LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: PARLAMENTARE ARANCIONE INVITA ALL’ELIMINAZIONE DEI VISTI UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 10, 2011

Esclusiva intervista per il Legno Storto del Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs’kyj. “Il libero ingresso in UE per gli ucraini facilita l’integrazione”

Il deputato nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs'kyj

Tallinn — Tra il voto in internet e quello via cellulare, le sorti dell’Ucraina. E’ accaduto anche questo alla vigilia dell’election day estone, lo scorso sabato, 5 Marzo.

In esclusiva per il Legno Storto, il Deputato Nazionale Jurij Kljuchkovs’kyj, a Tallinn per osservare le elezioni più hi-tech del pianeta, ha analizzato la situazione politica del suo Paese. Ed approfittato del giornale italiano per lanciare un appello.

“C’è bisogno dell’annullamento del regime dei visti per l’UE — ha tenuto a specificare, sin da principio — solo tale apertura può cambiare la visione che gli ucraini hanno di Bruxelles”.

Un punto non di scarsa importanza. Ad oggi, a non necessitare documenti più complessi del solo Passaporto sono solo i cittadini dell’Unione Europea. Non quelli dell’Ucraina, costretti all’acquisto di costosi visti.

Spesso, ottenuti dopo peripezie burocratiche di diversi mesi. E, prima ancora, interminabili file, presso le rappresentanze di Paesi politicamente già nel Vecchio Continente. Polonia e Slovacchia, in primis.

L’eliminazione del regime dei visti, ed una politica delle porte aperte, sono l’unico mezzo per dimostrare agli ucraini che Bruxelles è futuro ed opportunità”.

Ne è convinto il sessantenne Parlamentare, alla Rada dal 1998, sempre nello schiramento arancione. Dapprima, come esponente del Narodnyj Rukh Ukrajiny. Poi, dal 2002, eletto nelle liste di Nasha Ukrajina per tre tornate consecutive. Fino al periodo attuale. In cui le forze della Rivoluzione Arancione appaiono quantomai frammentate.

“In Ucraina, la politica è legata a persone, non a partiti politici — spiega Kljuchkovs’kyj — i dissidi interni alla Coalizione Democratica [al governo dall’autunno del 2007, al Febbraio del 2009, composta dal Blocco Tymoshenko, Nasha Ukrajina, e Blocco Lytvyn, n.d.a.] tra l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko lo hanno dimostrato”.

Una caratteristica tutta ucraina quella della divisione. Immortalata persino in uno dei detti più popolari del Paese — Dove ci sono due ucraini, ci sono tre Het’many [capi militari]. Strana, tuttavia, dinnanzi allo strapotere accumulato dal comune avversario, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Notizie circa la creazione di nuovi soggetti politici sono all’ordine del giorno nell’Opposizione. Incapace di accantonare il passato per il bene comune. Ed unirsi, per battere il comune avversario.

“Anche qui, l’Europa deve giocare il suo ruolo — afferma il Deputato — l’UE è comoda per tutti. Non solo per le regioni centro-occidentali [che la cultura europea l’hanno nel DNA, in virtù della loro appartenenza al Granducato di Lituania, e, poi, al Commonwealth Polacco-Lituano, tra il XIV ed il XVIII secolo, n.d.a.] ma anche per quelle orientali, russofone, che guardano a Mosca. Le porte aperte dell’Europa, sono comode anche al Donbas”.

Un uscio che, purtroppo, l’Occidente ha chiuso in faccia a Kyiv nel momento meno propizio. Nel 2008, con gli arancioni al governo — sostenuti dalla speranza in essi risposta da un elettorato desoderoso di un futuro euroatlantico — la presidenza francese UE ha congelato l’ingresso di Ucraina, Georgia e Moldova.

Pochi mesi prima, simile decisione è stata adottata dal vertice NATO di Bucarest, in cui lo scontro tra una Nuova Europa — Inghilterra ed Europa Centrale — attenta alle richieste di Kyiv, Chisinau e Tbilisi, ed una Vecchia — Francia, Germania, Belgio, Italia, ed Olanda in primis — timorosa della reazione della Russia a tali aperture, ha segnato la vittoria degli ultimi.

