LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

OPPOSITORE UCRAINO ARRESTATO IN ITALIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2012

A Frosinone la polizia italiana ha arrestato Arsen Avakov, Segretario della federazione regionale di Kharkiv di Bat’kivshchyna – il principale Partito del campo arancione – in nome di un mandato di arresto internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. L’ennesimo arresto politico, dopo quelli esemplari dei due Leader della Rivoluzione Arancione del 2004, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko, e l’appello all’Italia a concedere l’asilo politico, e a seguire l’esempio della Repubblica Ceca nei confronti dell’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e del marito della Tymoshenko, Oleksandr

Il segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Segretario della federazione della Oblast’ di Kharkiv del Partito Bat’kivshchyna, ex-Presidente della Regione, e candidato, sempre per conto del principale soggetto politico dell’Opposizione Democratica, nelle elezioni comunali della Capitale dell’Ucraina sovietica sconfitto dopo una riconsiderazione dei conteggi che, inizialmente, lo hanno visto vittorioso. Questo è l’identikit di Arsen Avakov, esponente del campo arancione ucraino che, martedì, 27 Marzo, è stato arrestato in Italia, a Frosinone, sulla base di un mandato internazionale per abuso d’ufficio nel corso del periodo speso al governo della Oblast’ di Kharkiv e sottrazione al bilancio statale dei ricavi della vendita di una cinquantina di ettari di terreni demaniali.

La polizia locale di Frosinone ha comunicato di avere arrestato Avakov dopo un controllo di routine in pieno centro e, una volta emerso il mandato di cattura internazionale, non ha potuto fare altro che trattenere il politico ucraino, e sottoporre il suo procedimento alla Corte d’Appello di Roma.

Una volta ottenuta la conferma della notizia, subito è scattata la corsa alla documentazione: con il Ministero degli Interni intento a richiedere con urgenza l’estradizione del politico, e i suoi colleghi di Partito pronti a invitare l’Italia a non compiere un passo che, a loro avviso, consegnerebbe l’ennesima vittima di un processo politicamente motivato nelle mani di un regime autoritario.

Secondo quanto riportato dall’esponente del Dicastero degli Interni, Jurij Bojchenko, le carte richieste sono già state preparate da tempo: è da dopo l’apertura dei procedimenti a suo carico, il 26 Gennaio, che Avakov è stato inserito tra i latitanti ricercati dalla polizia ucraina.

“Così come gli altri detenuti politici, Avakov è processato per via di un articolo del Codice Penale che risale all’epoca sovietica, per mezzo del quale qualsiasi persona può essere incarcerata per il non precisato reato di abuso d’ufficio – ha dichiarato al 5 Kanal l’esponente di Bat’kivshchyna, Volodymyr Bondarenko – è tra le personalità più attive del principale soggetto politico di opposizione. Per questa ragione, abbiamo chiesto alle autorità italiane di non consegnarlo alla magistratura ucraina”.

L’appello a Monti: non contribuire al regresso della democrazia in Ucraina!

L’arresto di un esponente dell’Opposizione Democratica nel nostro Paese pone l’Italia dinnanzi ad un’enorme scelta di responsabilità, in quanto la consegna di Avakov alle autorità di Kyiv significherebbe la matematica condanna dell’ennesimo politico del campo arancione sulle Rive del Dnipro. A dimostrare questa amara certezza è il trattamento subito da una decina di suoi colleghi, tra cui la Leader di Bat’kivshchyna, e dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Costoro sono stati condannati a una lunga reclusione, a cui sono stati aggiunti diversi anni di obbligo di astensione dalla vita politica, dopo un processo celebrato nel pieno dell’irregolarità: con gli imputati già preventivamente incarcerati, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a supporto dell’accusa montate ad hoc.

Un esempio che l’Italia potrebbe fare proprio potrebbe essere quello della Repubblica Ceca, che ha concesso l’asilo politico a due altri esponenti di spicco del campo arancione, costretti all’esilio per sfuggire agli arresti politici: l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito di Julija Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko.

L’Opposizione Democratica ucraina ha ritenuto responsabile dell’ondata di processi politici il Presidente, Viktor Janukovych, il quale, secondo essa, avrebbe organizzato una campagna mirata all’eliminazione dei principali suoi competitor sull’onda di un sentimento di vendetta personale.

