LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: LUTSENKO LIBERATO DALLA DETENZIONE POLITICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 8, 2013

UCRAINA: LUTSENKO LIBERATO DALLA DETENZIONE POLITICA

L’ex-Ministro degli Interni dei Governi ‘arancioni’ rilasciato dopo le ripetute proteste della Comunità Occidentale alla repressione in atto a Kyiv. Le ragioni energetiche e geopolitiche alla base della decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Un barlume di libertà in un Paese europeo in preda al regresso democratico. Nella giornata di Domenica, 7 Aprile, l’Amministrazione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha decretato la liberazione immediata dell’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko.

A motivare la decisione è stata una richiesta del Garante dei Diritti Umani del Parlamento, Valeria Lutkovska, accolta in pochissimo tempo dalla Commissione per la Concessione della Grazia istituita dal Presidente Yanukovych per esaminare la questione.

Nella giornata di venerdì, 5 Aprile, la Corte Suprema Speciale ha dichiarato inammissibile la richiesta di scarcerazione di Lutsenko presentata dai suoi avvocati, un fatto che ha suscitato le reazioni della Comunità Internazionale.

Il Rappresentare della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, gli osservatori del Parlamento Europeo ai processi politici in Ucraina, Pat Cox e Aleksander Kwasniewski, e il Parlamentare Europeo, Rebecca Harms, hanno ritenuto la decisione della Corte ingiusta.

Una volta liberato, Lutsenko ha voluto raggiungere dal carcere nella Oblast di Chernihiv, dove è stato recluso per gli ultimi tre anni, il comizio dell’Opposizione Democratica organizzato nel centro di Kyiv.

Costretto a rinunciare al progetto per via del traffico, l’ex-Ministro degli Interni ha illustrato alla folla via telefono la necessità di continuare a lottare per la vittoria dell’Opposizione Democratica in Ucraina.

Un uomo sempre in difesa della democrazia

Lutsenko, ex-Vicecapo del Partito Socialista di Ucraina, nel 2000 ha guidato le azioni di protesta contro la svolta autoritaria impressa dal Presidente Leonid Kuchma.

Nel 2004, è stato attivo al fianco di Yulia Tymoshenko e Viktor Yushchenko nella Rivoluzione Arancione: processo democratico nonviolento che ha portato l’Ucraina a diventare una democrazia europea aperta all’Occidente.

Tra il 2004 e il 2009, Lutsenko ha ricoperto il ruolo di Ministro degli Interni nei Governi ‘arancioni’ guidati da Yulia Tymoshenko, ed è stato tra i più accesi sostenitori della corsa del Primo Ministro alla Presidenza nel 2010.

Con la vittoria nelle Elezioni Presidenziali del 2010 di Yanukovych, in Ucraina è stata avviata un’ondata di arresti politici a carico di una decina di esponenti del campo democratico arancione, tra cui Lutsenko e la Tymoshenko.

L’ex-Ministro degli Interni è stato condannato a quattro anni di carcere per abuso d’ufficio, dopo che tutti i testimoni al processo, persino quelli convocati dall’accusa, hanno negato la colpevolezza dell’imputato.

Dopo uno sciopero della fame in segno di protesta per l’ingiustizia subita, Lutsenko è stato nutrito forzatamente dalle guardie carcerarie, e si è visto a lungo negare le cure mediche per contrastare l’epatite, di cui ha sofferto.

La liberazione dell’ex-Ministro degli Interni è una mossa strategica del Presidente Yanukovych per mantenere il contatto con l’Unione Europea, che ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina in seguito agli arresti di Lutsenko e Tymoshenko.

L’Ucraina si trova oggi energeticamente dipendente dal gas della Russia, e necessita delle importazioni di oro blu russo acquistato dall’UE a minor prezzo per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di oro blu

L’Ucraina resta ancora lontana dalla democrazia

La mossa di Yanukovych non basta tuttavia ad arrestare il regresso democratico ucraino.

Ancora in stato di detenzione politica di trovano infatti l’ex-Primo Ministro Tymoshenko ed una decina di esponenti del campo democratico.

Quattro attivisti dell’Opposizione Democratica sono stati inoltre costretti a richiedere Asilo Politico in Italia e Repubblica Ceca per evitare la repressione politica del regime di Yanukovych.

Matteo Cazzulani

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IN UCRAINA IMPONENTI MANIFESTAZIONI PER LA LIBERTA DI STAMPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2012

Il canale TVi è stato oscurato in buona parte del Paese a causa delle critiche rivolte al Presidente, Viktor Yanukovych. In più di tremila, a Kyiv ed in altre città ucraine, ne hanno richiesto il ripristino della trasmissione in chiaro

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Contesta le Autorità e il Presidente Yanukovych, e per questo è cancellato da più di 60 operatori della tv via cavo nazionale. Nella giornata di sabato, 8 Settembre, a Kyiv in più di tremila manifestanti si sono riuniti presso il Monastero di San Nicola per dimostrare in favore della libertà di stampa e, sopratutto, contro l’oscuramento del canale TVi.

