LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTESTAZIONE STORICA A VIKTOR JANUKOVYCH IN PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 8, 2012

Il Presidente ucraino costretto alla lettura del discorso di apertura della nuova sessione della Rada da una rumorosa dimostrazione di dissenso dell’Opposizione Democratica in sostegno della liberazione della sua Leader, Julija Tymoshenko. Inoltre, il campo arancione richiede lo stop alle repressioni politiche e alla svolta autocratica del Capo di Stato, e minaccia l’apertura della procedura di Impeachment. Anche l’Europa scarica le Autorità ucraine

Una protesta così non si è mai registrata in ventun anni di Ucraina Indipendente. Nella giornata di martedì, 7 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è stato impossibilitato, da una contestazione rumorosa e risoluta dell’Opposizione Democratica, a pronunciare il proprio discorso dedicato all’inaugurazione della sesta sessione della decima legislatura del Parlamento ucraino.

Sui banchi del campo arancione è stata esposta una gigantografia della sua Leader, Julija Tymoshenko: continuamente agitata dai Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i Partiti dell’Opposizione Democratica – assieme all’esclamazione duratura dello slogan “Libertà a Julija”.

Il misto di rumore e colore ha costretto il Presidente Janukovych, tra il perplesso e lo spazientito, a una pausa di diversi minuti prima di iniziare la lettura del discorso di apertura della seduta: esposto con il costante sottofondo della protesta del campo arancione.

“Il consenso alla mia Amministrazione non è mai stato così alto nella storia del nostro Paese – ha dichiarato Janukovych – il che ci consente di metterci al lavoro per la revisione dell’assetto costituzionale dello Stato. Invito l’Opposizione a tornare a un atteggiamento costruttivo in Parlamento, a collaborare per la stesura di una nuova Costituzione, e ad abbandonare ogni forma di protesta. Il potere non si sovverte con la piazza: questo sia chiaro”.

“Quella di oggi è stata una protesta esemplare: mai nulla di così plateale è stato registrato in ventun anni di lavoro della Rada dell’Ucraina Indipendente nei confronti di un Presidente arrivato appena al secondo anno di mandato – ha dichiarato l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk: il quale, come primo atto della nuova sessione del Parlamento, ha depositato una richiesta di impeachment nei confronti di Janukovych – il Capo di Stato deve trarne una lezione, e capire che non si è trattato di un cartellino rosso, ma di un vero e proprio segnale che il limite è stato superato”.

Alle dichiarazioni di Jacenjuk ha risposto il Deputato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui, oltre a Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Jaroslav Sukhyj, secondo cui Janukovych avrebbe dimostrato di non essere un dittatore scegliendo di pronunciare il discorso nonostante una protesta dell’Opposizione Democratica definita come lesiva degli interessi dello stesso campo arancione.

A fargli eco è lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn: dopo avere invitato all’ordine i Deputati dell’Opposizione Democratica a più riprese – sempre invano – l’alleato di governo di Janukovych ha evidenziato come la manifestazione interna al Parlamento possa dare il pretesto alla maggioranza – composta da Partija Rehioniv , Blocco di Lytvyn e comunisti – per rigettare ogni iniziativa atta alla decriminalizzazione degli articoli del Codice Penale ucraino secondo i quali la Tymoshenko è stata condannata.

Lecito sottolineare come lo scopo della protesta dell’Opposizione Democratica sia, in primis, la liberazione di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento in una colonia penale periferica per avere siglato accordi energetici onerosi per l’Ucraina nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Inoltre, il campo arancione richiede la sospensione della repressione politica su altri esponenti del dissenso – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn e il marito della Tymoshenko, Oleksandr: entrambi costretti all’esilio politico in Repubblica Ceca – e l’arresto dei lavori per la revisione della Costituzione, che Janukovych intende riscrivere per conferire al Presidente ancor più poteri di quelli già ampiamente posseduti a discapito del Parlamento.

