LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA TAP PROCEDE IN GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 9, 2013

Il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico ha presentato al Governo greco il Rapporto di Impatto Ambientale e Sociale. Al via un contatto diretto con la popolazione per la realizzazione dell’infrastruttura.

Un’infrastruttura integrata nell’ambiente e nella società. Così appare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- che, nella giornata di giovedì, 8 Agosto, ha sottoposto al Ministero dell’Energia, Ambiente e Cambiamento Climatico il Rapporto di Impatto Ambientale e Sociale.

Come riportato da una nota, il Rapporto, che potrà essere visionato pubblicamente presso i Consigli Comunali dei centri interessati, contiene una descrizione dettagliata dell’impatto ambientale e socio-culturale che il gasdotto comporterà nei territori della Grecia interessati dalla realizzazione della TAP.

Il documento contiene anche suggerimenti tecnici su come integrare il Gasdotto Trans Adriatico con le caratteristiche geografiche e locali, per permettere una realizzazione ottimale dell’infrastruttura senza ricadute di ogni tipo.

Sul piano politico, la presentazione del Rapporto rappresenta un’importante fase di un iter di collaborazione tra il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico e la Grecia.

Ora, il Governo greco dovrà approvare la Decisione di Approvazione dei Termini Ambientali, un passo necessario per avviare la realizzazione della TAP.

Il Gasdotto Trans Adriatico, compartecipato dal colosso energetico britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, dalla francese Total, dalla tedesca E.On e dalla belga Fluxys, è la conduttura che condurrà 10 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania fino in Italia.

Letta va in Azerbaijan

Proprio l’Italia, che è stata individuata come il principale mercato di sbocco del gas veicolato dalla TAP, si sta muovendo sul piano politico, tanto che il Premier italiano, Enrico Letta, ha programmato una visita al Presidente dell’Azerbaijan, Ilkham Aliyev, a Baku.

La missione del Premier Letta -che segue una visita, sempre dedicata alla TAP, al Capo del Governo greco, Antoni Samaras- è importante per permettere all’Italia di sfruttare al meglio il suo ruolo nel Gasdotto Trans Adriatico.

Secondo ben informate indiscrezioni, la presenza nella TAP di British Petroleum, Fluxys e Total può portare al prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico verso Francia, Belgio e Gran Bretagna per rendere l’Europa Nord-Occidentale il mercato di approdo del gas azero.

Se questa ipotesi diventasse realtà, l’Italia si troverebbe declassata a mero Paese di transito, senza avere ottenuto alcuna provvigione per il trasporto del gas dell’Azerbaijan sul suo territorio, su cui, invece, hanno già negoziato Albania e Grecia.

Matteo Cazzulani

BRITISH PETROLEUM, SOCAR, TOTAL E FLUXYS ENTRANO NELLA TAP. L’ITALIA RISCHIA L’UMILIAZIONE ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 31, 2013

L’acquisizione di nuovi soci alimenta le indiscrezioni legate al possibile prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico dall’Italia alla Gran Bretagna. L’Europa resta divisa e l’Italia rischia di rimanere fortemente declassata.

Tutto come previsto: un progetto energetico destinato a favorire l’Italia che si allontana sempre più dal BelPaese. Nella giornata di martedì, 30 Luglio, il colosso energetico britannico British Petroleum, quello azero SOCAR, la compagnia francese Total e la belga Fluxys hanno acquisito quote del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare in Europa 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno.

Come riportato da una nota ufficiale, le compagnie hanno esercitato il diritto di prelazione accordato nel Gennaio 2013 in sede di progettazione del gasdotto e, ora, sono pari soci nella TAP delle compagnie che, fin dall’inizio, hanno supportato economicamente il progetto: il colosso norvegese Statoil, la compagnia tedesca E.On, e la svizzera AXPO.

Nello specifico, con l’ingresso dei nuovi soci, il Gasdotto Trans Adriatico è così compartecipato: British Petroleum, Statoil e SOCAR hanno il 20% delle quote del gasdotto, la Fluxys il 16%, la Total il 10%, la E.On il 9%, mentre l’AXPO il 4%.