Negli ultimi mesi, il TVi è progressivamente sparito dai teleschermi degli ucraini: dapprima nelle regioni Centro-Orientali del Paese, poi anche in alcune zone del centro e dell’Occidente dell’Ucraina.

Secondo gli operatori, la causa è legata alla scadenza dei contratti che legano la televisione viola – il colore del TVi – alle concessionarie a cui spetta la gestione della tv via cavo ucraina. Tuttavia, in molti sono convinti che la scomparsa di uno dei canali maggiormente critici nei confronti delle Autorità sia legata ad una ratio politica.

A pensarla in questa maniera sono stati i più di tremila manifestanti accorsi alla manifestazione nel centro di Kyiv. Tra essi, oltre al Direttore del TVi, Mykola Knyazhytsky, anche personalità di spicco dell’Opposizione Democratica Unita, come il Viceleader degli arancioni, Arseniy Yatsenyuk, il Vicespeaker del Parlamento, Mykola Tomenko, l’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, e i Deputati Nazionali Iryna Herashchenko, Valentyn Nalyvaychenko, ed Oleksandr Kuzhel.

Simili manifestazioni sono state organizzate in altre città del Paese, tra cui Zhytomir, Kharkiv, Zaporizhzhya, Leopoli, Chernihiv, e persino Donetsk e Luhansk: le roccaforti elettorali del Presidente Yanukovych.

Oltre che al ripristino dell’emissione del TVi nella televisione via cavo ucraina, i manifestanti hanno chiesto la fine della censura e della pressione sui media, e le immediate dimissioni dei responsabili di una situazione che ha trascinato l’Ucraina tra i Paesi riconosciuti come “parzialmente liberi” secondo l’ultima graduatoria di Reporters sans Frontières.

Nell’Ucraina di Yanukovych, i media indipendenti stanno vivendo un periodo poco felice. Dalla salita al potere del Presidente, nel Marzo 2010, TVi e il 5 Kanal – l’altro più importante canale indipendente del Paese – sono stati ripetutamente oggetto di pressioni, ed hanno visto notevolmente limitate le frequenze attraverso le quali essi erano ricevuti dalle televisioni di tutto il Paese.

Inoltre, si sono registrati casi legati a singoli giornalisti, come quello del colonnista dell’Ukrayinska Pravda, Mustafa Nayem – minacciato in diretta tv da Yanukovych per una domanda scomoda riguardante l’utilizzo da parte del Capo dello Stato di denaro pubblico per la costruzione della sua tenuta presidenziale di Mezhihirya – o quello della sua Direttrice, Olena Prytula: aggredita dal servizio di sicurezza del Presidente per avere osato, durante il Forum Internazionale della Carta Stampata, issare un cartello inneggiate alla libertà di stampa sulle Rive del Dnipro.

Pressione sui media e repressione politica

Lo stato della libertà di stampa va di pari passo con quello della libertà politica. Dalla salita al potere di Yanukovych sono una decina gli esponenti dell’Opposizione Democratica ad essere stati perseguitati, arrestati, e addirittura incarcerati per via della loro militanza partitica.

I casi più noti sono quello dell’ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko – condannata a sette anni di carcere dopo un processo in cui la Difesa è stata privata di ogni diritto – dell’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – condannato a quattro anni di galera dopo un procedimento in cui tutti i testimoni eccetto due hanno confermato l’innocenza del politico arancione – e quello dell’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, costretto all’esilio in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA E DIVISA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 23, 2012

Nel corso del dibattito al Parlamento Europeo, le forze politiche hanno espresso pareri differenti, seppur accomunati dalla forte contestazione nei confronti della condotta del regime del Presidente ucraino, Viktor Janukovych. L’allarme della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija: “La pressione sale, ma a Kyiv nulla cambia” 

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Toni abbassati e punti di vista differenti hanno caratterizzato il dibattito del Parlamento Europeo sul caso di Julija Tymoshenko. Nella giornata di martedì, 22 Maggio, presso l’Emiciclo di Strasburgo si è svolto un dibattito sulla detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e sul regresso democratico in Ucraina.

Nella relazione di apertura, il Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, ha invitato a non dipingere la situazione in Ucraina a tinte fosche, e ha ritenuto il boicottaggio dei campionati europei di calcio una forma di protesta sterile.

Nel contempo, ha affermato che l’UE si fonda su principi quali il rispetto della democrazia e dei diritti umani, e per questo ha individuato nella repressione giudiziaria nei confronti di esponenti dell’Opposizione Democratica e nella falsificazione delle elezioni – avvenute dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych – le cause del congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

In linea con il pensiero del Commissario si è detto il tedesco Elmar Brok, del Partito Popolare Europeo, che ha invitato l’Ucraina a rispettare le promesse fatte all’Unione Europea in merito al rispetto dei principi della democrazia per riprendere il cammino di Kyiv verso l’Europa: sospeso dopo l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di politici di spicco del campo arancione.