E l’avvio di una politica estera dell’Occidente basata su gas, interessi, e pragmatismo, piuttosto che sul cuore, e sul rispetto della propria cultura.

Matteo Cazzulani

Ha collaborato Sara Anderlini

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UCRAINA: MEMORANDUM FMI E BILANCIO PASSANO ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 14, 2010

Incrementate età di pensionamento, tariffe sul gas, e pressione fiscale. Diminuiti i fondi per la cultura. Per il governo, misure necessarie. L’Opposizione Democratica: “Tagli ingenti, che preoccupano”  

Il premier ucraino, Mykola Azarov

Le donne in pensione a 65 anni. La bolletta del gas più cara del 50%. Nella giornata di martedì, 14 dicembre, la Rada ha approvato un memorandum, che innalza età pensionabile e tariffe dell’oro blu per la popolazione.

Un pacchetto di misure, necessario, secondo il Premier, Mykola Azarov, per ottenere la seconda rata del prestito del Fondo Monetario Internazionale. 15 miliardi di Dollari, che le Autorità hanno assicurato di necessitare con urgenza.

Peccato che a smentire il Primo Ministro ucraino sia proprio il FMI, che mai ha confermato tale indiscrezione. Inoltre, gli sforzi imposti alla popolazione contrastano con il promesso incremento delle paghe sociali, tanto propagandato dal Presidente, Viktor Janukovych, e dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Capo di Stato, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Primo imprimatur al bilancio

Il vice speaker di Bat'kivshchyna, Mykola Tomenko

Oltre al memorandum, approvato, in prima lettura, anche il bilancio 2011. Scopo della manovra, la riduzione del deficit al 3,1%. Il mezzo, una minore ridistribuzione del PIL, tagli al funzionamento dello Stato, ed incremento della pressione fiscale su piccola e media impresa. Il tutto, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv.

A favore, 275 Parlamentari su 425. Tra essi, tutti quelli del Partija Rehioniv e dei suoi alleati di coalizione, Narodna Partija e comunisti. Inoltre, si sono aggiunti 19 consensi da Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, ed uno dal Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Pronta la risposta dell’Opposizione Democratica. Con una nota, il principale partito, Bat’kivshchyna, ha espulso dal proprio gruppo il Deputato Nazionale che ha appoggiato la manovra, definita foriera di una dilagante corruzione. Difatti, ad essere contestate sono, sopratutto, uscite per ministeri cancellati solo pochi giorni fa da un rimpasto di governo, attuato da Janukovych in persona.

Inoltre, come evidenziato dal Vice Speaker, Mykola Tomenko, anch’egli della forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, il budget è gravoso per lavoratori, e piccola e media impresa, fondamentali per la ripresa dell’economia.

Inoltre, preoccupa il taglio alle uscite per le iniziative culturali. Necessarie, in un anno in cui l’Ucraina festeggia il ventennale della propria Indipendenza.

Approvato in prima lettura, il bilancio passa al vaglio di esperti e commissioni per la revisione finale. Precedente al voto in seconda lettura, previsto per le prossime sedute.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL BILANCIO DOPO IL CODICE FISCALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 8, 2010

Ridotte le uscite in quasi tutte le voci. Obiettivo, deficit al 3%. L’Opposizione Democratica: “Bozza poco chiara ed incostituzionale. Presto emendamenti”. Venerdì il voto in aula

Il premier ucraino, Mykola Azarov

Saranno le tasche della piccola e media impresa a ridurre il deficit. Nella giornata di mercoledì, 8 dicembre, il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha presentato il budget 2011. Una manovra, bollata come effettiva e razionale, mirata al contenimento delle spese per ridurre il deficit al 3%.

In particolare, è prevista una riduzione della redistribuzione del PIL — dal 30% del 2010 al 28% – un taglio alle spese per la burocrazia statale, ed un lieve incremento delle uscite per pensioni e paghe sociali.

Il PIL complessivo, in aumento del 4,5%, è quantificato in 1253 trilioni di Hryvnje. L’inflazione è stimata all’8,9%. L”indice di produttività industriale, all’11,3%. Inoltre, il bilancio conferisce maggiore autonomia agli enti locali, autorizzati al trattenimento di una parte delle imposte, per il sussidio delle proprie fabbriche.