La nuova composizione dei soci della TAP cambia anche i rapporti di forza interni al Gasdotto Trans Adriatico, con una forte presenza della componente britannica, belga ed azera a discapito di quella svizzera.

Questa decisione alimenta le indiscrezioni secondo cui la TAP, che inizialmente è stata progettata per veicolare il gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania, sarà prolungata per rifornire i mercati energetici dell’Europa Nord-Occidentale.

La British Petroleum vede nel gas dell’Azerbaijan una possibilità per diversificare le fonti di approvvigionamento della Gran Bretagna, mentre la Fluxys possiede il controllo diretto dei gasdotti tra Svizzera, Germania, Belgio e Paesi Bassi.

La SOCAR inoltre, con un presunto accordo con i russi, concepisce l’Europa Occidentale come il proprio mercato europeo del gas di influenza, lasciando l’Europa Centro Orientale pieno appannaggio energetico della Russia.

Il prolungamento della TAP, oltre a dividere ed indebolire l’Europa, provoca ripercussioni all’Italia, che, finora, è stata concepita come il mercato di sbocco del gas azero.

Vigilare e risarcire

Se prolungata, la TAP declasserebbe l’Italia a mero Paese di transito del gas azero, senza che il BelPaese abbia negoziato alcuna clausola contrattuale per veicolare l’oro blu dell’Azerbaijan attraverso il territorio, come invece hanno fatto Grecia ed Albania.

Per questa ragione, è opportuno che il Governo Italiano vigili sulla questione e, in caso di prolungamento della TAP, negozi al più presto un accordo per l’ottenimento dei diritti di transito del gas azero in Europa Nordoccidentale come ricompensa per la perdita dello status di Paese di approdo dell’oro blu dell’Azerbaijan.

Matteo Cazzulani

PATTO ROSNEFT-SOCAR: ECCO COME RUSSIA ED AZERBAIJAN SI DIVIDONO L’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 27, 2013

Il monopolista statale russo del greggio interessato a rafforzare la partnership energetica con il colosso azero. A rischio la diversificazione delle fonti di approvvigionamento dell’UE.

Una nuova Yalta del gas sta forse avvenendo nello spazio ex-sovietico. Nella giornata di giovedì, 25 Luglio, Igor Sechin, il Capo del Momopolista statale russo del greggio Rosneft, la più importante compagnia energetica al Mondo, ha dichiarato l’interesse ad acquisire vuote nel giacimento Absheron.

Questo pozzo di oro blu, ubicato in Azerbaijan, contiene 300 Miliardi di metri cubi di gas, ed è ad oggi compartecipato dal colosso nazionale azero SOCAR e dalla compagnia francese Total.

Come riportato dalla Reuters, l’interesse della Rosneft nei confronti dell’Absheron riflette l’intenzione dei russi di rilevare quote nel mercato azero e, nel contempo, un nuovo orientamento nella politica energetica dell’Azerbaijan in chiave pro-Russia.

Centrale nella vicenda è la strategia adottata dalla Rosneft, che, anche grazie al sostegno del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, nel mercato interno russo sta soppiantando la concorrenza del momopolista statale russo del gas, Gazprom e, ora, punta a sottrarre fette di mercato all’ente energetico concorrente.

Ad oggi, Gazprom mantiene il monopolio delle forniture di gas all’Europa, ma, di recente, Putin ha favorito la Rosneft nella realizzazione di un rigassificatore nella penisola Yamal, in Siberia, per l’avvio delle esportazioni di gas liquefatto in Asia.

Prima ancora, sempre grazie al sostegno di Putin, la Rosneft ha concluso un accordo con il colosso energetico statunitense ExxonMobil per lo sfruttamento congiunto di giacimenti di gas nell’Oceano Artico ed in Siberia, ed in altre aree del Pianeta come America Latina e Texas.

L’accordo con la ExxonMobil, che ha sancito per la Rosneft lo status di prima compagnia energetica al Mondo, ha anche spinto il colosso USA ad abbandonare i piani per lo sfruttamento di gas shale in Polonia: un progetto, la cui realizzazione consentirebbe all’Unione Europea di porre fine alla dipendenza dalle importazioni di oro blu dalla Russia.

