LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: per Julija Tymoshenko due guerre contemporanee

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica difende le sue ragioni dinnanzi alla Corte, e si schiera contro l’approvazione alla Rada di una riforma previdenziale che innalza l’età lavorativa sopra quella media. Contrari anche i comunisti. La polizia interviene contro i giornalisti

Si lavorerà di più, con meno soldi e Liberta. Nella giornata di giovedì, 7 Luglio, ha avuto luogo l’ennesima seduta del processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, che, accusata di condotta anti-statale in occasione degli accordi per il gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ha rigettato le accuse, evidenziando al “giudice”, Kordion Kyrejev, come grazie a tali contratti, come assicurato da indagini internazionali indipendenti, l’oro blu sia venuto a costare meno.

Motivazione non sufficiente per il giovane pm, che ha negato il mese di sospensione del processo chiesto dalla difesa per esaminare le prove, e costretto l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica ad esaminare i capi d’accusa in una notte.

Inoltre, a fine seduta ha avuto luogo un’irruzione delle Squadre Speciali della polizia, che hanno obbligato i giornalisti a lasciare l’aula, rovinando persino delle telecamere.

Varata la riforma di pensioni ed eta previdenziale

Tutto quanto e avvenuto in tempo per raggiungere i più di 5 mila solidali con Julija Tymoshenko, che si sono diretti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Pensioni, approvata nella notte, a ritmo di forza. Il documento prevede l’innalzamento dell’eta pensionabile da 55 a 60 anni per le donne, e da 58 a 63 anni per gli uomini, l’incremento dell’età minima previdenziale per donne e uomini a 30 e 35 anni, e la diminuzione del tasso di retribuzione per i lavoratori del settore pubblico.

A favore, 248 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – del Blocco Lytvyn, del gruppo Reformy Zarady Majbutn’oho, e qualcuno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – gruppo conservatore di opposizione.

Contrario, uno schieramento bipartisan, composto dal moderato Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e dai comunisti.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: PASSA LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 18, 2011

La maggioranza postsovietica innalza età pensionabile e soglia minima per la previdenza. Contraria Opposizione Democratica e comunisti

Il ministro agli affari sociali, Serhij Tihipko

Più a lungo al lavoro con più anni per la retribuzione minima e minore massimale previdenziale. Questa la sorte dei lavoratori ucraini prevista dalla riforma delle pensioni approvata dalla Rada giovedì, 16 Giugno.

Il DDL, che deve essere ancora votato in Seconda Lettura per la ratifica definitiva, istituisce l’eta minima per l’ottenimento delle nuove paghe previdenziali da 20 a 30 anni per le donne, e da 25 a 35 anni per gli uomini, e, sopratutto, innalza, seppur gradualmente, l’eta pensionabile a 62 anni per i lavoratori e a 60 per le lavoratrici, secondo uno scalino di 6 mesi all’anno, da conteggiare a partire dal Primo di Settembre 2011.

Cifre che in Italia, forse, fanno sorridere, ma non in Ucraina, dove la vita media è molto più bassa della media UE e, sopratutto, il 60% della popolazione ottiene una paga sotto la media. Questo perlomeno quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, autore di un progetto di legge fortemente contestato dalle opposizioni.

L’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha contestato il documento in quanto sterile ed estremamente gravoso per il popolo ucraino. Nello specifico, il Vice-Speaker della Rada del principale partito dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come in ogni Paese europeo la riforma delle pensioni sia il frutto di uno scrupoloso lavoro pregresso, e non, come in Ucraina, un provvedimento calato dall’alto.

Contrario anche l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, che ha proposto tagli all’apparato statale, anziché alle pensioni dei lavoratori. Il Deputato nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha illustrato come, in proporzione, i Prefetti delle varie regioni guadagnino somme maggiori rispetto al Cancelliere della Germania.

L’Europa come esempio

Richiami all’Europa che, oltre a dimostrare l’orientamento liberale-patriottico di un’opposizione sempre più repressa, hanno convinto al voto contrario persino i comunisti, ma non il resto della maggioranza postsovietica.