La manovra passa ad un pool di esperti per i ritocchi finali. Prima del voto in Parlamento, già il prossimo venerdì.

Bat’kivshchyna reagisce al bilancio

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Pronta la reazione dell’Opposizione Democratica, fortemente critica nei confronti di una proposta poco chiara, e pericolosa per le casse dello Stato. In una conferenza stampa, appositamente convocata, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha preannunciato che alla Rada i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna — la sua forza politica — presenteranno una serie cospicua di emendamenti correttivi.

“Abbiamo visionato a fondo la bozza — ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina — non si tratta di un bilancio statale, ma di totale corruzione. Del resto, è questa la filosofia del governo”.

Ad entrare nello specifico, il Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, che ha evidenziato come le uscite previste non siano in grado di garantire il consisente innalzamento di paghe sociali e pensioni, promesso in campagna elettorale dal presidente, Viktor Janukovych.

Inoltre, il Deputato Nazionale del BJuT-Bat’kivshchyna ha notato l’incostituzionalità di un bilancio presentato in Parlamento con consistente ritardo rispetto al limite legale — lo scorso 15 settembre.

Infine, Solobjev ha denunciato il fatto che l’intero peso della manovra graverà sulle spalle della piccola e media impresa, dal momento in cui il bilancio si baserà in toto su un sistema di tassazione iniquo, appena approvato.

Noto come Codice Fiscale, il provvedimento incrementa la presione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tuttti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Approvato, in Parlamento, dalla maggioranza, a ritmo di forza — senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti — ha provocato la reazione di 10 mila persone, accampatesi sul Majdan Nzalezhnosti, dal 22 novembre al 3 dicembre.

 

Rinviato in aula, con alcune modifiche di facciata di Janukovych, che non ne hanno mutato la sostanza, il Codice Fiscale è stato approvato in definitiva. Sempre senza possibili interventi dell’Opposizione Democratica.

 

Il giorno successivo, la polizia ha sgomberato la tendopoli sulla piazza principale della Capitale. E posto fine, con la forza, alla dimostrazione non violenta degli imprenditori. Ceto, fondamentale per una ripresa economica di cui il Paese ha estrema necessità, dopo anni di crisi.

Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: IN UCRAINA TREMA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 5, 2010

Secondo ulteriori indiscrezioni del celebre sito, il Presidente ucraino avrebbe minacciato quello lituano, ed usuffruito di consulenti USA per la campagna elettorale grazie a finanze illecite. Gas, Holodomor e Mazepa all’origine delle frizioni tra Kyiv e Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

C’è tanta Ucraina nelle rivelazioni WikiLeaks. Secondo quanto riportato dalla versione ucraina della BBC, tra i documenti publicati dal sito più temuto del pianeta ci sono dispacci dell’intelligence americana in merito alla situazione politica sulle rive del Dnipro, dal 2005 al 2008.

Stando ad una nota, inviata a Washington dall’ambasciata USA di Kyiv nel 2005, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych, avrebbe rivolto parole pesanti al Capo di Stato lituano, Valdas Adamkus. Reo, secondo il capo del Partija Rehioniv — allora all’opposizione — di avere appoggiato la Rivoluzione Arancione. Con cui, con l’arma della non violenza, gli ucraini hanno reagito alle ennesime elezioni falsate, e portato alla vittoria il campo democratico.

Sempre riguardo al Partija Rehioniv, l’allora Console americano, Daymon Wilson, avrebbe fornito al Consiglio di Sicurezza nazionale un dettagliato rapporto della forza politica, da cui emerge  l’importanza dell’oligarca Rinat Akhmetov. Grazie ai suoi cospicui finanziamenti, Janukovych si sarebbe assicurato i servizi di una nota compagnia americana di consulenza elettorale nelle parlamentari , vinte, del 2006.

Oltre alle sponsorizzazioni oscure, a preoccupare Washington, anche il comportamento assunto da esponenti del Partija Rehioniv in ambito internazionale. In particolare, la posizione in favore del regime cubano di Fidel Castro, espressa della Commissaria per i Diritti Umani, Nina Karpanova, numero due nelle liste della forza politica di Janukovych.