Il rafforzamento della presenza dei russi in Azerbaijan è supportato anche dalla possibilità, presentata sempre dalla Reuters, che la Rosneft possa acquistare quote dal colosso britannico British Petroleum: uno dei più importanti investitori stranieri nel mercato energetico azero in cerca di fondi per onorare il maxirisarcimento per i danni creati dalla catastrofe ecologica del Golfo del Messico nel 2010.

Del resto, i rapporti tra la Rosneft e la British Petroleum sono già stretti, in quanto il monopolista russo ed il colosso britannico sono stati co-proprietari della TNK-BP: la terza compagnia energetica della Russia, ora posseduta per intero dalla Rosneft per via della necessita della British Petroleum di fare cassa.

L’alleanza tra Russia ed Azerbaijan agisce in primo luogo a spese dell’Unione Europea, che sull’Azerbaijan ha puntato molto per diversificare le forniture di gas dal quasi monopolio di Mosca.

Come ipotizzato da alcuni esperti, non è escluso infatti che russi ed azeri abbiano progettato una divisione dell’Europa in fasce di influenza energetica, con l’Azerbaijan protagonista in Europa Occidentale e la Russia, come da tradizione, in Europa Centro-Orientale.

In questo schema, la Russia starebbe ben posizionando le sue pedine per mantenere, ed addirittura incrementare, il controllo sul settore energetico europeo, con Gazprom forte in Europa Centro-Orientale e Rosneft presente in Europa occidentale grazie all’alleanza con azeri e britannici.

Ad avvalorare questa tesi è la decisione da parte degli azeri di rifornire l’Europa del proprio gas attraverso il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- conduttura che veicola il carburante di Baku dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania in Italia e che, secondo indiscrezioni, sarà prolungato a Germania, Olanda, Belgio, Francia e Gran Bretagna.

La scelta della TAP per il trasporto in Europa del gas azero ha escluso la realizzazione del Nabucco, gasdotto, progettato fino all’Austria dalla Turchia Occidentale tramite Bulgaria, Romania ed Ungheria, che avrebbe aiutato i Paesi delll’Europa Centro-Orientale a diminuire la dipendenza dalla Russia.

Ad avvantaggiarsi della bocciatura del Nabucco è il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per rifornire l’UE di ulteriori 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia, Italia ed Austria.

Gas israeliano e shale USA gli antidoti al patto tra Mosca e Baku

La soluzione per rompere il monopolio russo-azero è la veloce realizzazione di rigassificatori per importare in Europa gas liquefatto da Qatar, Nigeria, Norvegia, Egitto ed Israele.

Con la scoperta dei giacimenti Kadish, Tamar e Leviathan nel Mar Mediterraneo, lo Stato Ebraico rappresenta una possibile fonte di approvvigionamento in grado di diminuire la dipendenza dell’UE da Russia ed Azerbaijan.

Inoltre, importante ruolo sarà ricoperto dalle forniture in Europa di shale liquefatto degli Stati Uniti d’America, che hanno già avviato esportazioni di gas non convenzionale a prezzi bassi in Gran Bretagna ed India.

In tutto ciò, importante è il ruolo che ricopre la realizzazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge dell’Unione Europea che prevede la creazione di un mercato unico UE del gas per garantire approvvigionamenti diversificati anche a quei Paesi fortemente esposti al monopolio della Russia, come quelli dell’Europa Centro-Orientale.

Matteo Cazzulani

GAS AZERO IN GRECIA: TAP E DESFA FIRMANO UN ACCORDO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 19, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha concordato con la compagnia DESFA la forte distribuzione del gas dell’Azerbaijan nel sistema infrastrutturale energetico nazionale greco. Atene trae vantaggio dal transito sul suo territorio della TAP

Una lezione che l’Italia farebbe bene ad imitare per evitare di perdere una ghiotta occasione per diversificare le fonti di approvvigionamento di energia. Nella giornata di giovedì, 18 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- e la compagnia greca DESFA, incaricata della gestione del sistema infrastrutturale energetico della Grecia, hanno firmato un accordo di collaborazione.

