LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ATTACCA LA POLONIA COL GASDOTTO YAMAL-EUROPA II

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 3, 2013

Il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, intima al Governo polacco la costruzione di un’infrastruttura concepita per contrastare il progetto di diversificazione delle forniture di oro blu per la Polonia. Pronta la risposta negativa del Governo di Varsavia

Il gasdotto s’ha da fare perché la Russia vuole mantenere il monopolio energetico e geopolitico nei Paesi dell’Unione Europea Centrale. Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, ha dichiarato la necessità di lavorare alla realizzazione del Gasdotto Yamal-Europa II.

Il Capo di Gazprom -de facto una diretta emanazione del Cremlino- ha sottolineato come le forniture di gas che la Russia invia in Unione Europea attraverso la Bielorussia siano, secondo l’ottica di Mosca, le più sicure ed affidabili.

Inoltre, Miller ha invitato il Governo polacco a rispettare gli accordi firmati dalla compagnia EuRoPolGaz -controllata da Gazprom e dal colosso nazionale energetico polacco PGNiG- per la realizzazione del Yamal-Europa II, che prevede il transito del gas russo dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso la Polonia.

Pronta è stata la risposta del Ministro del Tesoro polacco, Wlodzimierz Karpinski, che ha ribadito come la Polonia non intenda per nulla procedere nella realizzazione del progetto, come, peraltro, dichiarato a più riprese dal Premier Donald Tusk.

La firma dell’accordo tra Gazprom e la EuRoPolGaz è avvenuto lo scorso 5 Aprile, a San Pietroburgo, alla totale insaputa del Governo polacco, tanto che lo stesso Premier Tusk ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del fatto dalla lettura dei giornali.

Nonostante la posizione critica nei confronti dell’infrastruttura, l’allora Ministro del Tesoro, Mykolaj Budzanowski, e il Capo di PGNiG, Grazyna Piotrkowska-Oliwa, sono stati rimossi dal loro incarico.

Un’infrastruttura geopolitica

Concepito per veicolare gas russo dalla Bielorussia in Slovacchia attraverso la Polonia, il Yamal-Europa II contrasta con il progetto di diversificazione delle forniture di gas attuato dal Governo polacco per importare oro blu -proveniente sempre dalla Russia, ma commercializzato da compagnie UE- da Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Il Governo polacco ha puntato molto sulla realizzazione del mercato unico del gas UE, che prevede la messa in comunicazione dei Sistemi di Trasporto del Gas di tutti i Paesi dell’Unione.

Questo progetto è concepito dalla Commissione Europea per favorire la diversificazione delle forniture di Stati che, come la Polonia, sono fortemente dipendenti dagli approvvigionamenti dalla Russia.

Matteo Cazzulani

LA RUSSIA ATTACCA LA POLONIA CON UN GASDOTTO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 6, 2013

LA RUSSIA ATTACCA LA POLONIA CON UN GASDOTTO

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, firma una lettera di intenti con la compagnia EuRoPol Gaz per la realizzazione della seconda tratta del Gasdotto Yamal-Europa da Russia e Bielorussia a Slovacchia ed Ungheria attraverso il territorio polacco. A Varsavia, il Premier, Donald Tusk, e il Ministro del Tesoro, Michail Budzanowski, su due fronti

La Russia costruisce il gasdotto e divide l’Europa e la Polonia. Nella giornata di venerdì, 5 Aprile, il monopolista statale del gas russo, Gazprom, e la compagnia EuRoPol Gaz -controllata da Gazprom e dal colosso energetico polacco PGNiG- hanno firmato una lettera d’intenti per la realizzazione di un gasdotto che collega Russia e Bielorussia a Slovacchia ed Ungheria attraverso la Polonia.

Come riportato da una nota del Capo di Gazprom, Alexei Miller, il progetto, preventivato per veicolare 15 miliardi di metri cubi di gas all’anno, è strategico per Mosca, in quanto permette alla Russia di incrementare le forniture di oro blu russo in Europa Centrale.

La notizia ha scosso il colosso polacco PGNiG, che ha dichiarato di non sapere nulla della firma della lettera d’intenti da parte dei suoi rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione della EuRoPol Gaz.

Inoltre, la PGNiG ha evidenziato come la strategia aziendale del colosso energetico polacco preveda la realizzazione di infrastrutture unicamente orientate allo sfruttamento e al trasporto di gas proveniente da giacimenti situati in Polonia.

La questione del gasdotto dei russi ha provocato in Polonia anche ripercussioni di carattere politico, in quanto Miller ha dichiarato di avere negoziato l’investimento con il Viceministro del Tesoro polacco, Janusz Piechocinski.

Pronta è stata la risposta del Premier polacco, Donald Tusk, che ha illustrato di non essere stato informato della questione.

Secca è stata la reazione anche del Ministro del Tesoro, Mikolaj Budzanowski, che ha riportato come la lista di intenti firmata da Gazprom ed EuRoPol Gaz preveda solo la regolamentazione della collaborazione su questioni di carattere tecnico.

Mosca attacca l’Europa

La proposta della costruzione del gasdotto dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso la Polonia è stata avanzata dal Presidente russo, Vladimir Putin, per aumentare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture di gas di Mosca.

L’infrastruttura, che rappresenta la seconda tratta del Gasdotto Yamal-Europa -conduttura realizzata nel 1999 per veicolare 33 miliardi di metri cubi di gas russo dalla Russia in Germania attraverso Bielorussia e Polonia- incrementa infatti la quantità di gas inviata da Mosca in UE- che ad oggi dipende dal Cremlino per il40% del fabbisogno continentale.

Il gasdotto progettato da Gazprom permette inoltre alla Russia di bloccare la realizzazione del Corridoio Nord-Sud: infrastruttura progettata dalla Commissione Europea per unificare il rigassificatore polacco di Swinoujscie con quello croato di Krk attraverso il territorio ceco, slovacco ed ungherese.

Entrambe le infrastrutture, in via di realizzazione, sono progettate per importare in Unione Europea gas proveniente da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America e, così, diversificare le forniture di oro blu dell’UE dal monopolio di Russia ed Algeria.

Matteo Cazzulani