“Signor Presidente, ci sono alcuni momenti della storia in cui occorre prendere delle decisioni – si è appellato a Janukovych il popolare polacco Krzysztof Lisiek – Lei deve scegliere se seguire l’esempio di Lech Walesa in Polonia e portare l’Ucraina nelle strutture Occidentali, oppure lasciare un Paese dell’Europa Orientale isolato dall’UE, come attuato in Bielorussia da Aljaksandr Lukashenka”.

Meno dura è stata la posizione del ceco Libor Roucek, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che ha invitato ad attendere il risultato delle prossime Elezioni Parlamentari prima di arrestare in maniera definitiva il processo di integrazione dell’Ucraina in Europa.

Il socialdemocratico bulgaro, Kristian Vigenin, ha affermato che in caso di mancato miglioramento della situazione in Ucraina, la firma dell’Accordo di Associazione potrà essere congelato per sempre.

Un appello a non boicottare il campionato europeo di calcio è stato lanciato dal polacco Zbigniew Ziobro, del gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia, che ha sottolineato come tale decisione danneggerebbe anche la Polonia, che, assieme all’Ucraina, organizza la manifestazione sportiva.

In merito alla manifestazione calcistica, il tedesco Werner Schulz, del gruppo dei Verdi, ha denunciato la diffusa corruzione presso l’establishment presidenziale, e ha invitato l’Unione Europea a visionare i contratti stretti dalle Autorità di Kyiv per la realizzazione delle infrastrutture costruite in occasione di Euro 2012.

Opposta alle posizioni del resto delle forze partitiche del Parlamento Europeo è stata la posizione della Sinistra Europea, che ha contestato il ruolo attivo profuso dall’UE nel sostenere l’Opposizione Democratica ucraina. Il ceco Jaromir Kolicek ha criticato il Governo di Praga per avere concesso l’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito della Tymoshenko, Oleksandr.

Nelle prossime sedute una risoluzione

“La pressione è sempre più forte, ma in Ucraina non avviene alcun cambiamento – ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Jevhenija Tymoshenko, presente alla discussione – sul conto di mia madre sono stati aperti nuovi procedimenti giudiziari, mentre l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato anche in Appello, malgrado la sua palese innocenza”.

La discussione ha avuto luogo durante la sessione della mattinata. Nelle prossime sedute è prevista la votazione di una risoluzione con cui l’Emiciclo di Strasburgo si esprimerà per l’ennesima volta sulla situazione in Ucraina.

Matteo Cazzulani

TESTIMONIA LE PERCOSSE SUBITE DA JULIJA TYMOSHENKO: L’AUTRICE DELLE FOTO FUGGE DALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 19, 2012

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, Nina Karpachova, è fuggita dal Paese dopo l’apertura di un’inchiesta sul suo conto per la diffusione delle prove dei lividi sul corpo della Leader dell’Opposizione Democratica. La Procuratura Generale contrattacca la fuggitiva

Le percosse subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lontano dal proprio Paese dopo gli scatti che hanno turbato la Comunità Internazionale. Questo è quanto accaduto all’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani ucraina, Nina Karpachova: fuggita a Mosca dopo che la Procuratura Generale ha aperto sul suo conto un’inchiesta.

A dare la notizia, venerdì 18 Maggio, è stata l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, che ha illustrato come la Karpachova sia finita nel mirino della magistratura ucraina per le fotografie realizzate durante l’ultimo suo giorno da Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani, mercoledì 25 Aprile, che testimoniano le percosse al ventre e alle braccia subite dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A supporto delle rivelazioni della Ukrajins’ka Pravda, il Parlamentare di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – Andrij Kozhem’jakin ha dichiarato all’autorevole agenzia Liga che la Karpachova è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito all’apertura sul suo conto di un procedimento giudiziario, mentre il suo collega di Partito, Serhij Sobol’jev, ha illustrato di essersi appellato al Consiglio d’Europa per risolvere la situazione.

Ulteriori dettagli alla notizia sono stati forniti dall’altrettanto autorevole agenzia PAP, che ha evidenziato come la Capitale della Federazione Russa sia stata per la Karpachova l’ultima scelta. Infatti, ella si è rivolta dapprima a diverse ambasciate dei Paesi dell’Unione Europea in stanza a Kyiv per ottenere lo status di rifugiato politico.

Pronta la risposta della Procura Generale, che ha negato l’apertura di un procedimento giudiziario e l’organizzazione di una campagna repressiva nei confronti della Karpachova. Al contrario, la magistratura ucraina ha accusato l’ex-Incaricata Parlamentare per i Diritti Umani di avere gonfiato la notizia della sua partenza dal Paese e della persecuzione in atto nei suoi confronti.

