LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: NO DELLA POPOLAZIONE AL CODICE FISCALE IN FAVORE DEGLI OLIGARCHI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 16, 2010

Imprenditori e lavoratori protestano contro i privilegi ai grandi industriali. L’Opposizione Democratica attiva in Parlamento. Julija Tymoshenko: “Uniti batteremo le Autorità”

La protesta presso il Parlamento ucraino. FOTO 5 KANAL

Anche oggi in 50 mila contro il governo ucraino. Una fiumana di gente, dislocata presso il Parlamento e lungo l’adiacente via Hrushevs’kyj, presidiate dalle forze dell’ordine. Imprenditori, studenti, artigiani, insegnanti, senza bandiere di partito, accorsi nella capitale da ogni parte del Paese, per manifestare contro l’approvazione del Codice Fiscale, che la maggioranza intende concludere entro sera.

Una manovra osteggiata dalla maggior parte della popolazione, che prevede l’incremento delle imposte per la piccola e media impresa, con un conseguente aumento dei costi dei beni di consumo per la popolazione. Il tutto, a compensazione di esenzioni fiscali per grandi industriali, e pochi altri soggetti economici, vicini ad esponenti della maggioranza.

Inoltre, il progetto di legge prevede l’introduzione della responsabilità privata del singolo lavoratore, il monitoraggio quotidiano dell’attività lavorativa, ed il divieto di riunione per le associazioni di categoria.

Palloncini alla Rada. Pomodori in piazza

In tutto, la proposta di legge è composta da quattro faldoni, presentati sui banchi della Rada nella mattinata da parlamentari della maggioranza. I quali, per paura di un’occupazione dell’Opposizione Democratica, hanno trascorso la notte in aula.

Un vero e proprio terrore, che ha spinto gli esponenti comunisti, del Blocco Lytvyn, e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ad approvare un Ordine del Giorno che obbliga il Parlamento a lavorare fino alle 22.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Ciò nonostante, concordemente con quanto promesso il giorno precedente, l’Opposizione Democratica in aula ha iniziato un’aspra lotta. Dapprima, ha messo ai voti la possibilità di trasmettere la seduta in diretta tv, respinta dalla maggioranza. Successivamente, ha presentato una serie di emendamenti aggiuntivi. Miranti, soprattutto, alla limitazione dei privilegi per la grande industria.

Infine, dinnanzi alla mancata votazione di questi ultimi da parte della maggioranza, i Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno dispiegato striscioni di protesta, ed introdotto un grappolo di palloncini rosso-verdi e blu – i colori dei tre soggetti politici della coalizione di governo.

In contemporanea, carta, pomodori e centesimi lanciati sulle pareti del Parlamento dai manifestanti. Cittadini ucraini, giunti dalla Crimea, e dalle regioni di Leopoli, Donec’k, Zhytomir, Dnipropetrovs’k, Odessa e Poltava per protestare contro i privilegi concessi ai grandi industriali.

“Arrestiamo il terrore fiscale”, “Ad ogni deputato il minimo del pagato” e “Al popolo tocca fare i conti, agli oligarchi solo sconti” gli slogan più scanditi.

Ad essi, si è aggiunta la presenza della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, accorsa tra i dimostranti per portare il proprio sostegno.

“Dobbiamo batterci tutti. Per i nostri interessi – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – e permanere dinnanzi al Parlamento, fino a quando le nostre richieste non saranno almeno ascoltate. Cambiare si può, se si resta uniti”.

Voci arancioni, che è doveroso diffondere e sostenere.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: LA PIAZZA IN DIFESA DELLA LINGUA NAZIONALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 15, 2010

Sindacati, imprenditori, studenti e cittadini contro due progetti di legge controversi della maggioranza. L’Opposizione Democratica promette battaglia in Parlamento

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

In 50 mila contro due proposte. Forte è stata la manifestazione di imprenditori, studenti, e privati cittadini con il proprio Paese nel cuore, che nella giornata di lunedì, 15 novembre, si sono radunati presso il palazzo del governo ucraino. Oggetto della protesta, l’esame dei DDL su Codice Fiscale e questione linguistica. Due nodi impopolari, che la maggioranza sta cercando in tutti i modi di approvare.

