LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

POLONIA E LITUANIA DANNO IL VIA AL GIPL

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 1, 2013

La Commissione Europea concede lo status di progetto strategico al gasdotto concepito per veicolare gas dal rigassificatore polacco di Swinoujscie al territorio lituano. L’infrastruttura necessaria per decrementare la dipendenza dalle importazioni di oro dalla Russia per i Paesi Baltici -Lituania, Lettonia ed Estonia

C’è una parte dell’Europa che guarda all’indipendenza energetica, mentre un’altra pensa a fare affari con chi, all’apparenza, è il più forte. Nella giornata di mercoledì, 30 Ottobre, Polonia e Lituania hanno ottenuto il via libera dalla Commissione Europea per la realizzazione del GIPL: un gasdotto progettato per veicolare 4 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dal rigassificatore polacco di Swinoujscie in territorio lituano.

L’infrastruttura, compartecipata dalla compagna polacca Gaz-System e dalla lituana Amber Grid, si estenderà dalla città polacca di Rembelszczyzna a quella lituana di Jauniunai per un totale di 534 chilometri di lunghezza per un investimento di 558 Milioni di Euro.

Come riportato dalla Bloomberg, parte delle spese saranno coperte dalla Commissione Europea, che ha conferito all’infrastruttura lo status di Infrastruttura Prioritaria in quanto aiuta i Paesi Baltici -Lituania, Lettonia ed Estonia- a diminuire la dipendenza dalle forniture di gas della Russia, da qui questi Stati dipendono per più del 90% del loro fabbisogno.

Inoltre, la Commissione Europea ha inserito il GIPL tra le infrastrutture del Corridoio Nord-Sud: fascio di gasdotti unificati tra vari Paesi UE concepito per collegare il rigassificatore di Swinoujscie con il terminale di Krk, in Croazia, dai quali sarà importato gas liquefatto da Qatar, Egitto e Norvegia, e shale dagli Stati Uniti d’America.

Nonostante i tentativi di alcuni Paesi dell’Europa Centrale di diminuire la dipendenza dalla Russia, altri Stati sostengono la politica energetica di Mosca, come la Slovenia che, martedì, 28 Ottobre, ha ribadito il pieno sostegno al gasdotto Southstream.

La Slovenia sostiene il Southstream

Come riportato da Natural Gas Europe, il Ministro delle Infrastrutture e della Programmazione Spaziale sloveno, Samo Omerzel, a margine di un incontro con Alexei Miller, capo del monopolista statale russo Gazprom, ha dichiarato che il Southstream rientra nella strategia nazionale della Slovenia.

Il Southstream è però contrario al Terzo Pacchetto Energetico: Legge dell’Unione Europea che, per garantire la sicurezza dei Paesi dell’Unione, vieta ad enti fornitori di gas di possedere nel contempo le infrastrutture deputate al trasporto del carburante.

Il Southstream, in cui Gazprom, quindi il governo russo, detiene la maggioranza, è progettato per rifornire di 63 Miliardi di metri cubi di gas l’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

A motivare la contrarietà della Commissione Europea al Southstream, oltre all’incompatibilità col Terzo Pacchetto Energetico, è anche l’incremento della dipendenza dal gas russo che il gasdotto di Gazprom provocherebbe in molti Paesi UE, che già dipendono fortemente dalle forniture di oro blu dalla Russia.

Per questa ragione, la Commissione Europea ha dato pieno sostegno alla realizzazione di gasdotti per collegare i sistemi infrastrutturali energetici dei singoli Paesi UE e di infrastrutture per diversificare le forniture di gas.

Oltre ai rigassificatori, l’UE sostiene la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- concepito per veicolare gas dell’Azerbaijan in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Matteo Cazzulani

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GAS: ANCHE LA LETTONIA APPLICA LA LEGGE UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 8, 2013

Il Ministro dell’Economia lettone, Daniel Pavluts, presenta emendamenti per liberalizzare il mercato del gas di Riga. Previsto l’ingresso di compagnie estere per limitare la dipendenza dal monopolista statale russo del gas Gazprom.

