LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La Voce Arancione riprende: informazione, passione, onestà

Posted in Editoriale by matteocazzulani on April 19, 2015

Dopo uno stop di qualche mese, questo blog riprende, con qualche novità, la sua attività secondo uno stile improntato sull’onestà intellettuale e sul semplice fare informazione. Un particolare ringraziamento alle diverse centinaia di attestazioni di affetto e simpatia pervenute in questi mesi.

Le tante email, le telefonate, i messaggi su Twitter e Facebook, e persino qualche pacca sulla spalla. Non è bastato rifletterci molto dopo diverse centinaia di attestazioni di stima e di inviti a riprendere quello che, negli ultimi mesi, è stato temporaneamente sospeso. 

La Voce Arancione,  Blog che dal Settembre 2010 informa l’opinione pubblica italiana in merito a tematiche legate all’Europa Centro-Orientale, alla geopolitica energetica ed ai rapporti Trans Atlantici, riprende la sua attività con una certa regolarità, seppur con modalità e tempistiche differenti rispetto a quanto avvenuto finora.

Oltre che per le manifestazioni di affetto, alle quali è ancora difficile dare una risposta personale per via dell’alta quantità numerica, la decisione di riprendere l’attività de La Voce Arancione è legata a fattori molteplici. 

In primis, in un’era in cui la sicurezza dei Paesi dell’Unione Europea, se non l’esistenza dell’Unione Europea stessa, è messa a serio repentaglio da minacce globali come l’ISIL e la Russia di Putin, una fonte di informazione concentrata sul fronte orientale -l’Europa Centro-Orientale per intenderci- è fondamentale per tenere informata l’opinione pubblica italiana, tradizionalmente aliena a quanto avviene nella regione per via della scarsa preparazione culturale e della quasi assente obiettività dei principali media.

In secondo luogo, il processo di finalizzazione della ratifica del Partenariato Economico ed Industriale Trans Atlantico -TTIP- e, più in generale, le farraginose trattative per il rafforzamento della cooperazione tra Unione Europea e Stati Uniti sul piano politico, culturale e militare, richiede un’attenzione adeguata. Sempre in Italia, i principali media trattano dell’argomento poco e male, spesso sottolineando gli svantaggi piuttosto che la reale importanza di compattare la Comunità Trans Atlantica per tutelare i valori dell’Occidente dai coltelli dell’ISIL e dai carri armati di Putin.

In terzo luogo, si ritiene necessaria l’esistenza di una Voce in lingua italiana che garantisca informazione e commenti su tematiche globali di stretta attualità attingendo da fonti originali, e non, come invece la maggior parte dei media italiani tende a fare, raccontando, ad esempio, quanto accade in Europa Centro-Orientale avvalendosi prevalentemente di fonti di informazione dalla Russia. 

Così come in passato, per fare Informazione con Passione ed Onestà, La Voce Arancione ritorna a lavorare a pieno ritmo in maniera intellettualmente onesta, con rispetto per chi pensa e scrive diversamente, ma senza alcun timore nei confronti di chi, spesso in malafede, bolla come “fascista” chi, in Italia, osa assumere un punto di vista atlantista, filo occidentale e critico nei confronti della Russia di Putin.

Tuttavia, a cambiare nel nuovo corso de La Voce Arancione è il più stretto legame con l’attività pubblicistica dell’autore: laddove il solo articolo informativo potrebbe non bastare, si farà ricorso ad analisi più dettagliate per offrire ai lettori una chiave di lettura approfondita -ovviamente secondo il modesto punto di vista dell’autore.

A cambiare nella nuova attività de La Voce Arancione sarà anche la tempistica, in quanto gli articoli e le analisi saranno pubblicate con cadenza maggiormente dilatata: non più una volta al giorno, ma ogni qual volta che una notizia degna di interesse ha luogo.

Così come in passato, La Voce Arancione lavorerà in tandem con la sua versione internazionale The Orange Voice ed in collaborazione con alcuni siti di informazione amici presso i quali i post di questo blog vengono spesso pubblicati –Guerra Ucraina, Welfare Network, Lombardi Nel Mondo, LS Blog e altri.