Come riportato da Pipelines International, il patto prevede l’integrazione della TAP con il sistema di trasporto del gas della Grecia, per permettere un’agevole diffusione nel territorio greco dell’oro blu dell’Azerbaijan veicolato in Europa dal Gasdotto Trans Adriatico.

Come riportato da una nota, la TAP ritiene l’accordo di collaborazione necessario per stringere partnership anche con altri Paesi dei Balcani, che possono essere interessati a rifornimenti di gas dell’Azerbaijan per diversificare le proprie fonti di oro blu nazionali.

Lo scorso 28 Giugno, il Gasdotto Trans Adriatico, concepito per veicolare 10 Miliardi di Metri Cubi di gas all’anno in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania, ha vinto l’appalto per il trasporto del gas azero in Europa.

La TAP è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, da quella tedesca E.On e dalla belga Fluxys, mentre il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR, e la compagnia francese Total hanno un’opzione sul 50% della conduttura.

Dall’Albania, la TAP rifornirà di 5 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno anche la Croazia attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina attraverso la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP, compartecipata dalla compagnia bosniaca BH-Gas e dalla croata Plinacro.

La lezione greca per la politica italiana

Con il patto tra la DESFA e la TAP, la Grecia, attraverso cui il Gasdotto Trans Adriatico veicola il gas dell’Azerbaijan verso Albania e Italia, ha così assunto una politica che mira a tutelare lo status di Paese di Transito ed assicurare continui e stabili approvvigionamenti.

La medesima tattica potrebbe, e dovrebbe, essere assunta dall’Italia, qualora, come probabile, la TAP sarà prolungata verso Svizzera, Germania, Belgio e Olanda per rifornire di gas azero l’Europa Nord-Occidentale.

Tuttavia, l’Italia sembra poco interessata a giocare una partita da cui dipende molto dell’immagine del BelPaese in campo energetico ed estero, per altro di recente già compromessa dagli scandali con il Kazakhstan.

Con il pieno sfruttamento del gas dall’Azerbaijan, l’Italia diversificherebbe gli approvvigionamenti energetici dalla forte dipendenza che, ad oggi, lega l’economia italiana alle importazioni di carburante da Russia ed Algeria.

Matteo Cazzulani

LA TAP SI RAFFORZA IN GRECIA E GEORGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 4, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- estende la partnership con la compagnia greca DESFA, di recente acquisita dal colosso azero SOCAR. L’accordo implementa la distribuzione del gas dell’Azerbaijan nei Balcani

Grecia e Georgia consolidano un’infrastruttura importante per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas dell’Europa. Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di partnership con la compagnia greca DESFA, incaricata del controllo del Sistema di Trasporto del Gas di Atene.

Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione tra il consorzio TAP e la DESFA per quanto riguarda la realizzazione del tratto greco del Gasdotto Trans Adriatico: un tratto di 550 Chilometri dalla città di Kipoi, ubicata al confine con la Turchia, a Dipotamia, città nei pressi dell’Albania.

L’accordo è stato senza dubbio favorito dalla recente acquisizione della DESFA da parte del colosso energetico azero SOCAR: una delle compagnie più importanti all’interno del consorzio della TAP.

Come riportato in una nota dal Direttore Commerciale della TAP, Lutz Landwehr, la collaborazione con la DESFA permette non solo il radicamento del Gasdotto Trans Adriatico in Grecia, ma anche la sua espansione nei Balcani Occidentali ed Orientali.

La TAP è progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia, a San Foca, nel Salento, dalla Grecia attraverso l’Albania.

Lungo questo tratto, dalla TAP è prevista la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas in Croazia dall’Albania attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Dalla Grecia, la realizzazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria -BGI- consente il trasporto del gas azero anche in territorio Bulgaro.

Infine, dall’Italia il gas azero potrà essere veicolato in Svizzera, Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna grazie alla presenza tra i compartecipanti della TAP della compagnia tedesca E.On, della svizzera AXPO, della belga Fluxys e del colosso britannico British Petroleum -oltre che del colosso norvegese Statoil, di quello azero SOCAR e della compagnia francese Total.

