LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

RIMPASTO DI GOVERNO IN POLONIA: DA TUSK UNA LEZIONE DI EUROPA E CORAGGIO

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 21, 2013

Il Premier polacco si affida all’esperienza giovanile ed europea di Ministri nuovi e capaci determinati ad integrare l’economia polacca nell’Unione Europea. Confermati alcuni Ministri della cristianodemocratica Piattaforma Civica e quelli del partito contadino PSL.

Un esercito di quarantenni chiamati a governare un Paese dinamico in un periodo di inizio crisi secondo esperienze di respiro europeo. Nella giornata di mercoledì, 20 Novembre, il Premier polacco, Donald Tusk, ha presentato il rimpasto di Governo, con l’inserimento di sette nuovi ministri, tutti appartenenti alla Piattaforma Civica -PO: la forza partitica cristianodemocratica del Capo del Governo.

Il nuovo Vicepremier è Elzbieta Bienkowska: giovane ministro uscente dello sviluppo regionale a cui è stata affidata la guida del superministero dei Trasporti, Infrastrutture, Sviluppo Regionale ed Economia Marittima.

La nomina della Bienkowska alla guida del dicastero più potente è stata motivata dalla capacità che, da Ministro per lo Sviluppo Regionale, il nuovo Vicepremier ha dimostrato nell’attrarre ed utilizzare in maniera adeguata i fondi europei per la realizzazione di infrastrutture nelle regioni meno sviluppate del Paese.

Europa e giovani è il motto con cui è stato nominato il nuovo Ministro delle Finanze, Mateusz Szczurek: un giovane talento 38enne, già Principale Economista della Banca ING con una serie di master tra l’Università del Sussex e quella di Francoforte.

Nonostante il talento, Szczurek, la cui nomina rappresenta una vera e propria sorpresa, non è un politico: una situazione che, de facto, indebolisce il giovane Ministro, ed aumenta l’influenza della Cancelleria del Premier sulle questioni di carattere finanziario, finora affidate all’ex-Vicepremier, Jacek Rostowski.

Fondamentale è la nomina di uno dei massimi esperti di economia di mercato in Polonia, l’ex-Sortosegretario di Stato presso il Ministero delle Finanze, Maciej Grabowski, a Ministro dell’Ambiente: una carica che il nuovo Titolare di dicastero ha ricevuto per accelerare i lavori per l’avvio dello sfruttamento del gas shale.

Lo sfruttamento di questo gas -di cui il territorio polacco, secondo le stime EIA è ricco per 148 trilioni di piedi cubi- permette alla Polonia di ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Russia, e, per questo, è osteggiata da pressioni provenienti da Mosca, che spinge in maniera più o meno lecita le compagnie internazionali impegnate nella ricerca di shale in territorio polacco ad abbandonare la loro presenza nel Paese.

Altre nomine europee sono quelle dei Parlamentari Europei Lena Kolarska-Bobinska a Ministro dell’Istruzione Superiore, e del 41enne Rafal Trzaskowski alla guida del Ministero della Digitalizzazione.

Più legate alle dinamiche di politiche interne sono invece le nomine a Ministro dell’Educazione di Joanna Kluzik-Rostowska -approdata alla PO dopo un avere servito da Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo guidato dal Capo del partito conservatore Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski- e alla guida del Ministero dello Sport di Andrzej Biernat: finora Vicecapogruppo PO alla Camera Bassa.

Confermati sono invece alcuni dicasteri di peso, tra cui il Ministero degli Esteri -saldo nelle mani di Radoslaw Sikorski, di recente promosso a Vice-Capo del consiglio dei Mimistri degli Esteri e della Difesa del Partito Popolare Europeo- e quello della Difesa -mantenuto dal giovane Tomasz Siemomiak.

Restano anche il Ministro degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz, della Cultura, Bogdan Zrojewski, della Sanità, Bartosz Arlukowicz, del Lavoro e Politiche Sociali, Wladyslaw Kosiniak-Kamisz, del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, e della Giustizia, Marek Biernacki.

Restano anche i due Ministri in quota al partito contadino PSL -che governa in coalizione con la PO- il titolare dell’Economia, Janusz Piechocinski, e il Capo del Dicastero dell’Agricoltura, Stanislaw Kalemba.

Il rimpasto di governo a forte vocazione europea è avvenuto dopo un importante successo politico di Tusk nell’ambito dell’approvazione del bilancio UE, da cui la Polonia risulta essere la prima beneficiaria con l’erogazione di 105,8 Milioni di Euro, prevalentemente dal Fondo Europeo di Coesione e dal primo e secondo filare della PAC.

L’Europeismo polacco e il berlusconismo-d’alemiano italiano

Tuttavia, per il premier Tusk La situazione non è tutta rosea, dal momento in cui il rimpasto di Governo è stato necessario per rimpiazzare alcune importanti caselle rimaste vuote a causa di scandali, come quello di Slawomir Nowak: ex-Ministro dei Trasporti dimessosi per avere omesso dalla dichiarazione dei redditi un costosissimo orologio mostrato in pubblico.

