LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: i Partiti presentano liste e programmi per le Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2014

Il Blocco Poroshenko attua una lista capeggiata dal Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, composta da alte personalità politiche e giornalisti a sostegno del Presidente ucraino, mentre il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk, oltre ai politici, schiera ingenti reparti dell’esercito.

Nomi importanti per una competizione elettorale che si preannuncia molto combattuta fin dall’inizio. Nella giornata di Domenica, 14 Settembre, i Partiti ucraini hanno presentato liste e programmi in vista delle Elezioni Parlamentari Anticipate ucraine, indette per rinnovare un Parlamento costituito ancora da Deputati eletti prima del ripristino della democrazia con la deposizione dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Oltre che dai sondaggi, ad essere favorito, grazie ai nomi messi in campo, è il Blocco Poroshenko: coalizione di Partiti, a cui fanno parte il centrista Solidarnist e il moderato UDAR, che propone pieno sostegno al Presidente ucraino, Petro Poroshenko, per la realizzazione del programma elettorale con cui il Capo dello Stato ha vinto le scorse Elezioni Presidenziali.

Poroshenko, che ha promesso il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la formalizzazione della domanda di adesione a UE e NATO entro la fine del suo primo mandato, può contare su una squadra capeggiata dal Capo di UDAR, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, seguito dall’ex-dissidente dell’era Yanukovych Yuri Lutsenko, dall’ex-candidata alle Elezioni Presidenziali Olha Bohomolets, dal Vice-Premier Volodymyr Hroysman, dal Capo della Comunità Tatara di Crimea Mustafà Dzhemilyev, e dalla Delegata per la questione del Donbas Iryna Herashchenko.

Oltre ai politici, a correre nelle liste del Blocco Poroshenko sono anche artisti e giornalisti che hanno deciso di abbandonare la loro professione per darsi alla politica, come la scrittrice Maria Matios, e Mustafà Nayyem e Serhiy Leshchenko della Ukrayinska Pravda.

Forte è anche la lista presentata dal Fronte Popolare, la forza partitica del Premier Arseniy Yatsenyuk, che, oltre al Capo del Governo, che corre come capolista, presenta tra i suoi candidati anche l’ex-attivista della Rivoluzione del Maidan Tetyana Chornovol, lo Speaker del Parlamento Oleksandr Turchynov, l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, e il Ministro degli Interni Arsen Avakov.

Oltre ai politici, anche il Fronte Popolare presenta personalità di altra provenienza, sopratutto da quello dell’esercito impegnato nella difesa dell’Ucraina dall’aggressione militare della Russia, come il Comandante del Battaglione Speciale Myrotvorets, Andrey Teteruk, e quello del Battaglione Dnipro-1, Yuri Bereza.

Nonostante i nomi di peso, a minare la stabilità del Fronte Popolare è un conflitto interno che, secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, coinvolge da un lato il Premier Yatsenyuk, favorevole ad un’intesa con Poroshenko, e, dall’altro, lo Speaker Turchynov, intenzionato a correre da solo per marcare la differenza con il Blocco del Presidente.

La Tymoshenko cede il posto da capolista alla Savchenko

Oltre al conflitto interno, a rosicchiare consensi al Fronte Popolare, sopratutto per quanto riguarda i reparti militari, potrebbe essere Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolare-democratico dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che ha rinunciato alla posizione di capolista in favore di Nadiya Savchenko: aviere dell’esercito ucraino abbattuta nel Donbas, catturata dai russi e ad oggi detenuta in Russia con l’accusa di avere ucciso due giornalisti durante le azioni di guerra.

Oltre alla Savchenko e alla Tymoshenko, che ricopre la seconda posizione nella lista, con Batkivshchyna corrono anche gli attivisti della Rivoluzione della Dignità Ihor Lutsenko, e Ihor Zhdanov, il Capogruppo in Parlamento Serhiy Sobolyev, e il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea Hryhoriy Nemyrya.

Batkivshchyna si presenta con un programma basato su tre punti: indizione dello Stato di Guerra, adesione dell’Ucraina alla NATO, applicazione immediata dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Oltre alle forze del campo democratico, degna di nota è la scelta della forza politica dell’ex-Presidente Yanukovych, il Partito delle Regioni, di boicottare le Elezioni e di creare un Governo-ombra che elabori proposte da sottoporre a Poroshenko e alla forza che otterrà l’incarico di formare il nuovo Esecutivo.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: ucciso al fronte il marito della giornalista ucraina picchiata a Natale dal regime di Yanukovych

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 11, 2014

Ucciso al fronte il soldato Mykola Beresovyy: patriota ucraino inquadrato nel battaglione Azov impegnato nella difesa del suo Paese dalla guerra contro i miliziani pro-russi. Sua moglie, Tetyana Chornovol, dopo essersi impegnata per la democrazia in Ucraina è oggi Capo del Comitato Anti-Corruzione ucraino.

Non solo le ambizioni imperiali di una potenza nucleare che ha ricominciato a servire divenni espansionistici anacronistici per il nuovo secolo, e nemmeno la battaglia di un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni per la propria democrazia prima e per la propria indipendenza e sovranità nazionale poi. La guerra in Ucraina, tanto taciuta quanto raccontata in maniera spesso faziosa dai media italiani, è anche la vita di Mykola Beresovyy: giovane soldato del Battaglione Azov dell’esercito ucraino ucciso al fronte nella giornata di Domenica, 10 Agosto.

Beresovyy è solo uno dei tantissimi soldati ucraini che ogni giorno perdono la vita per difendere la loro Patria, l’Ucraina, dall’occupazione dei miliziani pro-russi che, come dimostrato dall’abbattimento del Boeing malaysiano nel Donbas, sono forniti di armi ed equipaggiamenti dall’esercito della Russia.

