LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gran Bretagna: Cameron trionfa e mantiene alta la bandiera dell’atlantismo in Europa

Posted in Gran Bretagna by matteocazzulani on May 8, 2015

I conservatori del Primo Ministro uscente sommergono laburisti, LiberalDemocratici e indipendentisti con una vittoria storica. Nel nuovo Governo monocolore già confermati il Cancelliere ed i Segretari a Interni, Esteri e Difesa 

I sondaggi, e i suoi detrattori, gli hanno pronosticato un testa a testa che già presupponeva la formazione un’ammucchiata di centrosinistra per metterlo in minoranza. Invece, il Leader del Partito Conservatore britannico, David Cameron, ha ottenuto una vittoria “shock” che passa alla storia come il migliore successo mai ottenuto dai Tory negli ultimi 20 anni.

Il risultato delle Elezioni Generali britanniche di giovedì, 7 Maggio -l’esito dello spoglio è pervenuto nella giornata di venerdì, 8 Maggio- ha confermato il Primo Ministro uscente alla guida del Governo, consegnando ai conservatori una maggioranza piena che, a differenza del risultato delle precedenti consultazioni del 2010, consentono ai Tory di governare in solitaria, senza più bisogno dei voti dei LiberalDemocratici, alleato spesso scomodo e poco collaborativo.

Nello specifico, i conservatori hanno ottenuto 331 seggi, staccando di gran lunga il Partito Laburista, fermo a 232. Terza forza, a sorpresa ma nemmeno molto, il Partito Nazionalista Scozzese, che ha ottenuto 56 seggi, mentre i LiberalDemocratici hanno raccolto solo 8 vittorie nei collegi uninominali con cui sono eletti i membri del Parlamento. 

Il risultato effettivo rispecchia solo parzialmente i valori assoluti dei voti espressi per i singoli Partiti. Se il Partito Conservatore è sempre primo con il 37% dei consensi, mentre i laburisti sono secondi, fermi al 30%, al terzo posto si posiziona il Partito Indipendentista del Regno Unito UKIP: forte di un 12% del voto popolare ma, per via delle Legge Elettorale, con un solo membro in Parlamento. 

Nel commentare la vittoria, resa possibile grazie alla capacità dei conservatori di attrarre voti da Laburisti, LiberalDemocratici e UKIP, Cameron ha sottolineato la sua intenzione di governare per mantenere la nazione unita, devolvendo alcuni poteri ai Parlamenti di Scozia e Galles.

Inoltre, Cameron ha ribadito la sua intenzione di indire un referendum sulla permanenza o meno della Gran Bretagna nell’Unione Europea: una scelta che pone il tema di una riforma di un’UE quantomai necessaria al giorno d’oggi.

Per quanto riguarda il campo interno, Cameron, forte ora di una maggioranza monocolore, ha promesso più case private, milioni di nuovi posti di lavoro, aiuti agli indigenti e tagli alle tasse. 

Infine, il Primo Ministro ha riconosciuto il valore del Segretario del Partito Laburista, Ed Miliband, e del Leader dei LiberalDemocratici, Nick Clegg, entrambi dimessisi dalla guida delle rispettive forze politiche dopo la cocente sconfitta, così come il Capo dell’UKIP, Nigel Farage.

In aggiunta, anche se il nuovo Governo è atteso per lunedì, Cameron non ha perso tempo ed ha già effettuato le prime nomine con conferme in posti particolarmente rilevanti, come quella di George Osborne a Cancelliere, Philip Hammond a Segretario degli Esteri, Michael Fallon a Segretario alla Difesa e Theresa May a Segretario agli Interni.

La destra moderna surclassa la vecchia sinistra 

Con la vittoria di Cameron, la Gran Bretagna mantiene forte il fronte interno all’Unione Europea -comprendente Danimarca, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania e Portogallo- che richiede un’evoluzione dell’UE in chiave atlantista.

Questi Paesi, preso atto dell’inconsistenza dell’Unione Europea in campo internazionale, richiedono il superamento dell’Asse franco-tedesco come motore dell’UE, un maggiore legame con gli Stati Uniti d’America e un rafforzamento della presenza europea in seno alla NATO.

Inoltre, la permanenza di Cameron al Numero 10 di Downing Street permette anche il mantenimento di una delle voci più risolute a critica dell’aggressione militare della Russia di Putin all’Ucraina e, più in generale, dell’aggressività dimostrata da Mosca in Europa Centrale ed Orientale.

Infine, la vittoria di Cameron testimonia come una destra conservatrice ispirata a valori moderni e liberali, come i Tory sono sin dall’epoca di Harold MacMillan e Margaret Thatcher, sia una soluzione più adeguata ai problemi della società rispetto ad una sinistra di vecchio stampo socialdemocratico come i laburisti di Milliband. 

