LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Attentato in Ucraina: Poroshenko chiede alla Comunità Internazionale che le milizie prorusse siano riconosciute come organizzazioni terroristiche

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 20, 2014

Il Presidente ucraino accusa le milizie prorusse di avere colpito l’aereo della Malaysian Airlines, e di non permettere agli osservatori internazionali di recarsi sul luogo dell’abbattimento. Gran Bretagna, Olanda, Australia e USA accanto alla Polonia per sollevare in sede NATO la questione ucraina

Le cose e le persone vanno chiamate con il loro nome: chi abbatte un aereo passeggeri durante l’occupazione militare di una parte di uno Stato straniero è un terrorista. Questo è il messaggio lanciato dal Presidente ucraino, Petro Poroshenko, che, sabato 19 Luglio, si è appellato alla Comunità Internazionale affinché le sia applicato lo status di associazione terroristica alla Repubblica Popolare di Donetsk e alla Repubblica Popolare di Luhansk: entità statali autoproclamate sotto l’occupazione militare delle milizie prorusse in Ucraina orientale.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la richiesta di Poroshenko è motivata da due motivi: in primis, le milizie pro-russe hanno abbattuto il Boeing 777 della Malaysian Airlines su cui viaggiavano 298 civili di nazionalità malese, olandese, americana, britannica e neozelandese.

In secondo luogo, i miliziani non hanno permesso né alle Autorità ucraine, né agli ispettori dell’OSCE di recarsi sul luogo dell’abbattimento per avviare le indagini e restituire i cadaveri alle famiglie.

“Gli informatori europei sono impossibilitati a recarsi presso il luogo dell’abbattimento, e ci riferiscono di cadaveri trasportati da un posto all’altro brutalmente: questa situazione è inaccettabile -ha dichiarato Poroshenko- Questi comportamenti non possono restare impuniti: un processo a carico delle milizie prorusse deve essere effettuato al più presto”.

Concorde con Poroshenko si è detto il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha assicurato l’impegno della Polonia a supportare la posizione di Kyiv preso la riunione dei Paesi del Gruppo di Vysehrad, la NATO e l’Unione Europea.

Oltre alla Polonia, tradizionale alleato dell’Ucraina, Poroshenko ha incassato anche il sostegno di Gran Bretagna e Olanda, dopo che il Primo Ministro britannico, David Cameron, e il Premier olandese, Mark Rutte, hanno ritenuto necessario assicurare i responsabili alla giustizia, come riportato dall’agenzia AFP.

Concorde con Cameron e Rutte si è detto il Premier australiano, Toni Abbott, mentre il Presidente degli Stati Uniti D’America, Barack Obama, ha illustrato le evidenti responsabilità delle milizie prorusse e della Russia nell’abbattimento del Boeing 777 della Malaysian Airlines in Ucraina orientale.

Duro con le milizie prorusse si è anche dichiarato anche il Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che, in un’intervista all’autorevole Bild, ha criticato la Russia per permettere ai miliziani che occupano l’est dell’Ucraina e la Crimea di continuare ad approntare azioni militari tese a destabilizzare il Governo ucraino.

Differente è l’ipotesi espressa dal Premier turco, Tajip Erdogan, che, come riportato dall’Hurriyet, si è detto convinto che l’aereo malaysiano sia stato abbattuto dai russi.

La Russia si riarma ai confini con l’Ucraina

A dare ragione a Erdogan è un’inchiesta dell’autorevole Wall Street Journal, che, sulla base di documenti dell’intelligence degli Stati Uniti d’America e dell’Ucraina, ha provato il coinvolgimento della Russia nel supportare attivamente le milizie pro-russe con armamenti di ogni tipo.

Oltre al sistema BUK, con cui i miliziani pro-russi hanno abbattuto il volo della Malaysia, i russi hanno fornito anche carri armati, batterie missilistiche terra-aria e uomini da infiltrare nelle regioni ucraine orientali.

A sostegno dei timori del Wall Street Journal sono anche le segnalazioni della NATO e del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa ucraino, che, Domenica, 20 Luglio, hanno fissato il movimento di 30 carri armati dell’esercito russo nelle regioni occidentali della Russia, a ridosso del confine ucraino.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

20140720-132045-48045440.jpg

Attentato aereo in Ucraina: Hillary Clinton invita l’Europa a decrementare la dipendenza da Gazprom e ad imporre a Putin sanzioni più forti

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 18, 2014

L’ex-Segretario di Stato USA, nonché probabile candidata democratica alla Casa Bianca, invita l’Unione Europea ad implementare la diversificazione delle forniture di gas dalla Russia, ad approvare sanzioni nei confronti di Mosca più forti rispetto a quelle finora varate, e ad aiutare nel concreto la difesa ucraina. Anche il Presidente USA Obama, il Vicepresidente Biden e il Segretario di Stato Kerry condannano l’abbattimento dell’aereo

Indignazione, indipendenza energetica dalla Russia e aiuti concreti agli ucraini. Questa è la linea che l’Europa farebbe bene ad assumere in seguito all’attentato che ha provocato l’abbattimento del Boeing 777 della Malaysian Airlines nell’est dell’Ucraina giovedì, 17 Luglio.

