LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA E SIRIA: LA RUSSIA CONTRO GERMANIA E POLONIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 15, 2014

Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov accusa di ingerenza nelle questioni ucraine il suo collega tedesco, Frank Walter Steinmeier, che invece lo ha invitato collaborare per risolvere la crisi politica a Kyiv. Il Capo della Diplomazia polacca, Radoslaw Sikorski, ricorda alla Russia le pressioni diplomatiche esercitate sull’Ucraina per impedire l’abbattimento delle tariffe doganali tra Kyiv e l’Europa

La Russia da una parte, Germania e Polonia dall’altra. Nella giornata di sabato, 14 Febbraio, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, durante colloqui ufficiali con il Ministro degli Esteri tedesco, Frank Walter Steinmeier, ha accusato la Germania di intromettersi negli affari interni dell’Ucraina, ed ha dipinto i manifestanti ucraini, che pacificamente stanno manifestando dal 21 Novembre scorso per la democrazia e la libertà contro il Regime del Presidente, Viktor Yanukovych, come violenti.

In particolare, la posizione di Lavrov è stata motivata dall’imminente incontro sulla situazione in Ucraina organizzato dal Presidente della Commissione Esteri del Parlamento Europeo, il popolare Elmar Brok, tra il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ed i rappresentanti dei due principali Partiti dell’Opposizione ucraina: il social-popolar-democratico Batkivshchyna e il moderato UDAR.

Pronta è stata la risposta del Ministro socialdemocratico Steinmeier, che ha invitato la Russia a collaborare per cercare, anche per mezzo dei colloqui con i principali attori politici, di una soluzione pacifica ad una crisi politica che in Ucraina dura da troppo tempo, e che, per via dell’uso delle armi da fuoco da parte della polizia di regime, ha provocato almeno sette morti e diverse centinaia di feriti tra i soli manifestanti.

A sua volta, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski dalla Polonia ha sottolineato come sia proprio la Russia ad intervenire sistematicamente nelle questioni interne dell’Ucraina con ritorsioni di carattere commerciale ed economico basate su precise finalità politiche.

Intervistato da Polskie Radio, Sikorski ha ricordato la concessione di un seppur misero sconto sulla bolletta del gas e l’erogazione di un prestito di 15 Miliardi di Dollari all’Ucraina da parte del Presidente russo, Vladimir Putin, per costringere il Presidente ucraino Yanukovych a non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che avrebbe integrato l’economia di Kyiv nel mercato unico europeo senza alcun danno all’economia della Russia.

Putin, che desidera a tutti costi inglobare l’Ucraina nella sua sfera di influenza per rendere la Federazione Russa una superpotenza mondiale a danno proprio dell’UE -che con la ricostituzione di un nuovo Impero russo vedremmo minacciata la sua già fragile integrità- tende a discreditare le manifestazioni in Ucraina dipingendole come violente e popolate da nazisti sovversivi, mentre, in realtà, ad utilizzare la violenza in piazza, su preciso mandato dell’Amministrazione Presidenziale, sono solo le forze di polizia.

Lavrov accusa Obama di volere sabotare gli accordi di pace

La stessa tecnica di disinformazione da parte della Russia è stata utilizzata da Lavrov anche a riguardo della Siria, su cui ha accusato l’Occidente, in particolare il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, di volere chiudere con le trattative con Mosca per lo smantellamento dell’arsenale chimico e batteriologico detenuto dal Dittatore siriano Bashar Al Assad.

Pronta è stata la risposta di Steinmeier, che ha evidenziato come la Germania, così come altri Paesi dell’UE, tra cui l’Italia, si stanno adoperando per distruggere le armi di distruzione di massa della Siria così come previsto dagli accordi sottoscritti tra l’Occidente e la Russia.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: UE ED USA PRONTI A CONCEDERE AIUTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 4, 2014

L’Alto Rappresentante per la Politica Estera UE, Catherine Ashton, dichiara la preparazione di un pacchetto di aiuti per il breve termine anche da parte degli Stati Uniti d’America. È giallo sulle condizioni di salite del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Un’offerta considerevole che misura il grado di maturità del popolo ucraino. Nella giornata di lunedì, 3 Febbraio, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, ha dichiarato che UE e Stati Uniti d’America stanno lavorando ad un pacchetto di aiuti di corto termine per supportare l’integrazione dell’Ucraina nel Mondo libero democratico occidentale.

Come riportato dal Wall Street Journal, la Ashton, che ha condizionato le misure alla ripresa del dialogo tra i manifestanti e l’Amministrazione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha sottolineato come la consistenza economica dell’offerta dell’Occidente all’Ucraina, composta non solo da prestiti in danaro ma anche da garanzie sugli investimenti, sia considerevole.

A meglio declinare l’offerta è stato il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che ha evidenziato come l’Europa sia intenzionata a garantire l’immediato inserimento dell’Ucraina nel mercato unico europeo e a concedere una parziale apertura del mercato di Kyiv agli investimenti europei: un compromesso impari che consente agli ucraini di essere rassicurati in merito all’impatto positivo che avrebbe l’immediata firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Oltre all’offerta economica resta in piedi il discorso delle sanzioni, sostenuto, sempre lunedì, 3 Febbraio, anche dal Ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier, che alla televisione ARD ha dichiarato come siano necessarie misure punitive nei confronti delle autorità ucraine per l’uso della violenza sui manifestanti qualora Yanukovych non dovesse effettuare concessioni, come l’allargamento dei poteri del Parlamento a spese di quelli del Presidente.

