LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA ROMANIA VERSO UN GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA DOPO IL SUPERAMENTO DELLE LARGHE INTESE

Posted in Balcani by matteocazzulani on February 26, 2014

Il Partito Nazionale Liberale rompe l’Unione Sociale Liberale con il Partito Social Democratico dopo il mancato accordo sulle nomine dei nuovi Ministri in un rimpasto. Anche lo scontro per la candidatura comune alle elezioni presidenziali romene alla base dello scontro tra il Premier, il socialdemocratico Victor Ponta, e il Presidente del Parlamento, il liberale Crin Antonescu

Un cambio al governo che semplifica le carte in tavola per la corsa alle elezioni presidenziali ma mette a serio repentaglio la tenuta del Governo, che ora ha numeri decisamente più risicati. Nella giornata di martedì, 25 Febbraio, il Partito Nazionale Liberale -PNL ha deciso dopo consultazioni interne di ritirare i suoi ministri dal governo di Larghe Intese con il Partito Social Democratico -PSD- del Premier, Victor Ponta.

La decisione è stata presa ufficialmente dopo il diniego da parte del Premier Ponta di rassegnare le proprie dimissioni, chieste a gran voce dal Presidente del Parlamento, il Leader dei Liberali Crin Antonescu, che, tuttavia, ha dichiarato la volontà di mantenere la carica da lui ricoperta.

Il bracco di ferro tra Ponta e Antonescu è tuttavia iniziato da quando il Premier, chiamato ad un rimpasto di Governo, ha rifiutato di nominare a Capo del Ministero degli Interni il Sindaco di Sibiu Klaus Joannis: una delle figure più note ed apprezzate del PNL.

Un’altra delle motivazioni che ha portato alla rottura dell’Unione Sociale Liberale -così è nominata la colazione delle larghe intese che ha visto socialdemocratici e liberali governare insieme dal 2012- è la volontà sia del PSD che del PNL di presentare proprie candidature alle prossime elezioni presidenziali.

Secondo gli accordi di coalizione, l’Unione Sociale Liberale avrebbe dovuto presentare la candidatura unitaria di Antonescu, appoggiata dal Premier Ponta, per sconfiggere l’attuale Presidente, Traian Basescu: il Leader del moderato Partito Democratico Liberale -PDL- che, ora, ha la possibilità di mettere in seria difficoltà i socialdemocratici.

Dall’USL alla USD

Con la fuoriuscita dei liberali, Ponta può ora contare solo sull’appoggio del suo PSD, che creerebbe l’Unione Sociale Democratica -USD: un Gruppo parlamentare unico con l’Unione Nazionale per il Progresso in Romania -UNPR- e con i radicali del Partito Conservatore -PC- che già si presenterà con liste uniche alle prossime elezioni europee.

Per governare, la USD potrebbe contare senza difficoltà sull’appoggio dell’Unione degli Ungheresi in Romania -UDMR- e su quello delle altre minoranze nazionali garantite in Parlamento arrivando a possedere un totale di 317 parlamentari di maggioranza su 576.

Con il passaggio del PNL all’opposizione, che finora è stata formata dal PDL, dal Partito Popolare -PPDD- e da alcuni indipendenti, la minoranza arriva a quota 259.

Matteo Cazzulani

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IN ROMANIA IL CENTRO-SINISTRA È IN DIFFICOLTÀ

Posted in Balcani by matteocazzulani on September 20, 2013

Una manifestazione contro la cava d’oro a Rosia Montana crea dissidi all’interno della coalizione di Governo tra il Partito SocialDemocratico del Premier Ponta e il Partito NazionalLiberale del Presidente del Senato, Crin Antonescu. Differenze programmatiche ed Elezioni Presidenziali i principali punti di disaccordo

Una protesta ambientale può diventare la causa della caduta del Governo. Nella giornata di mercoledì, 18 Settembre, in Romania, presso il Comune di Rosia Montana, una manifestazione compartecipata da qualche migliaio di persone ha raggiunto le due settimane di durata.

I manifestanti protestano contro la decisione del Governo di concedere alla cava di oro locale lo status di infrastruttura di interesse nazionale strategico: un provvedimento che garantisce la concessione delle licenze necessarie per l’avvio dello sfruttamento entro breve.

Sulla spinta delle proteste, il Premier romeno, Victor Ponta, ha dichiarato che il Partito SocialDemocratico -PSD- di cui è Leader, non voterà per la concessione dello status di infrastruttura di interesse strategico per la cava, ma ha ribadito che l’operazione ha un’estrema importanza sul piano sociale ed economico.

La posizione del Premier Ponta non è piaciuta ai partner di coalizione dei socialdemocratici, il Partito NazionalLiberale -PNL, il cui Leader, Crin Antonescu, si è schierato contro l’installazione della cava.