Beresovyy, che come riportato dal sito personale dell’ex-Premier ucraino Yulia Tymoshenko -da cui ho appreso la notizia– è stato colpito da un cecchino nel Donbas mentre era impegnato a difendere il suo Paese, non è un soldato qualsiasi.

Egli è infatti il marito di Tetyana Chornovol: la giornalista ucraina picchiata a sangue la notte di Natale del 2013 da agenti del regime dell’ex-Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, per avere sia partecipato attivamente all’organizzazione delle proteste pacifiche contro il regime filo-russo di Kyiv, sia per avere svelato scandali di corruzione e utilizzo illecito di danaro pubblico da parte di Alte Autorità ucraine.

Da buon marito, e convinto attivista per la democrazia in Ucraina, Beresovyy è stato sempre accanto alla moglie durante il suo ricovero in ospedale: un periodo difficile durante il quale, nonostante le ripetute operazioni, necessarie per ristabilire la piena salute, la Chornovol non si è persa d’animo.

Destituito Yanukovych, la Chornovol è stata nominata dal nuovo Presidente ucraino, Petro Poroshenko, su indicazione del Governo filo-occidentale del nuovo Premier, Arseniy Yatsenyuk, Capo del Comitato Anti-Corruzione ucraino: una nomina di cui suo marito è senza dubbio andato molto fiero.

Beresovyy è la testimonianza di come, a differenza di quello che dicono e pensano la maggior parte dei giornalisti russi e certi commentatori italiani, gli ucraini non sono né pericolosi nazisti, né razzisti anti-russi presi da un raptus di stampo hitleriano.

Gli ucraini sono europei, che nella storia hanno vissuto le dominazioni dei due peggiori totalitarismi del secolo scorso, il comunismo e il nazismo, e che oggi hanno deciso di ribellarsi alla dominazione culturale, economica ed energetica del ‘grande fratello’ russo per abbracciare l’Europa, la democrazia e la libertà.

Ho conosciuto di persona Beresovyy assieme al Presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, Gianni Pittella, in occasione del suo viaggio a Kyiv dello scorso 4 Gennaio -allora Pittella, da Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente nazionale del Partito Democratico, si è recato nella Capitale ucraina per portare sostegno ai democratici ucraini e alle loro legittime aspirazioni europee.

Negli occhi di Beresovyy ho visto la voglia di riscatto, di un futuro migliore e di crescita personale non dissimile da quello che, oggi, si può vedere negli occhi dei giovani italiani: persone, spesso di talento, umiliate dalla mancanza di lavoro e di futuro, spesso costrette a lasciare la propria terra per trovare occupazione e dignità.

Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo pezzo, oltre al messaggio privato di cordoglio che ho inviato alla Chornovol, ma, guardando la foto scattata proprio da Beresovyy, ho ritenuto necessario rendere pubblico il mio pensiero.

Sono convinto che l’insegnamento che Mykola ha dato con generosità con la sua vita non deve restare ignoto ai lettori di un Paese, l’Italia, che a differenza di altri Stati dell’Occidente, ancora stenta a sostenere con forza e convinzione la legittima aspirazione di Europa e di libertà di un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni come quello ucraino.

Beresovyy ci ha insegnato anche che la libertà e la democrazia sono conquiste per le quali occorre sempre combattere. E che gli eroi, come Mykola e tanti altri soldati ucraini, non muoiono mai.

Герої не вмірають. Вічна Пам’ять!

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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UCRAINA: YANUKOVYCH USA L’AMNISTIA CONCORDATA CON L’OPPOSIZIONE PER SALVARE IL SUO CANDIDATO PREMIER E GLI ALTRI RESPONSABILI DELLA REPRESSIONE DEL DISSENSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 13, 2014

La Procuratura Generale chiude il processo agli organizzatori delle repressione della manifestazione degli studenti del 30 Novembre, in seguito alla quale la protesta è passata dall’avere come obiettivo l’integrazione di Kyiv in Europa al supportare la democrazia e la libertà contro il regime dittatoriale del Presidente ucraino. La chiusura del caso salva dalle accuse di avere ordinato la reazione violenta anche il Capo dell’Amministrazione presidenziale Andriy Klyuyev, che Yanukovych vorrebbe nominare come prossimo Premier

Accettare i compromessi a metà e farli rispettare solo per la propria parte sembra essere la strategia adottata dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, per salvare gli agenti della polizia speciale di regime Berkut responsabili delle violenze che, dallo scorso 21 Novembre, hanno portato alla morte di almeno sette tra i manifestanti che dimostrano per la democrazia e la libertà in Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 12 Febbraio, la Procuratura Generale ucraina ha chiuso il processo a carico dei due dirigenti della polizia, Oleksandr Popov e Volodymyr Sivkovych, accusati di avere ordinato la repressione violenta di una manifestazione di studenti ucraini in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa lo scorso 30 Novembre: un fatto che ha portato i dimostranti a cambiare la ragione della protesta dal mero sostegno all’ingresso di Kyiv nell’Unione Europea all’opposizione al regime dittatoriale di Yanukovych.

Come dichiarato dalla Procuratura, la chiusura del caso Popov e Sivkovych è stata dettata dall’Amnistia di recente approvata dal Parlamento: un provvedimento, frutto di un accordo politico tra Yanukovych e l’opposizione, che, in realtà, avrebbe dovuto portare all’immediata liberazione dei manifestanti ingiustamente arrestati dalla polizia, e non degli esecutori di violenze ordinate dall’Amministrazione Presidenziale per mettere a tacere il dissenso.