L’oro blu e la fine della Rivoluzione Arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Infine, emerge l’attenzione con cui gli Stati Uniti hanno seguito i continui litigi interni al campo arancione. Particolare apprensione sarebbe stata comunicata alla rappresentanza USA a Kyiv circa le frizioni tra l’allora Premier, Julija Tymoshenko, ed il Presidente emerito, Viktor Jushchenko.

Motivazione principale delle incomprensioni, il gas. La Lady di Ferro ucraina, attuale Leader dell’Opposizione Democratica, avrebbe agito per trattare l’oro blu direttamente con la Russia. L’ex Capo di Stato, invece, si sarebbe schierato in difesa dell’intermediario RosUkrEnergo: misteriosa compagnia elvetica, posseduta per metà dal monopolista russo Gazprom e dall’oligarca ucraino Dmytro Firtash, incaricata della compravendita del gas in Ucraina.

Altri punti alla base dei cattivi rapporti con Mosca, la permanenza della Flotta Russa del Mar Nero  in territorio ucraino, ed il rafforzamento del ricordo di pagine importanti della storia di Kyiv. In primis, l’Holodomor, e l’eroica figura di Ivan Mazepa.

Lecito ricordare che precedenti rivelazioni, pubblicate venerdì, 3 dicembre, hanno indicato Firtash come uomo di fiducia di Jushchenko per gli affari energetici.

Inoltre, l’attuale principale finanziatore di Janukovych sarebbe stato, con Akhmetov, il vero regista dell’inciucio tra Nasha Ukrajina — il partito di Jushchenko — ed il Partija Rehioniv. L’accordo, certificato nell’agosto 2006 da un memorandum, ha portato ad una coalizione di governo, allargata a socialisti e comunisti, tanto anomala quanto poco duratura.

Unico ad opporsi, il BJuT — il gruppo di Julija Tymoshenko — da sempre fedele agli ideali del Majdan, e, corentemente, alla tutela degli interesi nazionali ucraini.

Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: DALLA RUSSIA PRESSIONI SULLA LETTONIA. OLIGARCA DEL GAS ARTEFICE DELL’INCIUCIO UCRAINO CHE HA CHIUSO LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on December 3, 2010

Mosca avrebbe minacciato Riga in ambito energetico ed estero. Firtash autore dell’alleanza tra Janukovych e Jushchenko. Julija Tymoshenko: ”E’ la prova della mia coerenza”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Altre indiscrezioni su Russia ed Ucraina dal sito più temuto dalle diplomazie del pianeta. Come riportato dal quotidiano lettone Neaktariga, tra i documenti pubblicati da WikiLeaks vi sarebbero le prove della pressione della Russia per modificare la politica estera ed energetica della Lettonia.

Il Cremlino avrebbe intimato ad esponenti di governo, e della principale forza politica, il Partito Popolare, di tutelare gli interessi di determinati magnati dell’industria locale, in buoni rapporti con la Federazione Russa. Inoltre, nell’agosto 2008, Mosca si sarebbe mossa per impedire l’appoggio di Riga alla Georgia, aggredita dall’esercito russo.

Da parte lettone, nessun commento ad indiscrezioni catalogate come prive di senso. Anche perché, alla fine dei conti, la Lettonia ha mantenuto una politica energetica bilanciata. Ed è stata, assieme agli altri Stati Baltici, Ucraina e Polonia, tra gli unici a supportare con forza il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili.

RosUkrEnergo killer della Rivoluzione Arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Altrettanto interessanti i dispacci sull’Ucraina, pubblicati dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda. Protagonista, Dmytro Firtash, uno degli oligarchi più influenti del Paese, principale sponsor nelle ultime elezioni presidenziali del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Nonché, co-proprietario di RosUkrEnergo: misteriosa società energetica elvetica, posseduta, per l’altra metà, dal monopolista russo Gazprom, incaricata della compravendita di gas sulle rive del Dnipro.

Malgrado la vicinanza con l’atuale Capo di Stato, Firtash avebbe comunicato all’ex ambasciatore USA, William Taylor, di essere il consigliere per le questioni energetiche non-ufficiale — ma più fidato — dell’allora Presidente, Viktor Jushchenko.

