LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UNIONE DOGANALE RUSSO-BIELORUSSO-KAZAKA: STALLO DI KYRGYSTAN ED UCRAINA ALL’INGRESSO NELLA CEE POSTSOVIETICA

Posted in Kyrgystan, Ukraina by matteocazzulani on June 20, 2011

A Bishek fermi i lavori per l’ingresso nella CEE euroasiatica, malgrado le volontà del Presidente, Roza Otumbajeva. Pressing di Mosca e Minsk sull’Ucraina, sempre più indecisa tra la riedizione URSS e la Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea

Il presidente kyrgyso, Roza Otumbajeva

Tutti la vogliono, ma nessuno ci entra. Nella giornata di giovedì, 16 Giugno, la Presidente del Kyrgystan, Roza Otumbajeva, si è detta delusa per la lentezza con cui procede la ratifica dell’ingresso del Paese nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Nello specifico, il Capo di Stato filo-russo non ha notato alcun dibattito presso la Keshena, malgrado l’adesione alla CEE post-sovietica – punto di forza del programma della sua Amministrazione – sia stata approvata dai Deputati lo scorso 11 Aprile.

Nella primavera del 2010, il Kyrgystan è stato al centro del ritorno al potere della fazione filo-russa, che, manu militari, ha scalzato il precedente governo filo-occidentale di Kurmanbek Bakijev, insediato in seguito alla pacifica Rivoluzione dei Tulipani, ma travolto da scandali e corruzione. Seguenti elezioni hanno certificato una composizione del parlamento molto frammentata, in cui, tuttavia, un atteggiamento estero che guarda a Mosca è abbastanza condiviso.

Russia e Bielorussia sponsorizzano la nuova URSS

Altro Paese nel mirino dell’Unione Doganale è l’Ucraina, verso cui la Russia nutre un vivo interesse, come dimostrato dalle dichiarazioni del Vice-Premier, Igor Shuvalov: in una conferenza a Pietroburgo, il braccio destro di Vladimir Putin ha spiegato come attraverso la CEE euroasiatica Mosca non solo abbia l’intenzione di integrare economicamente – e, quindi, politicamente – Kyiv, ma anche di trattare da un’affermata posizione di leader regionale le condizioni per un rapporto privilegiato con l’Unione Europea.

Ad illustrare meglio tale disegno ci ha pensato il Presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, che, in un commento alla BelTA, ha parlato espressamente di processo di integrazione post-sovietico mirato ad unire popoli fratelli con economie molto simili. Nello specifico, il Bat’ka ha dichiarato come nel mercato comune dell’Unione Doganale i prodotti saranno privi di tariffe doganali, ed anche le importazioni dall’UE saranno trattate in comune da Mosca, Minsk, e Kyiv.

Una prospettiva che, tuttavia, all’Ucraina non è necessaria, forse per non molto: A differenza dei Paesi della CEE post-sovietica, Kyiv è membro del WTO, e sta trattando con Bruxelles le clausole per il varo di una Zona di Libero Scambio con l’UE.

Oltre a precise garanzie economiche, condicio sine qua non per la sua istituzione è il rispetto di libertà di stampa e pluralismo politico, su cui le Autorità ucraine hanno ancora molto da lavorare, sopratutto alla luce delle crescenti pressioni sui giornalisti e sugli esponenti dell’Opposizione Democratica, confermate di recente dal rinvio a giudizio della Leader del campo arancione, Julija Tymoshenko.

Ad ostacolare l’avvicinamento all’Unione Europea, ma anche all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, la posizione ufficiale del Presidente ucraino, Viktor Janukovych: deciso a perseguire una politica estera multilaterale, che porti Kyiv contemporaneamente nella Zona di Libero Scambio, WTO, e CEE post-sovietica, malgrado tale possibilità sia inattuabile a causa di incompatibilità contrattuali.

Matteo Cazzulani

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ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: LUKASHENKA VINCE UFFICIALE. SALE IL NUMERO DEI GIORNALISTI COLPITI

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Tra i contusi anche i dipendenti di Radio Liberty e France Presse. Candidati di opposizione ancora in prigione

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Affluenza al 90,66%, Aljaksandar Lukashenka riconfermato col 79,7%. Laconico l’annuncio con cui la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato l’esito delle elezioni presidenziali, a poche ore dalla chiusura dei locali di voto.

Ovviamente, nessuna contestazione dai seggi, controllati da Rappresentanti di Lista nominati al 99% dal Capo di Stato bielorusso. Assenti anche le reazioni dei candidati sconfitti: tutti incarcerati nella notte, dopo essere stati picchiati.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, il Leader del Fronte Nazionale bielorusso, Ryhoryj Kostusev, l’esponente del Partito Civico Unito, Jaroslav Romanchuk, il Candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych. Ad avere la peggio, il poeta Valadymyr Njakljajev, Capo del movimento Di la Verità, in ospedale con traumi seri prima di del trasferimento in carcere.

Sale il numero dei giornalisti colpiti dalle cariche della polizia, vigliacca risposta del regime alla manifestazione non violenta di migliaia di persone, scese in piazza per la democrazia, e la propria libertà. Coinvolti i cronisti di testate bielorusse – Nasha Niva, Belgazeta, BELTA, Gazetaby, Khartija’97, RT – ed internazionali. Tra essi, i corrispondenti del New York Times, Radio Liberty, France Presse e Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

L’Occidente reagisce

Puntuale anche il verdetto dell’OSCE, che ha certificato la consultazione come non in linea con i parametri democratici. In particolare, ad essere valutate sono state le operazioni di controllo dei seggi, interdette a Rappresentanti dell’opposizione, e le non trasparenti procedure di spoglio.  

Condanna dall’ambasciata USA a Minsk, che ha criticato la violenza in risposta ai pacifici manifestanti, ed espresso solidarietà ai candidati arrestati. Soprattutto, a Njakljajev, in dure condizioni di salute.

La dichiarazione di Washington segue quella del Capo dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, pronto a commentare l’accaduto come una pagina tragica della storia bielorussa, che grava sul dialogo con Bruxelles.

Per Aljaksandar Lukashenka è la quarta riconferma dal 1994. Tutte, ottenute con percentuali bulgare in elezioni falsificate, repressione della stampa, e violenze sulle opposizioni.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: ARRESTATI I COMPETITOR DI LUKASHENKA

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Colpiti anche giornalisti bielorussi ed internazionali. Oscurate le informazioni. Nessuna certezza sui dati dello spoglio. La condanna UE, il silenzio di Obama

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Prima le percosse. Poi, il carcere. Questo il trattamento riservato dal Capo di Stato bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, ai candidati delle opposizioni, nel giorno delle elezioni presidenziali.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, principale avversario del bat’ka — come è definito Lukashenka in Patria — il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhoryj Kostusev, il candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych, sono stati picchiati, e portati in ospedale. Da lì, poi, dritti in prigione.

Medesimo canovaccio per il quinto candidato di rilievo, il poeta Valadymyr Njakljajev. Il coordinatore del movimento Di la Vertità si stava recando presso l’edificio del governo, assieme agli altri manifestanti. Diverse migliaia di persone, come riportato da numerose fonti. Che, infuriate per le ennesime consultazioni falsate, si sono radunate nella centrale Piazza dell’Indipendenza.

Pronto l’intervento della polizia. Continue cariche, la reazione alla dimostrazione non violenta.

 

Oltre ai politici, i giornalisti. Contusioni sono state riportate da cronisti di Nasha Niva, Belgazety, Gazetaby.com, BELTA, e della televisione RT. Non sono stati risparmiati nemmeno la Redattrice del sito di opposizione Charter’97, Natalija Radina, il corrispondente del New York Times, John Hill, e la moglie di Njakljajev, Irina Khalip, reporter della russa Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

In aggiunta, bloccati tutti i servizi per la rasmissione delle informazioni. Twitter, Facebook, Google. Persino il servizio di blog LiveJournal.

Condanna dal Capo del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha commentato l’attegiamento delle Autorità di Minsk come verognoso ed inaccettabile, e commentato le elezioni come presentate al mondo sotto una cattiva luce.

Bat’ka ancora al potere

Il leader del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk

A proposito delle consultazioni, l’unico dato ufficiale è quello dell’affluenza, all’84%. Nulla si sa sui dati dello spoglio, poiché la Commissione Elettorale Centrale ha dichiarato di aver smarrito i contatti con i seggi.

Restano le rilevazioni sociologiche, effettuate dal 99% dei Rappresentanti di Lista di nomina presidenziale, che avrebbero certificato la vittoria di Lukashenka, con il 72,03% dei voti. Primo degli avversari, Sannikov, con il 6% dei consensi.

Quella del Presidente bielorusso è la quarta riconferma alla guida del Paese. Sempre, dal 1994, caraterizzate da attacchi sulle opposizioni, brogli nei seggi, e limitazioni delle libertà di manovra di competitor e stampa libera.

Il tutto, Buzek a parte, dinnanzi al silenzio dell’Europa. E, oggi, anche a quello degli Stati Uniti. Che, in preda al volemose bene universale di Barack Obama, hanno rinunciato a difendere la Democrazia nel Mondo. Anche in questo angolo d’Europa.

Matteo Cazzulani