L’Ambasciatore UE: Janukovych è un Presidente discreditato in Occidente

Parallelamente alla protesta in Parlamento, a condannare l’operato di Janukovych è stato anche l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira. In una conferenza stampa, il Diplomatico portoghese ha evidenziato come il Presidente ucraino abbia perso ogni credito non solo da parte degli esponenti della politica UE, ma anche dai big della finanza del Vecchio Continente: scoraggiati nell’investire nel mercato interno di Kyiv a causa delle troppe insicurezze legate al regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Sono un Ambasciatore, e non un politico, ma da quattro anni vivo a Kyiv, e conosco bene la realtà locale – ha dichiarato Teixeira – la gente non ha fiducia in una magistratura percepita come non-indipendente dal potere politico. In due anni di Amministrazione Janukovych, l’Europa ha ricevuto dalle Autorità ucraine molte promesse riguardanti l’adattamento del sistema costituzionale, politico, e giudiziario a quello europeo: nessuna di esse è mai stata mantenuta”.

Come illustrato dall’Ambasciatore UE, una dimostrazione delle buone intenzioni da parte delle Autorità ucraine è la liberazione della Tymoshenko, di Lucenko e degli altri prigionieri politici, a cui va garantita la partecipazione ad elezioni parlamentari libere: svolte nel pieno rispetto dei parametri europei.

Con una battuta, Teixeira, infine, ha evidenziato come le chiavi per l’ingresso ucraino in Europa si trovino nella cella di Julija Tymoshenko: nella lontana colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Chiaro riferimento è alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Bruxelles garantirebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera, la cui firma è stata congelata, il 19 Dicembre 2011, proprio a causa delle repressioni politiche a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: PARLAMENTARE ARANCIONE INVITA ALL’ELIMINAZIONE DEI VISTI UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 10, 2011

Esclusiva intervista per il Legno Storto del Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs’kyj. “Il libero ingresso in UE per gli ucraini facilita l’integrazione”

Il deputato nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs'kyj

Tallinn — Tra il voto in internet e quello via cellulare, le sorti dell’Ucraina. E’ accaduto anche questo alla vigilia dell’election day estone, lo scorso sabato, 5 Marzo.

In esclusiva per il Legno Storto, il Deputato Nazionale Jurij Kljuchkovs’kyj, a Tallinn per osservare le elezioni più hi-tech del pianeta, ha analizzato la situazione politica del suo Paese. Ed approfittato del giornale italiano per lanciare un appello.

“C’è bisogno dell’annullamento del regime dei visti per l’UE — ha tenuto a specificare, sin da principio — solo tale apertura può cambiare la visione che gli ucraini hanno di Bruxelles”.

Un punto non di scarsa importanza. Ad oggi, a non necessitare documenti più complessi del solo Passaporto sono solo i cittadini dell’Unione Europea. Non quelli dell’Ucraina, costretti all’acquisto di costosi visti.

Spesso, ottenuti dopo peripezie burocratiche di diversi mesi. E, prima ancora, interminabili file, presso le rappresentanze di Paesi politicamente già nel Vecchio Continente. Polonia e Slovacchia, in primis.

L’eliminazione del regime dei visti, ed una politica delle porte aperte, sono l’unico mezzo per dimostrare agli ucraini che Bruxelles è futuro ed opportunità”.

Ne è convinto il sessantenne Parlamentare, alla Rada dal 1998, sempre nello schiramento arancione. Dapprima, come esponente del Narodnyj Rukh Ukrajiny. Poi, dal 2002, eletto nelle liste di Nasha Ukrajina per tre tornate consecutive. Fino al periodo attuale. In cui le forze della Rivoluzione Arancione appaiono quantomai frammentate.

“In Ucraina, la politica è legata a persone, non a partiti politici — spiega Kljuchkovs’kyj — i dissidi interni alla Coalizione Democratica [al governo dall’autunno del 2007, al Febbraio del 2009, composta dal Blocco Tymoshenko, Nasha Ukrajina, e Blocco Lytvyn, n.d.a.] tra l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko lo hanno dimostrato”.

Una caratteristica tutta ucraina quella della divisione. Immortalata persino in uno dei detti più popolari del Paese — Dove ci sono due ucraini, ci sono tre Het’many [capi militari]. Strana, tuttavia, dinnanzi allo strapotere accumulato dal comune avversario, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Notizie circa la creazione di nuovi soggetti politici sono all’ordine del giorno nell’Opposizione. Incapace di accantonare il passato per il bene comune. Ed unirsi, per battere il comune avversario.