Infine, si permetta nuovamente una nota di gratitudine a tutti coloro che, con i loro messaggi ed attestati di stima, hanno dimostrato attaccamento, simpatia ed affetto a questo blog, ed hanno chiesto all’autore di andare avanti nel suo impegno di informare, commentare e fare riflettere.

È sopratutto grazie a costoro -ancor più che grazie ai commenti dei troll filorussi che, con cadenza quasi giornaliera, accusano La Voce Arancione di essere un organi di informazione della CIA- che si è deciso di non mollare e di andare avanti in nome della Democrazia e della Libertà: i principi dell’Occidente che La Voce Arancione sposa e condivide appieno.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche Trans Atlantiche, Europa Centro Orientale ed energia

@MatteoCazzulani

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Putin elogia Goebbels e potenzia il riarmo ai confini con l’Ucraina

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on July 10, 2014

Il Presidente russo dichiara che il Ministro della propaganda nazista è stato una persona di talento in grado di guidare le masse ad agire sulla base di bugie. Dislocata in Russia Occidentale una nuova batteria di missili Iskander, pronti ad essere utilizzati per operazioni di carattere offensivo

Già in passato alcuni ambiti del Cremlino dicono spinti ad elogiare Hitler, ma mai si sono uditi elogi nei confronti di gerarchi nazisti da parte del Presidente della Russia in persona. Nella giornata di mercoledì, 9 Luglio, il Presidente russo, Vladimir Putin, durante un’occasione pubblica ha elogiato il Ministro della Propaganda della Germania nazista di Hitler, Paul Goebbels, per il suo talento nel convincere il popolo di una grande menzogna, quale l’inferiorità della razza ebraica.

Putin, come riportato dall’agenzia russa ITAR-TASS, che subito dopo ha ritirato le frasi imbarazzanti del Presidente russo, ha anche accusato chi, a suo parere, in Europa sta sovvertendo la storia per raccontare una grande bugia.

“Goebbels era una persona di talento -ha dichiarato Putin- Oggi, chi crede di fermare chi ha abbattuto il nazismo, chi cambia nome alla storia, agisce secondo la medesima logica del Ministro della Propaganda nazista, secondo cui un grande bugia viene presa come verità dal popolo”.

Con le sue parole, Putin ha chiaramente attaccato l’Ucraina, che viene presentata dalla propaganda del Cremlino come un covo di nazisti, nonostante gli ebrei di Ucraina abbiano partecipato alla pacifica rivoluzione del Maydan, e nelle ultime Elezioni Presidenziali i Partiti di estrema destra abbiano ottenuto insieme un misero 2%.

Gli ucraini, secondo la propaganda russa, si starebbero ribellando, con l’aiuto della CIA, contro i loro storici fratelli maggiori russi, che, invece, andrebbero ringraziati per avere liberato l’Ucraina, e più in generale l’Europa Centro-Orientale, dall’occupazione nazista.

Niente di più falso, dal momento in cui per gli ucraini, così come per gli altri popoli dell’Europa Centro-Orientale, la vittoria dell’Armata Rossa sui nazisti ha significato l’inizio dell’occupazione da parte di un regime totalitario non meno feroce di quello di Hilter.

Inoltre, il Presidente USA, Barack Obama, si è sempre schierato in favore del dialogo con Mosca, ed è stato sempre cauto nel rafforzare le difese militari della NATO in Europa per non compromettere il faticoso dialogo avviato con Putin dopo l’era del suo predecessore, George W Bush.

Tuttavia, a rendere significative le parole di Putin in elogio al Ministro nazista è la corrispondenza di quanto da lui dichiarato con il comportamento che la Russia, in epoca zarista prima, sovietica poi, e putiniana oggi, ha da secoli mantenuto per legittimare il suo potere in Europa Orientale, ossia avvalendosi dell’appropriazione della storia degli ucraini.