Per quanto riguarda il Codice Fiscale, il progetto prevede esenzioni per grandi industriali, e pochi altri soggetti economici, bilanciate da misure restrittive per la piccola e media impresa. Ad esso, si aggiunge il prolungamento della giornata lavorativa, da 8 a 12 ore, per un totale di 48 ore settimanali.

“E’ un provvedimento illiberale – ha dichiarato al 5 Kanal il Segretario del sindacato Narodna Solidarnist’, Oleksij Kljashtornyj – che incrementa la responsabilità dei lavoratori, consente il monitoraggio delle attività, ed impedisce l’unione di associazioni di categoria”.

In difesa della cultura nazionale

Altro punto di scontro, la legge sullo status linguistico. Ad oggi, la lingua ufficiale del Paese è l’Ucraino. Ciò nonostante, la proposta di legge vorrebbe innalzare a tale rango tutti gli altri sistemi linguistici presenti sulle rive del Dnipro, con particolare attenzione per il russo. Nulla di male, si direbbe. Se non fosse che la questione linguistica, in Ucraina più che altrove, ha un’importanza maggiore, e differente, rispetto agli standard del Belpaese.

La manifestazione contro le proposte di legge su Codice Fiscale e questione linguistica. FOTO 5 KANAL

Il rafforzamento, e lo sviluppo, dell’Ucraino, implementato dall’Indipendenza del 1991, è segno di emancipazione, libertà, ed affermazione della propria identità storico-culturale. Soprattutto, dopo anni di russificazioni forzate, subite in epoca zarista e comunista. Sminuire l’importanza della lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta – in favore di quella di Pushkin, significa non solo riportare Kyiv all’epoca sovietica. Ma anche, e soprattutto, attentare al mantenimento della cultura nazionale.

Purtroppo, la maggioranza di governo ha comunicato di appoggiare la proposta, firmata dal leader dei comunisti, Petro Symonenko, dall’esponente del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj, e da Oleksandr Jefremov, capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Ad opporsi al tentativo di annichilimento della lingua nazionale, oltre ai manifestanti, l’Opposizione Democratica, composta dal Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e da Nasha Ukrajina – il gruppo dell’ex speaker, Arsenij Jacenjuk.

Ambo i soggetti hanno promesso alla Rada ogni forma possibile di protesta, per evitare l’approvazione di due progetti di legge lesivi della cultura e del benessere degli ucraini.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ALTRO MINISTRO ARANCIONE MINACCIATO DI ARRESTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 10, 2010

Jurij Lucenko, titolare degli Interni del governo Tymoshenko II, indagato dalla Procura. Il BJuT-Bat’kivshchyna: “Repressione politica”

L'ex ministro dell'interno, il segretario di Narodna Samooborona, Jurij Lucenko

Con l’ex ministro siamo a quota quattro. Nella giornata di martedì, 9 novembre, il titolare del dicastero nel secondo governo Tymoshenko, Jurij Lucenko, è stato convocato in procura per rispondere di utilizzo illecito delle risorse statali.

In particolare, a suscitare l’interesse degli inquirenti sarebbe un aumento – nemmeno troppo esoso – concesso all’autista in busta paga. Una questione che obbliga l’ex-ministro a non lasciare Kyiv. E, inoltre, potrebbe costargli dai 3 agli 8 anni di carcere.

Secondo il diretto interessato, l’affaire sarebbe stato orchestrato dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – a causa del suo supporto alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ed al suo partito, Bat’kivshchyna.

In una conferenza stampa, Lucenko ha illustrato come, già in passato, esponenti del partito di governo gli avessero intimato di interrompere l’appoggio alla Lady di Ferro ucraina, e di non permettere la corsa della propria forza politica, Narodna Samooborona, dalle votazioni locali.

Solidarietà del BJuT

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nel pomeriggio, la solidarietà del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Con una nota, il principale soggetto politico dell’Opposizione Democratica ha condannato l’accaduto, contestualizzandolo nell’opera di regresso delle libertà in atto sulle rive del Dnipro dall’avvio dell’amministrazione Janukovych. Di recente, rafforzato dall’elezione a Procuratore Generale di Viktor Pshonka, un uomo fedele al Capo dello Stato.