L’Unione Europea come mezzo per garantire la sicurezza energetica. Nella giornata di Domenica, 7 Luglio, il Ministro dell’Economia lettone, Daniels Pavluts, ha dichiarato l’intenzione della Lettonia di liberalizzare il mercato energetico nazionale per limitare la totale dipendenza della Lettonia dal monopolista statale russo del gas Gazprom.

Come riportato dalla Reuters, il Ministro Pavluts ha presentato emendamenti per ammettere nella gestione della compravendita del gas, sia naturale che liquefatto, anche compagnie di altre Paesi, de facto ponendo fine al monopolio della compagnia nazionale Latvijas Gaze.

La Latvijas Gaze è controllata al 47,2% dalla compagnia tedesca E.On, al 16 dalla lettone Itera, e al 34% da Gazprom, che è anche l’unico fornitore di gas della compagine energetica nazionale della Lettonia.

Questa situazione è in disaccordo con il Terzo Pacchetto Energetico: Legge UE, che la Lettonia ha ora deciso di applicare, che prevede la liberalizzazione dei mercati energetici dei Paesi dell’Unione, e vieta ad enti monopolisti la gestione congiunta della compravendita e della distribuzione del gas.

La Lettonia ha inoltre provveduto ad implementare il sito di stoccaggio di Inculkas, in cui sarà contenuto il gas liquefatto importato dai rigassificatori in fase di realizzazione in Estonia e Lituania.

La Lettonia è l’ultimo dei Paesi Baltici ad applicare la legge UE in materia, dopo l’esempio dato in maniera evidente e determinata dalla Lituania, che si è avvalsa del Terzo Pacchetto Energetico per diminuire la dipendenza da Gazprom.

Seguendo l’esempio di Vilna

La compagnia energetica nazionale lituana, la Lietuvos Dujos, era infatti compartecipata dalla E.On per il 38%, e da Gazprom per il 37%, e dipendeva unicamente dalle forniture del monopolista statale russo.

Con l’applicazione della Legge UE, il Governo lituano ha estromesso dalla Lietuvos Dujos Gazprom, in quanto ente nel contempo fornitore e distributore, ed ha affidato la gestione della distribuzione del gas alla compagnia Amber Grid.

Inoltre, la Lituania ha seguito le direttive della Commissione Europea favorendo la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Egitto, Qatar e Stati Uniti d’America.

Infine, Vilna ha progettato un gasdotto per mettere in comunicazione il sistema infrastrutturale energetico lituano con quello della Polonia e di altri Paesi UE.

Matteo Cazzulani

GAS: LA POLONIA IMPLEMENTA LA DIVERSIFICAZIONE DELLE FORNITURE DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 21, 2013

Il Governo polacco progetta un gasdotto per raggiungere tramite la Slovacchia le forniture di gas dell’Azerbaijan in Europa. Simili progetti con Lituania, Germania e Danimarca.

La Slovacchia, ma anche la Danimarca, i Paesi Baltici, la Repubblica Ceca e gli Stati Uniti d’America. Questi sono i Paesi che la Polonia ha individuato per garantire l’indipendenza energetica del Paese, che ad oggi è legato alle forniture della Russia per l’82% del fabbisogno nazionale.

Come riportato dalla Reuters, la Direttrice del Dipartimento Gas e Greggio del Ministero dell’Economia polacco, Malgorzata Szymanska, ha rivelato l’intenzione della Polonia di costruire un gasdotto dalla portata di 5 Milioni di metri cubi di oro blu all’anno per unificare il sistema energetico nazionale con quello della Slovacchia.

L’infrastruttura, per cui la compagnia polacca Gaz-System SA e la slovacca Eustream AS hanno già firmato un contratto, permette alla Polonia di accedere al Nabucco: gasdotto progettato dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria.