A favore della riforma si sono schierati 245 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – della Narodna Partija – il Partito dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – il gruppo Riforme per il Futuro, ed il gruppo di parlamentari di Viktor Baloha e David Zhvanja, seppur formalmente ancora iscritti in Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: contraria assieme a Bat’kivshchyna – forza moderata guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e comunisti.

Per divenire esecutivo, il documento deve essere approvato in seconda lettura, prima della quale è possibile apportare emendamenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PUBBLICA LA LISTA DEI CATTIVI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 13, 2011

Il campo arancione chiede il divieto di ingresso in Unione Europea per altre Autorità responsabili della repressione politica. Criticato il ruolo di alcuni rappresentanti ucraini a Strasburgo. l’Appello di Lucenko a Polonia ed UE

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

La risoluzione UE da vigore all’Opposizione Democratica ucraina. Nella giornata di venerdì, 10 giugno, le forze politiche del campo arancione hanno chiesto a Bruxelles la proibizione dell’ingresso in territorio UE per una decina di autorità, protagoniste della repressione del pluralismo partitico in Ucraina.

Un’iniziativa congiunta dei due Gruppi alla Rada dell’Opposizione democratica – il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – attuata l’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione di condanna del regresso della democrazia in Ucraina, e dei processi politici a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Jurij Lucenko: rispettivamente confinata in Patria e detenuto in isolamento, come un carnefice.

Nello specifico, Bat’kivshchyna si impegnerà a monitorare sull’effettivo rispetto del documento dell’Unione Europea, e sarà pronta a denunciare nuovi casi di repressione della democrazia da parte delle Autorità.

Bat’kivshchyna osservatore di Bruxelles

Ad illustrarlo, Oleksandr Turchynov – braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – che, assieme al Vice-presidente di Bat’kivshchyna, Hryhorij Nemir’ja, ha anche accusato alcuni rappresentanti diplomatici ucraini di aver cercato di influenzare il voto di alcuni parlamentari europei, esortandoli a non appoggiare la risoluzione proposta da PPE, ALDE, e Verdi.

Un appello all’Occidente è stato lanciato dallo stesso Lucenko, che, dalle colonne dell’autorevole Rzeczpospolita, ha invitato Polonia ed UE a non chiudere ogni possibile integrazione dell’Ucraina con Bruxelles, una decisione che graverebbe solo sulla popolazione, e non sulle Autorità, reale responsabile del regresso della democrazia nel Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO NUOVE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

Il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, espone le imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Deputati Nazionali del campo arancione abbandonano il Parlamento per protesta. l’Anima della Rivoluzione Arancione respinge le accuse

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesima seduta bollente alla Rada, ma con metà dei presenti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Giugno, il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha riferito in Parlamento circa l’iter processuale ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Una scelta non gradita dagli stessi deputati del campo arancione, che, in maglietta bianca con le scritte “Libertà ai detenuti politici” e “No alla repressione politica”, in segno di protesta, hanno abbandonato l’aula, ripetendo quanto fatto il giorno precedente. Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivschchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno richiesto la comparsa alla Rada del Procuratore Generale in persona, Viktor Pshonka, lamentandosi della cronica impreparazione dei suoi Vice, in passato inviati alle audizioni parlamentari.

Un vizio non ripetuto, dal momento in cui Kuz’min si è presentato con una relazione dettagliata su Julija Tymoshenko. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, tre sono i capi d’accusa, su cui sono stati raccolti i materiali che l’imputata deve visionare con il suo avvocato.

Il primo, l’uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto: precedentemente, Julija Tymoshenko è stata accusata di averli utilizzati per pagare le pensioni, contravvenendo al regolamento, ma le indagini hanno rivelato che le uscite previdenziali sono state coperte con altre entrate. Dunque, da chiarire resta dove sia finito il prestito nipponico.