La reclusione di Julija Tymoshenko e di Jurij Lucenko, e, più in generale, il trattamento riservato agli esponenti del campo arancione da parte delle Autorità ucraine – di cui Avakov non è che l’ennesima vittima – è stato criticato a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Canada, Australia, Federazione Russa, Nuova Zelanda, Freedom House, ed Amnesty International.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SI DEL PARLAMENTO A CESSIONE DEGLI INTERESSI NAZIONALI AGLI OLIGARCHI AMICI DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 16, 2011

La maggioranza affossa in prima lettura il tentativo dell’Opposizione Democratica di mantenere oggetti sensibili dalla corte degli sponsor del Presidente. In ausilio, il gruppo dei transfughi

Il deputato nazionale del BJut-Bat'kivshchyna, Volodymyr Bondarenko. FOTO 5 KANAL

Continua il karahiri degli interessi nazionali ucraini. Nella giornata di mercoledì, 16 febbraio, la Rada ha respinto un disegno di legge sul’inserimento tra gli enti non privatizzabili di Turboatom, Enerhoatom ed Ukrtelehom.

Colossi statali, che, qualora il voto fosse confermato in seconda lettura, finirebbero per essre acquisiti da grandi industriali dell’est del Paese, sponsor politici del Presidente, Viktor Janukovych.

A dichiararlo, il deputato nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna,  Volodymyr Bondarenko, tra i 178 favorevoli alla proposta da lui redatta, su 420.

Contraria, la maggioranza: comunisti, Narodna Partija – ex-Blocco Lytvyn – e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Una poltrona per i transfughi

A dare una mano alla maggioranza, anche il neo costituito gruppo Riforme per il Futuro. Guidato da Ihor Rybakov, è composto da transfughi dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex consigliere della presidenza di Viktor Jushchenko, Ivan Pljushch, già del gruppo Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Ed una ventina di espulsi dal BJuT-Bat’kivshchyna per volere dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, indignata dall’appoggio loro dato alla maggioranza. Tradimento della resistenza istituzionale del campo patriottico e liberale.

Altresì coerentemente con tale comportamento, i franchi tiratori, ora palesatisi, hanno iniziato trattative con il Partija Rehioniv per una più stretta collaborazione. Secondo indiscrezioni, Janukovych sarebbe pronto a concedere a Pljushch la presidenza del Parlamento, al posto dell’attuale speaker, Volodymyr Lytvyn.

Matteo Cazzulani

NOTTE DI SANGUE ALLA RADA: BAT’KIVSHCHYNA IN PROCURA CON LE PROVE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica denunciano la maggioranza. Che, nonostante le prove, nega. Condanna dal PPE

Video e foto incastrano gli uomini di Janukovych. Il gruppo parlamentare del Blocco Tymoshenko- Bat’kivshchyna ha esposto denuncia contro i Parlamentari della maggioranza per l’aggressione subita nel cuore della notte.

Un blitz, con cui, in maniera violenta, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha posto fine alla protesta pacifica del principale partito dell’Opposizione Democratica, in sostegno alla sua Leader, Julija Tymoshenko, colpita da un provvedimento giudiziario a scopo politico.

A corredo della denuncia, il BJuT-Bat’kivshchyna ha depositato le prove dell’accaduto. Foto, immagini e video, che certificano lo svolgersi dei fatti. Ripresi, e diffusi, dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda.

Tutto è iniziato con il blocco dei lavori della Rada da parte di una trentina di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, con l’affissione di striscioni “Giù le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate la repressione politica”. Continuato l’intera giornata, il presidio è stato previsto anche per la notte.

Tuttavia, nel tardo pomeriggio, sono giunti un numero sempre maggiore di Parlamentari, politici, e parenti di esponenti del Partija Rehioniv. Tutti, senza giacca, pronti per l’incursione, puntualmente avvenuta alle 19.

Spente le luci, ed attesa l’uscita di alcuni giornalisti, i regionali hanno irrotto nell’aula, ed aggredito i colleghi. Quattro le vittime ricoverate in ospedale, tutte del BJuT-Bat’kivshchyna. Jurij Hnatkevych, in gravi condizioni, e Vasyl’ Kravchuk per trauma cranico, Mykhailo Volynec’ per una sediata sulla testa, e Volodymyr Bondarenko per ematoma alla mano destra.

Un’azione programmata, come testimoniato dal Deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Volodymyr Ar’ev. Pronto, nell’immortalare, con il proprio telefonino, gli istanti preparatori del blitz.

Ciò nonostante, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Mykhajlo Chechetov, ha smentito ogni azione di forza del suo partito, accusando di calunnia i giornalisti. Pronta la reazione della stampa, che ha comunicato di avere esaurito la pazienza dinnanzi agli atteggiamenti intimidatori ed irrispettosi dei media, di Autorità sempre più arroganti, e contrarie al rispetto della Libertà di Informazione.