“Anche qui, l’Europa deve giocare il suo ruolo — afferma il Deputato — l’UE è comoda per tutti. Non solo per le regioni centro-occidentali [che la cultura europea l’hanno nel DNA, in virtù della loro appartenenza al Granducato di Lituania, e, poi, al Commonwealth Polacco-Lituano, tra il XIV ed il XVIII secolo, n.d.a.] ma anche per quelle orientali, russofone, che guardano a Mosca. Le porte aperte dell’Europa, sono comode anche al Donbas”.

Un uscio che, purtroppo, l’Occidente ha chiuso in faccia a Kyiv nel momento meno propizio. Nel 2008, con gli arancioni al governo — sostenuti dalla speranza in essi risposta da un elettorato desoderoso di un futuro euroatlantico — la presidenza francese UE ha congelato l’ingresso di Ucraina, Georgia e Moldova.

Pochi mesi prima, simile decisione è stata adottata dal vertice NATO di Bucarest, in cui lo scontro tra una Nuova Europa — Inghilterra ed Europa Centrale — attenta alle richieste di Kyiv, Chisinau e Tbilisi, ed una Vecchia — Francia, Germania, Belgio, Italia, ed Olanda in primis — timorosa della reazione della Russia a tali aperture, ha segnato la vittoria degli ultimi.

E l’avvio di una politica estera dell’Occidente basata su gas, interessi, e pragmatismo, piuttosto che sul cuore, e sul rispetto della propria cultura.

Matteo Cazzulani

Ha collaborato Sara Anderlini

UCRAINA: SI DEL PARLAMENTO A CESSIONE DEGLI INTERESSI NAZIONALI AGLI OLIGARCHI AMICI DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 16, 2011

La maggioranza affossa in prima lettura il tentativo dell’Opposizione Democratica di mantenere oggetti sensibili dalla corte degli sponsor del Presidente. In ausilio, il gruppo dei transfughi

Il deputato nazionale del BJut-Bat'kivshchyna, Volodymyr Bondarenko. FOTO 5 KANAL

Continua il karahiri degli interessi nazionali ucraini. Nella giornata di mercoledì, 16 febbraio, la Rada ha respinto un disegno di legge sul’inserimento tra gli enti non privatizzabili di Turboatom, Enerhoatom ed Ukrtelehom.

Colossi statali, che, qualora il voto fosse confermato in seconda lettura, finirebbero per essre acquisiti da grandi industriali dell’est del Paese, sponsor politici del Presidente, Viktor Janukovych.

A dichiararlo, il deputato nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna,  Volodymyr Bondarenko, tra i 178 favorevoli alla proposta da lui redatta, su 420.

Contraria, la maggioranza: comunisti, Narodna Partija – ex-Blocco Lytvyn – e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Una poltrona per i transfughi

A dare una mano alla maggioranza, anche il neo costituito gruppo Riforme per il Futuro. Guidato da Ihor Rybakov, è composto da transfughi dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex consigliere della presidenza di Viktor Jushchenko, Ivan Pljushch, già del gruppo Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Ed una ventina di espulsi dal BJuT-Bat’kivshchyna per volere dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, indignata dall’appoggio loro dato alla maggioranza. Tradimento della resistenza istituzionale del campo patriottico e liberale.

Altresì coerentemente con tale comportamento, i franchi tiratori, ora palesatisi, hanno iniziato trattative con il Partija Rehioniv per una più stretta collaborazione. Secondo indiscrezioni, Janukovych sarebbe pronto a concedere a Pljushch la presidenza del Parlamento, al posto dell’attuale speaker, Volodymyr Lytvyn.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE GLI STUDENTI CRITICANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 24, 2011

La maggioranza cerca di incrementare le tasse per compensare tagli al bilancio, e limitazioni del Diritto allo Studio. Protestano ONG ed associazioni giovanili

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

In Italia, ci si lamenta della Gelmini. Ma, in Ucraina, si sta forse peggio. Il paragone non è dovuto al differente aspetto del Ministro dell’Istruzione – non la gradevole Maria Stella bresciana, ma un ucrainofobo, ostile alla parte occidentale del suo Paese – bensì, ad un controverso progetto di legge di riforma della Scuola Superiore.

Se approvato, il DDL causerebbe una commercializzazione dell’istruzione, un taglio di borse e sussidi, ed un proliferare della corruzione, faticosamente arginata negli ultimi anni.

Un vero e proprio colpo al Diritto allo Studio. Che, peraltro, non solo contrasta con le promesse elettorali dei partiti della maggioranza, firmatari della proposta. Ma infrange precisi articoli della Costituzione Ucraina.

