LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TRA GIAPPONE E INDIA UN’ALLEANZA PER IL GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 11, 2013

Tokyo e Nuova Delhi varano un cartello per calmierare i prezzi del LNG e diversificare le forniture di oro blu. L’intesa interessa due dei principali importatori di oro blu liquefatto del Pianeta

Un’intesa strategica per combattere l’aumento dei prezzi per il gas liquefatto. Nella giornata di lunedì, 9 Settembre, Giappone ed India hanno ufficializzato la creazione di un cartello per l’importazione di LNG nelle economie giapponesi ed indiane.

L’alleanza, che ha anche l’obiettivo di diversificare le forniture di gas dei due Paesi, è stata presentata a Tokyo dal Ministro dell’Economia, Commercio e Trasporti giapponese, Toshimitsu Motegi, e dal Ministro per il Petrolio e il Gas indiano, Veerappa Moily.

Come riportato dall’agenzia UPI, ad oggi Giappone ed India pagano tariffe alte per il gas liquefatto perché nel mercato dell’Asia il prezzo dell’oro blu è legato a quello del greggio, la cui vendita è regolata a contratti di lungo termine

L’alleanza tra Giappone ed India costituisce un capitolo importante nella geopolitica energetica mondiale, dal momento in cui il cartello coinvolge due dei principali importatori di gas liquefatto del Mondo.

Il Giappone, il primo importatore di LNG del pianeta, ha preventivato per il 2013 un incremento delle importazioni di gas liquefatto a 72,1 Miliardi di Dollari per compensare la chiusura della centrale nucleare di Fukushima.

Per l’acquisto di gas liquefatto, il Giappone si è rivolto principalmente ad Australia e Russia, produttori rispettivamente di shale ed oro blu naturale.

L’India, che segue il Giappone nel ranking dei Paesi importatori di LNG al quinto posto, dopo Corea del Sud, Gran Bretagna e Spagna, necessita di gas per soddisfare la crescita della popolazione e dell’economia.

A partire dal 2012, compagnie indiane hanno firmato contratti per l’importazione di shale gas dagli Stati Uniti d’America, ed hanno avviato lo sfruttamento dei giacimenti nazionali di oro blu non convenzionale.

L’Egitto scopre un nuovo giacimento

Oltre a Giappone ed India, a cambiare la geopolitica energetica mondiale è anche l’Egitto, dove la compagnia tedesca RWE ha realizzato la prima estrazione di gas presso il giacimento di Disouq, nel Delta del Nilo orientale.

Come riportato sempre dalla UPI, la RWE ha preventivato lo sfruttamento di 49 Milioni di piedi cubi di gas al giorno di gas.

Il giacimento Disouq è stato scoperto ad inizio settimana dal colosso britannico British Petroleum, dopo che la compagnia rivale British Gas ha abbandonato la ricerca di gas nel Delta del Nilo per via dell’instabilità politica in Egitto.

La mancata individuazione di giacimenti di gas in Egitto ha provocato enormi frustrazioni presso l’entourage dell’ex-Presidente egiziano, Mohamed Morsi, deposto lo scorso Luglio da un colpo di Stato militare.

Matteo Cazzulani

SHALE: L’INDIA RALLENTA MALGRADO IL POTENZIALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 15, 2013

Il Governo indiano ha posticipato la concessione di licenze per lo sfruttamento di gas non convenzionale. Compagnie nazionali, e pochi enti internazionali, coinvolti nel progetto

Una potenza emergente che ritarda lo sviluppo delle proprie risorse energetiche. Nella giornata di mercoledì, 14 Agosto, l’India ha posticipato la concessione di licenze per lo sfruttamento del gas shale.

Come riportato dalla Reuters, i beneficiari del provvedimento rimarranno la compagnia Oil and Natural Gas Corp e Oil India, così come finora preventivato, mentre altri enti interessati sono la British Gas, la Cairn India e la Reliance Industries.