Lecito ricordare che, prima di Lucenko, ad essere colpiti da arresti ed interrogatori sono stati altri ministri e consiglieri di Julija Tymoshenko. L’ex ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex vice capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko.

Inoltre, costantemente convocato in procura per interrogatori, è anche il braccio destro dell’anima dell’Opposizione Democatica, l’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov. Sul cui arresto, le voci sono sempre più insistenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH RIVUOLE IL MAGGIORITARIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 7, 2010

Il Partija Rehioniv proporrà il ripristino dei collegi uninominali nelle elezioni parlamentari. Come prima della Rivoluzione Arancione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

La restaurazione continua. Dopo le elezioni amministrative, che la comunità internazionale è tornata a certificare come non in regola con gli standard democratici, le Autorità ucraine vogliono ripristinare il sistema maggioritario.

A comunicarlo, Domenica, 7 novembre, il parlamentare Vadym Kolesnichenko, esponente del Partija Rehioniv – la forza politca, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. In base a quanto da lui riferito, presto sarà presentata una proposta per ritornare ad elezioni miste, in cui metà dei mandati è assegnato proporzionalmente, e l’altra in collegi uninominali.

Come ai tempi di Kuchma

Un meccanismo che riporterebbe l’Ucraina indietro di una decina di anni. Sia sul piano elettorale, che su quello democratico. Lecito ricordare che le stesse forze politiche oggi al potere si sono servite del sistema misto per mantenere la maggioranza alla Rada, nonostante, de facto, avessero ottenuto meno consensi dei soggetti del campo democratico.

Così è stato fino alle parlamentari del 2002, quando l’alleanza Za Jedynu Ukrajinu ha potuto formare un proprio governo, nonostante, nei numeri, fosse stata battuta nettamente dai futuri partiti arancioni – Nasha Ukrajina e Blocco Tymoshenko.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Eliminato dalla Rivoluzione Arancione, il regolamento di voto misto vuole essere reintrodotto dal Partija Rehioniv per assicurarsi il controllo del Parlamento, anche in caso di sconfitta elettorale.

“Il maggioritario consente un contatto diretto tra elettori ed eletti – ha argomentato Kolesnichenko – è un progresso. Percepiamo che la popolazione è dalla nostra parte”.

A prova delle intenzioni dell’esponente del Partija Rehioniv, le dichiarazioni successive, secondo le quali la presenza sullo scenario politico di 190 partito è un segno di non-democrazia.

“Occorre eliminarne alcuni” ha spiegato.

La speranza, è che ad essere aboliti non siano né Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – né gli altri soggetti dell’Opposizione Democratica. Peraltro, nelle ultime consultazioni locali, già duramente colpiti da brogli, pressioni, e non-rispetto delle regole democratiche.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: ANCHE OBAMA SI ACCORGE DEI BROGLI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 3, 2010

Washington valuta non-pienamente regolari le consultazioni ucraine. L’Opposizione Democratica chiede una Commissione d’Inchiesta. Il Partija Rehioniv ne calpesta i diritti in Parlamento

Il presidente USA, Barack Obama

La sconfitta di mid-term ha svegliato Obama. Nella giornata di mercoledì, 3 novembre, anche gli USA hanno riconosciuto l’irregolarità del voto locale ucraino. A comunicarlo, una nota governativa, con cui Washington esprime un duro giudizio su consultazioni ritenute solo parzialmente in linea con gli standard democratici.

In particolare, a turbare gli Stati Uniti è stata la legge elettorale, che ha impedito ad alleanze, blocchi e partiti battezzati da meno di un anno di partecipare alle elezioni. Nonché la registrazione di liste-clone di Bat’kivshchyna nelle regioni di Kyiv e Leopoli. Tradizionali roccaforti, dove il principale partito dell’Opposizione Democratica non ha potuto presentarsi.