La chiusura del caso è importante perché libera da ogni responsabilità anche il Capo dell’Ammimistrazione Presidenziale, Andriy Klyuyev, -che all’epoca dei fatti guidava il Comsiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa- che, come testimoniato dai due imputati, ha dato l’ordine materiale di sedare la manifestazione con la violenza.

Proprio Klyuyev è uno dei nomi più gettonati a succedere all’attuale Premier, Serhiy Arbuzov, per la formazione di un nuovo Governo che, secondo quanto richiesto dalla Comunità Internazionale, sia capace di attuare altre riforme concordate con l’opposizione per democratizzare il Paese, come il ripristino della Costituzione del 2004 -che restituisce più poteri al Parlamento a discapito di quelli del Presidente- è l’indizione di nuove elezioni generali.

L’applicazione unilaterale dell’Amnistia per salvare la reputazione di Klyuyev dimostra la mancata volontà da parte delle Autorità ucraine di dialogare con gli oppositori e, sopratutto, di provvedere ad una soluzione rapida della crisi politica dando ascolto alle migliaia di manifestanti nonviolenti barricati nel centralissimo Maydan Nezalezhnosti a Kyiv.

Oltre alla chiusura dei processi a carico di Popov e Sivkovych, grazie all’amnistia nella sola Kyiv sono stati archiviati più di 30 provvedimenti a carico di agenti di polizia ed esponenti del Governo che hanno ottenuto il permesso a compiere azioni violente da parte del Ministero degli Interni.

Gli aggressori della giornalista Chornovol liberati dalle accuse

Sempre mercoledì, 12 Febbraio, 3 dei 6 sospettati per l’aggressione violenta alla giornalista indipendente Tetyana Chornovol -ridotta sulla sedia a rotelle con il volto tumefatto la Notte di Natale per avere osato investigare sulla gestione illecita di danaro pubblico da parte del Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko- sono stati scagionati dalle accuse.

La decisione è stata presa dal Tribunale Pechersky di Kyiv -lo stesso che ha emanato la condanna politica all’ex-Premier Yulia Tymoshenko: una delle cento vittime della giustizia selettiva scatenata dal Presidente Yanukovych contro esponenti dell’opposizione- sempre sulla base dell’Amnistia approvata dal Parlamento.

Oltre alle almeno sette vittime, tra i soli manifestanti il numero dei feriti è salito a diverse centinaia, tra cui il caso più emblematico di Dmytro Bulatov: organizzatore della protesta pacifica Automaidan torturato, amputato di un orecchio e persino crocifisso, ora ricoverato di urgenza in Lituania per interventi medici utili a salvargli la vita.

Diverse centinaia sono anche i dispersi arrestati dalle forze speciali di polizia, di cui ancora non si sa nulla.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH IMPONE UNA FINTA AMNISTIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 30, 2014

Il Parlamento ucraino approva a colpi di maggioranza la liberazione dei partigiani detenuti solo previa evacuazione degli Uffici Pubblici occupati. La Russia congela il prestito di danaro al Presidente ucraino fino alla formazione del nuovo Governo

Una maratona lunga tutto il pomeriggio, alla quale ha partecipato anche il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, per dare l’ennesima prova di come le Autorità ucraine non vogliano concedere aperture ai dimostranti. Nella giornata di mercoledì, 29 Gennaio, il Parlamento ucraino ha approvato un provvedimento che garantisce l’amnistia per i manifestanti arrestati durante gli assalti armati della polizia di regime Berkut, solamente a condizione che i partigiani ucraini liberino gli edifici pubblici occupati, come il Ministero della Giustizia e il Municipio della Capitale Kyiv.

Il Progetto di Legge sull’amnistia è stato approvato con i voti del Partito delle Regioni del Presidente Yanukovych solo dopo che lo stesso Capo di Stato si è recato in Parlamento ed ha condotto incontro su incontro con il Gruppo parlamentare a lui fedele, per assicurarsi che nessuno tra i suoi Deputati avrebbe infranto la disciplina di Partito votando per le proposte dell’Opposizione, che prevedevano un’amnistia non condizionata, secondo quanto invece promesso dallo stesso Capo di Stato.

Negativo, per l’appunto, è stato il parere dell’Opposizione, che ha ritenuto l’amnistia votata dal Partito di Yanukovych una presa in giro delle promesse fatte ufficialmente durante le trattative e, sopratutto, ha chiesto al Capo di Stato di rendere esecutive con la propria firma l’abolizione parziale delle Leggi Liberticide, che il Parlamento ha approvato martedì, 28 Gennaio.

Diversamente dall’opposizione, il Primo Firmatario del Progetto Di Legge approvato, Serhiy Miroshnichenko, Deputato del Partito delle Regioni e Delegato del Presidente presso il Parlamento, ha considerato il provvedimento ragionevole, ed ha ritenuto l’ex-Ministro degli Interni, Yuriy Zakharchenko, non responsabile per l’uccisione da parte della polizia di regime di almeno sette persone tra i manifestanti.

A proposito di Governo, resta ancora aperta la questione del nuovo esecutivo, dopo che Yanukovych ha dimissionato il Premier, Mykola Azarov, ed ha concesso la guida ad interim al Vice-Premier, Serhiy Arbuzov.

Secondo indiscrezioni, Yanukovych manterrà alla guida del Governo una persona a lui fedele, come Arbuzov per l’appunto, per evitare ritorsioni da parte della Russia, che è tornata ad esercitare pressioni economiche sull’Ucraina per influenzare gli equilibri interni a Kyiv.

Il Premier russo, Dmitry Medvedev, per soppesare quale sarà la politica del nuovo Esecutivo, ha congelato il prestito di 15 miliardi di Dollari che il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha concesso a Yanukovych in cambio della sua rinuncia alla firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

A Kyiv continuano le repressioni sui giornalisti

Oltre alle pressioni da parte della Russia, continua la repressione in Ucraina sui giornalisti, con l’incursione da parte di agenti dei Servizi Segreti in casa del giornalista Oleksandr Mykhelson.

