LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA RIFIUTA L’OFFERTA DELLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 14, 2013

Ankara respinge la proposta di importazione del gas kazako da parte del monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas. La diversificazione un principio fondamentale.

La sicurezza energetica va tutelata con la diversificazione delle forniture.

Nella giornata di sabato, 13 Maggio, l’Autorità dell’Energia Turca ha rifiutato la proposta del monopolista statale russo del gas Gazprom di rifornire la Turchia di oro blu proveniente dal Kazakhstan.

Come riportato dal The Lira, Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas, ha proposto l’importazione in Turchia di 750 Milioni di metri cubi di gas proveniente dal Kazakhstan, veicolati dai gasdotti controllati dai russi.

Il rifiuto della proposta da parte dell’Autorità dell’Energia è stato motivato dalla messa a repentaglio della diversificazione delle forniture, su cui si basa la politica energetica di Ankara.

Ad oggi, la Turchia importa gas da Russia, Iran ed Azerbaijan.

Per diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento, la Turchia ha programmato la realizzazione di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Algeria, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Inoltre, Ankara ha anche avviato consultazioni con Israele per l’importazione di gas israeliano, ed il suo trasporto verso l’Unione Europea.

Inoltre, la Turchia ha offerto lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo al colosso azero SOCAR, dopo avere interrotto la cooperazione con il colosso italiano ENI.

La fine del rapporto con il Cane a Sei Zampe è dovuto alla collaborazione del colosso di San Donato con Cipro.

I turchi importanti per l’UE

Infine, la Turchia è un Paese chiave per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il progetto è stato concepito dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza da Russia ed Algeria -da cui l’UE dipende per circa l’80% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

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GAS: LA TURCHIA RIFIUTA L’OFFERTA DELLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 14, 2013

Ankara respinge la proposta di importazione del gas kazako da parte del monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas. La diversificazione un principio fondamentale.

La sicurezza energetica va tutelata con la diversificazione delle forniture.

Nella giornata di sabato, 13 Maggio, l’Autorità dell’Energia Turca ha rifiutato la proposta del monopolista statale russo del gas Gazprom di rifornire la Turchia di oro blu proveniente dal Kazakhstan.

Come riportato dal The Lira, Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas, ha proposto l’importazione in Turchia di 750 Milioni di metri cubi di gas proveniente dal Kazakhstan, veicolati dai gasdotti controllati dai russi.

Il rifiuto della proposta da parte dell’Autorità dell’Energia è stato motivato dalla messa a repentaglio della diversificazione delle forniture, su cui si basa la politica energetica di Ankara.

Ad oggi, la Turchia importa gas da Russia, Iran ed Azerbaijan.

Per diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento, la Turchia ha programmato la realizzazione di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Algeria, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Inoltre, Ankara ha anche avviato consultazioni con Israele per l’importazione di gas israeliano, ed il suo trasporto verso l’Unione Europea.

Inoltre, la Turchia ha offerto lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo al colosso azero SOCAR, dopo avere interrotto la cooperazione con il colosso italiano ENI.

La fine del rapporto con il Cane a Sei Zampe è dovuto alla collaborazione del colosso di San Donato con Cipro.

I turchi importanti per l’UE

Infine, la Turchia è un Paese chiave per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il progetto è stato concepito dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza da Russia ed Algeria -da cui l’UE dipende per circa l’80% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

Turchia: con la cultura e l’energia tra Asia ed Europa

Posted in Turchia by matteocazzulani on August 27, 2012

Ankara si impone come Paese Leader tra gli Stati turcofoni del Centro-Asia, e rafforza la sua importanza nei confronti di Bruxelles per il ruolo chiave ricoperto nella realizzazione dei progetti di indipendenza energetica dell’Unione Europea. La contrarietà della Russia alla crescente importanza della potenza turca sullo scacchiere internazionale.

Snobbata (ma non troppo) dall’Europa, la Sublime Porta guarda sempre più ad Oriente pur mantenendo un piede ben saldo in Occidente. Nella giornata di giovedì, 22 Agosto, a Bishkek ha avuto luogo il summit dei paesi turcofoni: una convention internazionale organizzata per promuovere la cooperazione tra alcuni Paesi dell’Asia nord-occidentale e dell’ex-Unione Sovietica uniti da una simile appartenenza culturale e linguistica.

Oltre al Kyrgyzstan, padrone di casa, ruolo di particolare importanza e stato ricoperto dalla Turchia. Ankara ha promosso, e portato a termine, la firma di una serie di importanti protocolli per la cooperazione nella lotta al narcotraffico e, soprattutto, per l’avvio della costruzione del Corridoio Turchia-Cina.

Quest’infrastruttura, che secondo i progetti si svilupperà in parte su strada ferrata e in parte su gomma, e deputata al trasporto di merci dalla Penisola Anatolica al Sud-Est asiatico e viceversa. Grazie al Corridoio, Pechino otterrà uno sbocco preferenziale per collocare i propri prodotti sul mercato turco e del centro-Asia. Ankara, invece, avrà la possibilità di incrementare l’esportazione di gas e greggio indispensabile per soddisfare il fabbisogno della crescente economia cinese.