Lecito ricordare che le fotografie scattate dalla Karpachova hanno fatto il giro del Mondo in poche ore, ed hanno comportato una forte protesta della Comunità Internazionale verso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych: ritenuto il responsabile politico dell’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Janukovych sempre più isolato

Dinnanzi alle prove delle percosse subite dalla Tymoshenko la notte dello scorso venerdì, 20 Aprile, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato i suoi colleghi UE a boicottare le partite dei campionati europei di calcio in programma in Ucraina, mentre i Presidenti di Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, e Albania hanno disertato il vertice dell’Europa Centrale di Jalta, e costretto Janukovych alla sua cancellazione.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, in Ucraina sono più di una decina gli esponenti di spicco del Campo Arancione arrestati, processati, perseguitati e costretti all’esilio per sfuggire ad una condanna data per certa.

Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex-Vice-Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, l’ex-Vice-Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko – che con Danylyshyn ha ottenuto Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO CHIESTI ALTRI 12 ANNI DI CARCERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 30, 2012

La Procura Generale invia al Tribunale di Kharkiv la documentazione per l’apertura del secondo processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, accusata di evasione fiscale e sottrazione di danaro pubblico durante la presidenza del colosso energetico JEESU. La difesa contesta l’assenza di prove e la mancanza del tempo necessario per esaminare i faldoni contenenti le imputazioni. Al via anche il secondo processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, mentre a Roma è stato affrontato l’espatrio di Arsen Avakov

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Altri 12 anni di detenzione oltre ai 7 già inflitti da un precedente processo. Questo è il rischio che corre la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, dopo la decisione della Procura Generale di affidare al Tribunale di Kharkiv – città dove la nota esponente politica è tuttora agli arresti in una colonia penale – l’apertura del secondo processo a suo carico.

Come dichiarato dal Procuratore, Hennadij Tjurin, Julija Tymoshenko è accusata di evasione fiscale e sottrazione alle casse statali di un’ingente somma di denaro – più di 160 Milioni di Dollari – durante la presidenza del Colosso energetico JEESU, che la Leader dell’Opposizione Democratica ha guidato negli anni precedenti alla sua discesa in politica. Secondo il codice penale, la condanna potrebbe aggirarsi intorno ai 12 anni di detenzione in isolamento.

Proteste sono state espresse da parte dell’avvocato difensore della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come le accuse si riferiscano a un periodo successivo alla presidenza della JEESU della sua assistita. Inoltre, costui ha condannato il fatto che al pool di legali da lui coordinato è stato limitato il tempo necessario alla presa visione dei faldoni contenenti le imputazioni per la preparazione del processo.

Ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko è stata condannata l’11 Ottobre del 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali ucraine. Allora, era il Gennaio 2009, la Tymoshenko ha accettato un tariffario oneroso pur di indurre Mosca a interrompere il taglio delle forniture – operato per destabilizzare la situazione interna a Kyiv – e rinnovare quanto prima il flusso di gas verso l’Europa.

Il verdetto è maturato in seguito a un processo dalla dubbia regolarità: con l’imputata detenuta preventivamente in carcere, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a sostengo delle accuse fabbricate ad hoc – alcune di esse addirittura datate il 31 Aprile.

Oltre a questa condanna, alla Tymoshenko è stato sentenziato un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini sull’affare JEESU: nonostante la Leader dell’Opposizione Democratica fosse già stata incarcerata e, affetta da una graffe infiammazione respiratoria trascurata dalle Autorità Carcerarie, impossibilitata a spostarsi dalla sua cella.

Continuano anche i casi Lucenko e Avakov

Sempre giovedì, 29 Marzo, la magistratura ucraina ha comunicato l’apertura di un secondo processo anche a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: altro esponente di spicco dell’Opposizione Democratica già condannato a 4 anni di detenzione in isolamento per abuso d’ufficio e corruzione, dopo un processo in cui tutti i testimoni, sopratutto quelli dell’accusa, hanno certificato l’estraneità del politico dai fatti a lui imputati.

Nel procedimento appena aperto, il politico è accusato per l’organizzazione di indagini irregolari in merito all’avvelenamento dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko: il candidato alla presidenza della Rivoluzione Arancione, guidata nel 2004 proprio dalla Tymoshenko e da Lucenko, che, dato per favorito da tutti i sondaggi, sarebbe stato vittima di un tentativo di intossicazione da parte di una persona vicina all’establishment presidenziale di Leonid Kuchma, allora al potere.

Infine, novità sono emerse anche sul caso di Arsen Avakov: importante dirigente del Partito di Julija Tymoshenko che, per fuggire all’ondata di arresti politici, è riparato in Italia, dove è stato arrestato dalla Polizia Locale di Frosinone. Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato difensore, Jurij Vyshnevec’kyj, giovedì, 29 Marzo, presso la Corte d’Appello di Roma si è svolta la seduta preliminare del processo a suo carico – necessaria in quanto su Avakov è stato emesso un mandato di cattura internazionale – durante la quale il suo assistito si è dichiarato perseguitato politico.