Una vicinanza stretta. Al punto, sempre stando a quanto publicato da WikiLeaks, da essere il vero artefice della coalizione tra il Partija Rehioniv e Nasha Ukrajina — la forza politica di Jushchenko. Un’operazione, avvenuta nell’agosto 2006, concordata con l’allora principale sponsor di Janukovych, l’oligarca Rinat Akhmetov.

Un episodio che, dal punto di vista politico, ha tradito gli ideali della Rivoluzione Arancione, fedeli ai quali è rimasta solo Julija Tymoshenko. Il cui gruppo parlamentare — il BJuT — è rimasto l’unico ad opporsi ad una maggioranza anomala. Un vero e proprio inciucio, poi allargato a socialisti e comunisti.

Firtash ha negato la veridicità di alcuni dettagli. Senza, tuttavia, confutare il suo rapporto con Jushchenko, e la sua reale influenza sulla politica ucraina.

Amara soddisfazione, invece, per Julija Tymoshenko, che ha evidenziato come le notizie di WikiLeaks certifichino la responsabilità degli oligarchi nella frattura interna al campo democratico, causa della delusione dei molti che negli ideali del Majdan hanno creduto fortemente.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina ha dichiarato di continuare, oggi come allora, nella lotta contro oligarchi, corruzione, e svendita del patrimonio infrastrutturale energetico, culturale e linguistico del suo Paese.

E di battersi, coerente come sempre, per un’Ucraina Giusta, Democratica ed Europea.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH IMPONE IL CODICE FISCALE E MANDA LA TYMOSHENKO DAI GIUDICI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 2, 2010

La maggioranza forza il Parlamento ancora una volta. La Leader dell’Opposizione Democratica convocata in procura

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Janukovych colpisce ancora. Nella giornata di giovedì, 2 dicembre, il Parlamento ha approvato la redazione finale del Codice Fiscale, secondo le osservazioni presentate, poche ore prima, dal Capo di Stato.

Cambiamenti di facciata, che non hanno modificato un provvedimento contestato da 2 mila imprenditori e lavoratori, sul Majdan Nezalezhnosti.

Il provvedimento incrementa la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi per i grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Approvato a ritmo di forza dalla maggioranza – comunisti, Narodna Partija e Partija Rehioniv – senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, il provvedimento ha provocato la protesta di 10 mila persone, giunte nella piazza più celebre della Capitale da tutte le province del Paese.

Dinnanzi a tale mobilitazione, Janukovych ha vetato il documento, ed esortato il Parlamento a riapprovarlo, secondo sue osservazioni.

Anche in questa occasione, è mancata la discussione. Infatti, l’aula ha proceduto direttamente alla votazione, senza dichiarazioni di voto dei gruppi. A favore della proposta emendata hanno votato 268 parlamentari su 417.

Tra essi, anche esponenti dell’Opposizione Democratica: 13 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, e 7 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. I Deputati Nazionali della forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, sono stati immediatamente esclusi dal partito.

“Siamo contrari — ha dichiarato il capogruppo BjuT, Ivan Kyrylenko — all’approvazione di un documento che non rispetta le richieste dei picoli imprenditori. Peraltro — ha continuato — approvato in disaccordo con il regolamento della Rada. Le procedure parlamentari sono state forzate”.

Giallo sulle prime reazioni dei manifestanti. Dapprima, il Majdan ha salutato con gioia l’approvazione del documento. Successivamente, presa visione del reale contenuto, niente affatto differente da quello contestato, i dimostranti hanno deciso di continuare la protesta, e richiedere l’annulamento del Codice.

Ennesime pressioni sull’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Accanto a ciò, le autorità di Kyiv hanno segnato un nuovo regresso democratico. Nella mattinata, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata convocata in Procura per un misterioso interogatorio. Il terzo, da quando la Lady di Ferro ucraina guida il fronte avversario a quello del presidente Janukovych.

“E’ una manovra per vendicarsi della mobilitazione del Majdan — ha dichiarato Julija Tymoshenko — non abbiamo mai lasciato soli i piccoli e medi imprenditori, cruciali per la ripresa della nostra economia”.