A spiegarlo, la Fundacija Rehional’nykh Inicijativ – tra i principali sponsor della protesta – per mezzo di uno dei suoi esponenti più attivi, Mykhajlo Lebed’. Preciso, nel rimarcare le conseguenze negative di tale proposta.

In particolare, ad essere contestata è la cancellazione di forme di insegnamento gratuite, come quelle a distanza e serali. Un provvedimento che si scontra con l’articolo 22 e 53 della Carta Suprema – sul Diritto allo Studio – e con la promessa di aumento delle uscite di bilancio del 75%.

A formularla, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il progetto di riforma consente un incremento delle rette, a discrezione del singolo istituto, e l’introduzione di imposte aggiuntive per servizi supplementari.

Oltre che gli articoli 22 e 53, ad essere infrante sono le promesse di comunisti e Blocco Lytvyn sull’estensione dell’istruzione gratuita per il numero più alto di studenti possibile. Nonché, quelle dello stesso Presidente, circa la sospensione delle rette per i capaci e meritevoli.

Altra questione, l’eliminazione della quota minima di studenti aventi diritto ad aiuti economici, pari a 180 iscritti ogni 10 mila. Un limite assicurato dall’articolo 64 dell’attuale legge.

Infine, preventivato un taglio ai finanziamenti per le attività culturali e sociali delle associazioni giovanili. E, fatto assai più grave, delle confraternite di rappresentanza studentesca. Fatto che si commenta da sé. Senza bisogno di scomodare il preciso Lebed’.

I Professori con gli studenti

Una manifestazione è stata indetta, anche per richiedere l’autonomia scolastica, l’aumento degli stipendi agli insegnanti, e la cancellazione dell’emendamento, che prevede il taglio del 42% delle uscite di bilancio per l’istruzione superiore.

Registrata alla Rada lo scorso 22 Dicembre, la proposta sarà valutata nelle prossime sedute. Contrari al provvedimento, i gruppi dell’Opposizione Democratica: il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Seppur non così fortemente come i giovani studenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OSCE DIFENDE LA LINGUA DI SHEVCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 15, 2011

Il Commissario alle Minoranze invita le Autorità ucraine a non approvare una legge che rischia di aumentare le tensioni sociali. Criche dall’Opposizione Democratica e dall’Accademia Mohyljans’ka di Kyiv

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Tutelare chi parla la Lingua Nazionale. Questo è l’invito con cui l’Organizzazione Mondiale per la Sicurezza e lo Sviluppo si è rivolto al Parlamento ucraino.

Una richiesta che, in altri Paesi, potrebbe sembrare bizzarra. Ma non in Ucraina, dove la maggioranza ha presentato un disegno di legge per diminuire l’utilizzo della lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale Ucraino — in nome dei diritti delle minoranze linguistiche.

Come rilevato dall’OSCE, la proposta non tutela affatto chi non parla ucraino. Anzi, è destinata ad aggravare dissidi e scollamento nella società. Qualora il provvedimento fosse approvato, il Paese resterebbe privo di un unico idoma utilizzato nelle occasioni ufficiali. Con inevitabili ripercussioni anche sul piano amministrativo.

Inoltre, come evidenziato nella lettera, firmata dal Commissario OSCE per le Minoranze Nazionali, Knut Vollebek, la Legge sulla Lingua penalizzerebbe chi, sopratutto nelle regioni occidentali, l’ucraino lo utilizza correntemente.

Concorde il principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democratica, il Blocco-Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che ha promesso ostruzionismo al momento della lettura in aula del ddl.

Contro la continua russificazione

Come sottolineato dal Deputato Nazionale BJuT, Volodymyr Javorivs’kyj, il provvedimento, anziché tutelare le vere minoranze nazionali, rafforza l’uso del russo, molto diffuso tra la popolazione, in seguito alle feroci campagne di russificazione, operate sulle Rive del Dnipro da zaristi e sovietici.