Lo scorso 28 Giugno, la TAP, supportata politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Grecia ed Albania, è stata selezionata come unico gasdotto attraverso il quale veicolare il gas azero in Europa.

La decisione è stata presa da parte del consorzio incaricato della gestione del giacimento dell’Azerbaijan Shakh Deniz II, composto da Statoil, SOCAR, British Petroleum e Total.

La Georgia aumenta la quantità di gas trasportata in Europa

Come riportato dall’autorevole Trend, sempre mercoledì, 3 Luglio, il consorzio Shakh Deniz ha concordato con il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, investimenti di 2 Miliardi di Dollari per ampliare il Gasdotto del Caucaso del Sud, attraverso cui il gas dall’Azerbaijan è trasportato in Turchia tramite tutto il territorio della Georgia.

Lungo il territorio turco, l’oro blu azero è trasportato in Unione Europea attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- realizzato su sostegno dei Governi di Azerbaijan e Turchia.

La TANAP, supportata politicamente da Commissione Europea, Turchia ed Azerbaijan, è compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GAS: L’UE ACCOGLIE LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 2, 2013

Il Commissario UE all’Energia per lo sfruttamento del Gasdotto Trans Adriatico come mezzo di diversificazione delle forniture. Secondo il Vice Ministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP è risultato il progetto più vantaggioso sul piano economico

Un’opportunità da utilizzare per implementare la diversificazione delle forniture energetiche per l’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, Primo di Luglio, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica infrastruttura per le forniture di oro blu dell’Azerbaijan in Europa garantisce una nuova fonte di approvvigionamento per l’UE.

Oettinger ha evidenziato come, oltre ai Paesi coinvolti dal transito della TAP -Grecia, Albania, Italia, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia- la Commissione Europea intende coinvolgere anche Romania, Bulgaria e Serbia nelle forniture del gas azero.

La posizione del Commissario rende chiara la linea della Commissione Europea, dopo che la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa ha de facto sancito una sconfitta politica dell’UE.

Bruxelles ha infatti sempre sostenuto, seppur non apparentemente, il Nabucco: gasdotto alternativo alla TAP progettato per rifornire di gas Paesi fortemente dipendenti dalle forniture russe, come Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria -con il coinvolgimento anche di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La TAP, scelta dal consorzio che controllami il giacimento azero Shakh Deniz -compartecipato dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, è invece progettata per veicolare il gas in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

In territorio albanese, il Gasdotto Trans Adriatico si collegherà con il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- progettato per rifornire di gas Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia.

“Non importa quale delle infrastrutture veicola il gas azero in UE, l’importante è avere stabilito regole con un nuovo partner energetico come l’Azerbaijan -ha dichiarato Oettinger in una nota- Il Nabucco è ancora sulla tavola, perché l’Europa ha bisogno di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu”.

Come dichiarato in un’intervista alla Reuters dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP ha vinto sul Nabucco per via della tempistica, fattibilità, scalabilità e mercato energetico rifornito.

La TAP guarda all’Europa Nord-Occidentale

Dopo l’ottenimento dell’appalto per veicolare il gas azero in Europa, la TAP ha avviato una ricomposizione interna del suo assetto che, come riportato dall’agenzia Azernews, prevede l’ingresso tra i soci dell’infrastruttura -che ad oggi sono il colosso norvegese Statoil, la compagnia svizzera AXPO, la compagnia belga Fluxys, della tedesca E.On- del colosso britannico British Petroleum, di quello azero SOCAR, e della compagnia francese Total.

Oltre a rafforzare il progetto, l’ingresso dei colossi energetici nella TAP facilita il prolungamento dell’infrastruttura a Svizzera, Germania, Belgio, Olanda, Francia e Gran Bretagna, e pone il mercato energetico dell’Europa Nord-Occidentale come vera destinazione del gas azero.

Questa soluzione diminuirebbe il peso di Italia e Grecia che, dopo avere sostenuto politicamente la TAP, sarebbero limitate a ricoprire solo un ruolo di Paese di transito.