Lecito ricordare che, oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, altri esponenti dei governi del campo democratico sono stati colpiti da simili provvedimenti. Quando non addirittura arrestati.

Oltre all’ex vice premier, Oleksandr Turchynov — braccio destro di Julija Tymoshenko — anche l’ex ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex vice capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko, e l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SUL CODICE FISCALE SPUNTA IL MEMORANDUM

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 2, 2010

Il governo concede un organo consultivo, immunità, e condoni. I dimostranti non accettano, e continuano la protesta. Il documento all’esame del Parlamento

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Vani cambiamenti di facciata in vista del voto in Parlamento. Così sono stati commentati gli accordi tra il governo ucraino ed i manifestanti, raggiunti nella notte di mercoledì, Primo dicembre.

Le parti hanno siglato un memorandum, con cui sarà costituito in Parlamento un gruppo di coordinamento di piccoli e medi imprenditori. Inoltre, le Autorità hanno garantito l’immunità ai partecipanti alle dimostrazioni, ed un condono del debito accumulato per il ritardato pagamento dei contributi pensionistici.

Infine, promessi provvedimenti per gli autori della prima bozza del contestato documento. Senza, tuttavia, specificarne l’identità.

Il provvedimento, vetato dal Presidente, Viktor Janukovych, dinnanzi alla protesta di 10 mila persone accampate sul Majdan Nezalezhnosti, passa ora all’esame della Rada. Secondo lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, sarà approvato a breve, per consentire la stesura del bilancio secondo i nuovi parametri di tassazione.

La manifestazione va avanti

Fredda la reazione dei manifestanti, a cui la posizione di Janukovych, ed il rapido lavoro di correzione delle Autorità, non sono bastati.

Come dichiarato dall’addetto stampa del Comitato organizzativo della protesta, Svjatoslav Shvecov, il riesame alla Rada del medesimo documento non può definirsi veto, ma una misura per ingannare chi da settimane dimostra contro il Codice Fiscale.

Inoltre, Shvecov ha ribadito gli obiettivi dei manifestanti: veto dell’attuale documento, redazione di un nuovo Codice, dimissioni dei responsabili dell’esecutivo per sfera economica – il Premier, Mykola Azarov, il vice premier, Serhij Tihipko, ed il capo della Compagnia Statale degli Imprenditori, Mykhajlo Brods’kyj.

A promettere mobilitazione duratura, anche la Coordinatrice del Consiglio degli Imprenditori ucraini, Anna Aleksenceva, che ha evidenziato l’impossibilità di apportare seri cambiamenti alla proposta in soli tre giorni di lavoro.

Lecito ricordare che il Codice Fiscale incrementa la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Approvato in Parlamento a ritmo di forza dalla maggioranza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, ha provocato la mobilitazione di 10 mila persone, accorse in un presidio permanente nel centro di Kyiv da tutte le province ucraine. Dinnanzi a ciò, Janukovych ha posto il veto al provvedimento, e lo ha rinviato al Parlamento per correzioni.

Accanto alla piazza, la battaglia è combattuta anche alla Rada dai Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica. Bat’kivshchyna, come illustrato dalla sua Leader, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha elaborato un progetto alternativo per istituire un fondo pensionistico generale, ed esenzioni per piccola e media impresa.

Un settore, da sempre coerentemente difeso, cruciale per una ripresa economica, di cui il Paese ha estremo bisogno. Dopo la crisi degli ultimi anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MAJDAN PER DIMISSIONI DEL GOVERNO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 29, 2010

In 5 mila manifestano, malgrado condizioni meteo proibitive. L’Opposizione Democratica coi dimostranti

La protesta sul Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Nemmeno l’ondata di gelo raffredda la protesta. Nella giornata di lunedì, 29 novembre, in 5 mila hanno partecipato all’ennesima manifestazione nazionale contro il Codice Fiscale. Come nei giorni precedenti, le persone in piazza avrebbero potuto essere molte più, se solo, oltre alle avverse condizioni meteo, non si fossero verificati poco chiari problemi nell’acquisto di biglietti ferroviari.