“Le infrazioni – si legge nella nota – rilevate da ONG indipendenti, ci hanno turbato. Sopratutto, le schede elettorali annullate, senza possibilità di contestazione, il mancato rispetto del silenzio elettorale, l’attività di propaganda presso le sezioni elettorali, ed conteggi interrotti senza alcun motivo valido”.

Il BJuT all’attacco alla Rada

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Pronta la risposta, anche sul piano politico, dell’Opposizione Democratica. I Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna hanno richiesto la creazione di una Commissione Straordinaria d’urgenza per indagare sull’effettiva correttezza della consultazione locale.

Ad affermarlo, il parlamentare del BJuT, Serhij Sas, abile nello sfruttare il mercoledì dell’opposizione: giornata in cui, da prassi dalla Rivoluzione Arancione, l’Ordine del Giorno dei lavori è stabilito dall’Opposizione.

“Che ricorrano alla Procura Generale, e ci lascino lavorare” gli ha risposto il Rappresentante in Parlamento del Presidente, Jurij Mirishnychenko, escludendo ogni indagine sulla legittimità delle votazioni.

Inoltre, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Capo dello Stato, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha deciso di non rispettare il turno dell’Opposizione Democratica, ed ha imposto un proprio o.d.g.

In risposta, i Deputati del gruppo dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, hanno occupato l’aula, e bloccato i lavori per l’intera seduta mattutina.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: IL TEST PER LA DEMOCRAZIA AL VIA SENZA L’OPPOSIZIONE NELLE SUE ROCCAFORTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 31, 2010

Irregolarità e ricorsi alla vigilia del voto locale. Bat’kivshchyna esclusa dalla corsa nelle roccaforti di Kyiv e Leopoli

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Urne aperte in Ucraina. Per la priva volta dall’Indipendenza, gli ucraini sono chiamati a rinnovare le amministrazioni regionali, provinciali, cittadine e locali, con un sistema misto proporzionale-maggioritario. Solo per i piccoli centri di campagna, è previsto il maggioritario puro. Candidati a sindaco e consiglieri possono essere solo presentati da partiti registrati da più di un anno. Non da blocchi, alleanze e forze partitiche costituitesi da meno di 365 giorni.

Un vero e proprio test per la tenuta della democrazia in Ucraina, dopo una distribuzione iniqua dei rappresentati nelle Commissioni Elettorali Locali – a favore della maggioranza – e pressioni su media indipendenti, giornalisti ed esponenti delle opposizioni. Non a caso, 1913 sono gli osservatori ufficiali dispiegati. Una cifra altissima per una consultazione amministrativa.

Bat’kivshchyna esclusa a Kyiv. A Leopoli corre il suo clone

A ridosso dell’apertura dei seggi, gli ultimi scandali. La Commissione Elettorale di Kyiv ha escluso dalla competizione la lista-clone del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. Senza, tuttavia, riammettere quella originale. Una farsa, come commentato dal coordinatore locale, Kostjantyn Bondarjev, che ha impedito alla lista favorita dai sondaggi di prendere parte al voto.

Lecito ricordare che il clone di Bat’kivshchyna è stato presentato dall’ex segretario regionale, Volodymyr Majbozhenko, dimissionato da un congresso interno per essere passato tra le fila del Partija Rehioniv – il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Tuttavia, la Corte Locale si è rifiutata di riconoscere tale modifica, ed ha permesso al transfuga di depositare un propria lista di appoggio alla maggioranza, con il brand del principale partito di opposizione.

Ancor più tragica la situazione a Leopoli, dove il clone di Bat’kivshchyna è stato riammesso da una sentenza urgente della Corte Locale, che ha cancellato un precedente provvedimento della Commissione Elettorale leopoliense simile a quello approvato a Kyiv.

“In una delle roccaforti, al nostro partito è proibito di presentarsi agli elettori – ha illustrato il coordinatore locale, Roman Ilyk – una situazione anomala, che ha stupito anche la coordinatrice della missione di osservazione USA, Bena Barry”.