I russi ritengono infatti che la loro storia sia iniziata con la Rus di Kyiv: prima entità statale di slavi estesa tra il IX e il XIII secolo pressapoco nelle attuali terre di Ucraina, Bielorussia e Lituania.

La Rus di Kyiv -termine che andrebbe tradotto come Rutenia, e non come Russia- dopo l’invasione tatara del 1242 si è frammentata in diversi Principati, poi confluiti nel Granducato di Lituania e, infine, nella Repubblica delle Due Nazioni polacco-lituana: l’unica entità statale dell’epoca in cui il re veniva eletto da un’assemblea di nobili, e dove le minoranze etniche e religiose venivano tollerate in un’Europa deve stata dalle guerre di religione.

La Russia, invece, ha avuto origine dalla Moscovia: un principato basato sulla verticale del potere creato sotto la dominazione tatara, che è stato separato dalla storia europea fino al 1667, quando la Pace di Andrushovo con la Polonia-Lituania ha consegnato a Mosca il controllo dell’Ucraina orientale.

Un’operazione di riscrittura della storia attuata da Pietro I e Caterina II ha poi cercato di legittimare la storia della Russia come originatasi presso la Rus di Kyiv, e, così, i russi sono riusciti a presentare sé stessi come eletti dalla storia a dominare i loro ‘fratelli minori’ ucraini e bielorussi.

Oltre a tessere le lodi del Ministro della Propaganda nazista, Putin ha anche provveduto al riarmo dell’esercito russo nell’ovest del Paese con la presentazione ufficiale del nuovo sistema missilistico 9K720 Iskander-M presso il poligono di Kapustin.

Come riportato sempre dalla ITAR-TASS, una volta terminato l’addestramento, il sistema missilistico sarà assegnato ai reparti armati in stanza nell’ovest della Russia, come la 152 Brigata dell’enclave di Kaliningrad -ubicata tra la Polonia e la Lituania- o, molto probabilmente, la 448 Brigata di Kursk, nel sud-ovest del Paese, vicino all’Ucraina.

La NATO chiede rinforzi a Obama in Europa

Proprio la presenza massiccia di reparti dell’esercito russo ha allarmato il Comandante della NATO in Europa, Philip Breedlove, che ha dichiarato che otto battaglioni dell’esercito russo ben equipaggiati sono presenti ai confini dell’Ucraina, pronti a sconfinare in ogni momento.

Pochi giorni prima, il Comandante Breedlove ha fatto appello affinché la permanenza delle forze militari della NATO non venga diminuita, sopratutto considerati i mutati equilibri geopolitici, che, oggi, vedono la Russia non essere più un interlocutore affidabile dell’Occidente, come solo quattro anni fa si è stati portati a pensare.

Il ruolo della NATO in Europa richiesto da Breedlove è fondamentale per garantire la difesa dell’Europa, che da sola non è in grado di contrastare la Russia nemmeno sul piano economico ed energetico.

La debolezza dell’Europa nei confronti della Russia, oltre che per la forte propaganda del Cremlino, è dovuta alla mole di affari ed interessi che lega Mosca ad alcuni Paesi europei spiccatamente filorussi, come Francia, Italia, Belgio, Austria e Grecia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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PUTIN MILITARIZZA LA CRIMEA E SI PREPARA ALL’INVASIONE DELL’UCRAINA DA EST

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2014

L’esercito russo posiziona cacciabombardieri e sottomarini nucleari nella penisola ucraina, rafforza le esercitazioni anche in Bielorussia e, come riportato da un dossier ben informato, aumenta la presenza militare ai confini orientali dell’Ucraina. Dopo Stati Uniti d’America, Gran Bretagna e Francia, anche Danimarca e Repubblica Ceca partecipano all’incremento della difesa dei confini orientali dell’Unione Europea

Da una penisola con una consistente autonomia territoriale e linguistica, dove il rispetto delle minoranze veniva garantito dallo Stato ucraino, a base militare necessaria per l’espansione militare nel resto dell’Ucraina e forse anche in Europa da parte della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 27 Marzo, l’agenzia Interfax ha riportato la decisione del Ministero della Difesa russo di avviare fin da subito il restauro e l’ammodernamento delle basi aeree militari in Crimea, che la Federazione Russa ha appena annesso manu militari.