Simili progetti per diversificare le forniture di gas sono stati pianificati dalla Polonia con Repubblica Ceca e Danimarca, mentre con la Lituania il Governo polacco ha progettato l’Amber Grid.

Questo gasdotto unifica il rigassificatore di Swinoujscie con quello lituano di Klaipeda, da cui i due Paesi importeranno LNG da Qatar, Egitto e Norvegia.

Le infrastrutture progettate con Repubblica Ceca, Danimarca e Lituania sono state necessarie dopo che la Polonia ha tentato di diversificare le forniture di gas con un accordo con la Germania per importare gas russo proveniente dal Nordstream.

Questo gasdotto è stato realizzato nel 2012 dalla Russia sul fondale del Mar Baltico per rifornire di oro blu direttamente l’economia tedesca, bypassando i Paesi dell’Europa Centrale, tra cui la Polonia.

La dipendenza dal gas russo ha tuttavia mosso la Polonia ad individuare anche fonti di approvvigionamento alternative, tra cui il gas Shale.

Lo Shale statunitense ed UE

Come dichiarato dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, la Polonia intende acquistare gas non convenzionale liquefatto dagli Stati Uniti d’America, che, con l’avvio dello sfruttamento dello Shale, hanno progettato l’avvio delle esportazioni all’estero di oro blu.

Oltre al gas non convenzionale statunitense, la Polonia è tra i Paesi più attivi nella ricerca di Shale in Unione Europea.

Secondo le stime EIA, la Polonia possiede la più cospicua riserva di Shale in UE, pari a 148 Trilioni di piedi cubi.

Matteo Cazzulani

GAS: LITUANIA E RUSSIA ANCORA AI AL BRACCIO DI FERRO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 26, 2013

Il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, non intende rinunciare al ricorso presentato all’Arbitrato di Stoccolma contro il monopolista statale russo Gazprom per condotta anticoncorrenziale. Mosca intenzionata a mantenere il monopolio energetico sull’Europa.

Sconti in cambio di nessuna concessione di carattere politico.

Nella giornata di giovedì, 25 Aprile, il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, ha dichiarato che la Lituania non intende rinunciare al ricorso presentato all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma contro il monopolista statale russo del gas Gazprom.

Come riportato dal Baltic Course, il Premier Butkevicius si è detto pronto ad avviare trattative per la revisione al ribasso delle tariffe per il gas importato con Gazprom, che controlla il 99% delle importazioni della Lituania.

Allo stesso tempo, il Premier Butkevicius ha evidenziato come il Governo lituano non intenda rinunciare al ricorso avviato presso la Corte Internazionale di Stoccolma, come richiesto da Gazprom in cambio della concessione dello sconto sulle forniture.

Nello specifico, Gazprom ha chiesto a Vilna di abbandonare il ricorso presentato per denunciare la condotta anticoncorrenziale del monopolista russo, dopo che l’ente energetico controllato dal Cremlino ha imposto tariffe altissime ai Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale.

Oltre ad incrementare le tariffe per gli Stati UE che dipendono maggiormente dalle forniture di gas della Russia, Gazprom ha concesso lauti sconti alle compagnie energetiche dell’Europa Occidentale, in cambio del loro sostegno, anche come lobby, alla politica energetica di Mosca in Europa.

Tra leggi, rigassificatori, gasdotti e shale

Per diminuire la dipendenza dalla Russia, la Lituania ha applicato alla lettera il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che vieta la presenza di monopoli che controllano sia la compravendita che la distribuzione del gas.

Vilna ha provveduto al passaggio della compagnia Lietuvos Dujos, controllata da Gazprom, alla Amber Grid: ente incaricato di re-privatizzare la Lietuvos Dujos senza concedere quote a Gazprom.