Dal Majdan Nezalezhnosti, una parte del corteo si è recata presso il Parlamento, dove il provvedimento è in corso di studio da esponenti della Commissione di Venezia – organismo europeo per la valutazione della conformità delle legislazioni al regolamento UE.

I manifestanti hanno declinato pubblicamente l’invito delle autorità ad un incontro per affrontare la revisione del contestato documento, ed hanno ribadito la linea adottata: veto del Presidente, e dimissioni del governo, realmente affatto intenzionato ad accogliere le richieste di imprenditori e lavoratori.

Inoltre, il Coordinatore Generale della protesta, Oleksandr Danyljuk, ha esortato le forze politiche patriottiche ad unirsi all’azione. In quanto, dinnanzi all’indifferenza delle Autorità, è necessario contare su partner a livello politico.

Un’evoluzione, dal piano economico a quello politico, necessaria per ottenere la cancellazione di un provvedimento iniquo. Difatti, il Codice Fiscale incrementa la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità privata del lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto di riunione per i sindacati.

Il BJuT-Bat’kivshchyna accanto ai manifestanti

Il vice speaker della Rada, Mykola Tomenko

L’invito è stato accolto dall’Opposizione Democratica. Contemporaneamente alla protesta, l’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha richiesto le dimissioni del governo, qualora il Capo di Stato dovesse porre il veto. Secondo il Vice Speaker del Parlamento, la coalizione di maggioranza è responsabile dinnanzi ad un provvedimento approvato a ritmo di forza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di approntare emendamenti.

Inoltre, come dichiarato nei giorni scorsi dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali del BJuT presenteranno alla Rada un progetto alternativo, in cui è richiesta la formazione di un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, un fondo pensionistico generale, ed il mantenimento di esenzioni per piccoli e medi imprenditori.

Un ceto fondamentale per la ripresa economica. Che Kyiv necessita fortemente, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LYTVYN FIRMA IL CODICE FISCALE. JANUKOVYCH DA MEDVEDEV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 26, 2010

Lo Speaker della Rada approva il contestato sistema di tassazione nel mezzo di un vacuum istituzionale. Presidente e Premier rispettivamente in Russia ed Emirati Arabi

lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn

Finta calma sul Majdan. L’indomani della seconda manifestazione nazionale di 10 mila persone contro il Codice Fiscale, sulla piazza principale della Capitale, trasformata in tendopoli, sono rimasti un centinaio di dimostranti. Imprenditori e lavoratori che, a turno, alimentano il presidio permanente. Fino a quando il Presidente, Viktor Janukovych, non porrà il veto su un provvedimento contestato da ampi strati della società ucraina.

Seppur non siano in programma azioni di alcuna sorta, i dimostranti restano sul chivalà. A ragione, dal momento in cui, nella tarda mattinata, il Codice Fiscale è stato firmato dalla seconda carica dello Stato, lo speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn. A comunicarlo, la sua addetta stampa, Ol’ha Chorna, che ha preannunciato anche la prossima sigla del responsabile dell’Amministrazione Presidenziale.

In aggiunta, la notizia, trapelata nella mattinata, secondo cui le Autorità starebbero approntando una contromanifestazione, da dirigere sul Majdan contro la tendopoli degli imprenditori.

A comunicarlo, il Forum Nazionale dei Sindacati Ucraini, che ha denunciato pressioni di esponenti governativi su dirigenti di alcuni settori per costringere i propri tesserati a sollevarsi in favore del Codice fiscale. In particolare, ad essere coinvolti sarebbero gli operai dell’aviazione ed i carpentieri.

Una situazione surreale, dal momento in cui a protestare contro Janukovych è persino la Federazione dei Sindacati ucraini, diretta da un membro del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

L’assenza delle Autorià

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ad innervosire i manifestanti, anche la non curanza delle Autorità, assenti dal Paese dall’inizio della protesta, lo scorso martedì, 22 novembre. Dopo il vertice UE-Ucraina di Bruxelles, e, a domicilio, la visita del Presidente israeliano, Shimon Perez, Janukovych è volato a Mosca per un incontro col suo collega russo, Dmitrij Medvedev. La decima negli ultimi tre mesi. Azarov, invece, è impegnato in un safari diplomatico, tra Africa del Nord e Penisola Arabica.