Le motivazioni del ritardo sono legate alla mancanza di infrastrutture e fondi adeguati per avviare l’operazione di sfruttamento dello shale sul territorio indiano.

Inoltre, a rendere più difficile la situazione è l’assenza di una legislazione che concede alle compagnie non indiane equa compartecipazione nei progetti energetici.

In forse l’intesa con gli USA

L’India, uno dei principali partner degli Stati Uniti d’America nello sfruttamento dello shale, ha firmato pre-contratti per l’importazione di gas non convenzionale USA.

Con l’avvio dello sfruttamento delle proprie riserve di shale, l’India, che secondo le stime EIA possiede una riserva di 96 Trilioni di Piedi Cubi di gas non convenzionale, potrebbe soddisfare il suo fabbisogno per i prossimi 26 anni.

L’emancipazione energetica dell’India potrebbe avere ripercussioni nella geopolitica asiatica e mondiale, con l’ascesa di una nuova potenza pronta a concorrere con altri giganti mondiali del gas come USA e Russia.

Matteo Cazzulani

IN GRAN BRETAGNA PIÙ GAS DAGLI USA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 12, 2013

Londra firma un pre-accordo per l’importazione di LNG dal Texas. Si rafforza la partnership energetica statunitense-britannica dopo il primo accordo per l’importazione di shale del Marzo 2013

Se gran parte dell’Europa, sopratutto l’Italia, guarda ancora solo alla Russia per soddisfare il fabbisogno di gas come nel secolo passato, c’è chi invece con lungimiranza guarda alle forniture di oro blu statunitense.

Nella giornata di venerdì, 10 Maggio, la Gran Bretagna ha firmato un accordo per l’importazione di gas liquefatto dagli USA con i colossi energetici ExxonMobil e Qatar Petroleum.

Nello specifico, l’accordo prevede l’avvio dell’esportazione di LNG dal rigassificatore di Golden Pass, in Texas, un’infrastruttura gestita dalla compagnia Golden Pass Product, compartecipata da ExxonMobil e Qatar Petroleum.

Come riportato dal Financial Times, la Gran Bretagna riceverà le forniture di gas liquefatto presso il terminale South Hook, in Galles.

In principio, questa infrastruttura è stata concepita per importare LNG proveniente dal Qatar, ma il recente incremento nello sfruttamento dell’oro blu in USA ha spinto la Gran Bretagna a guardare con più interesse al mercato statunitense.

L’avvio delle esportazioni di gas liquefatto in Gran Bretagna richiede l’approvazione del Dipartimento all’Energia USA, ma la firma del pre-accordo rafforza le relazioni tra Washington e Londra sul piano energetico.

Nel Marzo 2013, le compagnie britanniche Centrica e British Gas, con il sostegno del Governo di Londra, hanno avviato con la compagnia USA Cheniere l’importazione di gas shale dagli Stati Uniti d’America, ponendo la Gran Bretagna tra i primi Paesi al Mondo a ricevere oro blu non convenzionale statunitense.

La Rivoluzione Shale renderà gli Stati Uniti protagonisti nel Mondo

Con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti domestici di shale, gli USA hanno firmato pre-accordi anche con India, Singapore, Corea del Sud e Taiwan, ed hanno de facto rafforzato la loro posizione in Asia.

Secondo le stime EIA, le esportazioni di shale renderanno gli USA il primo esportatore di gas al Mondo nel 2018.

Nel frattempo, per creare un proprio mercato energetico, gli USA hanno avviato l’esportazione di carbone, con lo scopo di sostituire il carburante nero con lo shale non appena il Dipartimento all’Energia ne avrà autorizzata l’esportazione ai Paesi che non hanno un accordo di libero scambio con il Governo statunitense.

Matteo Cazzulani

DICHIARAZIONE SCHUMANN. USA AD UE: “INSIEME PER LIBERO MERCATO E DEMOCRAZIA”

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 9, 2013

Il Segretario di Stato USA, John Kerry, a nome del Presidente, Barack Obama, saluta l’Unione Europea in occasione della ricorrenza della Dichiarazione Schumann. Zona di Libero Scambio e rispetto dei principi democratici in Siria e Serbia le due tematiche individuate dagli Stati Uniti d’America come impegni comuni con l’UE.