Non a caso, i firmatari del ddl sono il Capo dei comunisti, Petro Symonenko, il Parlamentare del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj, ed Oleksandr Jefremov, Capogruppo del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Parere contrario, anche dall’Istituto di linguistica Potebnja, quello di Lingua Ucraina NANU, e dalla prestigiosa Accademia Kyivo-Mohyljans’ka.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTINUA IL REGRESSO DEMOCRATICO. BILANCIO IMPOSTO ALLA RADA, UOMO DEL PRESIDENTE A CAPO DELLA BANCA NAZIONALE, ED ENNESIMO ARRESTO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 23, 2010

Approvazione lampo del budget statale, che favorisce gli oligarchi a danno di piccola e media impresa. L’Opposizione Democratica critica sulla dilatazione delle uscite. Uomo di Janukovych a capo della finanza nazionale. Ancora un ex-ministro di Julija Tymoshenko in carcere

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Una manovra da circa 3 mila Hryvnje in mezzora. Senza nemmeno il parere della Commissione Bilancio. Così la maggioranza ha approvato il bilancio 2011. Un documento pesante, che incrementa la pressione fiscale su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Nello specifico, previste entrate per 281. 464. 879, 4 mila Hryvnie, Le uscite, 321. 948. 850, 3, in aumento rispetto alla quota prefissata. Il deficit, 38. 843. 000 mila Hryvnje, ha rispettato il 3,1% imposto da Janukovych ad Azarov.

In favore della manovra, 279 Parlamentari, sui 298 registrati. Tutti della maggioranza – comunisti, Partija Rehioniv, Blocco Lytvyn, ed alcuni indipendenti. Assenti i Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Protesta, per il mancato esame degli emendamenti da loro presentati.

Come sottolineato dal Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, il progetto è ritagliato ad hoc per i grandi industriali, a discapito del ceto medio, e degli strati meno abbienti. Inoltre, l’esponente del BJuT-Bat’kivshchyna ha rilevato come il bilancio non tenga conto dell’incremento di gas e beni di consumo. Previsto, a tal misura, da indurre persino economie crescenti, come India e Cina, a manovre più caute.

Di parere opposto, il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefemovv, che si è detto fiducioso nel miglioramento delle condizioni economiche, ha bollato i colleghi dell’Opposizione Democratica come isterici, ed ha spiegato come un bilancio ideale non esista.

Un uomo del Presidente presiede la Banca Nazionale. Ancora arresti di esponenti dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima del bilancio, un’altra decisione di rilievo. 282 Parlamentari, sempre della maggioranza, hanno confermato la nomina alla guida della Banca Nazionale ucraina di Serhij Arbuz. Proposto da Janukovych, il giovane banchiere è stato già vice del suo predecessore, Volodymyr Stel’makh, prontamente nominato consigliere del Presidente. Appartenente al circolo delle oligarchie di Donec’k, è vicino al Partija Rehioniv.

Preoccupata la celebre compagnia Goldman Sachs, che ha sottolineato come Arbuz, pronto a sostenere le operazioni di off-shore dei grandi industriali, possa provocare una svalutazione della Hryvnja, con gravi ricadute per l’economia ucraina.

Allarme ignorato dalle Autorità. Le quali, oltre che in economia, hanno continuato le operazioni di terrore politico. Nella mattinata, è stato arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. Ufficialmente, per appalti truccati, concessi dalla compagnia statale energetica, Naftohaz. In realtà, l’ennesimo provvedimento contro personalità vicine all’ex Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ora Leader dell’Opposizione Democratica.

Oltre al principale di Kornijchuk, Bohdan Danylyshyn, in prigione sono anche l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sulla stessa Julija Tymoshenko è stato aperto un processo politico. Con l’accusa, senza prove, di utilizzo di fondi per la riduzione del CO2 al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Procedimento giudiziario anche per l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: RADA CANCELLA MISURE ANTI-CORRUZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 21, 2010

La maggioranza approfitta dell’assenza dell’Opposizione Democratica. Bat’kivshchyna richiede stop della pressione politica. La Procura di Kyiv apre un’inchiesta sulla Notte di Sangue

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Quando il gatto non c’è, i topi ballano. Così, nella giornata di martedì, 21 dicembre, la maggioranza ha approfittato dell’assenza dell’Opposizione Democratica, per annullare la legge anti-corruzione. Fortemente voluto dall’attuale Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko, per contrastare il mercato nero, lesivo del bilancio statale, il provvedimento è stato votato nel gennaio del 2009.

Ad annullarlo, i 268 Parlamentari comunisti, del Blocco Lytvyn, e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – rimasti in aula. Invece, i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno abbandonato i lavori. Una protesta, per i mancati provvedimenti ai danni dei responsabili dell’aggressione subita giovedì, 16 dicembre.

