.

Con la cancellazione della visita tra Putin e Yanukovych, i rapporti politici ed energetici tra Russia e Ucraina sono giunti a un punto morto.

Da un lato, la scelta di Yanukovych di barcamenarsi tra la Russia e l’Europa, senza prendere una decisione netta tra Mosca e Bruxelles, ha approfondito l’isolamento internazionale di Kyiv, reso già grave dall’ondata di processi politici scatenati dal Presidente ucraino contro gli esponenti dell’opposizione democratica – tra cui la Leader del dissenso arancione, Yulia Tymoshenko.

Dall’altro, la Russia ha scelto di fare a meno dell’Ucraina nella prosecuzione di una politica energetica orientata all’aumento dell’egemonia nel mercato UE – che soddisfa il 40% del proprio fabbisogno di gas grazie alle forniture di Mosca.

Il 7 Dicembre ha preso il via la costruzione del Southstream: gasdotto progettato dal Cremlino per rifornire l’Europa di ulteriori 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno direttamente dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Il Southstream è un progetto politico che isola l’Ucraina – finora principale Paese di transito del gas russo verso l’UE – aumenta la dipendenza energetica dell’Europa da Mosca, e blocca il Corridoio Meridionale: piano varato dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas in Europa importando in UE gas dall’Azerbaijan tramite nuove infrastrutture.

La Moldova tra Russia ed Europa

Un’altra vittima della politica energetica di Mosca è la Moldova. Come riportato dall’agenzia Interfax, Mosca ha concesso il prolungamento dei contratti per le forniture di gas a Chisinau per un solo anno, lasciando aperta una questione geopolitica che vede Russia e UE ancora su due fronti.

In cambio di sconti sulle forniture di gas, Mosca ha chiesto alla Moldova la rinuncia alla membership nella Comunità Energetica Europea – una sorta di UE del gas che racchiude i 27 Paesi UE, Moldova e Ucraina.

Per evitare a Chisinau una scelta drastica, e mantenere vivo il processo di integrazione della Moldova nell’UE, la Commissione Europea ha concesso al Governo moldavo una deroga di tre anni per l’applicazione dei regolamenti della Comunità Energetica Europea, in attesa di una risoluzione della situazione con la Russia.

la Moldova dipende fortemente dalla forniture di gas russo. Per diminuire la dipendenza energetica della Russia, Chisinau ha sostenuto politicamente sia il Corridoio Meridionale, che il progetto AGRI: piano – ancora lontano dall’essere realizzato – studiato per rifornire di gas dell’Azerbaijan l’Europa attraverso il trasporto combinato via terra e mare del carburante attraverso Georgia, Mar Nero e Romania.

Matteo Cazzulani

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