Il Giorno dell’Europa per rafforzare libero scambio e democrazia: due valori occidentali che hanno sempre accomunato Unione Europea e Stati Uniti d’America. Nella giornata di giovedì, 8 Maggio, il Segretario di Stato USA, John Kerry, a nome del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha salutato la ricorrenza della Dichiarazione Schumann.

Con una nota ufficiale, Kerry ha evidenziato la necessita di implementare i lavori per il varo della Zona di Libero Scambio USA-UE, avviata il Primo di Gennaio dal Presidente Obama e dal Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso.

Nello specifico, Kerry ha sottolineato la necessita di lavorare al progetto per aumentare i posti di lavoro in entrambe le sponde dell’Atlantico, e di incrementare il flusso di scambi commerciali tra il mercato statunitense e quello UE.

Inoltre, Kerry ha commentato positivamente il comune impegno per il sostegno della democrazia e dei Diritti Umani apportato sia dagli USA che dall’Unione Europea in diverse zone del Mondo.

In particolare, Kerry ha ricordato gli sforzi profusi in Egitto e Birmania, ed ha invitato a mantenere stretta la collaborazione per risolvere la situazione in Siria e quella tra Serbia e Kosovo.

“Continueremo insieme a costruire un futuro migliore e più sereno per entrambe le comunità -ha dichiarato Kerry- in questo Giorno dell’Europa, gli Stati Uniti d’America ricordano la vicinanza all’Unione Europea come amici e partner”.

Il 9 Maggio 1950, il Ministro degli Esteri francese, Robert Schumann, ha dichiarato la necessita di costruire un’Europa unita nel nome della democrazia, con lo scopo di promuovere libertà e prosperità in un continente sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale.

Gli USA, fin dai tempi del Presidente Woodrow Wilson, il Padre del Liberalismo Democratico Internazionale -seguito da altri Presidenti USA come Carter, Kennedy e Reagan- hanno sempre considerato un’Europa unita come una priorità per la propria politica estera, utile per garantire, anche nel resto del mondo, pace e democrazia.

Lo shale USA per salvare l’Europa dalla Russia di Putin

Oltre a Zona di Libero Scambio e Democrazia, un altro punto che può contraddistinguere i rapporti tra USA e Unione Europea è il gas shale, che l’UE può iniziare ad importare dagli Stati Uniti d’America nei prossimi anni per diminuire la dipendenza dalle forniture di gas di Russia ed Algeria.

Con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti di shale, gli USA hanno ottenuto un’altissima disponibilità di gas, pronta per essere esportata in Asia ed Europa non appena il Dipartimento all’Energia darà il via libera alla vendita di oro blu non convenzionale a Paesi che non appartengono ad alcuna Zona di Libero Scambio con gli Stati Uniti d’America.

Secondo le stime dell’EIA, gli USA nel 2018 diventeranno il primo Paese esportatore di gas, particolarmente forte in Asia, dove India, Corea del Sud, Singapore e Taiwan hanno già firmato accordi per l’acquisto di shale dagli Stati Uniti d’America.

In Europa, contratti per l’acquisto dello shale dagli USA sono stati firmati dalla compagnia Ceniere e British Gas in Gran Bretagna, e dalla Natural Gas Fenosa in Spagna, mentre la tedesca E.On ha dichiarato interesse alle esportazioni USA per la Germania.

Nel frattempo, gli USA hanno intensificato le esportazioni di carbone in mercati da riconvertire al gas, non appena il Dipartimento all’Energia darà suo imprimatur alla vendita dello shale.