Nello specifico, il Ministero della Difesa russo ha stabilito di dislocare nella basi aeree della Crimea cacciabombardieri di categoria Su-27 e Tu-22M3 e velivoli di pattugliamento di categoria IL-38 e Tu-142. Allo stormo aereo si aggiungeranno anche navi e sottomarini militari che, così, andranno ad accrescere le 22 unità militari russe già presenti in Crimea così come stabilito dall’accordo firmato tra Russia ed Ucraina per la permanenza in territorio ucraino della Flotta Russa del Mar Nero.

Oltre la rafforzamento della presenza militare nel Mar Nero, una regione strategica non solo dal punto di vista geopolitico, ma anche energetico, il Comando Occidentale dell’Esercito russo ha informato in merito ad esercitazioni congiunte con le armate bielorusse a Vitebsk, in Bielorussia, da parte della 76a squadra di assalto dell’esercito russo, nota per avere partecipato alle operazioni di occupazione militare in Crimea.

Il riarmo della Russia tra Crimea e Bielorussia, che va di pari passo con le esercitazioni in Siberia e nell’enclave di Kaliningrad -ubicata tra la Polonia e la Lituania- è stato confermato da un rapporto della CIA pubblicato dalla CNN, secondo cui la concentrazione di forze militari russe ai confini orientali dell’Ucraina testimonierebbe la volontà da parte di Mosca di occupare una striscia di terra per collegare Federazione Russa e Crimea.

Una risposta all’allarme ben fondato è arrivata dalla NATO che, come richiesto espressamente dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha aumentato la presenza militare ai confini dell’Unione Europea per proteggere Paesi particolarmente esposti all’aggressione militare della Russia, come Polonia Lituania, Lettonia ed Estonia.

Già nella giornata di giovedì, 27 Marzo, la Danimarca ha inviato in Lituania sei aerei militari F-16 Falcon, mentre la Repubblica Ceca, come dichiarato dal Ministro della Difesa Martin Stropnicky -che finora si è detto scettico sulla possibilità di un attacco militare russo- ha dato il permesso per dislocare F-16 dell’esercito ceco in Polonia per prevenire possibili aggressioni da parte di Mosca.

Ben prima di Danimarca e Repubblica Ceca, anche gli USA -che hanno inviato nella base polacca di Lask 12 aerei militari multitasking- e la Gran Bretagna hanno rafforzato la presenza militare in Polonia, mentre la Francia, che ha sospeso ogni forma di collaborazione militare con la Russia, ha provveduto a dislocare suoi velivoli militari nella regione del Baltico.

Come dichiarato dal Viceconsigliere alla Difesa del Presidente Obama, Ben Rhodes, la NATO ha avviato un progetto per il dislocamento di elementi aerei e balistici a rotazione: una manovra che anticipa la realizzazione del progetto di difesa antimissilistica, altrimenti noto come Scudo Spaziale.

Il progetto, che Obama ha dichiarato essere importante, sopratutto considerata la fase geopolitica attuale, prevede l’installazione di una postazione radar in Turchia e batterie di missili privi di capacità offensiva in Polonia e Romania.

La Spagna contribuisce alla diversificazione delle forniture dalla Russia

Oltre che sul piano militare, dove, secondo l’autorevole Economist, la Russia manterrebbe una superiorità nei confronti dell’Occidente in caso di mancata dislocazione urgente di forze armate USA in Europa, anche su quello dell’energia si sta lavorando per decrementare la dipendenza dell’UE dalle forniture di gas di Mosca.

La misura, contenuta tra le sanzioni che UE ed USA hanno approntato nei confronti della Russia, prevede l’avvio della commercializzazione del gas shale statunitense nei mercati europei, e l’implementazione di vie alternative a quella russa per l’importazione di gas naturale, ad esempio da Azerbaijan ed Israele.