Importante è anche l’iniziativa per garantire aiuti economici e una chiara prospettiva europea all’Ucraina che è stata presa dai Paesi dell’Europa Centrale, baltica e scandinava dopo una girandola di incontri del Premier polacco, Donald Tusk, con i suoi colleghi di Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia e Finlandia.

Tusk ha dichiarato che l’Europa non può comprare l’integrazione dell’Ucraina a sue spese, ma ha illustrato la necessità di garantire agli ucraini il diritto di scegliere il proprio destino, senza che Paesi terzi, come la Russia, cerchino di influenzare il corso della politica estera di Kyiv.

La contromossa dell’Occidente, anticipata dal Segretario di Stato USA John Kerry e dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, è un passo necessario dopo che la Russia ha erogato all’Ucraina un credito di 15 Miliardi di Dollari come ricompensa per la decisione del Presidente Yanukovych di interrompere il processo di integrazione europea di Kyiv: un “aiuto” che, tuttavia, Mosca ha congelato in attesa di giudicare le politiche intraprese dal nuovo Governo, che il Capo di Stato ucraino deve ancora nominare.

A proposito di Yanukovych, il Capo di Stato ucraino è tornato al lavoro dopo un congedo per malattia in ospedale che ha fatto molto discutere: secondo il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, Yanukovych ha cercato una giustificazione per non incontrare la delegazione dell’Emiciclo di Strasburgo, mentre indiscrezioni sottolineano come il Presidente ucraino sia stato persino rianimato.

Bulatov riceve cure mediche in Lituania

Una soluzione ha avuto anche la vicenda di Dmytro Bulatov: organizzatore della protesta Automaidan torturato, mutilato di un orecchio e persino crocefisso dalla polizia di regime Berkut prima di essere stato abbandonato in un campo ghiacciato nella periferia di Kyiv.

Grazie all’intercessione dell’Europa, Bulatov è stato trasferito in Lituania per ricevere un trattamento medico urgente, mentre la mediazione dell’imprenditore filo-europeo Petro Poroshenko ha convinto la Procuratura Generale ucraina a chiudere il processo aperto sull’oppositore.

Secondo dati ufficiali, dallo scorso 21 Novembre almeno sette sono i morti, diverse centinaia i feriti e gli arrestati, tutti tra gli oppositori, in seguito all’utilizzo di armi da fuoco, granate e cariche violente sui manifestanti da parte della polizia di regime ucraino.

Matteo Cazzulani

ABBATTIMENTO VISTI E CONDANNA DELLE VIOLENZE: DAL PARLAMENTO EUROPEO UNA RISOLUZIONE SULL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 13, 2013

Il Documento invita le Autorità UE a tenere la porta aperta a Kyiv dopo la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di non firmare l’Accordo di Associazione. Contestate le ritorsioni commerciali della Russia per convincere l’Ucraina a rinunciare all’integrazione nell’Unione

Solidarietà, Porte Aperte e rispetto della Libertà sono le parole chiave della Risoluzione sull’Ucraina che giovedì, 12 Dicembre, il Parlamento Europeo ha approvato all’unanimità. Il Documento esprime profonda delusione per la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea -documento che integra Kyiv nel mercato unico UE- ma, nel contempo, chiede alle Autorità Europee di mantenere la porta aperta all’Ucraina attraverso l’abbattimento del regime dei visti e l’integrazione del sistema energetico di Kyiv con quello dell’UE.

Il Parlamento Europeo ha fortemente condannato le violenze attuate dalla polizia ucraina contro i manifestanti, ed anche giornalisti e politici dell’Opposizione, le notti del 9, 10 ed 11 Dicembre, ha invitato all’immediato rilascio degli arrestati durante le pacifiche manifestazioni, che hanno portato in piazza più di un milione di persone, ed ha ricordato al Presidente Yanukovych l’importanza di rispettare la Libertà di Manifestazione, di Espressione e di Riunione.

Con la Risoluzione, che prevede l’organizzazione di una missione urgente in Ucraina, il Parlamento Europeo ha anche condannato le ritorsioni commerciali operate dalla Russia per convincere Yanukovych a non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE, ed ha invitato le Autorità Europee a chiedere sanzioni a Mosca nell’Ambito del WTO.

“La risoluzione è stata approvata da tutte le forze politiche del Parlamento -ha dichiarato a Welfare Network l’Europarlamentare PD, Vicepresidente dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Patrizia Toia- dall’Ucraina proviene una domanda di Europa che ci porta a riflettere sul vero senso dell’UE: non solo un’unione economica, ma sopratutto una Comunità di ideali quali democrazia e libertà che è riuscita a portare la pace in un continente per secoli lacerato da odi e divisioni”.

Come riportato da Toia, il dibattito sulla risoluzione presso il Parlamento Europeo è stato quasi unanime e, sopratutto, abbastanza partecipato sin da quando il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha sottolineato come de facto l’Accordo di Associazione sia stato firmato dall’Ucraina con le manifestazioni pacifiche di questi giorni.