A dare il prezioso consiglio, frutto di un’analisi lucida della situazione geopolitica, è stato l’ex-Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, nonché probabile candidata democratica alle prossime Elezioni Presidenziali USA, Hillary Clinton.

La Clinton, durante un’intervista al canale PBS, ha dichiarato che, se le prove finora ottenute saranno confermate in toto, la responsabilità dell’attentato ricade tutta sulle milizie pro-russe che stanno occupando l’est dell’Ucraina, e che avrebbero abbattuto il velivolo civile avvalendosi di un equipaggiamento fornito dall’esercito della Russia.

L’esponente dei democratici USA, dopo essersi detta fortemente sorpresa per la mancata reazione di sdegno da parte dei Paesi membri dell’Unione Europea, ha invitato l’Europa a decrementare la dipendenza dal monopolista statale russo del gas Gazprom: longa manus del Cremlino di cui il Presidente russo, Vladimir Putin, si avvale per espandere l’influenza di Mosca sui Paesi dell’Europa Centro-Orientale.

“Putin questa volta è andato troppo oltre e noi non possiamo più stare a guardare -ha dichiarato la Clinton- Se le prove del coinvolgimento di armamenti russi saranno confermate, l’Europa deve dapprima imporre più forti sanzioni a Mosca, e, successivamente, provvedere a limitare subito la dipendenza da Gazprom, dato che la Russia dipende fortemente dalla vendita del gas in Europa”.

“Inoltre -ha continuato la Clinton- l’Europa deve anche aiutare l’Ucraina a difendere i suoi confini da possibili infiltrazioni russe, fornendo anche aiuti militari per rafforzare le strutture difensive ucraine. Bisogna chiedersi chi ha davvero gli armamenti in grado di abbattere un aereo ad alta quota?”.

Link dell’intervista: http://www.theguardian.com/world/2014/jul/18/mh17-hillary-clinton-says-russian-backed-rebels-likely-shot-down-plane

La posizione della Clinton rappresenta un monito molto importante che gli Stati Uniti hanno dato non solo alla Russia, ma anche all’Europa.

Sulla medesima linea della possibile candidata democratica alla Presidenza USA si è anche schierato l’attuale Presidente, Barack Obama, che, con una nota della Casa Bianca, ha chiesto il cessate il fuoco in Ucraina orientale per permettere a tecnici indipendenti di appurare quanto sia avvenuto.

“Non conosciamo ancora la dinamica dei fatti, ma sappiamo che quanto accaduto è frutto dell’escalation militare provocata dall’appoggio fornito dall’esercito della Russia ai miliziani pro-russi nell’est dell’Ucraina” riporta la nota di Obama, anch’egli democratico.

“Non ci sono dubbi che l’aereo è stato abbattuto” ha aggiunto il Vicepresidente USA, Joe Biden, mentre il Segretario di Stato USA, John Kerry -che come Biden, Clinton e Obama è anch’egli democratico- ha espresso profondo dolore per la morte di persone innocenti.

L’Occidente contesta, mentre la Merkel resta ancora cauta

Posizione dura è stata assunta anche dalla Gran Bretagna, il cui Primo Ministro, David Cameron, ha chiesto, ed ottenuto, la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per esaminare urgentemente la questione.

Critico anche il Capo del Governo australiano, Tony Abbott, che ha chiesto di assicurare alla giustizia i responsabili della morte delle vittime del velivolo, su cui viaggiavano molti cittadini dell’Australia.

A sua volta, il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato di non nutrire dubbi sul coinvolgimento dei miliziani pro-russi nell’abbattimento del velivolo malaysiano.

Molle, invece, come purtroppo da tradizione, la posizione del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ha invitato le parti a cessare il fuoco per permettere i lavori della Commissione Internazionale voluta da Obama.

Dal ‘Guardian’ le prove del coinvolgimento russo

Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dichiarato che l’attentato all’aereo civile malaysiano è la prova tangibile dell’esistenza di una vera e propria guerra in Ucraina orientale. A sua volta, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha invitato la creazione di una Commissione Internazionale per appurare la verità sull’accaduto.

Appurare la verità sarà tuttavia difficile, dal momento in cui i miliziani pro-russi, dopo avere ammesso la loro responsabilità nell’abbattimento del velivolo malaysiano sui social network e tramite una telefonata intercettata dai Servizi Segreti Ucraini, hanno consegnato le scatole nere direttamente a Mosca, che sulla questione ha già una pozione chiaramente schierata.

Putin ha infatti addossato tutte le colpe dell’accaduto all’Ucraina, ventilando che ad avere abbattuto il velivolo malaysiano sia stato l’esercito ucraino, intenzionato invece a colpire il suo aereo privato di ritorno dal vertice BRIC in Brasile.

A smentire le accuse di Putin sono stati però esperti militari del Royal United Services Institutes che, come riportato dal Guardian, hanno confermato che l’aereo indonesiano ha potuto essere a statuto solamente dal sistema missilistico BUK, che ad oggi, nella regione, è posseduto solo dall’esercito russo.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

20140718-134334-49414111.jpg