LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Unione Europea contro Viktor Janukovych: per le violenze a Julija Tymoshenko a rischio l’Europeo di calcio in Ucraina

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 1, 2012

Il Capo UEFA, Michel Platini, si e dichiarato possibilista sulla sottrazione dell’organizzazione della rassegna sportiva a Kyiv, e il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, insieme con altri esponenti politici di rilievo dell’UE, critica il Presidente ucraino per l’arresto e le violenze alla Leader dell’Opposizione Democratica. La Polonia difende la manifestazione, e gli arancioni ucraini invitano a sanzioni dirette ai membri dell’Amministrazione Presidenziale.

Niente campionato di calcio se gli oppositori sono in catene. E tanto risoluta quanto netta la posizione espressa dai maggiori leader politici dell’Unione Europea nei confronti dell’Ucraina: paese in cui, dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, la repressione attuata dalle Autorità a carico degli oppositori, culminata con l’arresto e le percosse a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, mette a rischio la realizzazione del campionato europeo di calcio del 2012.

A inoltrare la proposta e stato il Presidente della UEFA, Michel Platini, il cui addetto stampa, in un’intervista all’autorevole Suddeutsche Zeitung, lunedì, 30 Aprile, ha evidenziato come la situazione interna all’Ucraina, aggravata dal recente scoppio di quattro ordigni a Dnipropetrovs’k, stia portando a una seria riflessione sull’opportunità di realizzare o meno la manifestazione sportiva in un Paese che si sta rivelando sempre più insicuro e autoritario.

Una forte condanna all’Ucraina e pervenuta anche dal Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, che sempre lunedì, 28 Aprile, ha rilasciato una nota all’autorevole agenzia PAP, nella quale ha evidenziato la mancata volontà di presenziare in Ucraina ad alcuna partita del campionato di calcio, e ha collegato la sua partecipazione alla risoluzione del caso Tymoshenko.

Il giorno precedente, una simile posizione e stata presa dal Commissario Europeo per la Giustizia, Vivianne Reding, che all’Eu Observer ha dichiarato come la mancata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica pregiudichi la sua presenza accanto alle Autorità ucraine durante la rassegna sportiva UEFA.

Aperta critica a Janukovych – che dall’Opposizione Democratica e ritenuto il responsabile dell’ondata di arresti politici a carico degli arancioni – e pervenuta anche dal Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, da quello sloveno, Danilo Tuerk, e da quello austriaco, Heinz Fischer, che hanno seguito l’esempio del loro collega tedesco, Joachim Gauck, nel declinare l’invito al summit dei Capi di Stato dell’Europa Centrale – in programma proprio a Kyiv sotto la conduzione dell’Amministrazione Presidenziale locale.

Alle innumerevoli defezioni alla rassegna UEFA registrate nella sola giornata di lunedì, 30 Aprile, occorre aggiungere quelle precedentemente dichiarate in Germania dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dal Ministro degli Interni e dello sport, Hans Peter Friedrich, da quello dell’Ambiente, Norbert Roettgen, e dal capo dell’opposizione, Sigmar Gabriel.

In Italia, simile posizione e stata sostenuta dal segretario dell’UDC, Pierferdinando Casini, mentre Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha espresso perplessità circa la reale efficacia del boicottaggio degli europei, accanto a una forte critica del regime di Janukovych, e a una crescente preoccupazione per le condizioni di salute della Tymoshenko.

Ma gli oppositori ucraini chiedono il contrario

A difendere la realizzazione del campionato di calcio e stata la Polonia, che assieme all’Ucraina organizza la manifestazione sportiva. Come dichiarato a TVN dal portavoce del Ministro degli Esteri polacco, Marcin Bosacki, ogni invito al boicottaggio dell’Europeo di calcio e priva di fondamento e di razionalità, in quanto confonde un’emergenza politica con una questione puramente sportiva.

Sulla medesima linea e stato l’appello espresso dalla figlia di Julija Tymoshenko, Jevhenja, che in una conferenza stampa a Praga – accanto al padre, che ha ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca in quanto perseguitato in Patria a causa della sua parentela con la Leader dell’Opposizione Democratica – ha ritenuto il boicottaggio all’Euro come l’ultima delle possibilità da utilizzare per contrastare la dittatura di Janukovych, ma ha esortato la comunità Occidentale a non attuare questa misura.

Concorde con la figlia della Tymoshenko si e detto anche un altro Leader dell’Opposizione Democratica, Arsenij Jacenjuk, che ha invitato l’UE a non boicottare una rassegna sportiva che proprio la Tymoshenko ha fortemente voluto – e ottenuto durante l’ultimo anno da lei passato alla guida del Governo – per europeizzare il suo Paese, rinsaldare il rapporto con la vicina Polonia, e dare un’opportunità si sviluppo e benessere all’Ucraina.