“Yanukovych deve sentire la voce della sua gente -ha dichiarato il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo- l’uso delle pressioni commerciali sull’Ucraina da parte della Russia è una violazione delle regole internazionali del commercio che va condannata”.

Libor Roucek, del gruppo dei Socialisti e Democratici, ha sottolineato come il sostegno da parte del Parlamento Europeo del desiderio di Europa espresso dagli ucraini sia un obbligo morale che le Autorità europee non possono non portare a compimento. Graham Watson, dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, ha illustrato come lo stesso attaccamento ai valori di Europa dimostrato dagli ucraini dovrebbe essere manifestato anche da alcuni cittadini dei Paesi che sono nell’UE.

“Occorre dare fin da subito un segnale di apertura agli ucraini -ha dichiarato il Presidente del Gruppo Parlamentare UE-Ucraina Pawel Kowal, del gruppo dei Conservatori e Riformatori- Abbattiamo fin da subito il regime dei visti per chi dall’Ucraina vuole già sentirsi europeo”. Accolta in una sciarpa con i colori dell’Ucraina, la Capogruppo del Verdi, Rebecca Harms, ha invitato le Autorità Europee ad agire per evitare l’escalation della violenza in Ucraina.

Mosca continua con le ritorsioni nei confronti di Kyiv

La Risoluzione del Parlamento Europeo non ha però ottenuto pieno ascolto dall’Ucraina. Poco dopo la votazione di Strasburgo, il Vicepremier ucraino, Serhy Arbuzov, ha dichiarato di essere pronto alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE secondo condizioni che, a suo dire, tutelano gli interessi nazionali di Kyiv.

Pronta è stata la risposta della Russia, che, alle parole di Arbuzov, ha fatto seguire i fatti: come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, l’importazione di carni congelate dall’Ucraina in territorio russo è stata sospesa.

Come testimoniato dal giornale russo Izvestiya -che è controllato dal monopolista statale russo del gas, Gazprom- la Russia ha programmato l’arresto dell’importazione dei missili Zenit: un gioiello della produzione dell’Ucraina di cui Mosca si è sempre avvalsa per lanciare in orbita i suoi satelliti.

Matteo Cazzulani

UNA VISITA DI KOMOROWSKI CONFERMA LA ROTTURA TRA L’EUROPA E YANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2012

Il Presidente polacco ribadisce il sostegno all’integrazione europea di Kyiv, ma invita il collega a scegliere tra l’Unione Europea e la Russia, e a porre fine al regresso democratico caratterizzato dalla detenzione in carcere della Leader dell’opposizione arancione, Yulia Tymoshenko. Il Capo di stato ucraino dichiara di preferire l’Eurasia, e nega la liberazione della Lady di Ferro ucraina 

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

La bella apparenza dettata dalla Ragion di Stato e l’amara realtà con un sonoro ultimatum al vicino sono state le due facce della visita in Ucraina del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski. Nella giornata di venerdì, 20 Settembre, il Capo di Stato della Polonia si è recato a Kyiv per un incontro con il suo collega ucraino, Viktor Yanukovych, per tentare di mantenere viva la prospettiva di integrazione europea per l’Ucraina.

Coerentemente con la sua storia, e con l’interesse generale europeo, Varsavia più di tutti ha sempre il mantenimento delle porte aperte per l’Ucraina in vista di una sua pronta integrazione, ma le prospettive di un ingresso di Kyiv nell’UE si sono notevolmente affievolite a causa delle recenti decisioni politiche di Yanukovych.

Egli ha preferito guardare alla Russia anziché a Bruxelles e, sopratutto, si è reso protagonista di un’ondata di repressione del dissenso, con l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui suoi due Leader, Yulia Tymoshenko e Yuri Lutsenko.

Consapevole della difficile situazione reale si è dimostrato essere lo stesso Komorowski, che dopo avere ribadito il supporto della Polonia ad ogni forma di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa, ha invitato Yanukovych a scegliere definitivamente tra l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale voluto dalla Russia di Putin per ripristinare l’egemonia di Mosca sul piano economico e politico nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, il Capo di Stato polacco ha sollevato la questione dei diritti civili e del rispetto della democrazia, illustrando come il caso Tymoshenko abbia definitivamente bloccato il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Oltre ad invitare Yanukovych a risolvere la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Komorowski si è appellato anche affinché le Elezioni Parlamentari si svolgano secondo parametri legati alla correttezza ed alla trasparenza. Il loro svolgimento testimonia la maturità democratica di Kyiv, e da esso dipende la ripresa o meno del cammino dello stato ucraino verso l’Europa.

Chiara è stata la risposta di Yanukovych, che sul piano economico ha dichiarato l’intenzione di guardare sempre più insistentemente all’Unione Eurasiatica e ad altre forme di integrazione sovranazionale del Lontano Est come i Paesi BRICS, l’Organizzazione della Cooperazione di Shangai, e l’Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico.