Dinnanzi a tuuto ciò, la Leader di Bat’kivshchyna, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha dichiarato che non riconoscerà l’esito del voto nelle due città, ed ha invitato il proprio elettorato a votare contro tutti, dal momento in cui nessuna delle altre forze politiche si è attivata in sua difesa. Unica eccezione, il Narodnyj Rukh, disposto a candidare esponenti Bat’kivshchyna nelle proprie liste per garantire la libertà di scelta ai leopoliensi.

Il protocollo di Kherson. Le schede di Kharkiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Medesimo scenario potrebbe verificarsi anche a Kherson. Dove, nella giornata di sabato, 30 ottobre, è stato pervenuto un protocollo contenente, nel dettaglio, i risultati delle votazioni per il consiglio comunale. Con tanto di percentuali, schede bianche e nulle.

Il documento, indirizzato alla Commissione Elettorale Territoriale, attesta una comoda vittoria al candidato del Partija Rehioniv, Volodymyr Sad’o, altresì dato per sconfitto da tutte le rilevazioni sociologiche precedenti. Alla luce dello scandalo, il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Jurij Odarchenko, ha esposto ricorso alla Procura Generale.

In dubbio anche il riconoscimento delle votazioni a Kharkiv. Qui, in una tipografia non-autorizzata, è stata scoperta la stampa di schede elettorali in sovrannumero. Il misfatto, in piena violazione della legge, è stato giustificato dalle Autorità come una misura per evitare disguidi dell’ultimo istante. Ciò nonostante, casi simili sono stati individuati anche ad Ivano-Frankivs’k, ed in altre città del Paese.

La mobilitazione internazionale

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, anche altre forze dell’opposizione sarebbero state colpite da provvedimenti ingiusti. Il partito Za Ukrajinu ha denunciato l’esclusione dei suoi rappresentanti di lista dalla Commissione Elettorale Locale di Ternopil’. Simile trattamento, a Leopoli, per quelli di Nasha Ukrajina. Il candidato sindaco di Donec’k del Centro Unito, infine, è stato arrestato a pochi giorni dal voto.

Tuttavia, la principale concentrazione di osservatori internazionali è presente ad Odessa, dove la campagna elettorale si è tinta persino di antisemitismo. Come denunciato dall’esponente del partito Spravedlyvist’, Valerij Pesec’kyj, la candidata del Partija Rehioniv, Oleksija Kostusjeva, avrebbe fatto distribuire presso scuole ed edifici pubblici materiali in cui si invita a non votare il principale avversario, il sindaco uscente, Eduard Hurbic – supportato dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – in quanto ebreo.

Gli exit-pool sono previsti immediatamente dopo la chiusura dei seggi, alle 22 locali. I primi risultati certi, nella giornata di lunedì, 1 novembre.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ARRESTATO L’ENNESIMO EX MINISTRO DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 20, 2010

Fermato a Praga Bohdan Danylyshyn, ex Ministro dell’Economia nel secondo governo Tymoshenko. E’ il terzo arresto di un esponente del BJuT-Bat’kivshchyna. L’Opposizione Democratica: “Janukovych instaura un regime poliziesco”. La Maggioranza non esclude altri simili provvedimenti

L'ex ministro dell'economia, Bohdan Danylyshyn

Anche il terzo arresto è arrivato. Nella giornata di martedì, 19 ottobre, l’ex ministro dell’Economia ucraino, Bohdan Danylyshyn, è stato arrestato. A riferirlo, l’interpool di Praga, dove l’ex membro del secondo governo Tymoshenko si trovava, con lo status di ricercato nazionale.

Al politico è stata contestata la violazione dell’articolo 364 del Codice Penale ucraino, che prevede la punizione per chi esercita il potere in maniera pericolosa. Nello specifico, Danylyshyn è stato accusato di intromissione nelle procedure di compravendita di aziende a responsabilità limitata, alla base di perdite del bilancio statale pari a 13,9 milioni di Hryvnje.

L’allarme dell’Opposizione Democratica. Le giustificazioni delle autorità

Accuse nebulose, che hanno suscitato l’immediata reazione del Blocco Tymoshenko. Con una nota, la principale forza dell’Opposizione Democratica ha definito la faccenda come l’ennesimo arresto politico operato dalle autorità ucraine ai danni degli avversari. Ed ha invitato il presidente, Viktor Janukovych, a condurre una battaglia onesta e corretta.