La diversità di vedute tra i due partner dell’Unione Sociale Liberale -USL, coalizione di Governo formata dopo le elezioni del 2012, ha riaperto i dissidi tra due Partiti con vedute differenti, uniti solo dalla comune opposizione al Presidente romeno, il moderato Traian Basescu.

I socialdemocratici, che hanno una visione della politica nazionale improntata su provvedimenti di carattere sociale, stanno infatti accelerando per una riforma della Costituzione e delle Amministrazioni Locali, mentre i Nazional-Liberali, che perseguono una retorica politica simile a quella del Partito Democratico Liberale di Basescu, temono che il PSD possa rifiutare di appoggiare la candidatura di Antonescu alle prossime elezioni presidenziali romene.

La situazione energetica

Oltre che sul piano politico, la protesta contro la cava potrebbe avere conseguenze anche sul piano energetico: un ambito in cui la Romania è impegnata per l’ottenimento della propria sicurezza energetica e per quella dell’Unione Europea.

Particolarmente importante è lo sfruttamento di idrocarburi nel Mar Nero e, di recente, anche il via libera bipartisan dato allo sfruttamento del gas shale: oro blu estratto da rocce argillose presenti a basse profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

La Romania, grazie sopratutto all’impegno del Presidente Basescu, ha appoggiato fortemente il Nabucco: gasdotto progettato per veicolare in Austria, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan.

Il Nabucco è stato però sostituito dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP: infrastruttura, che si estende dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania, prescelta per l’invio del gas azero in Unione Europea.

Matteo Cazzulani

L’Unione Europea preoccupata: in Romania violata la divisione dei poteri

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on July 15, 2012

Il governo socialdemocratico del Premier Ponta rigetta le indicazioni dell’UE in merito al rispetto della democrazia a Bucarest. Al via la procedura per le dimissioni del Presidente Basescu

Annichilamento della democrazia, mancato rispetto della divisione dei poteri, e tentativo di sostituzione del Capo dello Stato senza il parere del popolo sovrano. Queste sono le accuse che la comunità internazionale ha rivolto al governo della Romania del socialista Victor Ponta.

Costituita da un patto di maggioranza tra il partito socialdemocratico e quello liberale, la coalizione di centrosinistra fin da subito ha profuso ingenti sforzi per avviare un procedimento di impeachment nei confronti del Presidente, Traian Basescu, reo di appartenere alla fazione politica opposta a quella della maggioranza parlamentare.

Secondo le accuse mosse dal Premier Ponta, Basescu avrebbe abusato dei suoi poteri in occasione del varo delle misure di austerità, necessarie all’economia di Bucarest per superare la crisi.

L’imputazione e stata approvata dalla Corte Costituzionale, che ha dato il via libera all’indizione di un referendum nel quale i romeni saranno chiamati a confermare o meno la fiducia al loro Capo dello Stato.

Ad aggravare la situazione della Romania in campo internazionale e anche l’iniziativa del Governo Ponta approntata per limitare i poteri della Corte Costituzionale e per sostituire i Presidenti di Camera e Senato, realizzate per mezzo di Decreti Legge.

Tale condotta e stata condannata fortemente dalla Commissione Europea, che ha invitato la maggioranza socialdemocratica in Romania ad attenersi al rispetto della democrazia, a ristabilire la divisione dei poteri e a nominare un responsabile per il rispetto dei diritti umani che sia espressione di un intesa tra i partiti del Paese.

“La Romania non accetta lezioni dall’estero – ha dichiarato a commento delle proteste UE nei confronti di Ponta espresse da parte del Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, il Presidente del Senato, Crin Antonescu, Capo di Stato ad interim fino al giorno del referendum – le obiezioni sollevate dall’UE sono fuori posto e inopportune”.

Energia e divisione dei poteri

La situazione della Romania rappresenta un pericolo per il rispetto della democrazia, e sopratutto un aspetto delicato per la sicurezza energetica del Vecchio Continente. Il Presidente Basescu e infatti uno dei principali sostenitori della politica di indipendenza energetica varata dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas dal monopolista russo.

Nello specifico, il Capo dello Stato ha dato il via libera ai lavori per l’individuazione e lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel Mar Nero, e di gas shale nel territorio romeno.

Ponta, cavalcando l’onda ecologista, ha espresso contrarietà nei confronti delle posizioni del Presidente, e, sempre con Decreti Legge, ha bloccato le iniziative energetiche di Bucarest, finendo per accentuare la dipendenza del Paese dalle forniture di oro blu della Russia, a cui la Romania e legata per più dell’80%.

Matteo Cazzulani