Sul caso Tymoshenko – che nel mentre ha ricevuto la visita del Primo Premier della Polonia indipendente, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere di Komorowski – il Capo di Stato ucraino ha augurato pronta guarigione alla Leader dell’Opposizione Democratica – affetta da una forte ernia al disco finora ignorata dalle Autorità carcerarie – ma ha escluso la sua liberazione.

L’evidente distanza tra Komorowski e Yanukovych conferma le dichiarazioni precedentemente rilasciate dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che ha illustrato come, ad oggi, non vi siano i presupposti per la ripresa delle trattative finalizzate alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a riconoscere a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, e a varare una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella del Vecchio Continente.

Durante il Vertice della prospettiva Europea di Yalta, simile posizione è stata espressa da una dichiarazione congiunta del Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, dal Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e dal Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, che hanno rilavato un peggioramento della situazione in Ucraina in merito a democrazia e libertà di stampa.

Una Corte ucraina obbliga Kyiv a pagare un forte indennizzo alla Russia

Ad approfondire il divario tra l’Ucraina e la Polonia – leggasi l’Europa – è l’inasprimento del caso Tymoshenko, avvenuto nella giornata di venerdì, 19 Settembre per via di una sentenza shock del Tribunale di Kyiv per gli Affari Economici, che ha ordinato al Governo ucraino il pagamento di un debito astronomico al Governo russo.

Nello specifico, la Corte ucraina ha ritenuto l’esecutivo di Kyiv colpevole per il mancato saldo di un debito di 400 Mila Dollari contratto 15 anni or sono dalla corporazione YEESU, allora presieduta dalla Tymoshenko. Secondo il contratto negli anni Novanta la YEESU si era impegnata a ripagare i russi con un baratto: il gas in cambio di materiali utili all’esercito russo.

A rendere sospetta la sentenza sono tre fattori. Il primo è ovviamente legato a Yulia Tymoshenko, che esce dalla questione ancor più discreditata rispetto a quanto finora attuato dai mezzi di informazione ucraini, fortemente controllati, nel complesso, dal Presidente Yanukovych.

Secondo il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, la sentenza è politicamente motivata per presentare all’opinione pubblica nazionale una Tymoshenko colpevole di gestione fraudolenta delle casse dello Stato quando ancora non ricopriva posizioni di comando a livello politico.

La sentenza è sospetta anche per la tempistica con cui il caso YEESU è stato avviato. Il Ministero della Difesa russo si è infatti ricordato della questione della YEESU solo nel Settembre 2011, durante l’ultima fase del processo in cui la Tymoshenko è stata accusata – e poi arrestato – per la firma di accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse ucraine il 19 Gennaio 2009.

Con quella decisione politica, la Tymoshenko – allora Primo Ministro, ha posto fine ad una crisi energetica senza precedenti, provocata dalla chiusura dei rubinetti del gas da parte della Russia: intenzionata a discreditare l’immagine del Governo arancione delle forze democratiche e filo-occidentali in ucraina agli occhi dell’Unione Europea.

Con la firma degli accordi – un diktat di Mosca che ha imposto a Kyiv prezzi onerosi – la Tymoshenko ha garantito al suo Paese e all’Europa il ripristino dell’invio di gas, consentendo a tutto il Vecchio Continente di superare al caldo un inverno terribilmente rigido.

Matteo Cazzulani

FORUM DELLA STRATEGIA EUROPEA DI YALTA: TRA UE ED UCRAINA E ROTTURA DEFINITIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2012

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, aspramente criticato dai rappresentanti dell’Unione Europea e dall’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, per gli arresti politici dei principali Leader dell’Opposizione Democratica. Perplessità anche da parte dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, finora sempre attento al mantenimento del dialogo con Kyiv.

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Si sarebbe dovuto parlare di economia, invece il tema principale è stato il destino geopolitico di un’Ucraina che appare sempre più lontana dalla comunità Occidentale. Durante i lavori di apertura del prestigioso Vertice della Strategia Europea di Yalta – YES: kermesse internazionale partecipata da centinaia di personaggi di spicco della politica e della finanza mondiale, organizzata dal businessman ucraino Viktor Pinchuk – a tenere banco è stata la forte critica espressa dall’Unione Europea e dagli Stati uniti d’America nei confronti del mancato rispetto dei diritti civili e della democrazia da parte del padrone di casa, il Presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovych.

Con una nota, emanata dall’Ambasciata UE di Kyiv, il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, hanno notato un peggioramento nella situazione ucraina rispetto all’anno precedente, dal quale potrebbe originarsi una rottura totale delle relazioni tra Bruxelles e Kyiv.

In particolare, i tre rappresentanti UE hanno contestato l’uso della magistratura per per eliminare dalla competizione elettorale gli avversari più temuti dal Presidente ucraino – come la Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – ed hanno evidenziato come solo l’organizzazione di Elezioni Parlamentari pienamente regolari possa legittimare il nuovo Parlamento ucraino.

“L’attuale situazione impossibilita a due dei Leader dell’Opposizione di prendere parte alle prossime Elezioni Parlamentari – riporta la nota dei tre rappresentati UE – Essi sono stati condannati a seguito di processi nei quali gli standard di correttezza, trasparenza e regolarità non sono stati rispettati”.

Non di meno è stata la presa di posizione dell’ex-Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, che ha invitato il popolo ucraino ad esercitare pressione sulle sue Autorità per evitare che il Paese sia definitivamente emarginato dalla Comunità Occidentale.