Matteo Cazzulani

TAP VINCE SU NABUCCO: SCONFITTA L’UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 29, 2013

La British Petroleum conferma la scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa. Tramonta il gasdotto dalla verdiana denominazione e la politica energetica comune dell’UE

Una sconfitta politica senza se e senza ma che testimonia un’amara realtà: l’Unione Europea è incapace di avere una politica energetica comune, e nell’Europa Centro-Orientale a comandare sul piano del gas sarà sempre la Russia, salvo intervento USA.

Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, una nota del colosso energetico britannico British Petroleum ha confermato la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica conduttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia.

La presenza tra i soci del Gasdotto Trans Adriatico della compagnia svizzera AXPO, della tedesca E.On, e della belga Fluxys -che controlla il sistema di condutture tra Svizzera e Germania, Belgio e Gran Bretagna, e Belgio ed Olanda- permette inoltre alla TAP di servire di gas azero i mercati energetici dei Paesi dell’Europa Nord-Occidentale.

Inoltre, un accordo per la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAT- partendo dal tratto della TAP in Albania permetterà di inviare 5 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Croazia tramite Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Infine, l’espansione nei Balcani è garantita dalla realizzazione dell’Interconnettore Bulgaria Grecia -IBG- che consentirà al gas azero del Gasdotto Trans Adriatico di raggiungere anche il territorio bulgaro.

Ad illustrare la validità della TAP sono le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP, Kjetl Tungland, che ha evidenziato come il Gasdotto Trans Adriatico sia la migliore modalità per rifornire di gas dell’Azerbaijan i mercati dell’Europa Nord-Occidentale.

Proprio nelle dichiarazioni di Tungland sta la ratio del perché la scelta della TAP è una sconfitta geopolitica per l’Unione Europea, che, seppur non ufficialmente, ha sempre sostenuto il progetto rivale al Gasdotto Trans Adriatico, il Nabucco.

Questa infrastruttura è stata concepita per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, con possibili ampliamenti in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Il Nabucco avrebbe quindi garantito la diversificazione delle forniture di gas per i Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che sono fortemente dipendenti dalle forniture di gas della Russia.

Per questo, il gasdotto dalla verdiana denominazione è stato supportato politicamente dai Governi di Austria, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Nello specifico, l’Austria dipende da Mosca per il 52% del proprio fabbisogno, Polonia, Repubblica Ceca e Romania per circa l’82%, mentre Bulgaria, Slovacchia ed Ungheria per il 99%.

Perdono l’Europa Centro-Orientale e quella Meridionale, Italia inclusa

Con la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa, e, sopratutto, con il tramonto definitivo del progetto Nabucco, l’Europa Centro-Orientale resta fortemente dipendente dalla Russia.

Inoltre, il progetto di diversificazione delle forniture di gas in funzione anti-russa, progettato dalla Commissione Europea, è stato calpestato dagli interessi meramente economici di colossi dell’energia come la British Petroleum.

Oltre che all’Europa Centro Orientale, poco da sorridere resta anche all’Europa Meridionale, che dalla scelta della TAP potrebbe rimanere solo apparentemente favorita.

Le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP lasciano comprendere la reale intenzione del Gasdotto Trans Adriatico di rifornire i mercati dell’Europa Nord-Occidentale, utilizzando i Paesi meridionali -Grecia, Albania e Italia- come meri stati di transito.

La realizzazione di tale scanario sarebbe devastante per l’Italia, che deve avvalersi dei rifornimenti di gas azero per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu che, ad oggi, lega il BelPaese unicamente a Russia ed Algeria.

L’assenza di compagnie italiane tra i soci della TAP -che, oltre che dalla tedesca E.On, dalla svizzera AXPO e dalla belga Fluxys è compartecipata anche dal colosso norvegese Statoil- permette di speculare su tale scenario.

Se così fosse, l’Italia perderebbe un’occasione importante per diversificare le forniture di gas dal monopolio di Russia ed Algeria, e, così come l’Unione Europea e l’Europa Centro-Orientale, uscirebbe sconfitta dalla selezione della TAP come unico gasdotto per il trasporto dell’oro blu azero.