Le Autorità ucraine hanno richiesto l’estradizione del politico dell’Opposizione Democratica che, se accordata dalle Autorità italiane, potrebbe comportare l’undicesimo arresto politico in Ucraina dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych. l’Opposizione Democratica si è appellata ufficialmente affinché l’Italia difenda la democrazia, e segua l’esempio della Repubblica Ceca, dove altri due esuli politici, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico.

Matteo Cazzulani

OPPOSITORE UCRAINO ARRESTATO IN ITALIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2012

A Frosinone la polizia italiana ha arrestato Arsen Avakov, Segretario della federazione regionale di Kharkiv di Bat’kivshchyna – il principale Partito del campo arancione – in nome di un mandato di arresto internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. L’ennesimo arresto politico, dopo quelli esemplari dei due Leader della Rivoluzione Arancione del 2004, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko, e l’appello all’Italia a concedere l’asilo politico, e a seguire l’esempio della Repubblica Ceca nei confronti dell’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e del marito della Tymoshenko, Oleksandr

Il segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Segretario della federazione della Oblast’ di Kharkiv del Partito Bat’kivshchyna, ex-Presidente della Regione, e candidato, sempre per conto del principale soggetto politico dell’Opposizione Democratica, nelle elezioni comunali della Capitale dell’Ucraina sovietica sconfitto dopo una riconsiderazione dei conteggi che, inizialmente, lo hanno visto vittorioso. Questo è l’identikit di Arsen Avakov, esponente del campo arancione ucraino che, martedì, 27 Marzo, è stato arrestato in Italia, a Frosinone, sulla base di un mandato internazionale per abuso d’ufficio nel corso del periodo speso al governo della Oblast’ di Kharkiv e sottrazione al bilancio statale dei ricavi della vendita di una cinquantina di ettari di terreni demaniali.

La polizia locale di Frosinone ha comunicato di avere arrestato Avakov dopo un controllo di routine in pieno centro e, una volta emerso il mandato di cattura internazionale, non ha potuto fare altro che trattenere il politico ucraino, e sottoporre il suo procedimento alla Corte d’Appello di Roma.

Una volta ottenuta la conferma della notizia, subito è scattata la corsa alla documentazione: con il Ministero degli Interni intento a richiedere con urgenza l’estradizione del politico, e i suoi colleghi di Partito pronti a invitare l’Italia a non compiere un passo che, a loro avviso, consegnerebbe l’ennesima vittima di un processo politicamente motivato nelle mani di un regime autoritario.

Secondo quanto riportato dall’esponente del Dicastero degli Interni, Jurij Bojchenko, le carte richieste sono già state preparate da tempo: è da dopo l’apertura dei procedimenti a suo carico, il 26 Gennaio, che Avakov è stato inserito tra i latitanti ricercati dalla polizia ucraina.

“Così come gli altri detenuti politici, Avakov è processato per via di un articolo del Codice Penale che risale all’epoca sovietica, per mezzo del quale qualsiasi persona può essere incarcerata per il non precisato reato di abuso d’ufficio – ha dichiarato al 5 Kanal l’esponente di Bat’kivshchyna, Volodymyr Bondarenko – è tra le personalità più attive del principale soggetto politico di opposizione. Per questa ragione, abbiamo chiesto alle autorità italiane di non consegnarlo alla magistratura ucraina”.

L’appello a Monti: non contribuire al regresso della democrazia in Ucraina!

L’arresto di un esponente dell’Opposizione Democratica nel nostro Paese pone l’Italia dinnanzi ad un’enorme scelta di responsabilità, in quanto la consegna di Avakov alle autorità di Kyiv significherebbe la matematica condanna dell’ennesimo politico del campo arancione sulle Rive del Dnipro. A dimostrare questa amara certezza è il trattamento subito da una decina di suoi colleghi, tra cui la Leader di Bat’kivshchyna, e dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Costoro sono stati condannati a una lunga reclusione, a cui sono stati aggiunti diversi anni di obbligo di astensione dalla vita politica, dopo un processo celebrato nel pieno dell’irregolarità: con gli imputati già preventivamente incarcerati, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a supporto dell’accusa montate ad hoc.

Un esempio che l’Italia potrebbe fare proprio potrebbe essere quello della Repubblica Ceca, che ha concesso l’asilo politico a due altri esponenti di spicco del campo arancione, costretti all’esilio per sfuggire agli arresti politici: l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito di Julija Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko.

L’Opposizione Democratica ucraina ha ritenuto responsabile dell’ondata di processi politici il Presidente, Viktor Janukovych, il quale, secondo essa, avrebbe organizzato una campagna mirata all’eliminazione dei principali suoi competitor sull’onda di un sentimento di vendetta personale.