Palese è stato anche il comportamento assunto dalla Rice al termine della prima tavola rotonda della kermesse. Finita la discussione, ella è accorsa verso il palco per salutare il Premier turco, Tajip Erdogan, ignorando apertamente il Presidente Yanukovych.

“Credo nella forza delle istituzioni democratiche e nella volontà dei popoli – ha dichiarato la Rice – tutto il Mondo guarda al caso Tymoshenko, alla sua detenzione politica, e alle prossime Elezioni Parlamentari con estremo interesse”.

La presa di posizione dell’UE, che finora ha dichiarato di attendere l’esito della consultazione parlamentare prima di chiudere definitivamente le porte all’Ucraina, sa di vero cartellino rosso per Yanukovych ancor prima del termine delle Elezioni di fine Ottobre.

Dunque, sembra essere definitivamente sospesa la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato e ad aprire una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella europea.

In seguito all’arresto di Yulia Tymoshenko, il 19 Dicembre 2011 la Commissione Europea ha congelato il varo dell’Accordo, ritenendo le Autorità ucraine non abbastanza mature sul piano del rispetto dei diritti civili e della democrazia per essere ammesse nella Comunità politica del Vecchio Continente.

Yanukovych guarda alla Russia e all’Eurasia

La preoccupazione dell’Occidente per la condotta antidemocratica di Yanukovych si è letta anche nelle domande poste al Presidente ucraino dal moderatore della tavola rotonda, l’ex-Presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewski.

Il Capo di Stato polacco Emerito – che ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l’Ucraina nonostante le palesi violazioni della democrazia sulle Rive del Dnipro – non ha potuto esimersi dal sollevare la questione legata alla detenzione politica di Yulia Tymoshenko, senza, tuttavia, ottenere risposta alcuna da Yanukovych.

Il Presidente ucraino, pur riconoscendo lo stallo intercorso nelle relazioni tra l’Unione Europea e l’Ucraina in seguito alle richieste di Bruxelles sul caso Tymoshenko, ha ritenuto che Kyiv si stia avvicinando agli standard europei grazie alle riforme approntate dal Governo da lui instaurato dopo la sua salita al potere, nel Febbraio 2010.

Tuttavia, la posizione di Yanukovych si è dimostrata essere ben lontana dall’Europa, e molto più vicina all’Eurasia. Durante il suo discorso, il Presidente ucraino ha espresso la volontà di rafforzare la presenza del suo Paese nei processi di integrazione eurasiatici voluti dalla Russia di Putin per sancire l’egemonia politica di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Tra le priorità della politica estera ed economica dell’Ucraina, Yanukovych ha contemplato rispettivamente Russia, Cina e India, senza alcuna menzione all’UE. Inoltre, il Capo di Stato ucraino ha dichiarato ufficialmente di ambire all’ottenimento per l’Ucraina dello status di Paese osservatore dell’Unione Eurasiatica – oggi composta da Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Kyrgyzstan.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA E DIVISA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 23, 2012

Nel corso del dibattito al Parlamento Europeo, le forze politiche hanno espresso pareri differenti, seppur accomunati dalla forte contestazione nei confronti della condotta del regime del Presidente ucraino, Viktor Janukovych. L’allarme della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija: “La pressione sale, ma a Kyiv nulla cambia” 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Toni abbassati e punti di vista differenti hanno caratterizzato il dibattito del Parlamento Europeo sul caso di Julija Tymoshenko. Nella giornata di martedì, 22 Maggio, presso l’Emiciclo di Strasburgo si è svolto un dibattito sulla detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e sul regresso democratico in Ucraina.

Nella relazione di apertura, il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha invitato a non dipingere la situazione in Ucraina a tinte fosche, e ha ritenuto il boicottaggio dei campionati europei di calcio una forma di protesta sterile.

Nel contempo, ha affermato che l’UE si fonda su principi quali il rispetto della democrazia e dei diritti umani, e per questo ha individuato nella repressione giudiziaria nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica e nella falsificazione delle elezioni – avvenute dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych – le cause del congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

In linea con il pensiero del Commissario si è detto il tedesco Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo, che ha invitato l’Ucraina a rispettare le promesse fatte all’Unione Europea in merito al rispetto dei principi della democrazia per riprendere il cammino di Kyiv verso l’Europa: sospeso dopo l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di politici di spicco del campo arancione.

“Signor Presidente, ci sono alcuni momenti della storia in cui occorre prendere delle decisioni – si è appellato a Janukovych il popolare polacco Krzysztof Lisiek – Lei deve scegliere se seguire l’esempio di Lech Walesa in Polonia e portare l’Ucraina nelle strutture Occidentali, oppure lasciare un Paese dell’Europa Orientale isolato dall’UE, come attuato in Bielorussia da Aljaksandr Lukashenka”.

Meno dura è stata la posizione del ceco Libor Roucek, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che ha invitato ad attendere il risultato delle prossime Elezioni Parlamentari prima di arrestare in maniera definitiva il processo di integrazione dell’Ucraina in Europa.