Nessun provvedimento

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nel corso della Notte di Sangue, i colleghi della maggioranza hanno interrotto, con la violenza, il presidio pacifico della Rada, intrapreso, dalla mattinata, in solidarietà alla Lady di Ferro ucraina, colpita dall’apertura di un processo politico a suo carico. Quattro le vittime dell’agguato, ricoverate in condizioni critiche. Tutte della principale forza politica dell’Opposizione Democratica.

Come illustrato dal capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, il boicottaggio durerà fino alla comparsa in aula del procuratore generale, alla cessazione delle pressioni politiche, ed all’approvazione di una legge, che garantisca i diritti dell’opposizione, finora regolarmente calpestati. Tre richieste, mantenute anche dopo la comunicazione da parte della Procura di Kyiv dell’apertura di un’inchiesta sulla Notte di Sangue.

Lecito ricordare che, nella giornata di mercoledì, 15 dicembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata indagata per uso improprio del bilancio statale. Ad essere contestato all’anima della Rivoluzione Arancione, l’utilizzo dei fondi internazionali, ricevuti per il rispetto del protocollo di Kyoto, per il pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Privata del diritto d’espatrio, Julija Tymoshenko ha rigettato le accuse, prive di prove solide, e promesso lotta continua contro l’autoritarismo politico del Presidente Janukovych. E, coerentemente, per un’Ucraina giusta, Indipendente, democratica ed europea.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: IL MONDO DIVISO DINNANZI A BROGLI E VIOLENZE

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 21, 2010

Germania, Polonia ed UE verso l’abbandono della politica del dialogo. Tiepide critiche anche dagli USA. Chavez e Janukovych si congratulano con Lukashenka. Neutrale la Russia

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Sulla Bielorussia c’è chi si sveglia. E chi persevera nell’apologia dell’autocrazia. Nella giornata di lunedì, 20 dicembre, una nota congiunta dei Ministeri degli Esteri polacco e tedesco ha codannato l’atteggiamento delle Autorità bielorusse nel corso elle elezioni presidenziali di Domenica, 19 dicembre, riconferma della natura autoritaria del regime del Presidente, Aljaksandar Lukashenka.

In particolare Varsavia e Berlino hanno criticato non solo la falsificazione del voto. Ma anche, e sopratutto, le violenze sui manifestanti. E, dulcis in fundo, l’arresto dei principali candidati dell’opposizione. Una serie di atteggiamenti che, come riporta il comunicato, allontana Minsk da Bruxelles.

Una presa di posizione importante, sopratutto perché formulata da due Paesi ultimamente troppo distratti in materia di sviluppo della democrazia e dei diritti umani nel Mondo ex-sovietico.

Sulla stassa linea, il Parlamento Europeo. Cui Presidente, il popolare polacco, Jerzy Buzek, ha rilasciato una serie di dichiarazioni, improntate sul profondo sconcerto nel registrare come Lukashenka abbia sprecato un’importante occasione per avvicinarsi all’Unione Europea.

Malgrado il bat’ka — com’è definito Lukashenka in Patria — sia persona non grata, a Bruxelles molto è stato fatto per iniziare un dialogo. Risultato, una serie di prese in giro, con cui Minsk ha motteggiato la Comunità Internazionale.

Ultima, per l’appunto, i brogli elettorali, certificati dal rapporto OSCE, dinnanzi alle denuncie dell’opposzione, al silenzio dei Rappresentanti di Lista — nominati al 99% dal Presidente bielorusso — ed alla frettolosa dichiarazione da parte della Commissione Elettorale Centrale della vittoria di Lukashenka, con il 79,4% dei voti.

Criticità anche dagli Stati Uniti d’America. Il rappresentante della Casa Bianca, Filip Crouli, non ha riconosciuto la validità della votazione. Un’altra condanna considerevole, quella di Washington, da tempo in preda ad uno sterile volemose bene internazionale, che ha spinto la più importante democrazia del Mondo ad abbassare i toni dinnanzi alle violazioni delle libertà. Dispiace solamente che, in merito, non si sia espresso il Presidente in persona, Barack Obama.