Matteo Cazzulani

GAS: SPAGNA E COREA DEL SUD VOGLIONO PIÙ SHALE USA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 8, 2013

La compagnia spagnola Gas Natural Fenosa anticipa le forniture di LNG dagli Stati Uniti d’America. La Corea del Sud sviluppa una partnership con l’Amministrazione statunitense per lo sfruttamento di gas non convenzionale

Dinnanzi al certo futuro ruolo da protagonista degli USA, c’è chi fin da oggi programma una politica energetica di stretta collaborazione con Washington.

Nella giornata di mercoledì, 7 Maggio, la compagnia spagnola Gas Natural Fenosa ha anticipato l’importazione di gas dagli USA di un anno rispetto al previsto.

La compagnia spagnola, responsabile della distribuzione del gas nel mercato iberico, ha concordato l’acquisto di 5 Miliardi all’anno di LNG dalla compagnia USA Cheniere per 20 anni a partire dal 2016, anziché dal 2017 come inizialmente programmato.

La Cheniere, basata in Texas, estrae il gas riservato alla compagnia spagnola dai giacimenti della Louisiana, e lo scorso Marzo ha avviato l’invio di Shale liquefatto in Gran Bretagna.

Inoltre, la compagnia texana ha stretto accordi con le inglesi Centrica e British Gas per l’invio di gas non convenzionale anche in India con un contratto firmato con il colosso GAIL, ed in Corea del Sud per mezzo di accordi con la compagnia KOGAS.

USA e Corea del Sud insieme per lo shale

Proprio la Corea del Sud ha stretto un accordo con gli USA per il varo di un programma congiunto per lo sfruttamento dello shale gas.

Come riportato dall’agenzia UPI, l’accordo, raggiunto sempre mercoledì, 7 Maggio, è stato ratificato dall’esponente del Dipartimento di Stato USA, Daniel Poneman -incaricato di rappresentare il Segretario di Stato, John Kerry, impegnato in una visita ufficiale in Russia- e dal Capo di Stato coreano Park Geun-hye.

Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione tra il settore pubblico e quello privato per lo studio e l’avvio dello sfruttamento di oro blu nei giacimenti USA, e la ricerca, e il possibile uso, di quello nel territorio della Corea del Sud.

Matteo Cazzulani

GAS: LA CINA FIRMA UN ACCORDO CON L’AUSTRALIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 6, 2013

Il colosso energetico cinese CNOOC firma un accordo per importare 8 Milioni di Tonnellate di gas liquefatto dall’Australia tramite la compagnia britannica British Gas. Si complica la guerra energetica in Asia

Da oggi anche la Cina ha il suo importatore di punta di gas liquefatto. Nella giornata di lunedì, 6 Maggio, il colosso energetico cinese CNOOC ha firmato un contratto per l’acquisto di LNG dall’Australia con la compagnia britannica British Gas.

Come riportato dall’agenzia UPI, l’accordo prevede l’importazione in Cina di 8 Milioni di tonnellate di gas liquefatto per un compenso finanziario di circa 2 Miliardi di Dollari USA.

L’operazione consente alla Cina di soddisfare la crescente richiesta interna di energia, che, ad oggi, il Governo cinese non riesce a soddisfare in maniera completa.

Insieme al Giappone, la Cina è il primo importatore di gas liquefatto al mondo.

A differenza di Pechino, Tokyo si è avvalso di contratti diversificati con Australia e sopratutto Russia, da cui il mercato giapponese inizierà ad importare LNG dal 2017.

Gli USA sempre forti in Asia

Importante in Asia è la presenza degli Stati Uniti d’America, che, grazie all’estrazione dello shale gas, stanno consolidando la loro presenza nel mercato asiatico.

Secondo le stime, gli USA eserciteranno una posizione di predominio nel mercato energetico dell’Asia nel 2018, sopratutto in India, Singapore e Corea del Sud.

Matteo Cazzulani

GAS: GLI USA AVVIANO L’ESPORTAZIONE DI SHALE IN GRAN BRETAGNA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 28, 2013

La compagnia britannica Centrica forma un contratto per l’acquisto di gas non convenzionale dagli Stati Uniti d’America. La presenza statunitense in Europa può bilanciare il monopolio della Russia nel mercato dell’Unione Europea

Una partnership energetica che rafforza il legame tra le due sponde dell’Atlantico. Nella giornata di lunedì, 25 Marzo, la compagnia britannica Centrica ha firmato un accordo per l’importazione di 1,75 Milioni di tonnellate di gas liquefatto dall’ente statunitense Chenier Energy, fino al 2018.