Il socialdemocratico bulgaro, Kristian Vigenin, ha affermato che in caso di mancato miglioramento della situazione in Ucraina, la firma dell’Accordo di Associazione potrà essere congelato per sempre.

Un appello a non boicottare il campionato europeo di calcio è stato lanciato dal polacco Zbigniew Ziobro, del gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia, che ha sottolineato come tale decisione danneggerebbe anche la Polonia, che, assieme all’Ucraina, organizza la manifestazione sportiva.

In merito alla manifestazione calcistica, il tedesco Werner Schulz, del gruppo dei Verdi, ha denunciato la diffusa corruzione presso l’establishment presidenziale, e ha invitato l’Unione Europea a visionare i contratti stretti dalle Autorità di Kyiv per la realizzazione delle infrastrutture costruite in occasione di Euro 2012.

Opposta alle posizioni del resto delle forze partitiche del Parlamento Europeo è stata la posizione della Sinistra Europea, che ha contestato il ruolo attivo profuso dall’UE nel sostenere l’Opposizione Democratica ucraina. Il ceco Jaromir Kolicek ha criticato il Governo di Praga per avere concesso l’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito della Tymoshenko, Oleksandr.

Nelle prossime sedute una risoluzione

“La pressione è sempre più forte, ma in Ucraina non avviene alcun cambiamento – ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija Tymoshenko, presente alla discussione – sul conto di mia madre sono stati aperti nuovi procedimenti giudiziari, mentre l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato anche in Appello, malgrado la sua palese innocenza”.

La discussione ha avuto luogo durante la sessione della mattinata. Nelle prossime sedute è prevista la votazione di una risoluzione con cui l’Emiciclo di Strasburgo si esprimerà per l’ennesima volta sulla situazione in Ucraina.

Matteo Cazzulani

NOTTE DI SANGUE ALLA RADA: BAT’KIVSHCHYNA IN PROCURA CON LE PROVE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica denunciano la maggioranza. Che, nonostante le prove, nega. Condanna dal PPE

Video e foto incastrano gli uomini di Janukovych. Il gruppo parlamentare del Blocco Tymoshenko- Bat’kivshchyna ha esposto denuncia contro i Parlamentari della maggioranza per l’aggressione subita nel cuore della notte.

Un blitz, con cui, in maniera violenta, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha posto fine alla protesta pacifica del principale partito dell’Opposizione Democratica, in sostegno alla sua Leader, Julija Tymoshenko, colpita da un provvedimento giudiziario a scopo politico.

A corredo della denuncia, il BJuT-Bat’kivshchyna ha depositato le prove dell’accaduto. Foto, immagini e video, che certificano lo svolgersi dei fatti. Ripresi, e diffusi, dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda.

Tutto è iniziato con il blocco dei lavori della Rada da parte di una trentina di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, con l’affissione di striscioni “Giù le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate la repressione politica”. Continuato l’intera giornata, il presidio è stato previsto anche per la notte.

Tuttavia, nel tardo pomeriggio, sono giunti un numero sempre maggiore di Parlamentari, politici, e parenti di esponenti del Partija Rehioniv. Tutti, senza giacca, pronti per l’incursione, puntualmente avvenuta alle 19.

Spente le luci, ed attesa l’uscita di alcuni giornalisti, i regionali hanno irrotto nell’aula, ed aggredito i colleghi. Quattro le vittime ricoverate in ospedale, tutte del BJuT-Bat’kivshchyna. Jurij Hnatkevych, in gravi condizioni, e Vasyl’ Kravchuk per trauma cranico, Mykhailo Volynec’ per una sediata sulla testa, e Volodymyr Bondarenko per ematoma alla mano destra.

Un’azione programmata, come testimoniato dal Deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Volodymyr Ar’ev. Pronto, nell’immortalare, con il proprio telefonino, gli istanti preparatori del blitz.

Ciò nonostante, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Mykhajlo Chechetov, ha smentito ogni azione di forza del suo partito, accusando di calunnia i giornalisti. Pronta la reazione della stampa, che ha comunicato di avere esaurito la pazienza dinnanzi agli atteggiamenti intimidatori ed irrispettosi dei media, di Autorità sempre più arroganti, e contrarie al rispetto della Libertà di Informazione.

La reazione PPE

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, il Partito Popolare Europeo. Che, con una nota, ha criticato l’utilizzo della violenza, ed ha prospettato una sensibile riduzione delle possibilità per Kyiv di dialogare con l’Unione Europea. In particolare, l’europarlamentare PPE, Elmar Brok, ha illustrato come Janukovych non abbia recepito il messaggio, più volte inviatogli da Bruxelles.

Oltre alla violenza, ad essere contestata è anche la motivazione originale della protesta del BJuT: il divieto di espatrio imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex Primo Ministro, e l’apertura, a suo carico, di un processo per presunto utilizzo improprio dei fondi internazionali, erogati per la riduzione di CO2, per le uscite sociali.

Così, la Lady di Ferro Ucraina rischia fino a 9 anni di carcere, per avere provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Ad evidenziare la ratio politica del procedimento, il Vice Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, che ha spiegato come l’accusa, mossa all’anima della Rivoluzione Arancione, sia priva di prove. Inoltre, il braccio destro di Julija Tymoshenko ha ricordato come, assieme all’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, sia egli stesso ospite abituale della Procura per continui interrogatori.