Il secondo è la condotta antistatale negli accordi del gas del gennaio 2009 con l’allora collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino avrebbe costretto l’allora capo di Naftohaz – il colosso energetico nazionale – Oleh Dubyna, a rinnovare i contratti con Gazprom, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. A negare tale interpretazione, lo stesso Dubyna, ma a confermare lo schema, senza dare pareri politici, sarebbe stato l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a sua volta convocato

Il terzo capo d’accusa riguarda l’acquisto irregolare ambulanze nell’autunno 2009. Secondo la Procura, Julija Tymoshenko avrebbe aumentato la spesa per tali uscite, e distribuito le Opel Combo solo alle regioni a lei politicamente fedeli. Secondo la difesa, invece, l’alto costo sarebbe motivato dall’acquisto di mezzi veloci, e la distribuzione attuata in zone dove maggiore era il bisogno e la carenza di assistenza sanitaria.

Oltre ad esse, il Vice Procuratore Generale ha comunicato l’apertura di un nuovo provvedimento, qualora apposite indagini dagli Stati Uniti confermassero l’acquisto irregolare anche di vaccini. In aggiunta, Kuz’min si è lamentato dell’operato dei magistrati, a suo dire vittime di pressioni della stessa Julija Tymoshenko.

Le critiche del campo democratico e di Bruxelles

Secca e puntuale la replica della Leader dell’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il processo a suo carico sia di carattere politico, voluto dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare un concorrente politico.

Inoltre, sull’apertura del nuovo capo di accusa ha evidenziato come nel periodo incriminato, l’autunno 2009, alla guida del Ministero della Salute fosse una personalità oggi molto vicina al Premier, Mykola Azarov.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria, impossibilitata per ben due volte a recarsi a Bruxelles per il meeting del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene – malgrado l’invito dei principali Capi di Stato e di Governo UE, e del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora, poi rilasciata. Turbamento dinnanzi ad un processo che appare come politico è stato espresso da Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, PPE, e principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO DI NUOVO MINACCIATA DI ARRESTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 4, 2011

La Procura Generale non approva la scelta del legale difensore della Leader dell’Opposizione Democratica. Esposto ricorso all’operato dei magistrati

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Se l’avvocato non piace al giudice, si rischia il carcere. Nella giornata di martedì, 3 Maggio, la Procura Generale ha ipotizzato l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione sarebbe rea di essersi presentata a diversi interrogatori senza avvocato. O meglio, senza quello gradito alle autorità, dal momento in cui Julija Tymoshenko ha scelto come suo legale il parlamentare Serhij Vlasenko.

Una scelta respinta dalla Procura, che ha impedito al Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna di difendere la propria guida politica, proponendo alla Leader dell’Opposizione Democratica un avvocato d’ufficio. In risposta, lesa del proprio diritto ad essere difesa, Julija Tymoshenko ha lasciato l’interrogatorio, ed esposto denuncia sull’operato dei magistrati.

Repressione tra Gas e clima

L’ex-Primo Ministro è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, ed abuso d’ufficio negli accordi per il gas con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

In virtù di tali accuse, la Leader dell’Opposizione Democratica è confinata in patria. Impossibilitata, per ben due volte, a partecipare a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo, di cui è partner.

Matteo Cazzulani

LIBERTA’ DI STAMPA: FREEDOM HOUSE DURA CON I PAESI EX-SOVIETICI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 3, 2011

Per la ONG americana nel Mondo ex-Sovietico sempre più autocensura, pressioni delle Autorità, e violenza sui reporter. Per l’Ucraina in bilico la partnership con l’UE

Il deputato nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat'kivshchyna, Andrij Shevchenko

In Europa Centro-Orientale media sempre meno indipendenti. Questo quanto emerso dallo studio dell’autorevole Freedom House. La ONG americana, nel 2011, ha registrato una diffusa, quanto preoccupante, diminuzione della Libertà di Stampa. Un fenomeno globale, che interessa sopratutto lo spazio ex-sovietico.

Principali imputate, Ucraina ed Ungheria. Paesi, al pari di Turchia, Egitto, e Messico, in cui il livello di indipendenza dell’informazione è crollato in un solo anno. Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, Kyiv è stata declassata da Paese libero a parzialmente libero. Categoria di cui fanno parte anche Romania, Kosovo, Moldova, Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, e Montenegro.