Sempre in linea con le direttive della Commissione Europea, la Lituania ha avviato la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e USA e, così, diminuire la dipendenza dalla Russia.

Vilna ha concordato la realizzazione del Gasdotto Trans Baltico: infrastruttura supportata dalla Commissione Europea, concepita per veicolare LNG importato sempre da Qatar, Norvegia ed USA , dal rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia in Lituania.

Infine, la Lituania ha avviato la ricerca sul proprio territorio dello shale: gas ubicato in rocce porose a bassa profondità sfruttato ad oggi con sofisticate tecniche di fracking solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA CONTRO L’EUROPA IN LITUANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 16, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, propone a Vilna uno sconto sulle forniture di oro blu in cambio della rinuncia all’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico UE. Smentite da parte del Premier lituano, Algirdas Butkevicius.

Lituania e Germania sono i due fronti aperti dalla Russia nella Guerra dei gasdotti per il controllo dell’Europa. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha proposto al Governo lituano uno sconto sulle forniture di carburante in cambio del congelamento dell’attuazione della legge UE.

Come riportato da The Baltic Course, Mosca ha offerto a Vilna uno sconto sulle forniture di gas, da cui la Lituania dipende per il 99% del suo fabbisogno, se il Governo lituano ritarderà l’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge è stata promulgata dalla Commissione Europea per creare un mercato unico del gas UE, ed impedire ad enti extra-europei, come Gazprom, il controllo congiunto sia della compravendita del gas in Europa che della sua distribuzione.

Pronta è stata la risposta del Premier lituano, Alvirdas Butkevicius, che, lunedì 15 Aprile, ha negato la proposta avanzata da Gazprom, incalzato dalla crescente protesta dell’opposizione, preoccupata da una misura che mette a repentaglio la sicurezza nazionale.

Il Primo Ministro Butkevicius ha assicurato che ogni trattativa con il monopolista russo procede nel pieno rispetto della legge UE, che la Lituania ha deciso di applicare alla lettera.

Per diminuire la dipendenza del 99% dalle forniture della Russia, il Governo lituano ha imposto a Gazprom, e alla compagnia tedesca E.On -alleata di Gazprom- la cessione del controllo dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos alla Amber Grid.

Questa compagnia è stata creata ad hoc dal Governo della Lituania per assorbire la compagnia nazionale, che gestisce sia la compravendita che la distribuzione del gas in territorio lituano, con lo scopo di re-privattizzarla, concedendo quote ad enti registrati nell’UE.

Oltre alla risistemazione della Lietuvos Dujos, il Governo lituano ha provveduto a progettare il rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America.

La misura segue l’indicazione della Commissione Europea, che ha incentivato la realizzazione di terminali per importare LNG da fonti di approvvigionamento alternative alla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Mosca vuole controllare anche il totale dell’OPAL

Oltre alla Lituania, la Russia sta cercando di sovvertire il Terzo Pacchetto Energetico in Germania per quanto riguarda l’OPAL.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Mosca ha dichiarato l’intenzione di mantenere il controllo totale dell’OPAL, nonostante la legge UE ne vieti totalmente lo scenario.

Questo gasdotto è costruito per veicolare in Repubblica Ceca il gas russo proveniente dal Nordstream: conduttura realizzata dalla Russia nel 2012 per rifornire la Germania di 55 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il Nordstream, costruito sul fondale del Mar Baltico, ha anche lo scopo di aumentare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture della Russia, e di isolare dagli approvvigionamenti di oro blu di Mosca la Polonia, i Paesi Baltici, e il resto dell’Europa Centrale.

In questa regione dell’UE, la Russia mantiene il controllo mediamente del 90% degli approvvigionamenti di gas.