“Le autorità – riporta la nota del BJuT-Bat’kivshchyna – hanno dato l’ennesima dimostrazione di sapere lottare con le soli armi della forza. Anziché occuparsi dello stato della nazione, Janukovych continua a trasformare il Paese in un regime poliziesco. E’ la sua condotta ad essere antidemocratica, e a ledere alle casse dello Stato”.

In serata, la risposta della maggioranza, affidata al parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Ivan Myrnyj.

“La lotta alla corruzione è un compito che il presidente Janukovych ha fatto proprio. Quello di Danylyshyn non è che l’ennesimo arresto in questa direzione. Non escludo che simile provvedimento sarà applicato anche ad altri aderenti al BJuT”.

Continui provvedimenti

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Nelle dichiarazioni di Myrnyj c’è del vero. Negli ultimi mesi, dalla caduta del governo Tymoshenko dello scorso febbraio, sono già due i membri dell’entourage della Lady di Ferro ucraina ad essere stati arrestati, senza prove concrete. Si tratta dell’ex vice capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko.

Costantemente convocato in procura per interrogatori, è anche il braccio destro di Julija Tymoshenko, l’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov, sul cui arresto le voci sono sempre più insistenti.

Nel frattempo, il vice procuratore, Jevhen Vlazhivs’kyj, ha comunicato di avere già inviato in Repubblica Ceca la richiesta di estradizione per l’ex ministro dell’Economia.

Matteo Cazzulani

UCRAINA XXI SECOLO: LA TYMOSHENKO LANCIA L’OPPOSIZIONE NEW STYLE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 10, 2010

L’anima dei Democratici ucraini invita gli arancioni ad elaborare un programma moderno, giusto, ed europeo, piuttosto che a litigare sul nome del leader

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nuove idee per un’opposizione davvero moderna. A dettare la linea è la leader del principale partito del campo democratico Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, che in un’intervista al settimanale Dzherkalo Tyzhnja ha riconosciuto che l’errore più grave commesso in passato dal campo arancione è stato quello di litigare sul leader da candidare in ogni consultazione, senza concentrarsi sui programmi e sulla loro realizzazione.

A tale pro, La Lady di Ferro ucraina ha lanciato il progetto Ucraina XXI Secolo: l’unione di tutte le forze dell’Opposizione Democratica non più intorno ad una figura-capo, bensì ad un programma stilato da personalità competenti, intellettuali, che consenta di dare una risposta alle sfide della modernità.

Internet per tutti

Il principio alla base di Ucraina XXI Secolo è quello della costruzione di un Paese giusto, democratico, europeo e professionale. Julija Tymoshenko non ha declinato uno per uno i contenuti del programma, ma ne ha evidenziato il primo punto.

“Per iniziare, proponiamo l’estensione a tutti della possibilità di accedere ad internet, con priorità a scuole ed uffici. E’ necessario, per mettere in contatto varie personalità del Paese che, seppur lontane, lavorano ad un unico progetto. Gli altri argomenti saranno discussi con l’obiettivo di modernizzare il Paese, e renderlo competitivo”.

Un’Opposizione europea

Un’Opposizione Democratica hi-tec, che, con nuove idee, e non più vecchie guide, si batte per quei principi di sempre, che nel 2004 e nel 2007 la portarono al potere. Ciò nonostante, Ucraina XXI Secolo è un progetto di stampo europeo. Difatti, Julija Tymoshenko ha invitato i partecipanti a stilare una serie di proposte di legge, da votare l’indomani dell’auspicata vittoria elettorale, sul modello di quando fatto dai Tories inglesi lo scorso maggio.

“I conservatives britannici – ha evidenziato la Lady di Ferro ucraina – hanno preparato un pacchetto di 22 proposte, approvate alla prima seduta del Parlamento. E’un modo di comportarsi politicamente maturo, che dobbiamo imitare, per modernizzare il nostro Paese”.

Al servizio della causa

In chiusura, l’anima dell’Opposizione Democratica ha risposto a chi, ingiustamente, l’ha accusata sempre di protagonismo e narcisismo, spiegando di essere disponibile a farsi da parte e a lavorare al programma, senza ambire alla guida di Ucraina XXI Secolo.