Un gradino più sotto i Paesi Non-Liberi, quali Russia, Kazakhstan, Armenia, e Tadzhikistan. Tra essi, particolari critiche alla Bielorussia. Dove, così come in Corea del Nord, Uzbekistan, Turkmenistan, ed Iran, si sono verificati casi di sistematica violenza a danno dei giornalisti.

Integrazione UE in bilico per l’Ucraina

A confermare l’attendibilità dello studio, il Presidente della Commissione per la Libertà di Parola della Rada ucraina, Andrij Shevchenko. Il quale, per quanto riguarda l’Ucraina, ha espresso preoccupazione per i casi di autocensura, pressione sui giornalisti, e privazione di frequenze a TV indipendenti certificati da Freedom House.

Inoltre, intervistato da Radio Liberty, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna – il principale gruppo parlamentare dell’Opposizione Democratica – ha illustrato che tale rating potrebbe compromettere l’integrazione di Kyiv nelle strutture dell’Unione Europea, anche sotto il mero profilo economico e commerciale.

Secondo Shevchenko, a rischio sarebbe l’abbattimento del regime dei visti UE, ed il varo della Zona di Libero Scambio con Bruxelles.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA BANDIERA ROSSA FA ANCORA DISCUTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 23, 2011

Altri contrari al simbolo URSS accanto a quello nazionale il Giorno della Vittoria. Sia tra le fila della maggioranza, che dell’Opposizione Democratica. Ad Ivano-Frankivs’k dimostrazione colorita

Il ministro degli esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko

Tutti la votano ma nessuno la vuole. Diverse sono le voci che venerdì, 22 Aprile, si son alzate contro l’ordine di issare la bandiera rossa accanto a quella nazionale in tutti gli edifici pubblici, il Prossimo 9 Maggio.

A sorpresa, contrario si è dichiarato il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che ha escluso l’esposizione del vessillo URSS presso le ambasciate ucraine, sia il giorno in cui si commemora la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, sia in altre occasioni.

Critiche anche da parte dell’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, che ha accusato la maggioranza di condotta antipatriottica. Secondo il Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, l’esposizione del vessillo sovietico è strettamente collegata al progetto di partnership dell’Ucraina nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Una scelta di campo che comporterebbe l’esclusione di Kyiv dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, e la rinuncia ad ogni forma di membership con l’Unione Europea.

Sulla medesima frequenza il principale gruppo dell’Opposizione Democratica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Il quale, con una nota, ha illustrato la pericolosità di un provvedimento che non rispetta chi, in nome di un’Ucraina Indipendente, dopo avere combattuto i nazisti, è stato ucciso dai comunisti.

Un Consiglio Regionale particolare

Proprio il capogruppo di Bat’kivshchyna al Consiglio Regionale di Ivano-Frankivs’k, Jurij Romanjuk, ha proposto la convocazione di una sessione straordinaria proprio per il 9 Maggio. Da tenersi, in via dimostrativa, sul tetto dell’edificio. E con la partecipazione delle forze politiche patriottiche non rappresentate nell’organismo locale.

Deciso a non rispettare l’ordine anche il Consiglio Comunale di Leopoli. Viceversa, a favore della bandiera rossa il Giorno della Vittoria, si sono espresse le città di Odessa e Zhytomir.

Giovedì, 21 Aprile, la Rada ha approvato l’obbligo di esposizione del vessillo del 150esimo battaglione Kutuzov II accanto a quello nazionale. Favorevoli alla proposta, presentata dal comunista Petro Cybenko, la maggioranza compatta, la Kompartija, la Narodna Partija, ed il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCORA POLEMICHE SUGLI ACCORDI DI KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 23, 2011

Ad un anno dagli accordi con la Federazione Russa, e la battaglia delle uova e dei fumogeni alla Rada, diverse le proteste. L’Opposizione Democratica ne richiede la revoca in Parlamento. ONG, in Tribunale. La maggioranza li difende. Gli esperti ne criticano l’effettiva convenienza

La sessione della Rada per l'approvazione degli accordi di Kharkiv

Un anno fa a volare sono stati uova e fumogeni alla Rada. Oggi, carte bollate in Tribunale, e dichiarazioni sui media. Il 22 Aprile 2010 il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha siglato con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev, gli Accordi di Kharkiv.