Matteo Cazzulani

GAS: LA POLONIA INSEGNA COME DIVERSIFICARE LE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 20, 2013

Varsavia riduce la dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia grazie all’avvio di importazione di oro blu da Repubblica Ceca e Germania. Giacimenti nuovi e rigassificatori in linea con l’Unione Europea le chiavi per garantire la sicurezza energetica nonostante la forte dipendenza dai russi

Il Primo Ministro polacco, Donald Tusk

Il Primo Ministro polacco, Donald Tusk

Diversificare gli approvvigionamenti di gas nel cuore dell’Europa: anche se di poco, la Polonia ci insegna che si può. Come riportato dall’agenzia PAP nella giornata di martedì, 19 Marzo, il colosso energetico polacco PGNiG nel 2012 è riuscito a diminuire l’importazione di gas dalla Russia rispetto all’anno precedente, anche se non in misura sensibile.

Nello specifico, nel 2012 la Polonia ha diminuito la quantità di gas russo acquistato a 9,3 Miliardi di metri cubi -l’82% del totale delle importazioni- dai 9,6 veicolati dalla Russia nel 2011.

A motivare la diminuzione dell’importazione dei carburante dalla Russia, oltre alle basse temperature che hanno caratterizzato il 2012, è stato l’acquisto di gas da Repubblica Ceca e Germania, che è aumentato rispettivamente del 6% e del 13%.

Attraverso la conduttura Moravia, la Polonia ha infatti aumentato l’importazione di gas dalla Repubblica Ceca a 600 Milioni di metri cubi, dai 200 dell’anno precedente.

Lo sfruttamento in senso inverso del Gasdotto Yamal-Europa -costruito negli anni Novanta dalla Russia per veicolare 33 miliardi di metri cubi all’anno in Germania attraverso Bielorussia e Polonia- ha invece consentito a Varsavia di aumentare le importazioni di gas proveniente dal territorio tedesco a 1,4 miliardi di metri cubi.

Lecito sottolineare che la diversificazione operata dalla Polonia riguarda solamente il fornitore, ma non la provenienza del gas, che è sempre legata alla Russia.

Berlino e Praga hanno infatti offerto a Varsavia condizioni più vantaggiose rispetto che a Mosca, per la vendita del carburante russo che Germania e Repubblica Ceca ricevono tramite il Nordstream.

Questo gasdotto è stato costruito dalla Russia nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 miliardi di metri cubi direttamente in territorio tedesco, per bypassare Polonia e Paesi Baltici e contrastare il varo di una comune politica energetica da parte dell’Unione Europea.

Oltre allo sfruttamento combinato dei gasdotti, per diversificare le forniture di gas la Polonia ha preventivato lo sfruttamento del giacimento Skarv, in Norvegia, dove la PGNiG possiede il 12% delle azioni.

Inoltre, la Polonia ha avviato la realizzazione del rigassificatore di Swinoujsce per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia, Egitto, e Stati Uniti d’America.

Il terminale LNG sarà poi collegato con i siti di stoccaggio della Lettonia per mezzo dell’Amber Grid: gasdotto progettato per attraversare la Lituania, un’altro Paese fortemente dipendente dalle forniture di gas della Russia.

La costruzione del rigassificatore di Swinoujscie recepisce una direttiva della Commissione Europea, che ha preventivato la costruzione di terminali LNG nel Vecchio Continente per importare carburante liquefatto da Paesi non raggiungibili tramite la costruzione di gasdotti.

Sempre sull’onda dei provvedimenti dell’Unione Europea, la Polonia ha espresso il sostegno alla realizzazione del Nabucco: gasdotto progettato dalla Commissione Europea, sostenuto anche dai Governi austriaco, turco, romeno, bulgaro e slovacco, per veicolare in Austria 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan, dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

La carta dello shale

Infine, la Polonia è in prima fila per l’avvio dello sfruttamento dello shale: gas ubicato in rocce porose poste a bassa profondità estratto mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Secondo gli studi, la Polonia possiede 5,3 trilioni di metri cubi di shale, che, se sfruttati, consentirebbero a Varsavia di diminuire radicalmente la dipendenza dalle importazioni dall’estero, e, sull’esempio degli Stati Uniti d’America, di passare da Paese importatore a Stato esportatore.