“Vi sembrerà strano, ma ci credo davvero – ha affermato Julija Tymoshenko – e sono convinta che ce la faremo. E’ con la speranza di migliorare il Paese che vivo ogni singolo attimo della mia attività”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA, L’ULTIMA DI JANUKOVYCH: RITORNO AL MAGGIORITARIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 8, 2010

Il Presidente ucraino propone un ritorno al sistema maggioritario per assicurare l’egemonia del Partija Rehioniv. Proposta con Sarkozy un’alleanza tra Kyiv, Parigi e Mosca

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dopo il presidenzialismo, il maggioritario. L’ennesimo stravolgimento della politica ucraina è stato avanzato dal Presidente in persona, Viktor Janukovych, secondo cui il sistema elettorale ideale nel Paese sarebbe un proporzionale al 50%, con l’altra metà dei seggi assegnati alla forza politica che raccoglie più voti.

Un calcolo scaltro, se si considera che la sua forza politica, il Partija Rehioniv, è stata la più votata nelle ultime due parlamentari, staccando di pochi voti la principale lista dell’Opposizione, il Blocco Tymoshenko.

“Nel Paese troppo spesso avvengono elezioni. Gli ucraini sono stanchi di tornare alle urne. C’è bisogno di stabilità politica”. Così si è giustificato Janukovych.

L’appoggio di Sarkozy. Tra amnesia e sete di gas

Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy

Il Presidente ha avanzato tale proposta a Parigi, nell’ambito del summit bilaterale con il suo collega francese, Nicolas Sarkozy.

“Siamo molti vicini – ha sottolineato il Capo di Stato ucraino – anche dal momento in cui dallo scorso Primo di ottobre i nostri due Paesi hanno la stessa forma di governo [Repubblica Presidenziale, n.d.a.]”.

“Siamo amici – ha risposto l’inquilino dell’Eliseo – e, in quanto tali, siamo pronti a sostenere ogni vostra decisione, anche in ambito interno”.

L’amnesia del Capo di Stato francese – che si è dimenticato di ricordare a Janukovych che l’Europa ha condannato il regresso democratico in corso in Ucraina, soprattutto dinnanzi alle crescenti pressioni su giornalisti, media ed opposizioni – non è stato l’unico argomento del meeting.

Sarkozy e Janukovych hanno discusso di tematiche energetiche, rafforzato la collaborazione per la compravendita di gas, ed esaminato la possibile eliminazione delle barriere doganali tra Kyiv e Parigi.

Infine, il Presidente francese ha proposto a Janukovych la creazione di un’unica area di libero mercato tra i loro paesi e la Federazione Russa. Indispensabile, secondo i due Capi di Stato, sia dal punto di vista energetico che da quello geopolitico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL CONSIGLIO D’EUROPA CRITICA IL REGRESSO DEMOCRATICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 6, 2010

Il Consiglio d’Europa approva una risoluzione di condanna del regresso della democrazia in Ucraina, ed esorta Kyiv a rientrare negli standard europei. Contestato il mancato rispetto di Opposizioni e Libertà di Stampa e di Parola. I democratici ucraini in allarme. La maggioranza: “L’opposizione non esiste più”

Il logo del Consiglio d'Europa

Il Consiglio d’Europa tira le orecchie a Janukovych. Nella giornata di martedì, 5 ottobre, l’Assemblea parlamentare del Vecchio continente ha criticato il regresso democratico ucraino degli ultimi mesi, ed invitato Kyiv ad approntare urgenti misure correttive per rispettare i parametri europei.

Colpiti giornalisti, opposizione, e media indipendenti

Nel testo della risoluzione, approvata da 102 consiglieri sui 109 presenti, con il solo voto contrario del rappresentante russo, Bruxelles ha espresso forte allarme per il continuo mancato rispetto dei principi democratici e delle libertà fondamentali, in primis quella di stampa e di parola. Nello specifico, a preoccupare l’Europa è la condizione di giornalisti, media indipendenti, ed oppositori politici, su cui le autorità esercitano costante pressione e controllo.