Il noto cronista dell’Ukrayinsky Tyzhden ha ricevuto la visita di agenti che hanno confiscato materiali in quanto pericoloso estremista.

Mykhelson è solo l’ennesima vittima del mancato rispetto della Libertà di Stampa in Ucraina, dopo i più di dieci canali indipendenti costretti a chiudere e i circa cento giornalisti aggrediti fisicamente, tra cui il noto caso della giornalista Tetyana Chornovol: ridotta in ospedale da aggressioni di agenti dei Servizi Segreti per avere indagato sul giro di danaro del Presidente Yanukovych.

Matteo Cazzulani

IN UCRAINA PICCHIATO A SANGUE PURE L’EX-MINISTRO LUTSENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 11, 2014

Uno dei Leader della protesta per l’integrazione ucraina in Europa ridotto in rianimazione con un trauma cranico dopo avere subito la carica delle forze speciali di polizia Berkut. Prima di lui, altre decine di dimostranti, oppositori e giornalisti malmenati dagli agenti

È stato uno dei cento dissidenti ad essere incarcerato dopo un processo politico per via della sua appartenenza all’opposizione, durante la detenzione ha subito violenze di ogni genere, e, oggi, è la vittima più recente della repressione violenta sui manifestanti in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa. Nella notte di sabato, 11 Gennaio, uno dei principali Leader dell’opposizione Ucraina, l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, è stato picchiato a sangue dalle forze speciali di polizia Berkut, ed è ora ridotto in rianimazione con un forte trauma cranico.

Come testimoniato dalla moglie Iryna, Lutsenko è stato ripetutamente picchiato fino a quando non ha perso conoscenza. Pronti sono stati i soccorsi che hanno consentito all’oppositore ucraino un ricovero che ha impedito l’aggravarsi della situazione.

Sempre secondo quanto dichiarato dalla moglie, l’ex-Ministro degli Interni stava cercando di sedare il tentativo dei Berkut di caricare la folla di manifestanti pacifici che, presso un tribunale periferico di Kyiv, stata manifestando pacificamente contro l’ennesima condanna politica di tre attivisti dell’opposizione.

Lutsenko è uno dei più di cento oppositori arrestati dal 2010 dopo processi irregolari ed arbitrari, come riconosciuto dagli osservatori internazionali indipendenti. Per Lutsenko, la reclusione nel carcere, avvenuta il 26 Dicembre 2010 -due anni prima che il verdetto di condanna fosse emanato- è stata caratterizzata da ripetute violenze, come l’alimentazione forzata, e dall’impossibilita di curare una forte epatite per via delle restrizioni imposte dalle Autorità carcerarie.

L’esponente dell’opposizione è stato liberato il 3 Aprile 2013 dopo forti pressioni da parte di Unione Europea, Stati Uniti d’America e Canada che, tuttavia, non sono riusciti a portare a termine né la detenzione politica della Leader del dissenso Yulia Tymoshenko -arrestata il 5 Agosto 2011: prima che un verdetto irregolare la condannasse per la firma di accordi energetici sconvenienti- né di quella di un altro centinaio di attivisti detenuti dopo processi palesemente irregolari.

La violenza su Lutsenko è l’ennesima di una serie che, sempre sabato 11 Gennaio, ha coinvolto un altro manifestante. Prima ancora, tra le vittime della repressione violenta sono finiti altri manifestanti -incluso donne e bambini- politici dell’opposizione e giornalisti, tra cui, lo scorso 24 Dicembre, la cronista indipendente Tetyana Chornovol.

Sanzioni subito per chi non rispetta la democrazia a Kyiv

Con la repressione violenta del dissenso, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha raggiunto livelli di intolleranza politica che mai si sono verificati dall’Indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.

Il rifiuto del dialogo e della tolleranza del dissenso va di pari passo con la scelta di Yanukovych di rompere le relazioni con l’Europa e rifiutare la firma dell’Accordo di Associazione: Documento che avrebbe integrato l’economia Ucraina nel mercato unico europeo.

La rottura con l’Europa da parte del Presidente ucraino, a cui sono seguiti accordi energetici che costringono l’Ucraina a cedere parti importanti della sua sovranità politica alla Russia di Putin, ha originato la manifestazione pacifica di un milione di persone che, pacificamente e sotto le bandiere dell’UE, hanno richiesto per il loro Paese giustizia, indipendenza ed integrazione nell’Europa della pace, del progresso e della libertà.

Proprio l’Europa non può tollerare che un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni come quello ucraino -sopratutto in un Paese fondamentale per la sicurezza energetica e geopolitica dell’UE come l’Ucraina- sia ridotto in schiavitù da un regime poliziesco.

Oltre che per le violenze su manifestanti, politici e giornalisti, e per i più di cento processi selettivi celebrati per incarcerare oppositori, la Presidenza Yanukovych, iniziata nel Marzo 2010, si è contraddistinta anche per l’esautorazione de poteri del Parlamento, la progressiva limitazione della libertà di stampa, e la falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, e come votato dal Senato USA, è giunta l’ora di imporre sanzioni personali nei confronti di chi, in un’angolo d’Europa, è responsabile della violazione della Democrazia e dei Diritti Umani.

