LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: ANCHE BIELORUSSIA ED UCRAINA SFIDANO LA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 18, 2011

L’oleodotto Odessa-Brody, attraverso il territorio ucraino, garantirà nafta venezuelana ai bielorussi per due anni. Minsk diminuisce l’importazione di oro nero russo

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Per fronteggiare Mosca, Lukashenka si affida a Janukovych. Nella giornata di lunedì, 17 Gennaio, le compagnie statali Belorusskaja Neftjanaja Kompanija ed Ukrtransnafta hanno firmato l’accordo per l’utilizzo dell’oleodotto Odessa-Brody fino al centro bielorusso di Mozyr.

Un’intesa importante, che garantisce a Minsk 8 milioni di tonnellate di nafta venezuelana. Trasportate, come riportato dall’autorevole agenzia Khartija’97, dal Mar Nero, attraverso l’infrastruttura ucraina.

Soddisfatto il Ministro dell’Energia e dell’Industria di Kyiv, Jurij Bojko, che ha evidenziato non solo l’importanza del rafforzamento delle relazioni con la Bielorussia, ma anche un consistente introito finanziario, derivato dai diritti di transito.

Inoltre, il politico ucraino ha sottolineato come Kyiv si stia sempre più affermando come partner affidabile per il trasporto di carburante. Un ruolo che vuole assicurarsi anche per quanto riguarda le forniture all’Europa di gas russo.

Risposta alla Russia

Tuttavia, malgrado le rassicurazioni di Bojko, è proprio la Russia ad essere penalizzata dall’intesa bielorusso-ucraina. Grazie alla nafta latinoamericana, Minsk ha diminiuito del 41% l’importazione di oro nero russo.

Un piano del Presiente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, che ha reagito alla decisione della Russia di applicare un incremento del 100% alle imposte doganali sulla propria benzina — adottata all’inizio del 2010 — stringendo un’intesa di ferro con i colleghi venezuelano ed ucraino, Hugo Chavez, e Viktor Janukovych.

Dalla questione, possibili, seppur contenute, conseguenze anche per l’UE. Con l’utilizzo dell’Odessa-Brody, la Bielorussia ha diminuito lo sfruttamento dei propri giagimenti. E, in seguito, l’esportazione di carburante verso l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: LUKASHENKA VINCE UFFICIALE. SALE IL NUMERO DEI GIORNALISTI COLPITI

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Tra i contusi anche i dipendenti di Radio Liberty e France Presse. Candidati di opposizione ancora in prigione

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Affluenza al 90,66%, Aljaksandar Lukashenka riconfermato col 79,7%. Laconico l’annuncio con cui la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato l’esito delle elezioni presidenziali, a poche ore dalla chiusura dei locali di voto.

Ovviamente, nessuna contestazione dai seggi, controllati da Rappresentanti di Lista nominati al 99% dal Capo di Stato bielorusso. Assenti anche le reazioni dei candidati sconfitti: tutti incarcerati nella notte, dopo essere stati picchiati.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, il Leader del Fronte Nazionale bielorusso, Ryhoryj Kostusev, l’esponente del Partito Civico Unito, Jaroslav Romanchuk, il Candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych. Ad avere la peggio, il poeta Valadymyr Njakljajev, Capo del movimento Di la Verità, in ospedale con traumi seri prima di del trasferimento in carcere.

Sale il numero dei giornalisti colpiti dalle cariche della polizia, vigliacca risposta del regime alla manifestazione non violenta di migliaia di persone, scese in piazza per la democrazia, e la propria libertà. Coinvolti i cronisti di testate bielorusse – Nasha Niva, Belgazeta, BELTA, Gazetaby, Khartija’97, RT – ed internazionali. Tra essi, i corrispondenti del New York Times, Radio Liberty, France Presse e Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

L’Occidente reagisce

Puntuale anche il verdetto dell’OSCE, che ha certificato la consultazione come non in linea con i parametri democratici. In particolare, ad essere valutate sono state le operazioni di controllo dei seggi, interdette a Rappresentanti dell’opposizione, e le non trasparenti procedure di spoglio.  