Il Premier Tusk paga anche un crollo di consenso per la PO dovuto agli inizi della crisi che sta avvantaggiando i conservatori di Diritto e Giustizia: pronti ad una campagna elettorale per le prossime Elezioni Europee basate su toni euroscettici.

Con la decisione di affidarsi a nuovi Ministri giovani con esperienze europee, Tusk ha dimostrato non solo coraggio, ma anche la capacità politica di dare spazio ad energie nuove che, accompagnate all’esperienza dei più anziani, deve spingere la Polonia verso un’ancora più profonda integrazione nelle strutture UE per uscire dalla crisi il quanto prima possibile.

Il comportamento di Tusk deve fare riflettere sullo stato di avanzamento politico e culturale della Polonia: un Paese che, nell’Italia Governata dagli eterni Berlusconi e D’Alema -e dai troppi tuttologi che parlano senza essersi informati- è troppo spesso vituperato in maniera gratuita, bieca, grezza e, me lo si permetta, stolta.

Matteo Cazzulani

RADOSLAW SIKORSKI PROPONE UN’EUROPA PIU’ UNITA PER BATTERE LA CRISI

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on July 7, 2012

Il Ministro degli Esteri polacco invita l’UE a rafforzare la politica di coesione, e dichiara il varo di un fronte comune tra i Paesi del Gruppo di Vysehrad durante i negoziati per il varo del bilancio comunitario per il periodo 2014-2020. Il Capo della Diplomazia ungherese, Janos Martonyi, contrario alla divisione dell’Unione tra Stati di differente peso politico in base alla moneta adottata

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

Nell’Unione Europea di oggi ci vuole più Delors e meno De Gaulle. Questa è la ricetta per lo sviluppo dell’UE proposta dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, a Budapest, durante la tappa conclusiva del suo tour presso le capitali dei Paesi appartenenti al Quartetto di Vysehrad.

Secondo Sikorski, l’Europa deve fare proprio l’insegnamento del politico francese Jacques Delors e rafforzare le proprie istituzioni comunitarie, sopratutto in un momento di difficoltà economica come quello attuale. Al contrario, Bruxelles non deve cedere alla tentazione di privilegiare gli interessi dei singoli Paesi per creare un’Europa delle Nazioni, come invece proposto da un altro politico transalpino, l’ex-Presidente della Francia, Charles De Gaulle.

“Restando insieme potremo costituire un gruppo comune invincibile – ha dichiarato Sikorski, come riportato da Gazeta Wyborcza – rappresentiamo milioni di europei che non hanno abbandonato l’idea di Europa, e che sono determinati affinché l’UE diventi un progetto coronato da successo”.

La teoria del Ministro degli Esteri polacco è stata esposta durante un discorso in cui i Paesi del Gruppo di Vysehrad – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – hanno dichiarato la costituzione di un fronte comune per la stesura del budget dell’Unione Europea 2014-2020.

In particolare, Sikorski ha illustrato come il Quartetto di Vysehrad intenda battersi in seno all’UE per il mantenimento della politica di coesione, e ha evidenziato l’importanza ricoperta in passato dai fondi comunitari per il rafforzamento delle economie polacca, ungherese, ceca e slovacca.

Inoltre, il Ministro degli Esteri polacco ha dichiarato il sostegno da parte del Gruppo di Vysehrad all’istituzione di imposte sulle transazioni finanziarie, e ha sottolineato come il bilancio comunitario non possa basarsi unicamente sulle entrate dei singoli Paesi dell’Unione Europea.

“Venti anni fa siamo stati visti come qualcosa di estraneo – ha evidenziato Sikorski – siamo stati avvertiti come Paesi stranieri ricchi solo di cognomi difficili da pronunciare, il cui ingresso nell’UE avrebbe generato più problemi che vantaggi. Invece, siamo al posto giusto al momento giusto, e abbiamo fornito un importante aiuto in diverse occasioni, attingendo dalla nostra esperienza”.

L’esperienza a cui ha fatto riferimento il Ministro degli Esteri polacco è quella storica: i Paesi del Gruppo di Vysehrad, così come il resto dell’Europa Centrale, hanno vissuto sulla loro pelle sia il nazismo che il comunismo, e sono riusciti a sopravvivere alle due grandi barbarie del ventesimo secolo.

Per questa ragione, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – che in totale registrano un introito economico di 260 Milioni di Dollari, e che presso il Consiglio Europeo possiedono la medesima quantità di voti di quelli di Germania e Francia – credono in un’Unione Europea forte, aperta e solidale, governata secondo i metodi della collegialità.

Da Vysehrad un no all’Europa dalle due velocità

Concorde con il Ministro degli Esteri polacco si è detto il suo collega ungherese, Janos Martonyi, che ha evidenziato come l’UE non debba dividere i Paesi membri in differenti classi di appartenenza a seconda delle loro politiche monetarie.

Il riferimento del Capo della Diplomazia magiara è alle ultime posizioni assunte durante la stesura del nuovo patto fiscale da Germania e Francia, che hanno escluso dall’ambito decisionale dell’UE gli Stati che, come i membri del Quartetto di Vysehrad – ad eccezione della Slovacchia – ancora non hanno adottato la moneta unica.

Matteo Cazzulani