La reazione PPE

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, il Partito Popolare Europeo. Che, con una nota, ha criticato l’utilizzo della violenza, ed ha prospettato una sensibile riduzione delle possibilità per Kyiv di dialogare con l’Unione Europea. In particolare, l’europarlamentare PPE, Elmar Brok, ha illustrato come Janukovych non abbia recepito il messaggio, più volte inviatogli da Bruxelles.

Oltre alla violenza, ad essere contestata è anche la motivazione originale della protesta del BJuT: il divieto di espatrio imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex Primo Ministro, e l’apertura, a suo carico, di un processo per presunto utilizzo improprio dei fondi internazionali, erogati per la riduzione di CO2, per le uscite sociali.

Così, la Lady di Ferro Ucraina rischia fino a 9 anni di carcere, per avere provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Ad evidenziare la ratio politica del procedimento, il Vice Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, che ha spiegato come l’accusa, mossa all’anima della Rivoluzione Arancione, sia priva di prove. Inoltre, il braccio destro di Julija Tymoshenko ha ricordato come, assieme all’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, sia egli stesso ospite abituale della Procura per continui interrogatori.

Altri stretti collaboratori della Leader dell’Opposizione Democratica sono stati arrestati. L’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: NOTTE DI SANGUE ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I parlamentari del Partija Rehioniv interrompono con la forza la protesta pacifica dell’Opposizione Demoratica. Quattro feriti, tutti di Bat’kivshchyna. Condanna da PPE ed UE

La protesta dell'Opposizione Democratica. FOTO 5 KANAL

Dopo gli attacchi giudiziari, la violenza fisica. Nella serata di giovedì, 16 dicembre, i parlamentari della maggioranza hanno fatto irruzione nella Rada, e, con la forza, hanno posto fine alla pacifica occupazione dei colleghi dell’Opposizione Democratica.

Una vera e propria battaglia campale, con tanto di ambulanza, con cui il Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri — ha reagito all’iniziativa non violenta di Bat’kivshchyna — il principale patito dell’Opposizione Democratica — contro l’apertura di un procedimento giudiziario a carico della sua Leader, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Non si è mai visto niente di simile — ha dichiarato telefonicamente al 5 Kanal il Deputato Nazionale del BjuT, Volodymyr Bondarenko, ferito alla mano, e moralmente scosso — quattro dei nostri colleghi sono in ospedale, in stato critico”

Come riportato dall’agenzia UNIAN, i colpiti sono Mykhajlo Volynec’ — preso a sediate sulla testa — Jevhen Suslov, Jurij Hnatkevych — giacca strappata e qualche contusione — e Vasyl’ Kravchuk — finito in barella. In seuito all’irruzione, gli altri deputati del BjuT-Bat’kivshchyna hanno lasciato il Parlamento. Presidiato, questa volta, dai 100 regionali, autori del blitz.

Lecito ricordare che la protesta, pacifica, dell’Opposizione Democratica è iniziata dalla mattinata, con il blocco dei lavori in Parlamento e l’affissione di striscioni “Giu le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate il terrore politico”.

Alla base di ciò, il divieto di espatrio, imposto dalla magistratura a Julija Tymoshenko, su cui è stato aperto un procedimento giudiziario per utilizzo improprio dei fondi internazionali — erogati per contrastare le emisioni di CO2 — per le uscite sociali. Così, la Lady di Ferro ucraina, ex Capo del governo, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di profonda crisi economica.

Il vice leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, ha evidenziato l’assenza di prove. Ed ha catalogato l’accaduto come mossa politica per escludere la Lady di Ferro ucraina dalla politica del Paese.

Soprattutto, dinnanzi alle pressioni che anche altre personalità di spicco dell’Opposizione Democratica stanno subendo. Oltre allo stesso Turchynov, assieme all’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, ospite abitualedella Procura per continui interrogatori, sono stati arrestati l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

L’Europa si sveglia. Solo quella responsabile

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, e parlare di regresso della democrazia sulle rive del Dnipro, il Partito Popolare Europeo. Il suo Presidente, Vilfred Martens, ha espresso profondo tubamento per quanto accaduto, e vicinanza a Julija Tymoshenko. La quale, a causa dell’intervento della magistratura, non ha potuto partecipare al summit PPE di Bruxelles.