Matteo Cazzulani

GAS: LA LITUANIA AVVIA LA DIMINUZIONE DELLA DIPENDENZA DALLA RUSSIA IN NOME DELL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 9, 2013

La compagnia Amber Grid rileverà il 76% delle azioni della compagnia nazionale Lietuvos Dujos dall’ente tedesco E.On e dal monopolista statale russo, Gazprom, che controlla il 99% delle forniture di oro blu a Vilna. La manovra del Governo lituano in linea con il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato continentale dell’energia e combattere i monopoli. 

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

L’applicazione della legge europea per abbattere il monopolio russo nel mercato del gas. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Governo lituano ha dato il via alla creazione i Amber Grid: una compagnia che rileverà il 76% dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos, ad oggi posseduto dalla compagnia tedesca E.On, e dal monopolista russo, Gazprom.

Come riportato dalla Reuters, qualora Gazprom ed E.On non concordassero sulla vendita del loro pacchetto azionario alla nuova compagnia Amber Grid, vedrebbero le loro azioni immediatamente confiscate da parte del Governo lituano.

La manovra delle Autorità di Vilna è frutto dell’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato del gas in Unione Europea, ed abolisce il controllo congiunto sia della compravendita del gas, che del trasporto dell’oro blu.

La Lituania è infatti dipendente per il 99% del fabbisogno nazionale di gas dalle forniture di Gazprom, che, assieme alla compagnia ‘alleata’ E.On, possiede la maggioranza della Lietuvos Dujos: ente incaricato della distribuzione del carburante nel sistema infrastrutturale energetico lituano.

Oltre che nell’ambito commerciale, la Lituania sta applicando il Terzo Pacchetto Energetico anche per quanto riguarda la realizzazione di strutture atte alla diversificazione delle forniture di gas per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Con un accordo con la compagnia norvegese Hoeg LNG, il Governo lituano ha pianificato la costruzione di un rigassificatore presso il porto di Klaipeda, grazie al quale la Lituania potrà importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar e, possibilmente, dagli Stati Uniti d’America.

La questione del rigassificatore di Klaipeda ha però originato una divergenza con Estonia, Lettonia e Polonia: Paesi che, sempre per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, hanno pianificato la realizzazione di propri rigassificatori.

Scontro tra Varsavia e Vilna sul rigassificatore lituano

Particolare movimento è stato creato dalla costruzione del rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia, che, secondo progetti sostenuti dalla Commissione Europea, sarà collegato con i siti di stoccaggio in Lettonia attraverso un gasdotto che transiterà attraverso la Lituania.

Di recente, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha descritto il progetto del Gasdotto Trans Baltico come necessario per quei Paesi UE che sono particolarmente vulnerabili a causa della forte dipendenza dalla Russia.

Inoltre, come riportato da Gazeta Wyborcza, il Ministro Sikorski ha illustrato come la messa in comunicazione tra i rigassificatore polacco e i magazzini di gas lettoni renda inutile la realizzazione del terminale LNG di Klaipeda.

Fredda è stata la risposta della Autorità lituane. Il Premier socialdemocratico, Algirdas Butkevicius, ha dichiarato che la Lituania intende procedere nella realizzazione di un’infrastruttura di interesse nazionale strategico.

Nel contempo, il Capo del Governo lituano ha illustrato la volontà da parte di Vilna di continuare anche con la messa in comunicazione del sistema infrastrutturale energetico nazionale con i gasdotti di altri Stati UE.

Simile è stata anche la risposta dell’Amministrazione del Presidente moderato, Dalija Grybauskaite, che ha evidenziato come la Lituania intenda portare avanti sia la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda, che l’integrazione dei gasdotti lituani con il sistema dei Paesi europei confinanti.

Matteo Cazzulani