Come riportato dal Financial Times, un’opportunità per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu è stata presentata dalla Spagna che, come dichiarato dal Ministro dell’Industria e dell’Energia, José Manuel Soria, può incrementare la quantità di gas importata per supplire il venir meno del carburante russo fino a 14 Miliardi di metri cubi all’anno.

La manovra, che consente all’Europa di importare il 10% in meno del gas russo finora acquistato, è possibile grazie alla molto sviluppata rete di rigassificatori che la Spagna ha realizzato per importare oro blu da un’alta gamma di fonti, come Algeria, Qatar, Norvegia ed altri Paesi produttori di energia e carburante.

Matteo Cazzulani

OBAMA RIAVVIA DALLA POLONIA I RAPPORTI CON L’UE

Posted in Unione Europea, USA by matteocazzulani on November 8, 2013

Il Segretario di Stato Statunitense, John Kerry, ha incontrato il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, per superare lo scandalo intercettazioni. La Polonia appoggerà in sede europea la firma della Zona di Libero Scambio USA-UE.

Una passeggiata per il centro ferito dalla Seconda Guerra Mondiale di una delle Capitali d’Europa e una conversazione con alcuni studenti. Così il Segretario di Stato USA, John Kerry, ha passato la pausa della tappa più delicata del suo viaggio internazionale -l’unica in Europa tra una serie di visite in Medioriente ed Africa- l’incontro con i vertici politici della Polonia.

Kerry, durante l’incontro con il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha confermato la realizzazione in Polonia dello Scudo Antimissilistico: un progetto di difesa dell’Occidente voluto dal Presidente statunitense, Barack Obama, che prevede il dislocamento in intercettori SM-3 -privi di capacita aggressiva- in Romania e nella base polacca di Redzikowo- e l’installazione di una postazione radar in Turchia.

Il Segretario di Stato USA, che prima dell’incontro con Sikorski ha visitato la tomba di Tadeusz Mazowiecki -primo Premier della Polonia post-comunista- ha anche apprezzato l’impegno che la Polonia ha profuso, e continua a profondere, per lo sviluppo della democrazia in Europa e nel Mondo.

Kerry e Sikorski non hanno poi evitato l’argomento più scomodo: le intercettazioni di politici europei da parte dell’NSA, il braccio della CIA impegnato ad intercettare conversazioni nel Mondo per una questione di sicurezza nazionale.

Il Segretario di Stato USA ha dichiarato che USA e Polonia lavoreranno congiuntamente per garantire sia la privacy dei cittadini che la loro difesa da possibili minacce, mentre Sikorski ha confermato che il Governo polacco sosterrà la firma della Zona di Libero Scambio tra UE e Stati Uniti.

Questo progetto, che rappresenta l’avvio della realizzazione dell’Unione Trans Atlantica -integrazione economica di USA ed UE che garantisce all’Occidente forza, prosperità e progresso- dopo lo scandalo intercettazioni vuole essere bloccato da alcuni Paesi europei, come la Francia.

Kerry e Sikorski hanno concluso l’incontro con la trattazione del tema Siria, per cui il Ministro degli Esteri polacco ha confermato il sostegno all’azione diplomatica volta al disarmo del dittatore siriano Bashar Al Assad.

Putin contro l’Unione Trans Atlantica

La visita di Kerry in Polonia -il Paese storicamente più vicino agli USA- è un tentativo da parte del Presidente Obama di mantenere buone relazioni con l’Unione Europea, e di riavviare le trattative per la Zona di Libero Scambio Transatlantica.

Infatti, la realizzazione del progetto è importante per permettere all’Occidente di concorrere con forza in un mercato mondiale sempre più globalizzato, in cui avversari come Cina e Russia sono pronti a soppiantare UE ed anche gli USA.

In particolare, il processo di integrazione, allargamento e consolidamento dell’UE riscchia di arrestarsi a causa della costituzione dell’Unione Eurasiatica: processo di integrazione soprannazionale nello spazio ex-URSS voluto dalla Russia per estendere l’egemomia di Mosca nel mondo ex-sovietico.