Chavez e Janukovych con il Bat’ka. Continua la repressione sui manifestanti

La condanna di Washington è comunque un successo, se si considera che c’è chi Lukashenka l’ha difeso. Il Presidente venezuelano, Ugo Chavez, si è congratulato per la riconferma. Che, a suo avviso, certifica a Minsk lo status di faro del socialismo, contro l’internazionale capistalista.

Meno ideologiche, ma più gravi, le conclusioni della missione di osservazione del governo ucraino, composta da Parlamentari della maggioranza — comunsti, Blocco Lytvyn — e coordinata da Oleksandr Stojan, del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Secondo la delegazione di Kyiv, le conclusioni OSCE sono errate, in quanto non sono state riscontrate paticolari violazioni. Posizione interessante, formulata da una forza politica a cui la stessa OSCE ha imputato l’organizzazione di elezioni amministrative non in linea con gli standard democratici. Dopo anni, in Ucraina, di maturazione democratica. In seguito alla Rivoluzione Arancione.

Anche la Russia si è astenuta dal condannare le Autorità bielorusse. Il Presidente, Dmitrij Medvedev, ha definito la consultazione una questione interna al Paese vicino. Con cui i rapporti sono ultimamente peggiorati.

Lecito ricordare che, Domenica, 19 dicembre, ad urne chiuse, migliaia di manifestanti si sono riversati nella centrale Piazza dell’Indipendenza, per protestare contro le ennesime elezioni truccate. A rompere il presidio non violento, le cariche della polizia.

 

Picchiati, e, poi, arrestati, il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov — principale sfidante di Lukashenka — il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhorij Kostusev, il Candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskyj, il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych, il poeta, esponente del movimento Di la Verità, Valadymyr Njakljajev, ed il Capo del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk.

Oltre ad essi, colpiti anche 18 giornalisti, di testate nazionali, e corrispondenti di media esteri.

Il giorno successivo, i democratici bielorussi hanno continuato la dimostrazione pacifica. Medesimo canovaccio da parte delle Autorità. Decine i contusi e gli arrestati.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: COSTITUZIONE ANCORA MODIFICATA A VANTAGGIO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 19, 2010

La scadenza di Presidente e Parlamento aumentati di un anno. Al voto solo nel 2012 e nel 2015. Il Capo di Stato ignora la festa nazionale arancione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

“Siamo fedeli alle tradizioni, ma non ai metodi sovietici”. Così ha dichiarato Hanna Herman, vice capo dell’Amministrazione presidenziale, per giustificare la decisione del Capo dello Stato ucraino, Viktor Janukovych, di boicottare le solenni celebrazioni del Giorno della Libertà, il prossimo 22 novembre.

Peccato che, poco più tardi, ad adottare maniere da URSS è stata proprio la sua parte politica, rea dell’ennesima manipolazione arbitraria della Costituzione. Nella giornata di venerdì, 18 novembre, il Parlamento ha prolungato di un anno la propria cadenza, il mandato presidenziale, e quello di tutte le Amministrazioni Locali.

Nello specifico, le prossime elezioni parlamentari si terranno l’ultima Domenica di ottobre del 2012. Le presidenziali, invece, l’ultima di marzo del 2015. Dunque, la coalizione di governo si è aggiunta un anno in più alla guida del Paese, modificando un articolo della Costituzione del 1996 – ripristinata, lo scorso 30 settembre, con un decreto discutibile della Corte Costituzionale – che prevedeva il rinnovo di Rada e Presidenza ogni quattro anni.

A favore della proposta, la maggioranza compatta: tutti i 179 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – i 26 comunisti, ed i 20 del Blocco Lytvyn. Ad essi, si sono aggiunti 29 del gruppo misto, più 10 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, e 41 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i due gruppi dell’Opposizione Democratica.

A stupire, oltre alla superficialità con cui è stata affrontata la modifica di un articolo della Carta Suprema, la rapidità. Difatti, il voto della Rada ha seguito di poche ore il verdetto della Corte Costituzionale, che ha dato imprimatur al mutamento delle scadenze delle cariche. L’approvazione dovrà essere ratificata nella prossima seduta parlamentare dedicata alla questione, in programma al termine delle ferie invernali.

La battaglia dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Pronta la reazione dell’Opposizione Democratica. Con una nota, il BJuT-Bat’kivshchyna ha comunicato l’esclusione dei 10 deputati nazionali che hanno votato un provvedimento illiberale, voluto dalla maggioranza.