Lecito ricordare che l’oggetto della protesta è l’approvazione del Codice Fiscale. Un documento iniquo, che compensa sgravi per i grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv, con l’incremento delle imposte su piccola e media impresa.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto per i sindacati di riunirsi in azioni comuni.

Pur rispettandone l’apartiticità, la manifestazione è appoggiata dall’Opposizione Democratica. La cui Leader, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ha fornito aiuto logistico, per mantenere attiva la tendopoli, e per raccogliere le firme per le dimissioni del governo. Altro obiettivo della protesta.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina ha promesso battaglia anche alla Rada, con la presentazione, da parte dei Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, di un progetto alternativo, che prevede la creazione di una polizia speciale contro l’evasione, la costituzione di un fondo pensionistico, ed agevolazioni per piccola e media impresa.

Un settore da sempre, coerentemente, tutelato dal BJuT-Bat’kivshchyna. Cruciale per una ripresa economica fondamentale nel Paese, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: FISCO PRO-OLIGARCHI APPROVATO CON LA FORZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 18, 2010

La Rada alla fine dell’esame di un provvedimento che favorisce i grandi industriali vicini alla maggioranza. L’Opposizione Democratica al fianco di lavoratori e piccola-media impresa

La rissa in Parlamento. FOTO 5 KANAL

La maggioranza ci va duro. Nella serata di giovedì, 17 novembre, l’esame del Codice Fiscale è arrivato alla sua fase conclusiva, con la votazione dei capitoli conclusivi. Un documento contrastato dalla maggior parte della popolazione, in quanto aumenta a dismisura la pressione fiscale su piccola e media impresa, ed introduce misure illiberali.

Tra esse, il divieto per le associazioni di categoria di riunirsi, la responsabilità diretta dei lavoratori, ed il monitoraggio del loro operato quotidiano. Decisioni significative, necessarie per bilanciare gli sgravi che saranno riservati per i grandi industriali, tradizionali sponsor dell’attuale coalizione di governo.

340 articoli, suddivisi in quattro faldoni, approvati letteralmente in modo forzato. Sì, perché malgrado il ritmo serrato imposto dalla coalizione di governo – che non ha considerato gli emendamenti presentati dall’Opposizione Democratica – in aula si è arrivati alla rissa. Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno distribuito platealmente banconote false in segno di protesta. E, una volta giunti nei pressi della Loggia del governo – dove siedono i Ministri, alla destra della Tribuna centrale – sono stati aggrediti da esponenti comunisti, del Blocco Lytvyn e del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – i gruppi della maggioranza.

L’Opposizione Democratica con gli imprenditori. La maggioranza coi pianisti

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, in sostegno dei manifestanti. FOTO TYMOSHENKO.UA

Oltre ai parlamentari, anche gli uomini della security hanno adoperato metodi poco ortodossi, cercando di vietare la riunione del governo-ombra dell’Opposizione Democratica. Una seduta importante, dal momento in cui, alla presenza dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ad essa ha preso parte una delegazione dei 50 mila imprenditori, autisti e lavoratori impegnati da due giorni in una protesta presso il Parlamento.

“Appoggiamo le iniziative di protesta dei manifestanti – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – in primis, l’appello per invitare Janukovych a porre il veto ad un provvedimento iniquo, che non consente la ripresa economica. Inoltre – ha continuato Julija Tymoshenko – la manifestazione generale del prossimo 22 novembre. L’Opposizione Democratica – ha precisato la Leader di Bat’kivshchyna  – non si presenterà con propri simboli. Ma fornirà tutto l’appoggio logistico necessario. E’ una battaglia per il bene di tutta la popolazione”.

Oltre a tutto ciò, la maggioranza ha aprofittato del ritmo forzato per approvare una legge che elimina l’obbligo di votazione con scheda personale per le variazioni costituzionali. Un provvedimento che, privilegiando la forma elettronica, facilita irregolarità. Anche per i mutamenti della Carta Suprema del Paese.

Secondo diversi esperti, sarebbe il via libera ad ulteriori passi di una svolta autoritaria oramai consolidata.

Matteo Cazzulani