Dobbiamo contrastare queste nefandezze in ogni angolo della terra, perché la libertà del prossimo -in questo caso degli ucraini- è anche la nostra libertà.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: L’OPPOSIZIONE FARÀ LE PRIMARIE PER IL CANDIDATO PRESIDENTE, MENTRE OBAMA E L’EUROPA PENSANO A SANZIONI SULLE AUTORITÀ UCRAINE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 7, 2014

La consultazione interna allo schieramento europeista necessaria per contrastare le repressioni del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukoych. Tra i Candidati il Leader di UDAR, Vitaly Klichko, il Capo di Svoboda, Oleh Tyahnibok, il Segretario in pectore di Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, ed anche il Braccio Destro e la figlia di Yulia Tymoshenko.

Non solo Democratici e Repubblicani negli Stati Uniti d’America, il Partito Democratico in Italia, il Partito Socialista in Francia e la Piattaforma Civica in Polonia, anche l’Opposizione Democratica in Ucraina avrà le sue primarie per la selezione del candidato alla più alta carica dello Stato. Come dichiarato Domenica, 5 Gennaio, dal Leader in pectore del Partito di Opposizione Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, le tre forze del campo europeista ucraino candideranno i loro principali esponenti in maniera autonoma al Primo Turno delle Elezioni Presidenziali del 2015, per poi convogliare al secondo turno tutti i voti sul Candidato che avrà ottenuto maggiore consenso.

Più che dalla necessità di coinvolgere attivamente l’elettorato della coalizione filo-europea, la primaria dell’opposizione Ucraina è necessaria per evitare che sul candidato unico si abbatta la repressione del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukovych, che ha già approvato Leggi restrittive della partecipazione di alcuni dei principali esponenti dello schieramento filo-europeo.

Favorito è il leader del Partito moderato UDAR, Vitaly Klichko: ex-campione di pugilato molto apprezzato nel Paese ed in Europa -è in buonissimi rapporti con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel-che, secondo tutti i sondaggi, sarebbe in grado di battere Yanukovych al secondo turno con un ampio vantaggio.

Proprio nei confronti di Klichko, che per allenarsi ha trascorso gli ultimi 15 anni in Germania, il Partito delle Regioni ha approvato in Parlamento una Legge che vieta il diritto di voto passivo a chi, negli ultimi 10 anni, non ha pagato le tasse in Ucraina: una vera e proprio provvedimento ad hoc votato in fretta per escludere il Leader di UDAR dalla consultazione elettorale presidenziale.

Tra i candidati resta aperto il discorso del Partito democratico-socialpopolare Batkivshchyna, che, in alternativa a Yatsenyuk, potrebbe presentare al Primo Turno anche Oleksander Turchynov se non addirittura Yevhenya Tymoshenko: rispettivamente il braccio destro e la figlia di Yulia Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione ucraina arrestata nel 2011 dopo uno dei più di cento casi di giustizia selettiva attuati dal Presidente Yanukovych.

Terzo candidato è il Capo del Partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyahnibok. Egli è il Candidato preferito da Yanukovych perché più radicale e meno entusiasta nei confronti dell’Europa -Svoboda si caratterizza per accenti anti-polacchi, contro alle Civil Union e all’integrazione razziale e religiosa- che, infatti, non è stato mai intaccato da nessun provvedimento restrittivo da parte del Presidente ucraino.

Finora, l’unico candidato certo alle prossime Elezioni Presidenziali ucraine è l’attuale Capo di Stato Yanukovych. “La differenza tra il Partito delle Regioni e l’Opposizione è la possibilità di scegliere direttamente il candidato Presidente -ha dichiarato Yatsenyuk- Così, impediremo alle Autorità di falsificare il voto”.

Ancora in forse resta l’effettivo svolgimento di Elezioni libere e regolari, dopo che le ultime due consultazioni -le Amministrative del 2010 e le Parlamentari del 2012- sono state falsificate, come confermato da tutti gli osservatori internazionali indipendenti.

Obama ha ricevuto i nomi su cui imporre sanzioni

Per contrastare il mancato rispetto della Libertà, ed anche le repressioni su politici dell’opposizione e violenze sui giornalisti, il Presidente USA, Barack Obama, sabato, 4 Gennaio, ha ricevuto dalla Comunità ucraina i nomi delle Autorità su cui imporre sanzioni.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, le sanzioni potrebbero interessare il Presidente Yanukovych e il Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko -che, come confermato dall’interessata, sono sospettati di essere i mandanti dell’aggressione che ha ridotto sulla sedia a rotelle la giornalista attivista in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa Tetyana Chornovil.

Tra le altre figure di rilievo, si da anche il nome del Capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa, Andriy Klyuyev, quello del Sindaco di Kharkiv, Hennady Kernes, e quello del Governatore della Regione di Kharkiv Mykhaylo Dobkin.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, anche le Istituzioni Europee valuteranno l’imposizione di sanzioni personali sui visti Schengen e sui conti bancari delle Autorità ucraine responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Matteo Cazzulani

“L’UCRAINA DI YANUKOVYCH È ILLIBERALE E ANTI-DEMOCRATICA”. IL PD FA PROPRIO L’ALLARME DI CHORNOVOL E TYMOSHENKO

Posted in Attivita politica by matteocazzulani on January 6, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, proporrà alle Istituzioni Europee sanzioni per chi non rispetta diritti umani in Ucraina E inviterà Letta a porre la democrazia a Kyiv come priorità della Presidenza UE italiana. Da parte mia, ho invitato Yevhenia Tymoshenko e la Chornovol all’Expo di Milano per spiegare al Mondo la situazione della madre incarcerata.

ROMA – Una giornalista picchiata per avere osato indagare su autorità politiche e la figlia di una delle più importanti dissidenti costrette alla detenzione da un caso di giustizia selettiva sono le figure che hanno reso la missione in Ucraina con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, molto rosa.