Si muove anche la Commissione Europea, la cui rappresentante, Angela Filote, ha contestato l’uso della magistratura per scopi politici, e promesso il monitoraggio continuo della situazione.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: BROGLI ANCHE AD ODESSA E KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 2, 2010

Risultato bloccato ad Odessa e Kharkiv, roccaforti del Partija Rehioniv, che starebbero passando all’Opposizione Democratica. Protestano lavoratori, giornalisti, cittadini e Bat’kivshchyna per il riconoscimento del voto popolare

La manifestazione contro i brogli di Odessa. FOTO 5 KANAL

Mentre gli osservatori UE tornano contenti, ad Odessa e Kharkiv è lotta contro i brogli. Nella serata di lunedì, Primo novembre, circa 3 mila odessini si sono radunati della piazza Dums’ka per richiedere il riconoscimento del proprio voto, e la cessazione immediata delle falsificazioni dei dati elettorali.

A guidare la protesta, non una forza politica. Ma un sindacato. Oltre al Segretario Cittadino dell’Unione dei Lavoratori dell’Imprenditoria, Hennadij Shepkivs’kyj, anche il Presidente dell’Associazione dei Veterani di Guerra, Viktor Masterenko, giornalisti, ed il sindaco in carica, Eduard Hurvic, in cerca di riconferma.

Interpellato dall’agenzia UNIAN, il Primo Cittadino ha spiegato che non riconoscerà l’esito del voto, in quanto ripetuti brogli si sarebbero verificati durante la campagna elettorale, la giornata di voto, e le procedure di spoglio. Una macchina ben organizzata dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che Hurvic intende sottoporre all’analisi della magistratura.

Irregolarità certificate ad Odessa

Il candidato sindaco di Odessa del Front Zmin, Eduard Hurvic

A confermare le accuse del candidato del Front Zmin – il Partito dell’ex-speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – il Capo del Comitato degli Elettori dell’Ucraina di Odessa, Nadja Bondarenko. La quale, alla luce di quanto riferito dai propri emissari, ha denunciato non solo una generale impreparazione di presidenti, segretari e scrutatori, ma anche casi di brogli ed infrazione del regolamento di voto.

In particolare, il silenzio elettorale non sarebbe stato rispettato, rappresentanti di lista del Partito del potere avrebbero fornito espresse indicazioni di voto, schede di collegi errati sarebbero state inviate ai seggi della città.

Inoltre, la discrepanza con gli exit-pool. Le prime proiezioni hanno dato al comando la candidata del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva. Tuttavia, le rilevazioni sociologiche – effettuate dal Centro Russo di Studi Politologici – hanno certificato la vittoria di Huvric per 47,4% a 36,3%.

Per ora, di quasi certo si sa solo che nel Consiglio Comunale della città di fondazione genovese entreranno 4 partiti: il Partija Rehioniv – con il 33,3%, il Front Zmin – con il 15,1% dei consensi, Rodyna – con l’11,9% dei voti, e Sylna Ukrajina – la forza politica del Vice Premier, Serhij Tihipko, preferita dal 9,2% degli odessini.

A Kharkiv, come nel 2004

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Scandali anche a Kharkiv, altra roccaforte del Partija Rehioniv che starebbe per passare all’Opposizione Democratica. Secondo gli exit-pool, il candidato di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, riuscirebbe nell’impresa di battere il regionale Hennadij Kernes, 34,8% a 30,6%.

Tuttavia, le prime proiezioni hanno dato l’esponente del Partija Rehioniv in vantaggio su quello del principale partito dell’Opposizione Democratica. E lo spoglio, arrivato ad appena il 19,26%, procede a rilento. Dalle 20 di lunedì, Primo novembre, nessun aggiornamento.

La sede regionale del Partito dell’anima della rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha denunciato brogli ed irregolarità diffuse, soprattutto in quelle sezioni elettorali dove Avakov avrebbe ottenuto numerosi consensi. Schede elettorali, con la preferenza data al candidato dell’Opposizione Democratica, sarebbero state annullate arbitrariamente. Ed ai rappresentanti di lista di Bat’kivshchyna non sarebbe stata data alcuna possibilità di contestazione.

Inoltre, sempre in alcune sezioni favorevoli ad Avakov, la procedura di spoglio è stata inspiegabilmente interrotta, con i Presidenti di seggio che hanno letteralmente evacuato segretari, scrutatori e rappresentanti delle forze politiche.

Irregolarità confermate anche da ONG indipendenti, mobilitate per garantire la regolarità delle operazioni di voto. Ovviamente, non si tratta di quelle europee. Le quali, inspiegabilmente, hanno certificato la regolarità del voto amministrativo.

Probabilmente, tra le località visitate non sono state inserite né Odessa, né Kharkiv. Così come tutte le altre città dove sono stati registrati brogli ed infrazioni del regolamento di ogni tipologia.

Matteo Cazzulani