Un patto bilaterale con cui, per ottenere uno sconto sul gas, di circa il 30%, Kyiv ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea. Fino al 2042.

Una decisione controversa, approvata in Parlamento in una seduta surreale, con i Deputati dell’Opposizione Democratica armati di uova, fumogeni, striscione, e bandierone nazionale. Un anno dopo, gli Accordi stretti nella capitale dell’Ucraina sovietica fanno ancora discutere.

A denunciarli alla Magistratura ucraina, un attivista dell’ONG Opir, Andrij Levus, che ne ha preteso da Janukovych la cancellazione ed il riconoscimento della loro sterilità politica.

Maggiormente dimostrativa l’iniziativa del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Il principale gruppo dell’Opposizione Democratica ha registrato in Parlamento una mozione per richiedere la revoca di accordi che, anziché diminuire il costo del gas, ha svenduto gli interessi nazionali ucraini.

Come evidenziato dalla sua Leader, Julija Tymoshenko, per l’Ucraina la concessione del prolungamento dell’esercito russo a Sebastopoli, in territorio ucraino, ha significato la cessione di parte dell’indipendenza politica ed economica. Senza alcun vantaggio energetico.

Di diverso avviso il Primo Ministro, Mykola Azarov, che ha giustificato il documento con la necessità di porre una modifica ai precedenti patti stretti dalla stessa Julija Tymoshenko – al tempo a capo del Consiglio dei Ministri – con il suo collega russo Vladimir Putin.

Il 19 Gennaio 2009, l’anima della Rivoluzione Arancione ha accettato gas a prezzi di mercato. In cambio, riuscendo ad eliminare l’onerosa clausola Prendi o Paga – che ha obbligato Kyiv ad acquistare un cospicuo tetto di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, a garantire al suo popolo un inverno finalmente al caldo, dopo anni di incertezze e di Guerre del Gas con Mosca.

L’analisi degli esperti

Concorde con la sterilità degli Accordi di Kharkiv, l’esperto del Centro Razumkov, Valerij Chalij, che li ha evidenziati come una vittoria diplomatica della Federazione Russa. Una loro cancellazione non solo sarebbe dannosa per le relazioni bilaterali, ma comporterebbe l’immediata richiesta della Russia di un forte indennizzo.

D’altro canto, essi non sono riusciti a garantire il promesso sconto sulla bolletta del gas. Che, il Primo di Agosto del 2010, persino è stata incrementata del 50%.

Secondo le ultime rilevazioni Razumkov, favorevole agli accordi con la Federazione Russa si è espresso il 25% della nazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: RIPRISTINATO IL VESSILLO SOVIETICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 22, 2011

La maggioranza approva l’obbligo di esporre la bandiera dell’esercito URSS accanto a quella nazionale il prossimo 9 Maggio, data in cui ricorre la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Protestano Opposizione Democratica, Chiesa Greco-Cattolica, e Leopoli. Decise a rispettare la memoria di chi, dopo avere combattuto i nazisti, è stato a sua volta vittima dell’Armata Rossa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Bandiera Rossa l’ha trionfata. E trionferà anche il Giorno della Vittoria. Giovedì, 21 Aprile, il Parlamento ucraino ha approvato un decreto che obbliga, per il prossimo 9 Maggio, uffici pubblici ed istituzioni ad issare la bandiera sovietica accanto a quella nazionale. Nello specifico, il vessillo giallo-blu sarà accostato a quello del 150esimo battaglione Kutuzov II, che ha combattuto in Ucraina tra il 1941.

Una contraddizione per chi, legato alla causa nazionale, sulle Rive del Dnipro ha combattuto prima i nazisti. Poi, prevedendo l’arrivo dell’ennesimo regime totalitario, anche l’esercito comunista.

Non la pensano in tale maniera i 260 parlamentari che hanno sostenuto la proposta presentata dal comunista Petro Cybenko. Oltre alla Kompartija, favorevole il gruppo Riforme per il Futuro, la Narodna Partija – facente capo allo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn – ed il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“E’ un provvedimento che rende memoria ai nostri padri” ha commentato l’esponente del soggetto filo-presidenziale, Mykhajlo Chechetov.

