LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: IL TEST PER LA DEMOCRAZIA AL VIA SENZA L’OPPOSIZIONE NELLE SUE ROCCAFORTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 31, 2010

Irregolarità e ricorsi alla vigilia del voto locale. Bat’kivshchyna esclusa dalla corsa nelle roccaforti di Kyiv e Leopoli

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Urne aperte in Ucraina. Per la priva volta dall’Indipendenza, gli ucraini sono chiamati a rinnovare le amministrazioni regionali, provinciali, cittadine e locali, con un sistema misto proporzionale-maggioritario. Solo per i piccoli centri di campagna, è previsto il maggioritario puro. Candidati a sindaco e consiglieri possono essere solo presentati da partiti registrati da più di un anno. Non da blocchi, alleanze e forze partitiche costituitesi da meno di 365 giorni.

Un vero e proprio test per la tenuta della democrazia in Ucraina, dopo una distribuzione iniqua dei rappresentati nelle Commissioni Elettorali Locali – a favore della maggioranza – e pressioni su media indipendenti, giornalisti ed esponenti delle opposizioni. Non a caso, 1913 sono gli osservatori ufficiali dispiegati. Una cifra altissima per una consultazione amministrativa.

Bat’kivshchyna esclusa a Kyiv. A Leopoli corre il suo clone

A ridosso dell’apertura dei seggi, gli ultimi scandali. La Commissione Elettorale di Kyiv ha escluso dalla competizione la lista-clone del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. Senza, tuttavia, riammettere quella originale. Una farsa, come commentato dal coordinatore locale, Kostjantyn Bondarjev, che ha impedito alla lista favorita dai sondaggi di prendere parte al voto.

Lecito ricordare che il clone di Bat’kivshchyna è stato presentato dall’ex segretario regionale, Volodymyr Majbozhenko, dimissionato da un congresso interno per essere passato tra le fila del Partija Rehioniv – il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Tuttavia, la Corte Locale si è rifiutata di riconoscere tale modifica, ed ha permesso al transfuga di depositare un propria lista di appoggio alla maggioranza, con il brand del principale partito di opposizione.

Ancor più tragica la situazione a Leopoli, dove il clone di Bat’kivshchyna è stato riammesso da una sentenza urgente della Corte Locale, che ha cancellato un precedente provvedimento della Commissione Elettorale leopoliense simile a quello approvato a Kyiv.

“In una delle roccaforti, al nostro partito è proibito di presentarsi agli elettori – ha illustrato il coordinatore locale, Roman Ilyk – una situazione anomala, che ha stupito anche la coordinatrice della missione di osservazione USA, Bena Barry”.

Dinnanzi a tuuto ciò, la Leader di Bat’kivshchyna, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha dichiarato che non riconoscerà l’esito del voto nelle due città, ed ha invitato il proprio elettorato a votare contro tutti, dal momento in cui nessuna delle altre forze politiche si è attivata in sua difesa. Unica eccezione, il Narodnyj Rukh, disposto a candidare esponenti Bat’kivshchyna nelle proprie liste per garantire la libertà di scelta ai leopoliensi.

Il protocollo di Kherson. Le schede di Kharkiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Medesimo scenario potrebbe verificarsi anche a Kherson. Dove, nella giornata di sabato, 30 ottobre, è stato pervenuto un protocollo contenente, nel dettaglio, i risultati delle votazioni per il consiglio comunale. Con tanto di percentuali, schede bianche e nulle.

Il documento, indirizzato alla Commissione Elettorale Territoriale, attesta una comoda vittoria al candidato del Partija Rehioniv, Volodymyr Sad’o, altresì dato per sconfitto da tutte le rilevazioni sociologiche precedenti. Alla luce dello scandalo, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Jurij Odarchenko, ha esposto ricorso alla Procura Generale.

In dubbio anche il riconoscimento delle votazioni a Kharkiv. Qui, in una tipografia non-autorizzata, è stata scoperta la stampa di schede elettorali in sovrannumero. Il misfatto, in piena violazione della legge, è stato giustificato dalle Autorità come una misura per evitare disguidi dell’ultimo istante. Ciò nonostante, casi simili sono stati individuati anche ad Ivano-Frankivs’k, ed in altre città del Paese.

La mobilitazione internazionale

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, anche altre forze dell’opposizione sarebbero state colpite da provvedimenti ingiusti. Il partito Za Ukrajinu ha denunciato l’esclusione dei suoi rappresentanti di lista dalla Commissione Elettorale Locale di Ternopil’. Simile trattamento, a Leopoli, per quelli di Nasha Ukrajina. Il candidato sindaco di Donec’k del Centro Unito, infine, è stato arrestato a pochi giorni dal voto.

Tuttavia, la principale concentrazione di osservatori internazionali è presente ad Odessa, dove la campagna elettorale si è tinta persino di antisemitismo. Come denunciato dall’esponente del partito Spravedlyvist’, Valerij Pesec’kyj, la candidata del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva, avrebbe fatto distribuire presso scuole ed edifici pubblici materiali in cui si invita a non votare il principale avversario, il sindaco uscente, Eduard Hurbic – supportato dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – in quanto ebreo.

Gli exit-pool sono previsti immediatamente dopo la chiusura dei seggi, alle 22 locali. I primi risultati certi, nella giornata di lunedì, 1 novembre.

Matteo Cazzulani