“La nostra posizione – ha dichiarato la Leader della forza politica, Julija Tymoshenko – è di assoluta contrarietà. Chi ha votato a favore delle modifiche dovrà risponderne personalmente. Non mi stupisce. Sono personaggi che temono per la propria rielezione. Il Parlamento è sempre più corrotto”.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina, anima della Rivoluzione Arancione, ha dichiarato supporto – seppur senza effigi di partito – alla manifestazione nazionale degli imprenditori e dei lavoratori, indetta per il prossimo 22 novembre, il Giorno della Libertà sconosciuto a Janukovych – una delle festività nazionali introdotte a seguito della Rivoluzione Arancione.

Motivo della protesta, l’entrata in vigore di un Codice Fiscale iniquo ed illiberale. Che, in cambio di sgravi fiscali per i grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv – incrementa la pressione su piccola e media impresa, vieta ai sindacati di riunirsi, istituisce la responsabilità diretta del lavoratore, e ne consente il monitoraggio dell’operato.

Anche questo provvedimento è stato approvato dalla maggioranza con estrema rapidità. Senza ascoltare alcuna delle proposte dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: FISCO PRO-OLIGARCHI APPROVATO CON LA FORZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 18, 2010

La Rada alla fine dell’esame di un provvedimento che favorisce i grandi industriali vicini alla maggioranza. L’Opposizione Democratica al fianco di lavoratori e piccola-media impresa

La rissa in Parlamento. FOTO 5 KANAL

La maggioranza ci va duro. Nella serata di giovedì, 17 novembre, l’esame del Codice Fiscale è arrivato alla sua fase conclusiva, con la votazione dei capitoli conclusivi. Un documento contrastato dalla maggior parte della popolazione, in quanto aumenta a dismisura la pressione fiscale su piccola e media impresa, ed introduce misure illiberali.

Tra esse, il divieto per le associazioni di categoria di riunirsi, la responsabilità diretta dei lavoratori, ed il monitoraggio del loro operato quotidiano. Decisioni significative, necessarie per bilanciare gli sgravi che saranno riservati per i grandi industriali, tradizionali sponsor dell’attuale coalizione di governo.

340 articoli, suddivisi in quattro faldoni, approvati letteralmente in modo forzato. Sì, perché malgrado il ritmo serrato imposto dalla coalizione di governo – che non ha considerato gli emendamenti presentati dall’Opposizione Democratica – in aula si è arrivati alla rissa. Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno distribuito platealmente banconote false in segno di protesta. E, una volta giunti nei pressi della Loggia del governo – dove siedono i Ministri, alla destra della Tribuna centrale – sono stati aggrediti da esponenti comunisti, del Blocco Lytvyn e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – i gruppi della maggioranza.

L’Opposizione Democratica con gli imprenditori. La maggioranza coi pianisti

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, in sostegno dei manifestanti. FOTO TYMOSHENKO.UA

Oltre ai parlamentari, anche gli uomini della security hanno adoperato metodi poco ortodossi, cercando di vietare la riunione del governo-ombra dell’Opposizione Democratica. Una seduta importante, dal momento in cui, alla presenza dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ad essa ha preso parte una delegazione dei 50 mila imprenditori, autisti e lavoratori impegnati da due giorni in una protesta presso il Parlamento.

“Appoggiamo le iniziative di protesta dei manifestanti – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – in primis, l’appello per invitare Janukovych a porre il veto ad un provvedimento iniquo, che non consente la ripresa economica. Inoltre – ha continuato Julija Tymoshenko – la manifestazione generale del prossimo 22 novembre. L’Opposizione Democratica – ha precisato la Leader di Bat’kivshchyna  – non si presenterà con propri simboli. Ma fornirà tutto l’appoggio logistico necessario. E’ una battaglia per il bene di tutta la popolazione”.

Oltre a tutto ciò, la maggioranza ha aprofittato del ritmo forzato per approvare una legge che elimina l’obbligo di votazione con scheda personale per le variazioni costituzionali. Un provvedimento che, privilegiando la forma elettronica, facilita irregolarità. Anche per i mutamenti della Carta Suprema del Paese.

Secondo diversi esperti, sarebbe il via libera ad ulteriori passi di una svolta autoritaria oramai consolidata.

Matteo Cazzulani