Altri stretti collaboratori della Leader dell’Opposizione Democratica sono stati arrestati. L’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Matteo Cazzulani

L’OCCIDENTE APRE ALLA GEORGIA. PIANO

Posted in Georgia, Unione Europea, USA by matteocazzulani on November 19, 2010

I leader di USA e Gran Bretagna incontrano Saakashvili. L’UE semplifica i visti semplificati per Tbilisi. Sempre più distante l’Ucraina

Il presidente USA, Barack Obama

La sconfitta di mid-term davvero ha svegliato Obama. Nella giornata di giovedì, 18 novembre, il Presidente USA ha dichiarato che, nel corso del prossimo summit NATO, una porzione di tempo sarà riservata ad un meeting con il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili.

Così, il prossimo 20 novembre, a Lisbona, l’inquilino della Casa Bianca incontrerà il Capo di uno Stato occidentale, finora sacrificato alle buone relazioni con Russia ed Iran, in nome di uno sterile volemose bene mondiale, senza sé e senza ma.

Al leader democratico, ad indicare una politica estera responsabile sono stati l’opposizione repubblicana – con il senatore dell’Arizona, John Mc Cain, da sempre attento ai destini euro atlantici di Tbilisi – ed il Primo Ministro britannico, David Cameron, che il meeting con Saakashvili a Lisbona lo ha già fissato da tempo.

Lievi, ma significative aperture anche dall’Unione Europea. In una conferenza stampa congiunta, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha invitato la Georgia nella Comunità Energetica del Vecchio Continente.

Inoltre, sempre nella giornata di giovedì, 18 novembre, l’esponente UE ha lodato Sakkashvili per crescita economica e riforme politiche, e promesso un’imminente firma dell’accordo per la semplificazione del regime dei visti.

Kyiv sempre più disante

Diversamente dal caso della Georgia, a non ricevere tali attenzioni sarà un altro Paese europeo, ancora fuori dalle istituzioni euro atlantiche, l’Ucraina. Causa di ciò, le dichiarazioni del Presidente, Viktor Janukovych,secondo cui, per Kyiv, il dialogo con Bruxelles è secondario rispetto a quello con Mosca.

Inoltre, ad influire sulla decisione è stato il regresso dello stato della democrazia sulle rive del Dnipro, certificato dalle elezioni amministrative dello scorso 31 ottobre. Tornate, dopo gli anni dei governi arancioni, a non essere in linea con gli standard democratici.

A certificarlo, una dichiarazione degli eurodeputati Elmar Brok e Pawel Kowal, rispettivamente del Partito Popolare Europeo e del gruppo dei Conservatori e Democratici.

Secondo i due politici, tra gli altri casi di irregolarità, ad essere inammissibile è stata l’esclusione dalla consultazione di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica, guidato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

Lecito ricordare che, malgrado le falsificazioni, certificate da più fonti, l’Unione Europea ha preferito non condannare l’accaduto, e rinviare l’esame dello stato democratico di Kyiv a sedute successive.

A richiederlo, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei. Che, non a caso, collabora strettamente con il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: POPOLARI EUROPEI CONTRO LA MESCHINITA DEI SOCIALISTI

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on November 11, 2010

L’ASPDE rinvia per la seconda volta la condanna dell’Europarlamento sullo stato della democrazia in Ucraina. Dura reazione del PPE: “i socialisti ascoltano Janukovych. si ricordino dei valori europei”

L'europarlamentare del PPE, Elmar Brok

La falsità dei socialisti fa infuriare i popolari. Nella giornata di giovedì, 11 novembre, il Partito Popolare Europeo – forza politica che raccoglie i soggetti moderati del Vecchio Continente – ha condannato l’atteggiamento dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei – gruppo dei soggetti di centrosinistra – contrario alla difesa della democrazia in Ucraina.

Con una nota, i deputati Elmar Brok e Michael Galer hanno protestato contro l’ennesima decisione dell’Europarlamento di procrastinare la votazione di una risoluzione in merito allo stato delle libertà sulle rive del Dnipro, prevista per il giorno precedente. Già una volta, Bruxelles ha evitato di pronunciarsi in merito, motivando la decisione con la volontà di non interferire nelle elezioni amministrative ucraine del 31 ottobre. Con l’ennesimo rinvio, l’Unione Europea ha posticipato la decisione a dopo il vertice Ucraina-UE, in programma per il prossimo 22 novembre.

Registi dell’operazione, il gruppo dell’APSDE, costantemente contrario ad ogni risoluzione di condanna dell’operato dell’amministrazione di Viktor Janukovych, che in pochi mesi di attività ha riportato il Paese ai tempi bui precedenti alla rivoluzione arancione, caratterizzati da limitazioni della libertà di stampa, pressioni su giornalisti ed opposizioni, ed elezioni ritenute dagli osservatori internazionali come irregolari.