La reclusione di Julija Tymoshenko e di Jurij Lucenko, e, più in generale, il trattamento riservato agli esponenti del campo arancione da parte delle Autorità ucraine – di cui Avakov non è che l’ennesima vittima – è stato criticato a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Canada, Australia, Federazione Russa, Nuova Zelanda, Freedom House, ed Amnesty International.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO VISITATA DAI MEDICI INDIPENDENTI: E’ GIALLO SULLE SUE CONDIZIONI DI SALUTE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 16, 2012

Secondo indiscrezioni da fonti ben informate, la Leader dell’Opposizione Democratica soffrirebbe di ernia al disco, e, per questo, necessiterebbe un’operazione e cure mediche urgenti al di fuori del penitenziario in cui è reclusa in isolamento. Secondo la difesa dell’ex-Primo Ministro, gli esperti tedeschi e canadesi sono stati intralciati nella loro attività. Le Autorità carcerarie negano, ma impediscono alla figlia Jevhenija di raggiungere la madre nella cella.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Julija Tymoshenko ha un’ernia al disco e, per questo, necessita un’operazione e cure mediche al di fuori del colonia penale Kachanivs’kyj di Kharkiv in cui è reclusa in isolamento. Questa è la notizia, pubblicata nella tarda serata di mercoledì, 15 Febbraio, con cui l’autorevole Ukrajins’ka Pravda avrebbe svelato i risultati parziali delle visite mediche approntate alla Leader dell’Opposizione Democratica da un’équipe di medici tedeschi e canadesi.

L’indiscrezione, per ora, non ha trovato conferme: la squadra di esperti dalla Germania si è limitata a lasciare il referto delle analisi in una busta chiusa, dotata di sigillo, apribile solo dalla paziente. I canadesi, ancora presi dalle proprie visite alla Tymoshenko, non hanno rivelato alcunché, mentre le Autorità carcerarie si sono subito affrettate nell’evidenziare come la diagnosi del pool tedesco non discosti di molto da quella formulata dagli esperti ucraini.

A rendere ancor più intricata la situazione è il retroscena della visita dell’équipe internazionale, il cui intervento – richiesto a più riprese dalla Leader dell’Opposizione Democratica – è stato approvato dal Presidente, Viktor Janukovych, solo in seguito all’ennesima presa di posizione di Consiglio d’Europa, Unione Europea, Stati Uniti d’America e principali ONG internazionali Indipendenti.

Giunti in Ucraina lunedì, 13 Febbraio, i medici sono stati trattenuti a lungo alla frontiera, e, per quasi una giornata, privati delle attrezzature mediche per controlli supplementari. Una volta arrivati a Kharkiv, martedì, 14 Febbraio, i dottori tedeschi hanno potuto iniziare le analisi alla Tymoshenko solo nella tarda serata, ultimando la prima sessione nel cuore della notte.

L’indomani, mercoledì, 15 Febbraio, stando alle informazioni delle Autorità carcerarie, gli esperti canadesi sono stati trattenuti dalle 12 alle 17:30 in attesa del consenso della Tymoshenko per la presa visione dei risultati dei colleghi tedeschi.

Tuttavia, secondo l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, i dottori del Canada sarebbero stati impossibilitati ad accedere nella cella della Tymoshenko poiché, come invece preteso dal rappresentante della colonia penale che si è aggregato alla missione internazionale, non avrebbero accettato di informare preventivamente le Autorità ucraine circa l’esito delle loro analisi: de facto, scavalcando la paziente e i suoi parenti, a cui spetta il diritto di prelazione.

Dopo l’esilio politico in Repubblica Ceca del marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, è Jevhenija l’unico famigliare presente in Ucraina che, per legge, può venire a conoscenza del referto insieme con il paziente. Ciò malgrado, come evidenziato sempre da Vlasenko, costei è stata impossibilitata persino a entrare nel territorio del penitenziario: costretta ad attendere notizie nell’atrio dell’ingresso.

Lo scopo della missione internazionale è quello di appurare le reali condizioni di salute della Leader dell’Opposizione Democratica e, sopratutto, chiarire la motivazione del forte mal di schiena che le rende impossibile la deambulazione e la permanenza in posizione eretta per più di un quarto d’ora. Finora, l’ex-Primo Ministro ha rifiutato l’assistenza delle autorità carcerarie per mancanza di fiducia, e, a più riprese, si è appellata invano al diritto di essere visitata da propri medici di fiducia.

Julija Tymoshenko è la vittima più esemplare di un’ondata di repressione politica che ha colpito anche un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn: in asilo politico a Praga assieme ad Oleksandr Tymoshenko.

Eliminare l’Anima della democrazia ucraina – e il garante della sicurezza energetica europea

In particolare, l’ex-Primo Ministro – nota per la bionda treccia e per avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina passato alla storia come “Rivoluzione Arancione” – l’11 Ottobre 2011 è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi ritenuti onerosi per le casse statali: tuttavia necessari per ripristinare l’invio di gas a Kyiv e all’Unione Europea precedentemente interrotto dalla Russia con lo scopo politico di destabilizzare la situazione politica interna all’Ucraina.