Matteo Cazzulani

Analista di Tematiche Trans Atlantiche, Europa Centro Orientale ed energetiche

@MatteoCazzulani

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ELEZIONI EUROPEE: REHN E VERHOFSTAD SI CONTENDONO LA CANDIDATURA ALDE ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on December 19, 2013

I Partiti liberali di Estonia, Germania, Finlandia, Danimarca, Svezia, Cipro, Croazia e Bulgaria sostengono il Commissario UE all’Economia, mentre belgi, olandesi, austriaci, romeni, lussemburghesi e catalani supportano il Capogruppo in Parlamento Europeo. Divisa la Gran Bretagna sulla nomina della persona che dovrà concorrere con il socialista Martin Schulz.

L’Europa del Nord e quella Centro-Orientale contro quella Occidentale e meridionale, con la Gran Bretagna divisa tra i due candidati. Così appare la corsa alla nomination per la candidatura alla Presidenza della Commissiome Europea dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei -ALDE- il terzo gruppo del Parlamento Europeo, chiamato a designare un proprio candidato nel Congresso del Primo di Febbraio 2014.

Come riportato in una lettera dal Financial Times, firmata dal Capo del Partito delle Riforme estone, il Primo Ministro dell’Estonia Andrus Ansip, i Leader dei Parititi che appartengono all’ALDE di Finlandia, Danimarca, Svezia, Cipro, Corazia, Germania e Bulgaria hanno espresso il loro sostegno al Commissario UE all’Economia, Olli Rehn.

Come riporta il testo, per via del suo impegno dimostrato durante il suo lavoro da Commissario, Rehn è stato ritenuto dai Partiti liberali dell’Europa Settentrionale e Centro-Orientale il candidato più autorevole per sostituire, dopo le prossime Elezioni Europee, l’attuale Presidente della Commissione Europea, il popolare José Manuel Barroso.

Differente l’opinione dei Partiti liberali di Belgio, Olanda, Lussemburgo, Romania, Austria e Catalogna, che hanno già sottoscritto la candidatura del Capogruppo dell’ALDE al Parlamento Europeo, Guy Verhofstad.

Noto per le sue teorie federaliste animate alla creazione degli Stati Uniti d’Europa quanto prima, Verhofstad è supportato dai Partiti liberali di quei Paesi che, più di tutti, hanno sempre lavorato per la creazione di una federazione europea che riesca ad evolvere l’UE da Unione di Paesi a un unica grande realtà politica in grado di interfacciarsi con il Mondo con una voce sola.

Importante è anche il ruolo dei LibDem di Gran Bretagna, il più grande, ed influente raggruppamento dell’ALDE, che sulla questione della Candidatura alla Presidenza della Commissiome appaiono divisi.

Da un lato, Il Segretario dei LibDem, il Vicepremier britannico Nick Clegg, ha firmato la lettera in sostegno a Rehn, ma, dall’altro, il Parlamentare Europeo Chris Davies ha preferito supportare la corsa di Verhofstad.

Il PSE e la Sinistra hanno già scelto, il PPE ancora senza un candidato

La nomina di un candidato comune alla Presidenza della Commissione Europea da parte dei Partiti europei è prevista dal Trattato di Lisbona, volta a rafforzare la dimensione europea, e non più solo nazionale, delle consultazioni nazionali per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Il Partito Socialista Europeo ha già individuato il suo candidato nel Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, mentre la Sinistra Europea ha già scelto il greco Alexis Tsiparas.

Non è ancora stata determinata la candidatura del Partito Popolare Europeo: la più grande forza partitica del Continente che, secondo i sondaggi, dovrebbe nuovamente vincere le Elezioni Europee e, così, avere il diritto di nominare anche il prossimo Presidente della Commissione Europea.

Dopo la rinuncia alla candidatura da parte del Leader della Piattaforma Civica, il Premier polacco Donald Tusk, e del Capo del Partito Moderato svedese, il Capo del Governo di Svezia Fridrik Reinfeldt, il Cancelliere tedesco Angela Merkel è alla ricerca di un candidato autorevole.

Secondo ripetute indiscrezioni, la Merkel avrebbe promesso un tacito appoggio al candidato socialista Schulz in cambio dell’accettazione da parte dei socialdemocratici tedeschi della SPD di formare con i cristianodemocratici della CDU -il Partito della Merkel- e i cristiano sociali bavaresi della CSU una Grande Coalizione in Germania, varata al Bundestag proprio di recente.

I Verdi europei sono orientati sulla nomina dell’attuale Capogruppo al Parlamento Europeo, Rebecca Harms, mentre i Conservatori non hanno ancora effettuato la loro scelta.

Matteo Cazzulani