Pronta risposta dell’Opposizione Democratica. La quale, alla messa in votazione della proposta, ha cercato dapprima di bloccare l’aula. E, successivamente, esposto bandierine nazionali, in risposta a quelle rosse, sventolate dalla maggioranza.

“La bandiera rossa – ha dichiarato il Deputato nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Andrij Parubij – non è un omaggio, ma offende la memoria di chi è stato ucciso dai bolscevichi”.

Sulla medesima frequenza il principale gruppo dell’Opposizione Democratica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Che, con una nota, ha illustrato come la vittoria sui nazisti in Ucraina sia stata merito non solo dell’Armata Rossa, ma anche dei partigiani patrioti. A loro volta, vittime dei sovietici una volta cacciato il tedesco invasore.

Chesa Greco-Cattolica e Leopoli contrari 

Oltre a quelle dell’Opposizione Democratica, forti sono le reazioni anche fuori dalla Rada. Il Capo della Chiesa Greco-Cattolica, Svjatoslav Shevchuk, ha invitato la Rada a rispettare la volontà della Nazione, che non interamente riconosce la bandiera rossa come simbolo di libertà. Altresì, come vessillo di una dittatura durata fino al 1991.

Invece, la città di Leopoli ha proibito l’esposizione del vessillo URSS accanto a quello nazionale. A sancirlo, una consistente maggioranza del Consiglio Comunale. Decisa, almeno nel capoluogo galiziano, a rispettare la memoria storica di tutti gli ucraini.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO RESPINGE LE ACCUSE SUL GAS DELLA PROCURA GENERALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 21, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica e l’ex-Capo del colosso energetico nazionale confermano la regolarità dei patti per il gas russo del 2009. Iniziativa bipartisan per il rilascio dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Un interrogatorio di 8 ore. Tanto è durata la convocazione in Procura della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, mercoledì, 20 Aprile.

Un’occasione per confermare ai giudici l’infondatezza delle accuse a lei mosse sulla questione del gas. Alla presenza dell’ex-Capo del colosso statale Naftohaz, Oleh Dubyna, l’anima della Rivoluzione Arancione ha dimostrato di aver agito su mandato del Consiglio dei Ministri, e ribadito la maggiore convenienza degli accordi da lei stretti con la Russia nel gennaio 2009, rispetto a quelli rivisti dall’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Il quale, nell’Aprile 2010, con gli Accordi di Kharkiv, in cambio di un risibile sconto sull’oro importato blu ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea fino al 2042.

“Le autorità – ha dichiarato Julija Tymoshenko – vogliono smontare la nostra compagnia statale per favorire la svendita degli interessi ucraini. I procedimenti giudiziari aperti – ha continuato – mirano a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, e ad addossare la colpa ad altri”.

Il 19 Gennaio 2009, allora Primo Ministro, Julija Tymoshenko ha siglato con il suo omonimo russo, Vladimir Putin, accordi per l’acquisto di gas a prezzi di mercato. Una decisione onerosa, ma necessaria per eliminare la clausola Prendi o Paga, che ha obbligato Kyiv all’acquisto di un tetto minimo di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, garantire agli ucraini un inverno finalmente al caldo, dopo anni di Guerre del Gas.

Per tali patti, sono stati incriminati dalla procura Generale sia Dubyna, che la Leader dell’Opposizione Democratica. L’accusa, negata dagli ex-titolari di dicastero, aver agito senza l’imprimatur dei colleghi Ministri. Inoltre, l’anima della Rivoluzione Arancione è processata per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Rea, per così dire, di aver provveduto al pagamento delle pensioni, ed al miglioramento della sanità, Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria. Impossibilitata, per due volte, di recarsi a Bruxelles per il summit del partito Popolare Europeo, di cui è partner.

Deputati nazionali in difesa di Lucenko

Assieme a lei, simili provvedimenti hanno colpito una decina di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento.

La sua liberazione è stata richiesta da 60 Parlamentari non solo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i gruppi dell’Opposizione Democratica – ma anche di Riforme per il Futuro, indipendenti, e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani