LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

DALL’UNGHERIA ALLA POLONIA: L’UCRAINA DEMOCRATICA ED EUROPEA PER LA SICUREZZA DELL’EUROPA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on June 25, 2011

Passaggio di consegne della presidenza di turno UE senza cambiamenti in politica estera: Budapest ratifica gli ultimi aspetti della collaborazione danubiana, mentre Varsavia accelera per il coinvolgimento europeo di Kyiv e Minsk. Visita lampo di Putin in Crimea

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

E’ a Kyiv che Ungheria e Polonia si passano lo scettro d’Europa. Nelle giornate precedenti l’inizio della presidenza di turno polacca dell’UE, ed il termine di quella ungherese, delegazioni di Budapest e Varsavia sono state molto attive nella capitale ucraina, per intensificarne le relazioni con l’Unione Europea.

In linea con quanto programmato ad inizio presidenza, lo scorso gennaio, gli ungheresi hanno definito le ultime clausole del progetto di collaborazione regionale del Danubio: un piano di sviluppo del settore fluviale, commerciale, culturale, ed economico, che unisce l’Ucraina agli altri 14 Paesi attraversati dal Grande Fiume europeo, tutti beneficiati non solo dallo stanziamento di 100 miliardi di Euro, ma anche da scambi culturali più intensi.

Da continuare, invece, il lavoro della Polonia, che, nella presentazione ufficiale della propria presidenza UE, ha riservato tra le priorità un posto anche per l’Ucraina, seppur non più in cima alla lista della politica estera. A confermarlo, le parole del Ministro degli Esteri di Varsavia, Radoslaw Sikorski, in visita al Presidente ucraino, Viktor Janukovych. I due hanno concordato sul fatto che la priorità per la politica estera ucraina deve essere l’accelerazione dell’integrazione con l’Unione Europea, da realizzarsi in tre atti, che Varsavia spera siano compiuti sotto la propria presidenza: abbattimento del regime dei visti, creazione di una zona di libero scambio, e sigla dell’accordo di associazione.

Un comportamento apparentemente strano quello della politica estera della Polonia: ufficialmente, alla ricerca del dialogo con la Russia, posto in primo piano rispetto al sostegno di democrazia e diritti umani nel mondo ex-sovietico, ma, nel contempo, volto ad azioni concrete, spesso in sordina, per integrare l’Ucraina, e contrastare la deriva illiberale in Bielorussia.

A spiegarlo, a Radio Liberty, è l’esperto del Ministero degli Esteri polacco, Andrzej Brzezycki, secondo cui Varsavia non è affatto disinteressata alle sorti di Minsk e Kyiv,e, sopratutto, realmente non ha mai posto in secondo piano la questione, fondamentale sia per se che per tutta l’Europa.

“Tradizionalmente la Polonia è interessata ad avere vicini forti e solidi – ha dichiarato – che le consentano di arginare i rischi provenienti dall’ideologia imperiale russa. Ucraini e polacchi – ha continuato – hanno in comune la consapevolezza di cosa nella storia ha portato l’interesse del Cremlino verso l’Europa. Ad oggi – ha concluso – definire i rapporti tra Unione Europea e Federazione Russa idilliaci, sopratutto sul piano energetico, è arduo”.

Sempre su Radio Liberty, il parere di Brzezycki è stato condiviso da Oleksij Tolkachov, Presidente del’Organizzazione Internazionale Amici Europei dell’Ucraina, secondo cui la prospettiva UE non è solamente utile a Varsavia e Bruxelles, ma anche agli stessi grandi industriali di Kyiv, per smarcarsi dalla forte pressione di Mosca che, con l’arma energetica ed economica, sta cercando di riportare nella propria area di influenza il Paese.

Non è un caso se, a quella di Sikorski, è seguita la visita del primo Ministro russo, Vladimir Putin, accorso in Crimea per urgenti colloqui con Janukovych.

Ancora molto da fare

Lecito ricordare che, tuttavia, per la realizzazione dell’Accordo di Associazione con l’UE l’Ucraina deve rispettare una serie di clausole, ad oggi lungi dall’essere realizzate: tra esse, il rispetto della Libertà di Stampa, di Associazione, di Informazione, e del pluralismo politico.

Come ribadito da una recente risoluzione del Parlamento Europeo, i casi di pressioni sui giornalisti – testimoniati dalle maggiori ONG internazionali – ed i procedimenti giudiziari, politicamente motivati, a danno della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri esponenti del campo arancione non vanno nella direzione giusta.

Matteo Cazzulani