Interessato alla questione del Corridoio Turchia-Cina e anche il Turkmenistan, che alla convention di Bishkek e stato rappresentato dall’ex-Presidente dell’Accademia delle Scienze, Gurmanmyrat Mezilov. L’economia turkmena e infatti fortemente dipendente dalle esportazioni di oro blu e oro nero, che il Paese centro-asiatico possiede a grandi quantità.

Per questo, il Governo turkmeno ha implementato le relazioni commerciali e diplomatiche con la Cina, ed ha considerato Pechino uno dei principali mercati di sbocco delle forniture energetiche di Ashgabat.

Proprio il fattore energetico e l’argomento principale che, negli ultimi tempi, sta interessando la Turchia in maniera sempre più insistente. Ankara e infatti un Paese di fondamentale importanza per la realizzazione dei progetti di diversificazione delle importazioni di gas naturale di provenienza azera direttamente in Europa.

Questo piano e stato varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza di Bruxelles dal gas proveniente dalla Russia, e la Turchia ha subito ricoperto in esso un ruolo da protagonista grazie alla costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP: conduttura deputata al trasporto dell’oro blu dall’Azerbajdzhan alle coste turche occidentali sul Mar Mediterraneo.

Secondo un recente studio, pubblicato sull’autorevole Hurryet, il Gasdotto Transanatolico avrebbe innalzato l’interesse dell’Unione Europea nei confronti della Turchia dopo il ripetuto diniego da parte di Bruxelles ad ogni prospettiva di integrazione di Ankara nell’UE. A conferma di tale tendenza, per lo meno sul piano economico, e l’interesse manifestato dal colosso britannico British Petroleum all’acquisto di una parte dell’80% delle azioni della TANAP possedute dalla compagnia azera SOCAR.

Il ruolo crescente della Turchia come attore energetico e politico nel Centro-Asia ha infastidito la Russia e i suoi disegni geopolitici improntati al ristabilimento della prorpia egemonia economica e politica nello spazio ex-sovietico ed in Europa Orientale.

Durante il summit dei Paesi turcofoni, di particolare rilievo sono stati infatti gli accordi energetico-commerciali stretti tra il Kyrgyzstan e il Kazakhstan. Alma Ata e uno dei membri fondatori dell’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale, voluto dalla Russia per stabilire la propria egemonia economica e politica sullo spazio ex-sovietico, a cui Bishek ha dichiarato la volontà di aderire.

Di per se, gli accordi kyrgyzo-Kazaki restano documenti stretti sul piano delle relazioni bilaterali, ma nulla esclude che essi possano essere l’antipasto una serie di ulteriori protocolli finalizzati all’ingresso definitivo del Kyrgyzstan nell’Unione Eurasiatica.

La Russia e stata particolarmente attiva per contrastare la partecipazione di Ankara ai progetti di indipendenza energetica dell’UE. Oltre al permesso di transito attraverso le acque territoriali turche per il Southstream – gasdotto concepito da Mosca per impedire a Bruxelles la costruzione di proprie infrastrutture deputate al trasporto del gas azero – ottenuto dalla Turchia in cambio di uno sconto sulle proprie forniture, la Russia ha concesso i diritti di compravendita dell’oro blu con Mosca per il mercato interno turco solo a compagnie legate al monopolista russo, Gazprom.

Come riportato dal Kommersant”, ad avere ottenuto l’esclusiva per l’acquisto del gas russo in Turchia sono state le compagnie Akfel Gaz, Kibar Enerji, Eksim Holding e la Bosphorus Gas, ma non l’ente nazionale turco, Botas. Questa situazione lascia le Autorità di Ankara prive del controllo totale sul proprio mercato energetico interno, e provoca conseguenze di notevole portata anche sul piano politico.

Perché all’UE conviene integrare la Turchia subito

La Turchia e un grande Paese, con una cultura ricca e una situazione storico-religiosa particolarmente complessa, tale da rendere difficile la sua integrazione nell’Unione Europea – sopratutto grazie alle resistenze della Francia.

Tuttavia, per l’interesse strategico europeo sarebbe opportuno il ristabilimento immediato di strette relazioni con le Autorità turche finalizzate alla concessione ad Ankara di un Accordo di Associazione simile a quello che Bruxelles e intenzionata a riconoscere a Ucraina, Moldova e Georgia.

Grazie alla Turchia, l’Europa potrebbe vedere garantita la sua sicurezza energetica mediante la diversificazione delle forniture di gas. Inoltre, sfruttando il ruolo di importanza geopolitico giuocato da Ankara nella comunità dei Paesi turcofoni, un’Europa allargata alla Turchia potrebbe consolidare la presenza di Bruxelles in un mercato in cui oggi essa e quasi praticamente assente, e, in seconda battuta, stringere legami commerciali diretti con la crescente economia cinese.

Matteo Cazzulani