Tetyana Chornovol la ricordavo con il suo sorriso smagliante a bocca chiusa e i suoi occhi lucidi carichi di passione dei tempi del processo Tymoshenko, a Kyiv, quando ancora ero giornalista e attivista per i diritti umani senza alcun ruolo politico.

Oggi, la Chornovol ha il volto tumefatto, evidenti ematomi sulle guance, e un trauma cranico che l’ha ridotta sulla sedia a rotelle.

“Sono stata aggredita su ordine del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych -ci ha dichiarato dal letto della sua stanza d’ospedale- perché ho osato indagare su come ha utilizzato in maniera poco limpida 2 Miliardi di Dollari”.

Non solo un’indagine scomoda è però la causa dell’aggressione alla Chornovol, ma anche le sue attenzioni al traffico di danaro del Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko, e il suo impegno bell’organizzare a Kyiv l’Euromaidan: la protesta in supporto dell’ingresso dell’Ucraina in Europa.

“Il Presidente Yanukovych sta portando il nostro Paese tra le braccia della Russia di Putin -continua la Chornovol- io voglio un’Ucraina indipendente ed europea: temo ulteriori aggressioni, ma non ho paura per la vita”.

Le dichiarazioni della Chornovol sono tanto pesanti quanto quelle di Yevhenia Tymoshenko, la figlia di Yulia Tymoshenko: la Leader dell’Opposizione ucraina arrestata dopo un caso di giustizia selettiva.

Durante un incontro presso la sede del partito Batkivshchyna, Yevhenia ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di salute della madre, che sono ad oggi molto critiche: Yulia Tymoshenko è infatti internata in una colonia penale umida e buia, e necessita di un’operazione urgente

“Anche la democrazia in Ucraina è a rischio -ha continuato Yevhenia Tymoshenko- Non solo gli oppositori, ma anche i loro avvocati sono confinati in patria, come il difensore di mia mamma, Serhiy Vlasenko”.

A Yevhenia ed alla Chornovol, il Vicepresidente Pittella ed io abbiamo portato un messaggio di solidarietà e supporto rivolto a Yulia Tymoshenko e ai manifestanti per la democrazia e all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Lo abbiamo fatto a nome nostro, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei -il Gruppo del Parlamento Europeo a cui appartiene il Partito Democratico- e del Segretario del PD, Matteo Renzi.

Il Vicepresidente Pittella si è fatto poi promotore presso le Istituzioni Europee della richiesta di imporre sanzioni personali nei confronti di quelle Autorità ucraine che sono responsabili del mancato rispetto dei diritti umani, ed ha proposto al Premier Letta di porre la questione della democrazia in Ucraina in cima alla lista delle priorità della Presidenza di turno dell’Italia dell’Unione Europea.

Da parte mia, ho inviato a Yulia Tymoshenko un messaggio di solidarietà, ho invitato Yevhenia Tymoshenko a Milano in occasione dell’Expo 2015 per diffondere la conoscenza dello stato di salute della madre in occasione dell’Esposizione Internazionale, ed ho promesso a Tetyana Chornovol vigile attenzione sulla condizione dei giornalisti in Ucraina.

Difendere la democrazia a Kyiv oggi per tutelare anche la libertà nel nostro Paese

Un Paese dove in giornalisti vengono picchiati solo perché svolgono il loro lavoro, dove gli oppositori sono incarcerati e il dissenso viene fatto tacere con l’uso della forza -come accaduto a più riprese all’Euromaidan- non si può definire una democrazia.

Sta a noi, sopratutto come esponenti del Partito Democratico, farci difensori delle istanze di libertà e democrazia che il popolo ucraino sta chiedendo manifestando pacificamente dallo scorso 21 Novembre a temperature polari sotto le bandiere UE.

Occuparci dell’Ucraina è necessario anche perché se Kyiv resta illiberale ed asservita alla Russia di Putin, l’Europa, e sopratutto l’Italia, resterà a lungo esposta al ricatto energetico di Mosca, che ambisce alla gestione diretta dei gasdotti ucraini per aumentare il peso contrattuale nei confronti degli europei.

Infine, è importante tenere conto che la democrazia e la libertà non sono due conquiste che durano in eterno, ma che occorre ogni giorno difendere e coltivare non solo a casa nostra, ma ovunque essa sia messa a repentaglio, sia in Europa che nel Mondo.

Non ascoltare il grido di libertà che proviene dagli ucraini metterebbe a rischio anche la tenuta della nostra democrazia, che, con fatica e sacrificio, abbiamo ottenuto dopo anni di lotta partigiana e resistenza contro l’oppressione nazifascista.

Matteo Cazzulani
Responsabile per i rapporti del PD metropolitano Milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo

IL FATTO

Sabato, 4 Gennaio, il Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Partito Democratico, Gianni Pittella, e il Responsabile per i Rapporti del PD Metropolitano Milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo, Matteo Cazzulani, hanno incontrato a Kyiv Yevhenia Tymoshenko, Tetyana Chornovol, il Leader del Partito di opposizione UDAR, Vitaly Klichko, e i manifestanti in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa.

La missione è stata supportata dal Parlamento Europeo, dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei al Parlamento Europeo, e dal Segretario del PD, Matteo Renzi.

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VADO A KYIV CON PITTELLA. PER L’UCRAINA IN EUROPA, LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ

Posted in Attivita politica by matteocazzulani on January 3, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo incontrerà i manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina in Europa e la figlia della Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko. Libertà di Stampa, Diritti Umani e Progresso gli ideali alla base della missione

Non sarà una pagina di storia, ma di sicuro è un gesto di coraggio e lungimiranza che fa bene all’Europa, all’Italia, ed anche al Partito Democratico.