Condanna dall’ambasciata USA a Minsk, che ha criticato la violenza in risposta ai pacifici manifestanti, ed espresso solidarietà ai candidati arrestati. Soprattutto, a Njakljajev, in dure condizioni di salute.

La dichiarazione di Washington segue quella del Capo dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, pronto a commentare l’accaduto come una pagina tragica della storia bielorussa, che grava sul dialogo con Bruxelles.

Per Aljaksandar Lukashenka è la quarta riconferma dal 1994. Tutte, ottenute con percentuali bulgare in elezioni falsificate, repressione della stampa, e violenze sulle opposizioni.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: ARRESTATI I COMPETITOR DI LUKASHENKA

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Colpiti anche giornalisti bielorussi ed internazionali. Oscurate le informazioni. Nessuna certezza sui dati dello spoglio. La condanna UE, il silenzio di Obama

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Prima le percosse. Poi, il carcere. Questo il trattamento riservato dal Capo di Stato bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, ai candidati delle opposizioni, nel giorno delle elezioni presidenziali.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, principale avversario del bat’ka — come è definito Lukashenka in Patria — il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhoryj Kostusev, il candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych, sono stati picchiati, e portati in ospedale. Da lì, poi, dritti in prigione.

Medesimo canovaccio per il quinto candidato di rilievo, il poeta Valadymyr Njakljajev. Il coordinatore del movimento Di la Vertità si stava recando presso l’edificio del governo, assieme agli altri manifestanti. Diverse migliaia di persone, come riportato da numerose fonti. Che, infuriate per le ennesime consultazioni falsate, si sono radunate nella centrale Piazza dell’Indipendenza.

Pronto l’intervento della polizia. Continue cariche, la reazione alla dimostrazione non violenta.

 

Oltre ai politici, i giornalisti. Contusioni sono state riportate da cronisti di Nasha Niva, Belgazety, Gazetaby.com, BELTA, e della televisione RT. Non sono stati risparmiati nemmeno la Redattrice del sito di opposizione Charter’97, Natalija Radina, il corrispondente del New York Times, John Hill, e la moglie di Njakljajev, Irina Khalip, reporter della russa Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

In aggiunta, bloccati tutti i servizi per la rasmissione delle informazioni. Twitter, Facebook, Google. Persino il servizio di blog LiveJournal.

Condanna dal Capo del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha commentato l’attegiamento delle Autorità di Minsk come verognoso ed inaccettabile, e commentato le elezioni come presentate al mondo sotto una cattiva luce.

Bat’ka ancora al potere

Il leader del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk

A proposito delle consultazioni, l’unico dato ufficiale è quello dell’affluenza, all’84%. Nulla si sa sui dati dello spoglio, poiché la Commissione Elettorale Centrale ha dichiarato di aver smarrito i contatti con i seggi.

Restano le rilevazioni sociologiche, effettuate dal 99% dei Rappresentanti di Lista di nomina presidenziale, che avrebbero certificato la vittoria di Lukashenka, con il 72,03% dei voti. Primo degli avversari, Sannikov, con il 6% dei consensi.

Quella del Presidente bielorusso è la quarta riconferma alla guida del Paese. Sempre, dal 1994, caraterizzate da attacchi sulle opposizioni, brogli nei seggi, e limitazioni delle libertà di manovra di competitor e stampa libera.

Il tutto, Buzek a parte, dinnanzi al silenzio dell’Europa. E, oggi, anche a quello degli Stati Uniti. Che, in preda al volemose bene universale di Barack Obama, hanno rinunciato a difendere la Democrazia nel Mondo. Anche in questo angolo d’Europa.

Matteo Cazzulani