Maturata in seguito a un processo dalla dubbia regolarità – con la Tymoshenko detenuta in carcere in forma cautelativa dal 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a sostengo delle imputazioni montate ad hoc dalla Pubblica Accusa: addirittura datate il 31 Aprile – la condanna è stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre.

Prima di allora, l’8 Dicembre, alla Leader dell’Opposizione Democratica – già detenuta – è stato sentenziato un secondo arresto per via cautelativa, ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini in cui è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU: il colosso energetico guidato prima della sua discesa in campo del 1998.

La seduta del processo-lampo è stata celebrata ai limiti del macabro: con giudice e Pubblica Accusa nella cella dell’imputata, seduti attorno al letto in cui la Tymoshenko era costretta a giacere per via del mal di schiena già al tempo molto forte.

Il trattamento riservato alla Leader dell’Opposizione Democratica ha comportato il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento storico con cui Bruxelles avrebbe riconosciuta a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera – e, più in generale, l’isolamento internazionale del Presidente Janukovych: riconosciuto responsabile dell’ondata di repressione politica dalla Tymoshenko e dagli altri esponenti del campo arancione e, per questo, evitato dai principali Capi di Stato e di Governo in ogni occasione pubblica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTESTAZIONE STORICA A VIKTOR JANUKOVYCH IN PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 8, 2012

Il Presidente ucraino costretto alla lettura del discorso di apertura della nuova sessione della Rada da una rumorosa dimostrazione di dissenso dell’Opposizione Democratica in sostegno della liberazione della sua Leader, Julija Tymoshenko. Inoltre, il campo arancione richiede lo stop alle repressioni politiche e alla svolta autocratica del Capo di Stato, e minaccia l’apertura della procedura di Impeachment. Anche l’Europa scarica le Autorità ucraine

Una protesta così non si è mai registrata in ventun anni di Ucraina Indipendente. Nella giornata di martedì, 7 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è stato impossibilitato, da una contestazione rumorosa e risoluta dell’Opposizione Democratica, a pronunciare il proprio discorso dedicato all’inaugurazione della sesta sessione della decima legislatura del Parlamento ucraino.

Sui banchi del campo arancione è stata esposta una gigantografia della sua Leader, Julija Tymoshenko: continuamente agitata dai Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i Partiti dell’Opposizione Democratica – assieme all’esclamazione duratura dello slogan “Libertà a Julija”.

Il misto di rumore e colore ha costretto il Presidente Janukovych, tra il perplesso e lo spazientito, a una pausa di diversi minuti prima di iniziare la lettura del discorso di apertura della seduta: esposto con il costante sottofondo della protesta del campo arancione.

“Il consenso alla mia Amministrazione non è mai stato così alto nella storia del nostro Paese – ha dichiarato Janukovych – il che ci consente di metterci al lavoro per la revisione dell’assetto costituzionale dello Stato. Invito l’Opposizione a tornare a un atteggiamento costruttivo in Parlamento, a collaborare per la stesura di una nuova Costituzione, e ad abbandonare ogni forma di protesta. Il potere non si sovverte con la piazza: questo sia chiaro”.

“Quella di oggi è stata una protesta esemplare: mai nulla di così plateale è stato registrato in ventun anni di lavoro della Rada dell’Ucraina Indipendente nei confronti di un Presidente arrivato appena al secondo anno di mandato – ha dichiarato l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk: il quale, come primo atto della nuova sessione del Parlamento, ha depositato una richiesta di impeachment nei confronti di Janukovych – il Capo di Stato deve trarne una lezione, e capire che non si è trattato di un cartellino rosso, ma di un vero e proprio segnale che il limite è stato superato”.

Alle dichiarazioni di Jacenjuk ha risposto il Deputato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui, oltre a Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Jaroslav Sukhyj, secondo cui Janukovych avrebbe dimostrato di non essere un dittatore scegliendo di pronunciare il discorso nonostante una protesta dell’Opposizione Democratica definita come lesiva degli interessi dello stesso campo arancione.

A fargli eco è lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn: dopo avere invitato all’ordine i Deputati dell’Opposizione Democratica a più riprese – sempre invano – l’alleato di governo di Janukovych ha evidenziato come la manifestazione interna al Parlamento possa dare il pretesto alla maggioranza – composta da Partija Rehioniv , Blocco di Lytvyn e comunisti – per rigettare ogni iniziativa atta alla decriminalizzazione degli articoli del Codice Penale ucraino secondo i quali la Tymoshenko è stata condannata.

Lecito sottolineare come lo scopo della protesta dell’Opposizione Democratica sia, in primis, la liberazione di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento in una colonia penale periferica per avere siglato accordi energetici onerosi per l’Ucraina nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Inoltre, il campo arancione richiede la sospensione della repressione politica su altri esponenti del dissenso – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn e il marito della Tymoshenko, Oleksandr: entrambi costretti all’esilio politico in Repubblica Ceca – e l’arresto dei lavori per la revisione della Costituzione, che Janukovych intende riscrivere per conferire al Presidente ancor più poteri di quelli già ampiamente posseduti a discapito del Parlamento.