Nei prossimi giorni, il Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Partito Democratico, Gianni Pittella, porterà a Kyiv il suo sostegno personale all’Euromaidan: la protesta pacifica in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea che, dallo scorso 21 Novembre, ha coinvolto milioni di persone in diverse città ucraine e nel Mondo.

Con la sua visita in Ucraina, che comprende anche un incontro con la figlia di Yulia Tymoshenko -la Leader dell’Opposizione arrestata nel 2011 per motivi politici- e, probabilmente, una visita in ospedale alla giornalista Tetyana Chornovol – l’organizzatrice dell’Euromaidan di Kyiv ridotta sulla sedia a rotelle dopo un’aggressione subita la Notte di Natale- Pittella intende sostenere in maniera forte e risoluta il rispetto delle libertà politiche e del Diritto alla libera espressione in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

Il gesto di Pittella dimostra che la libertà in Ucraina e il rafforzamento politico dell’UE sono due aspetti legati reciprocamente, come, del resto, dimostra il milione di manifestanti dell’Euromaidan che, proprio sotto le bandiere europee, considera l’ingresso di Kyiv in Europa come l’unica garanzia di Pace, Progresso, Diritti Umani e Democrazia per il loro Paese – mentre in Europa c’è chi fa della contestazione all’UE il suo manifesto politico.

Oltre che per avere recepito un concetto per il quale mi batto da anni, esprimo la mia gratitudine a Pittella anche per avermi voluto come membro della delegazione che lo accompagnerà a Kyiv in qualità co-organizzatore ed esperto di Ucraina.

Quella del Vicepresidente del Parlamento Europeo è una decisione gratificante dopo anni di battaglie condotte contro l’indifferenza degli italiani nei confronti di un Paese da cui dipende la nostra sicurezza nazionale ed energetica.

È infatti dall’Ucraina che, ad oggi, transita il gas che l’Italia importa dalla Russia, pari al 30% circa del totale importato dal nostro Paese: una percentuale in aumento per via delle periodiche interruzioni dell’export dell’oro azzurro dal Nord Africa.

Un’Ucraina libera, indipendente e democratica evita il controllo diretto di Mosca sulle infrastrutture attraverso le quali il gas russo è inviato in Europa: una situazione che esporrebbe l’UE al ricatto energetico del quale il Presidente russo, Vladimir Putin, come noto, usa avvalersi per estendere l’egemonia geopolitica della Russia nel continente europeo a spese di Paesi sovrani, indipendenti e democratici.

L’iniziativa di Pittella rende sopratutto onore al Partito Democratico e all’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei -il Gruppo del Parlamento Europeo a cui appartiene il PD.

Una forza di centrosinistra deve sempre stare dalla parte della Democrazia, della Libertà e di chi vede tanto lesi i propri Diritti quanto repressa la propria volontà -come, ora, gli ucraini- senza timore nei confronti degli zar de gas, né degli sceicchi del petrolio.

Oltre che a Pittella, un riconoscimento opportuno va anche a chi da tempo condivide l’attenzione nei confronti dell’Ucraina, come la Vicepresidente del gruppo S&D, Patrizia Toia, le Parlamentari PD Lia Quartapelle e Simona Malpezzi, il Consigliere Regionale del PD della Lombardia Carlo Borghetti e Daniele Marconcini del PD di Mantova.

Un ringraziamento anche ai collaboratori della Vicepresidenza del Parlamento Europeo, con cui ho contribuito ad organizzare questa improntante missione, al Segretario del PD Metropolitano Milanese, Pietro Bussolati, per la fiducia che mi ha riposto per le questioni estere, ed anche ai miei genitori, parenti e ragazza, che con la loro pazienza, comprensione e disponibilità mi permetteranno di accettare l’invito di Pittella interrompendo un periodo di riposo nell’amata Polonia.

Senza esagerare, né peccare di presunzione, sono convinto che la missione in Ucraina del Vicepresidente del Parlamento Europeo -e, prima ancora, l’attenzione prestata all’Ucraina da parte degli esponenti politici lombardi, italiani ed europei sopra citati- renda il PD un partito davvero Democratico, e il Gruppo S&D un’Alleanza davvero Progressista.

È anche da un Partito protagonista nella difesa della Libertà e dei Diritti Umani nel Mondo che ha inizio l’opera di sprovincializzazione e ammodernamento del nostro Paese promessa dal Segretario del PD, Matteo Renzi.

Matteo Cazzulani
Responsabile PD Metropolitano Milanese per i Rapporti con i Partiti Democratici e Progressisti nel Mondo

UCRAINA: VIOLENZE SU UN ALTRO ORGANIZZATORE DELLE MANIFESTAZIONI PER L’INGRESSO IN EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 31, 2013

Il Consigliere Comunale di Kherson, Stanislav Troshyn, picchiato dopo l’Euromaidan nella sua città. Nessun dubbio sulla natura politica dell’aggressione

Non solo il volto sfigurato dopo l’aggressione da parte di personalità vicine al Regime del Presidente, Viktor Yanukovych, della giornalista Tetyana Chornovol, ma anche quello del 28enne Consigliere Comunale di Kherson Stanislav Troshyn è l’immagine della repressione del dissenso in atto in Ucraina.

Nella giornata di lunedì, 30 Dicembre, il giovane politico locale del principale Partito di opposizione, Batkivshchyna -a cui appartiene l’ex-Premier Yulia Tymoshenko: arrestata nel 2011 per motivi politici- è stato percosso da tre ignoti che, dopo l’aggressione, hanno rubato documenti e chiavetta usb: una chiara prova della natura esclusivamente politica dell’agguato.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Troshyn ha subito l’agguato al rientro dalla manifestazione organizzata a Kherson in supporto dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Per la stessa motivazione, la Notte della Vigilia di Natale è stata anche aggredita la giornalista Tetyana Chornovol: una delle organizzatrici delle manifestazioni a Kyiv in sostegno dell’Europa, ridotta sulla sedia a rotelle dopo avere cercato informazioni sull’operato del Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko.