Il perché il centrosinistra europeo chiuda gli occhi dinnanzi a simili misfatti – contro valori che sostiene di difendere – ed adotti una politica più dannosa dell’obamiano volemose bene, senza se e senza ma, è presto spiegato: lo scorso 14 ottobre, l’APSDE ha siglato un accordo di partnership con il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

L'europarlamentare del PPE, Michael Galer

Da allora, i parlamentari socialisti hanno fatto di tutto per evitare ogni forma di condanna dei brogli perpetrati dalle Autorità nelle ultime elezioni amministrative. Che, peraltro, hanno impedito a Bat’kivshchyna – il principale partito dell’Opposizione Democratica, guidato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – di prendere parte alle consultazioni nelle regioni di Kyiv e Leopoli. Sue tradizionali roccaforti.

“L’Ucraina – riporta la nota – è un importante Paese europeo, le cui aspirazioni euro atlantiche devono essere ascoltate. Impedendo una forte presa di posizione contro il regresso della democrazia a Kyiv – continua il documento – i socialisti europei vanno contro persino agli interessi ed agli ideali dell’Unione Europea, che fa della difesa delle libertà la propria bandiera. Invitiamo l’ASPDE a tenere fede ai valori continentali – recita infine – più che alle alleanze trans partitiche”.

In Ucraina ancora le pressioni sull’Opposizione Democratica

A conferma della veridicità dell’ennesima presa di posizione dei popolari europei in difesa della democrazia in Ucraina, e della malafede dei socialisti, la convocazione presso la Procura Generale del vice leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Per l’ex vice premier, è già il quinto interrogatorio, intimato senza alcuna valida motivazione. L’interessato ha spiegato la faccenda con la volontà delle Autorità di imporre un clima di terrore presso i principali avversari politici.

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

A riprova del suo parere, gli arresti e gli interrogatori a carico di altri ministri e consiglieri di Julija Tymoshenko. Tra essi, l’ex ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex vice capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko.

Lecito ricordare che, a causa della posizione dei socialisti europei, l’Europarlamento non si è pronunciato nemmeno sulle prospettive di integrazione nell’UE di Kyiv, finora precluse ad un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni.

Un silenzio assordante, anche sulla frettolosa chiusura delle indagini sugli omicidi di Girija Gongadze e Vasyl’ Klyment’jev. Due giornalisti di opposizione, della cui morte violenta gli alleati dei socialisti europei non hanno ancora individuato i responsabili.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: I POPOLARI EUROPEI DENUNCIANO IRREGOLARITA’

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 30, 2010

Il Partito Popolare Europeo invita a considerare le infrazioni del codice democratico, con cui le Autorità ucraine hanno organizzato il voto locale di Domenica, 31 ottobre. A Odessa, casi di antisemitismo

Il coordinatore per la politica estera del PPE, Elmar Brok

L’UE dorme. Il PPE, no. Nella giornata di venerdì, 29 ottobre, il Partito Popolare Europeo ha diffuso una nota, con la quale ha invitato la comunità internazionale a prendere atto dell’assenza di democrazia in Ucraina.

In particolare, il documento, firmato dal coordinatore per la politica estera, Elmar Brok, riporta una severa analisi dell’operato del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, alla vigilia di elezioni amministrative, cruciali per testare lo stato di maturità democratica di Kyiv.

A turbare maggiormente la principale forza politica dell’Europarlamento, le continue pressioni su attivisti di ONG, partiti dell’Opposizione Democratica, e media indipendenti, l’estromissione arbitraria di candidati di forze non-governative dalla competizione, ed altre forme di manipolazione del voto.

“Le Autorità ucraine non si sono dimostrate all’altezza – riporta la nota – e l’operato dei funzionari statali non ci permette di ritenere le elezioni in linea con gli standard democratici. Siamo preoccupati – ha continuato Brok – dinnanzi all’iniqua distribuzione dei membri delle Commissioni Elettorali Locali, ed alla comparsa di liste-clone di Bat’kivshchyna [il principale partito dell’Opposizione Democratica, guidato da Julija Tymoshenko, n.d.a.] nelle regioni di Kyiv, Leopoli, Ternopil’ e Luhans’k”.

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un allarme lanciato a poche ore da quello del vice Leader della stessa Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Il quale, in una conferenza stampa, ha dichiarato l’apertura di una linea telefonica diretta, per comunicare tempestivamente ogni infrazione del regolamento elettorale durante le operazioni di voto e spoglio.

Deriva antisemita

Nel frattempo, la campagna elettorale si è macchiata di un caso di antisemitismo. Ad Odessa, sempre venerdì, 29 ottobre, il candidato sindaco del partito Solidarnist’ ha denunciato di propaganda antisemita il concorrente del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Nella nota, riportata dall’agenzia UNIAN, e corredata da video e fotografie, Oleksija Kostusjeva è tacciata di xenofobia per avere distribuito, dinnanzi a scuole ed edifici pubblici, materiale in cui si invitano gli odessini a non sostenere, in quanto ebreo, l’attuale Primo Cittadino, Eduard Hurbic.

“E’ una vergogna per la città più tollerante dell’ex-URSS – ha dichiarato l’autore della denuncia, Valerij Pesec’kyj – l’articolo 53 del regolamento per le consultazioni amministrative vieta, durante la campagna, ogni riferimento a razza ed etnia. Ed il 52, il coinvolgimento, attivo e passivo, di minorenni”.

Matteo Cazzulani