L’Ambasciatore UE: Janukovych è un Presidente discreditato in Occidente

Parallelamente alla protesta in Parlamento, a condannare l’operato di Janukovych è stato anche l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira. In una conferenza stampa, il Diplomatico portoghese ha evidenziato come il Presidente ucraino abbia perso ogni credito non solo da parte degli esponenti della politica UE, ma anche dai big della finanza del Vecchio Continente: scoraggiati nell’investire nel mercato interno di Kyiv a causa delle troppe insicurezze legate al regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Sono un Ambasciatore, e non un politico, ma da quattro anni vivo a Kyiv, e conosco bene la realtà locale – ha dichiarato Teixeira – la gente non ha fiducia in una magistratura percepita come non-indipendente dal potere politico. In due anni di Amministrazione Janukovych, l’Europa ha ricevuto dalle Autorità ucraine molte promesse riguardanti l’adattamento del sistema costituzionale, politico, e giudiziario a quello europeo: nessuna di esse è mai stata mantenuta”.

Come illustrato dall’Ambasciatore UE, una dimostrazione delle buone intenzioni da parte delle Autorità ucraine è la liberazione della Tymoshenko, di Lucenko e degli altri prigionieri politici, a cui va garantita la partecipazione ad elezioni parlamentari libere: svolte nel pieno rispetto dei parametri europei.

Con una battuta, Teixeira, infine, ha evidenziato come le chiavi per l’ingresso ucraino in Europa si trovino nella cella di Julija Tymoshenko: nella lontana colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Chiaro riferimento è alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Bruxelles garantirebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera, la cui firma è stata congelata, il 19 Dicembre 2011, proprio a causa delle repressioni politiche a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO VITTIMA DI UN ATTENTATO: LA DENUNCIA DI TURCHYNOV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 11, 2012

Alla vigilia del Natale ortodosso la Leader dell’Opposizione Democratica ha perso conoscenza per due ore dopo l’assunzione di medicinali prescritti dalle Autorità carcerarie. In ritardo i soccorsi, malgrado i tentativi di richiamo della compagna di cella. Imposto il divieto di contestare il Presidente, Viktor Janukovych

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

La Leader dell’Opposizione Democratica svenuta in terra, con la compagna di cella a chiedere soccorso invano per 20 minuti. Così Julija Tymoshenko ha passato la vigilia del Natale ortodosso, lo scorso 6 Gennaio. A dichiararlo è stato il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, costretto ad una conferenza stampa dal tono solenne in seguito alla notizia pervenutagli telefonicamente da Serhij Vlasenko.

L’avvocato della Tymoshenko è l’unico ad avere il permesso di far visita alla Leader dell’Opposizione Democratica nei giorni feriali. Per questa ragione, ha saputo della crisi dell’assista solo martedì, 10 Gennaio: alla riapertura del carcere dopo il periodo natalizio.

Nello specifico, Julija Tymoshenko avrebbe perso conoscenza per due ore in seguito all’assunzione di medicinali per combattere un’infezione alle vie respiratorie. Vani i tentativi di attirare l’attenzione delle guardie da parte della sua compagna di cella, costretta persino a prendere a pugni la porta.

I soccorsi sono arrivati solo dopo 20 minuti, nonostante la Leader dell’Opposizione Democratica sia monitorata 24 ore su 24 da una telecamera installata proprio sopra il suo letto: attiva anche la notte grazie ad un fascio di luce che le rende impossibile il sonno.

“Temiamo che le Autorità vogliano sbarazzarsi del principale avversario politico” ha illustrato Turchynov, in linea con il pensiero del marito della Leader dell’Opposizione Democratica. Da Praga – dove ha ottenuto asilo politico – Oleksandr Tymoshenko ha evidenziato come al Presidente, Viktor Janukovych, non serva una Julija Tymoshenko viva.

Pronta, ma non convincente, la risposta delle Autorità carcerarie del penitenziario femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv – dove la Tymoshenko è stata deportata alla vigilia di Capodanno – con un bollettino in cui sono state assicurate le buone condizioni della detenuta e la garanzia di trattamenti sanitari speciali.

Non si può contestare il Presidente

Nel frattempo, oltre che alla Leader dell’Opposizione Democratica – condannata a sette anni di isolamento da due arresti maturati in seguito a processi dalla palese irregolarità – le Autorità hanno dichiarato guerra al pubblico dissenso: persino alla satira.

A Leopoli è stata esposta una denuncia contro ignoti per vilipendio dell’immagine presidenziale, dopo che i manifesti con l’immagine del Capo di Stato sono stati imbrattati di vernice.

Inoltre, il video-parodia del discorso del Presidente di fine anno – carico di allusioni politiche, ma per nulla volgare ed offensivo – è stato censurato dalla sua emittente: ad oggi, è fruibile solo su Youtube – e sulla Voce Arancione.

Matteo Cazzulani