Il Ministro degli Interni è ritenuto responsabile delle aggressioni a giornalisti, politici dell’opposizione e manifestanti donne e bambini lo scorso 9, 10 ed 11 Dicembre, quando le dimostrazioni in supporto all’integrazione dell’Ucraina in Europa sono state represse dalle forze speciali di polizia Berkut, che agiscono su ordini dell’Amministrazione Presidenziale.

Le aggressioni su manifestanti e giornalisti sono l’ennesima dimostrazione di autoritarismo del Presidente Yanukovych, che, dalla sua salita al potere, nel 2010, ha avviato processi selettivi su esponenti del dissenso, ha limitato la libertà di stampa, ha accentrato nelle sue mani i poteri esautorati dal Parlamento, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012.

Con una decisione unilaterale, il Presidente Yanukovych ha anche rinunciato alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE -documento che avrebbe integrato l’Ucraina nel mercato unico europeo- ed ha accettato dal suo collega russo, Vladimir Putin, un prestito di 15 Miliardi di Dollari più uno sconto sul prezzo del gas da 400 Dollari per mille metri cubi a 268,5: una decisione che aumenta la dipendenza di Kyiv dalla Russia.

La decisione di Yanukovych mette a serio repentaglio la sicurezza dell’UE, in quanto permette a Putin di realizzare in tempi rapidi l’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico e, come dichiarato a più riprese dal Presidente russo, permettere alla Russia di annichilire l’Europa nella competizione internazionale globale.

Per Europa e libertà manifestano anche gli automobilisti

Contro la deriva autoritaria di Yanukovych e, sopratutto, l’aggressione alla Chornovol, Domenica, 29 Dicembre hanno protestato 50 Mila automobilisti che, sono il divieto da parte della polizia in assetto antisommossa a raggiungere la Residenza del Presidente ucraino, hanno bloccato la strada che collega la dimora a Kyiv.

Nonostante il dispiegamento delle forze dell’ordine, gli automobilisti hanno promesso di ripetere la dimostrazione contro il regresso democratico ucraino.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH INCOLPA L’OPPOSIZIONE PER LE VIOLENZE SULLA CHORNOVOL

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 28, 2013

Uno degli arrestati per avere percosso la giornalista attivista delle manifestazioni in supporto dell’integrazione ucraina nell’Unione Europea dichiara di avere avuto contatti personali con l’opposizione. Uno dei leader del Dissenso, Vitali Klichko, accusa il Presidente ucraino di evadere dalle sue responsabilità.

Dal presidente ucraino, Viktor Yanukovych, nessuna sorpresa né possibilità di risveglio democratico: prima si picchiano a sangue i giornalisti, poi si da la colpa all’opposizione.

Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, la polizia Ucraina ha arrestato quattro persone per avere ridotto sulla sedia a rotelle, la Notte della Vigilia di Natale, la giornalista dell’indipendente Hromadske TV Tetyana Chornovol: una delle organizzatrici delle manifestazioni a Kyiv in supporto all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Come riportato da diversi media ucraini, tre degli accusati hanno dimostrato di avere alibi: uno di loro ha persino mostrato un video registrato in un ristorante al momento dell’aggressione alla Chornovol.

Il quarto, invece, dopo essere stato trovato sul posto dell’aggressione alla Chornovol ha accusato l’opposizione di averlo coinvolto prima del fatto.

Pronta la riposta del leader del Partito di opposizione UDAR, Vitaly Klichko, che ha accusato le Autorità di volere deviare le proprie responsabilità su chi, pacificamente, manifesta contro la decisione unilaterale del Presidente Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: documento che avrebbe integrato l’Ucraina nel mercato unico europeo.

A dare ragione a Klichko in merito al coinvolgimento delle Autorità ucraine è lo status della stessa Chornovol, che è stata aggredita dopo avere indagato sull’operato del Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko, e sui beni da lui posseduti.

Inoltre, l’aggressione alla giovane giornalista non è la prima azione violenta operata nei confronti degli operatori della stampa: lo scorso 9, 10 ed 11 Dicembre, cronisti impegnati a testimoniare le repressioni della polizia sui manifestanti sono stati a loro volta percossi, assieme ad alcuni politici dell’opposizione.

La violenza sui giornalisti è l’ennesima prova di autoritarismo fornita dal Presidente Yanukovych, che dalla sua salita al potere, nel 2010, ha avviato processi selettivi nei confronti di una decina di esponenti dell’opposizione, ha esautorato il Parlamento dei suoi poteri, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative nel 2010 e Parlamentari nel 2012.

Con una decisione unilaterale, Yanukovych, dopo la rinuncia alla firma dell’Accordo di Associazione, ha accettato dalla Russia un prestito di 15 Miliardi di Dollari ed uno sconto sul prezzo del gas da 400 Dollari per mille metri cubi a 268,5.

Le concessioni d Yanukovych a Putin mettono in pericolo l’Europa

La decisione di Yanukovych comporta l’allontanamento dell’Ucraina dall’Europa e il suo inglobamento nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Il progetto di Putin, che per Mosca non è possibile realizzare senza inglobare l’Ucraina, è stato accompagnato da un riarmo che coinvolge anche l’adozione da parte della Russia di armi nucleari, è orientato contro l’UE.

Come dichiarato dallo stesso Putin, l’Europa è vista come il primo nemico geopolitico della Russia, nonché, secondo la retorica putiniana, la “sede di deviazioni morali come omosessualità, aborto, divorzio e Civil Union”.

Matteo Cazzulani