In alternativa al boicottaggio, Jacenjuk ha proposto agli esponenti dell’Unione di adottare misure mirate esclusivamente alla figura del Presidente Janukovych e delle personalità della sua Amministrazione che si sono macchiate della responsabilità degli arresti politici e delle percosse alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO E GUERRA DEL GAS: LA POLONIA DIFENDE DEMOCRAZIA ED EUROPA IN UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 10, 2011

Incontro lampo tra il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, e l’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, su Accordo di Associazione e Zona di Libero Scambio. Monito del Ministro degli Esteri di Varsavia, Radoslaw Sikorski, e dell’eurodeputato Pawel Kowal, sul rispetto dei valori occidentali nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica. Mediazione UE con Mosca anche per la questione energetica

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

Un pressing diplomatico per riportare l’Ucraina in Europa. Questa la posizione della Polonia, presidente di turno dell’Unione Europea, e protagonista di una campagna in favore di Kyiv sempre più difficile dinnanzi agli sviluppi sulle rive del Dnipro.

Come riportato da fonti ufficiali, venerdì, 9 Settembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha ricevuto una visita lampo da parte dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, inviato di Varsavia su mandato UE per fare il punto sulla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e sul varo della Zona di Libero Scambio, ad essa collegato.

Passi importanti per un’integrazione di Kyiv in Europa che appare sempre più in forse, sopratutto dinnanzi all’ondata di repressioni politiche che, dall’instaurazione della nuova Amministrazione, ha colpito media indipendenti, giornalisti, ed esponenti dell’Opposizione Democratica, tra i quali la sua Leader, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: entrambi detenuti in isolamento ancor prima della fine dei processi politici a cui sono sottoposti.

Come dichiarato dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, democrazia, libertà politica e di stampa, e pluralismo partitico sono valori da rispettare senza condizioni se si desidera davvero la membership nell’Unione Europea. Nel contempo, Varsavia è vicina al campo arancione, di cui condivide l’invito a non interrompere il processo di integrazione con l’UE, malgrado la svolta autoritaria di Janukovych.

“E stata la stessa Tymoshenko a chiedercelo – ha dichiarato il Capo della Diplomazia polacca – l’Accordo di Associazione è una conquista per il popolo ucraino, non per i suoi governanti. Tuttavia – ha continuato – le Autorità di Kyiv devono tenere a mente che il loro operato sarà soppesato dai singoli parlamenti dell’Unione, chiamati a ratificare il documento dopo la sua firma”.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko, arrestata venerdì, 5 Agosto, è processata con l’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Imputazioni da cui è stata scagionata dalla maggior parte dei testimoni al suo processo – condotto in maniera imparziale dal giovane giudice, Rodion Kirejev, apertamente schierato in favore dell’accusa – e, sempre venerdì, 9 Settembre, dallo stesso Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, che ha definito l’accordo stretto dalla Leader arancione con Mosca indispensabile per rispettare gli impegni contrattuali di Kyiv con Bruxelles.

Oltre che su quello politico, la Polonia è attiva anche sul piano giuridico ed energetico. Il Capo Delegazione del Parlamento Europeo per le questioni ucraine, il polacco Pawel Kowal, ha invitato la Corte ucraina ad attenersi agli standard europei, evidenziando come un processo sbilanciato ed irregolare a carico della Leader dell’Opposizione Democratica possa seriamente compromettere l’immagine del Paese presso la Comunità Internazionale.

Varsavia arbitro della nuova Guerra del Gas

Sempre sotto l’egida UE, Varsavia si è offerta come mediatore tra Ucraina e Russia nel corso delle trattative per la rinegoziazione del contratto per il gas, su cui le parti sono oggi ai ferri corti: Kyiv ritiene le condizioni in essere troppo onerose, ed è pronta a ricorrere all’Arbitrato di Stoccolma per ottenere uno sconto. Dal canto suo, Mosca ha posto la cessione dei gasdotti ucraini, e l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, come uniche condizioni per il ritocco al ribasso degli accordi.

Come evidenziato dal segretario del Ministero degli esteri polacco, Marcin Bosacki, la supervisione della Polonia permetterà all’Ucraina di non accettare condizioni in contrasto con la Comunità Energetica Europea: il mercato continentale del gas e della nafta, a cui Kyiv ha aderito nel Gennaio 2011.

Matteo Cazzulani