Il progetto di Putin, che Obama mira ad arrestare, coinvolge sopratutto Ucraina e Georgia: Paesi che rappresentano uno snodo di gasdotti da cui dipenderà sempre di più la sicurezza energetica, e quindi anche quella nazionale, dei Paesi UE.

La Russia si avvale proprio della sua posizione di quasi monopolio nel mercato del gas UE per contrastare ogni tentativo di consolidamento dell’Unione Europea, ed ogni forma di integrazione dell’Europa com gli USA nell’Unione Trans Atlantica, che Mosca considera un pericoloso rivale economico.

Matteo Cazzulani

FIRMIAMO PER LIBERARE JULIJA TYMOSHENKO DOPO UN ANNO IN ARANCIONE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on September 12, 2011

In occasione del nostro primo compleanno, invitiamo ad aderire all’appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, lanciato dal giornale Il Legno Storto. Un piccolo-grande gesto per salvare un’Europa sempre più in crisi

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare

Ci hanno accusato di essere dei disillusi, agenti al soldo della CIA, penne politicamente scorrette, ed anche degli studentelli di Padova, con dedizione alla raccolta dell’uva per produrre gustoso vino veronese. Noi non ci siamo fermati, e siamo andati avanti, con passione, umiltà, amore per la verità e, sopratutto, rispetto dei nostri lettori: valori che – dispiace rimarcarlo – ci caratterizzano da altri blog o sedicenti organi di informazione, che hanno caratterizzato questo primo anno di vita della Voce Arancione.

Era il 12 Settembre di un anno fa quando questa pagina ha visto la luce, figlia di un precedente blog, gestito dal medesimo redattore. Qui, abbiamo raccontato un anno di sviluppi politici nell’Europa Centro-Orientale, con particolare attenzione ad Ucraina, Polonia, e questioni energetiche. Spesso, ci siamo recati sul campo per regalarVi pagine di freschezza da una parte del Mondo che in pochi altri giornali hanno l’onestà intellettuale di trattare seriamente. Con particolare orgoglio, ricordiamo le elezioni parlamentari estoni, la missione Eurobus, articoli da Cracovia e Leopoli e, da ultimo, il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, che stiamo documentando direttamente da Kyiv.

Tra i media illuminati di cui sopra ci sia permesso citare – e ringraziare – Il Legno Storto: giornale on-line, su cui potete leggere in anteprima articoli poi pubblicati anche da La Voce Arancione. Ebbene, proprio il giornale diretto dai Prof. Cavallotti e Passaniti ci porta ad una richiesta particolare a tutti Voi, poiché è anche – e sopratutto – grazie al Vostro contributo che certe battaglie da noi iniziate possono essere condotte, e, possibilmente, vinte.

Una firma per la Libertà

Su iniziativa dei Redattori de Il Legno Storto e La Voce Arancione, e di insigni Accademici, è stato lanciato un appello alle Autorità italiane ed Europee per la liberazione di Julija Tymoshenko, e, più in generale, per la difesa di democrazia e libertà in Ucraina. Dove trovare il testo della lettera, e come firmare, lo potete leggere a questo link. Da parte nostra, vi chiediamo l’adesione – che non costa nulla, se non qualche minuto della vostra giornata – e, possibilmente, la diffusione tra i vostri amici di un appello dalla cruciale importanza.

Un’Ucraina libera, indipendente, giusta, ed europea è condizione indispensabile per la prosperità dell’Europa tutta: non lasciamo che il prezioso insegnamento di Giedroyc sia sommerso da un mare di insensatezze, veicolate dalla maggior parte dei media italiani, solo perché corrette politicamente – e sovieticamente, ci permettiamo di aggiungere – rispetto alla politica del gas e del volemose bene cosmico, senza se e senza ma.

La firma all’appello non solo è un segno di maturità civica e di amore per Libertà e Democrazia. Se volete, è un regalo di compleanno a La Voce Arancione, che ci induce a non mollare nella nostra attività di giornaliera informazione.

Matteo Cazzulani