Gija Gongadze, giornalista di opposizione ucciso nel 2000.

L’esponente del Lichtenstein, Renate Volvend, relatrice del capitolo, ha fatto espresso riferimento alla misteriosa sparizione del giornalista di opposizione Vasyl’ Klyment’jev, alla chiusura delle indagini sull’omicidio Gongadze – di cui è stato incolpato l’ex ministro dell’interno, suicidatosi nel 2005 – alla sottrazione di frequenze al 5 Kanal e TVI, e al tentativo di approvare una legge per limitare il diritto di manifestazione – impedita, la scorsa estate, da una mobilitazione di piazza.

Allarme è stato espresso anche dinnanzi al ruolo dei servizi segreti ucraini, spesso adoperati per controllare l’operato di cronisti, attivisti ONG ed oppositori.

“Vorrei porre l’attenzione sull’intrusione dei servizi segreti ucraini nella vita privata di diversi giornalisti – ha dichiarato la rappresentante estone, Majlis Reps – la loro presenza è sempre più forte. Occorre un’immediata riforma per rispettare gli standard democratici”.

La prova delle amministrative. Il pasticcio della Costituzione

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Anche la preparazione delle elezioni amministrative, in programma il prossimo 31 ottobre, non ha soddisfatto Bruxelles. Il Comitato di Monitoraggio del Consiglio d’Europa ha dichiarato di temere manipolazioni del voto, ed invitato Kyiv a rispettare la volontà del popolo, sovrano in ogni democrazia.

A riguardo, Bruxelles è turbata dinnanzi alla registrazione di liste-clone di forze politiche dell’Opposizione, alla composizione delle commissioni elettorali locali, in cui le diverse forze politiche non sono equamente rappresentate, ed alla legge elettorale, che vieta la partecipazione alla competizione ad alleanze, blocchi e partiti registrati da meno di un anno.

Oltre alla risoluzione del Consiglio, è atteso il parere della Commissione di Venezia sul ripristino della Costituzione del 1996, che ha cancellato sei anni di sviluppo democratico ed aumentato a dismisura i Poteri del Capo dello Stato sul Parlamento, ora impossibilitato a controllarne l’operato.

Le prime indiscrezioni preannunciano l’ennesimo rimprovero nei confronti di Kyiv. Significativo, infatti, è un allegato alla risoluzione, che, a seguito dell’annullamento della Costituzione del 2004, invita la Rada ad un’ulteriore revisione delle norme della Carta Suprema, per adattarla agli standard europei.

Cancellato il Giorno dell’Opposizione

Il Deputato Nazionale del BJuT, Andrij Kozhem'jakin

Nonostante il cartellino giallo europeo, le prime ripercussioni politiche della decisione della Corte Costituzionale ucraina non hanno tardato a palesarsi. Semplificata la procedura di passaggio da un gruppo parlamentare ad un altro, già 8 deputati hanno cambiato casacca, ed aderito alla Coalizione di Governo.

Inoltre, la seduta del 6 ottobre, come quelle di ogni mercoledì, è stata l’ultima in cui la proposta dell’ordine del giorno è spettata all’Opposizione. Una regola, di alta maturità democratica, istituita a seguito della Rivoluzione Arancione. Cancellata, forse per sempre, dalla nuova maggioranza.

Per protesta, l’Opposizione democratica ha abbandonato la sala, e deciso di non designare propri membri nella Commissione Speciale incaricata di rivedere il regolamento parlamentare, alla luce del ripristino della vecchia Carta Suprema.

“Non contribuiremo alla restaurazione della vecchia Costituzione – ha dichiarato il deputato del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – la Coalizione di governo ci sta imbavagliando”.

Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov

Secca, e chiara, la risposta della maggioranza, affidata al capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il premier, Mykola Azarov, ed i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksandr Jefremov.

“Concordemente con la Costituzione del 1996, il concetto di opposizione non esiste più. Il BJuT e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, n.d.a.] facciano quello che vogliono, ma non ci sarà più alcun giorno riservato al loro ordine del giorno”.   

Matteo Cazzulani