L’accordo, che prevede l’importazione in Gran Bretagna di gas Shale liquefatto proveniente dal giacimento di Sabine Pass, in Louisiana, è il primo concesso dal Governo USA al di fuori della Zona di Libero Scambio statunitense.

Secondo i piani dell’Amministrazione Presidenziale di Barack Obama, gli USA hanno in programma di incrementare il numero dei progetti per l’esportazione di gas Shale liquefatto ad almeno 15, anche con l’aiuto del Canada.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, che importa dagli USA 16 dei 64 miliardi di metri cubi annui consumati, quello tra la Centrica e la Cheniere è il quarto contratto firmato con compagnie statunitensi.

Il colosso British Gas ha avviato l’importazione di 3,5 Tonnellate di gas liquefatto all’anno nel 2011, mentre la British Gas Gulf Coast LNG ha firmato un contratto per l’acquisto di 2 milioni di Tonnellate di oro blu all’anno nel 2012.

Lo scorso Febbraio, il colosso British Petroleum ha inoltre firmato un accordo con la compagnia statunitense Freeport per l’acquisto in Gran Bretagna di 4,4 milioni di tonnellate di LNG per 20 anni.

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa dal Primo Ministro britannico, David Cameron, che ha sottolineato come gli Stati Uniti d’America ricoprano un ruolo rilevante nella diversificazione delle forniture di gas di Londra, che ad oggi dipende dai rifornimenti da Norvegia, Qatar e da quelli dell’oro blu domestico,in forte calo.

Il contratto tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d’America sancisce l’inizio della presenza degli USA nel mercato Europeo.

Lo sfruttamento dei giacimenti domestici di Shale -gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, estratto con sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica- ha infatti permesso finora agli USA di imporsi nel mercato dell’Asia, sopratutto in India, Corea del Sud, Indonesia e Singapore.

Per favorire la diversificazione delle forniture di gas dell’UE -che dipende dal monopolio di Russia e Algeria- l’Amministrazione Obama ha concepito l’avvio delle esportazioni dello Shale liquefatto anche in Europa.

L’avvio del rifornimento del gas Shale liquefatto statunitense in Gran Bretagna permette inoltre a Londra di optare per la rinuncia al prolungamento in Inghilterra del NordStream.

Questo gasdotto è stato costruito dalla Russia nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno direttamente in Germania, e bypassare Stati baltici, Polonia, e il resto dei Paesi dell’Europa Centrale, tra cui la Romania.

Anche la Romania da l’imprimatur definitivo allo Shale

Proprio la Romania, sempre lunedì 25 Marzo, ha eliminato la moratoria precedentemente posta sullo sfruttamento dei giacimenti domestici di Shale.

A dichiarare la decisione è stato il Premier, Victor Ponta, che ha ritenuto necessario lo sfruttamento di giacimenti romeni di gas Shale per consentire a Bucarest la sicurezza degli approvvigionamenti di carburante.

Ente designato a coadiuvare la Romania nello sfruttamento dei giacimenti di Shale è il colosso USA Chevron.

Matteo Cazzulani

L’INDIA HA SETE DI GAS E DIVERSIFICA LE PROPRIE FORNITURE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 5, 2012

Due compagnie indiane – Oil Corporation Limited e Oil India Limited – rilevano quote per lo sfruttamento di shale negli USA per la prima volta nella storia. Oltre che con Washington, New Delhi firma accordi con gli spagnoli per l’acquisto di oro blu liquefatto in rigassificatori ubicati in diverse parti del pianeta, e avvia un contratto ventennale per l’importazione di LNG con il monopolista russo, Gazprom

Il posizionamento energetico dell’India

Gas non-convenzionale dagli USA e oro blu liquido dalla Russia sono gli ingredienti adottati dall’India per assicurare una sicurezza energetica fondamentale per soddisfare la crescente domanda interna, ed affermarsi come superpotenza in Mondo sempre più globalizzato.