Lo Shale di Obama è l’ultima speranza

Dopo il tramonto definitivo del Nabucco, ai Paesi europei che dipendono fortemente dalla Russia non resta che puntare sul gas liquefatto.

L’assunzione del gas liquefatto come alternativa al monopolio energetico della Russia, confermato dalla sconfitta del Nabucco, è stata sostenuta su Twitter dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski,che ha sottolineato l’importanza per la Polonia di accelerare la realizzazione del rigassificatore di Swinoujscie.

La realizzazione massiccia di rigassificatori, progettata dalla Commissione Europea, permette l’importazione di gas liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Grazie allo sfruttamento dei giacimenti di Shale, gli USA sono diventati il primo produttore di gas al Mondo e, ora, supportano l’avvio delle esportazioni di LNG in Europa.

Forse, ancora una volta nella storia l’Europa potrà essere aiutata solo dagli USA a vincere una battaglia geopolitica, come l’ottenimento di una seria e cospicua diversificazione delle forniture di gas.

Matteo Cazzulani

FONTI: LA TAP VINCE SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 27, 2013

Il consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz sceglie il Gasdotto Trans Adriatico come principale infrastruttura per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan. Vincitori e vinti di una decisione oramai definitiva

La notizia non è definitiva, ma c’è chi canta vittoria, e chi ammette la sconfitta. Nella giornata di martedì, 25 Giugno, l’agenzia New Europe ha riportato la notizia secondo cui il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è l’infrastruttura scelta per il trasporto del gas dall’Azerbaijan in Unione Europea.

Nello specifico, la TAP è stata preferita dal consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz -il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, quello norvegese Statoil, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total- rispetto al Nabucco.

Sempre secondo l’autorevole fonte, la scelta del Gasdotto Trans Adriatico sarebbe stata già comunicata dal Consorzio Shakh Deniz al Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, ai Paesi interessati nella realizzazione della TAP -Italia, Grecia, Svizzera ed Albania- e a quelli che sostengono il Nabucco -Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

La notizia è stata confermata da una nota della compagnia austriaca OMV, coinvolta nel Nabucco, che ha dichiarato di rispettare la decisione del consorzio Shakh Deniz, ed ha comunque ribadito l’impegno a lavorare per la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa.

Anche i media della Romania, Paese in prima fila in sostegno del gasdotto dalla verdiana denominazione, hanno riportato che le possibilità di scelta della TAP sul Nabucco sono decisamente alte.

Ottimistico il parere espresso dal Governo greco, che ha dichiarato pieno sostegno alla decisione di preferire la TAP al Nabucco per il trasporto del gas azero in UE.

Positiva anche la reazione del Premier albanese, Sali Berisha, che ha sottolineato l’appoggio fornito dall’Albania alla TAP.

Concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, dalla tedesca E.On e dalla belga Fluxys.

Il Gasdotto Trans Adriatico è supportato politicamente da Italia, Svizzera, Albania, Grecia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH, dall’ungherese MMSZ e dalla francese Suez Gaz de France, il gasdotto dalla verdiana denominazione è appoggiato politicamente da Austria, Turchia, Romania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, e Bulgaria.

L’UE resta dipendente dalla Russia

Se confermata, la scelta della TAP favorisce i Paesi UE del Mediterraneo -Italia, Grecia e Croazia- a ricoprire un ruolo di straordinaria importanza per la diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea dal monopolio di Russia ed Algeria.

Tuttavia, l’esclusione del Nabucco condanna alla totale dipendenza dalle forniture della Russia l’Europa Centrale: l’Austria è legata alle importazioni di oro blu russo per il 52% del fabbisogno nazionale, la Romania per circa l’80%, la Polonia per l’82%, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia al 99%.

L’esclusione del Nabucco da inoltre il via libera alla realizzazione del Southstream: gasdotto, contrastato dalla Commissione Europea, progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria dalle coste russe attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Considerato l’aumento della dipendenza dal gas della Russia, la scelta della TAP, e l’esclusione del Nabucco, è una decisione che non tutela la sicurezza energetica dell’Unione Europea per favorire non la diversificazione degli approvvigionamenti di gas, ma incrementa la presenza di Mosca nel mercato UE dell’energia.