Nella giornata di giovedì, 4 Ottobre, ha avuto luogo la prima operazione nella storia di acquisto negli Stati Uniti da parte di compagnie non-statunitensi di azioni nell’ambito del gas shale: oro blu estratto da terreni argillosi situati in profondità inferiori rispetto ai giacimenti di gas naturale.

Come riportato da Natural Gas Asia, protagoniste dell’operazione sono state le compagnie indiane Oil India Limited e Indian Oil Corporation Limited, che, per 82,5 Milioni di Dollari, hanno rilevato il 30% della produzione della Carrizo Oil&Gas: ente specializzato nello sfruttamento dello shale in Colorado, nei pressi di Denver.

Dal punto di vista statunitense, la storica acquisizione fa parte di un piano ben più ampio stabilito tra Washington e New Delhi per rafforzare il Dialogo Energetico USA-India: una tavola rotonda attiva dal 2005 che, oltre al gas, riguarda anche nucleare, carbone, rinnovabili e nuove forme di approvvigionamento energetico.

A sottolineare l’interesse degli Stati Uniti nel rinsaldare la cooperazione energetica con l’India è stato il Dipartimento del Commercio USA, che, a pochi giorni dall’acquisizione indiana della Carrizo Oil&Gas, ha dichiarato l’opportunità di aiutare New Delhi a sviluppare le conoscenze e le tecniche di sfruttamento possedute nell’ambito del gas shale, di cui il Subcontinente secondo rilevazioni sarebbe particolarmente ricco.

Dal punto di vista dell’India, l’operazione è solo una parte di un piano ben più ampio, volto a diversificare al massimo le fonti di approvvigionamento energetiche, puntando sul gas per limitare lo sfruttamento di greggio e carbone: carburanti “banditi” dal Protocollo di Kyoto perché fortemente inquinanti.

Dopo avere avviato il processo di acquisto di azioni in rigassificatori situati in Canada, Perù, e Trinidad e Tobago – posseduti dalla compagnia spagnola Repsol – il consorzio indiano GAIL, lunedì, Primo di Ottobre, ha firmato un accordo con il monopolista russo del gas, Gazprom, per l’acquisto di 3,5 Miliardi di metri cubi di oro blu liquefatto per i prossimi vent’anni.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Gazprom potrebbe avvalersi dell’oro blu estratto dal giacimento Sakhalin, da cui provengono all’anno 10 Miliardi di metri cubi di LNG, oppure riservare all’India gas acquistato da venditori non-russi.

Così come in Europa – dove grazie all’intervento della Commissione Europea rigassificatori stanno per essere costruiti nel Mar Baltico e nel Mediterraneo per diminuire la forte dipendenza dell’UE dal gas della Russia – il gas liquefatto rappresenta un’importante forma di approvvigionamento energetico su cui in molti tra i Paesi dalle forti economie hanno puntato anche in Asia.

Anche il Giappone diversifica

Dopo l’India, particolare interesse è stato dimostrato dal Giappone, che proprio con Gazprom ha deciso di investire importanti quote nella costruzione di un terminale LNG a Vladivostok.

Nella giornata di sabato, 29 Settembre, la Banca Giapponese per la Cooperazione Internazionale ha firmato un accordo con la compagnia britannica BG per lo sviluppo e la compartecipazione nipponica in diversi progetti legati al gas liquefatto in Giappone e nel resto del Mondo.

Come riportato da una nota aziendale dell’ente britannico, la BG – che ha avviato l’invio di 61 cargo navali per l’esportazione di gas liquefatto – ha individuato il rigassificatore di Queensland, in Australia – ancora in via di costruzione – come sede per l’inizio della cooperazione con il Giappone.

Matteo Cazzulani