Matteo Cazzulani

EXXONMOBIL E ROSNEFT DANNO IL VIA ALLA RICERCA DI ENERGIA NELL’ARTICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 13, 2013

Il colosso statunitense investe 200 Milioni di Dollari, mentre il monopolista statale del greggio stanzia 250 Milioni di Dollari. Altri giacimenti possibilmente coinvolti

Un accordo per avviare lo sfruttamento di energia dal Nord del Mondo.

Nella giornata di mercoledì, 12 Giugno, il colosso statunitense ExxonMobil e il monopolista statale russo del greggio Rosneft hanno comunicato di avere trovato l’accordo per avviare lo sfruttamento di gas e oro nero nell’Oceano Artico.

Come riportato dall’agenzia UPI, la ExxonMobil finanziera la ricerca per 200 Milioni di Dollari, mentre Rosneft stanzierà 225 Milioni di Dollari per la realizzazione di programmi.

L’accordo è figlio di un’intesa stretta nel 2012 tra i due enti che coinvolge non solo l’Oceano Artico, ma anche diverse altri giacimenti nel Mondo.

Tra le aree interessate ci sono Siberia e il Golfo del Messico, dove, secondo gli accordi precedenti, i russi dovrebbero rilevare importanti quote.

L’alleanza tra le due più grandi compagnie del Mondo

Il sodalizio tra la ExxonMobil e la Rosneft rappresenta anche un’alleanza tra i due più importanti enti energetici del pianeta.

Con l’acquisizione della terza compagnia russa TNK dalla British Petroleum, costretta a vendere le sue azioni per riparare i danni provocato dal disastro ambientale nel Golfo del Messico del 2010, la Rosneft ha superato la ExxonMobil in cima alla classifica delle compagnie energetiche mondiali.

Matteo Cazzulani

NABUCCO VS. TAP: LA COMMISSIONE EUROPEA RESTA NEUTRALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 2, 2013

Il Commissario UE all’Energia Gunther Oettinger, con una lettera dichiara la neutralità tra i due gasdotto concepiti per diversificare le forniture di gas dell’Europa dal monopolio della Russia. Avviata la gara per l’ottenimento del diritto di trasporto dell’oro blu dell’Azerbaijan

Via ad una battaglia per l’energia tra due progetti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Maggio, il colosso energetico britannico British Petroleum ha avviato la gara per l’appalto del trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Favorito per l’ottenimento del diritto di trasporto del gas azero è il Nabucco, gasdotto concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

A contendere la concessione del permesso al Nabucco è il Gasdotto Trans Adriatico -TAP, conduttura concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Tra i due progetti, particolare importanza ricopre la posizione della Commissione Europea che, dopo un’iniziativa sostegno al Nabucco, ha dichiarato completa neutralità.

La posizione è stata ribadita dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, che, con una lettera, ha dichiarato la necessità di realizzare entrambe le infrastrutture per garantire all’Unione Europea di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal quasi monopolio della Russia.

Come riportato da Natural Gas Europe, la mancata presa di posizione della Commissione Europea lascia comprendere una non chiara idea di quale tra i due gasdotti sia la migliore ipotesi per aumentare la diversificazione delle forniture di gas.

All’inizio, la Commissione Europea ha lasciato intendere il suo sostegno al Nabucco, poiché questa conduttura transita per Paesi fortemente dipendenti dalla Russia.

La posizione di neutralità è stata adottata dopo che il Nabucco ha visto aumentare il suo costo, mentre la TAP ha mantenuto contenute le spese.

L’Europa divisa

Preso atto della neutralità della Commissione Europea, in gioco restano gli enti energetici ed i singoli Paesi UE.

Il Nabucco gode del supporto economico della compagnia austriaca OMV, di quella ungherese MVV, della romena Transgaz, e della bulgara BEH.

Il Nabucco è altresì sostenuto politicamente da Austria, Turchia, Bulgaria, Polonia, Slovacchia e Romania.

La TAP è supportata economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO e dalla tedesca E.On.

Sul piano politico, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto da Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

Matteo Cazzulani