LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: rimpasto di Governo a seguito di uno scandalo intercettazioni in salsa russa

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 12, 2015

Il Premier polacco, Ewa Kopacz, dimissiona tre Ministri e Viceministri coinvolti nella seconda ondata di uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno 2014, ha colpito il Governo Tusk. Tra le dimissioni eccellenti vi sono anche quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier, Jacek Rostowski


Varsavia – Un terremoto politico che potrebbe segnare l’ennesimo episodio di un cambiamento oramai in atto in Polonia. Nella giornata di mercoledì, 10 Giugno, il Premier polacco, Ewa Kopacz, ha dimissionato il Ministro della Salute, Bartosz Arlukowicz, il Ministro dello Sport, Andrzej Biernat, il Ministro del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, assieme a tre Viceministri.

Le dimissioni di massa, a cui si sono aggiunte quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier Kopacz, Jacek Rostowski, sono legate alla pubblicazione sulla pagina Facebook del faccendiere Zbigniew Stonoga degli atti inerenti ad uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno del 2014, ha già portato ad un rimpasto di Governo.

Come ha dichiarato il Premier Kopacz, la decisione di dimissionare i Ministri coinvolti nello scandalo intercettazioni -tutti membri della Piattaforma Civica, PO, forza politica moderata di maggioranza nel Paese a cui appartiene la stessa Kopacz e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- è un atto dovuto per garantire serietà e trasparenza verso i cittadini da parte del Governo.

Pronte, alle parole della Kopacz, che ha chiesto scusa ai polacchi in nome di tutta la PO, sono arrivate le dichiarazioni di Tusk che, dopo avere dovuto gestire la prima ondata dello scandalo intercettazioni come Capo del Governo -risolta con una serie di dimissionamenti tra i Ministri dell’allora suo Esecutivo- ha giudicato la scelta del Premier un atto che non esclude affatto rischi seri.

Fortemente critica è stata la reazione del Presidente-Eletto, Andrzej Duda, che ha invitato il Governo a porre fine ad un’ondata di scandali che sta compromettendo l’immagine della Polonia nel Mondo.

Duda, che ha vinto le recenti Elezioni Presidenziali come candidato di Diritto e Giustizia -PiS, il principale Partito dell’opposizione conservatore- ha inoltre chiesto alla Kopacz di astenersi dal forzare cambiamenti costituzionali a colpi di maggioranza negli ultimi mesi prima dello scioglimento del Governo.

La mano della Russia per discreditare la Polonia

La seconda ondata dello scandalo intercettazioni ha comportato alcuni risvolti che, senza dubbio, segneranno da qui in avanti l’evoluzione dello scenario politico polacco. In primis, il Governo Kopacz ha subito l’ennesimo colpo dopo la sconfitta nelle Elezioni Presidenziali di Bronislaw Komorowski -Presidente uscente sostenuto da tutta la PO- che difficilmente potrà essere recuperato in vista delle imminenti Elezioni Parlamentari.

In secundis, una personalità di spessore come Sikorski -Ministro degli Esteri di lungo corso, nonché attivista del dissenso democratico e giornalista di guerra- è costretta ad abbandonare per sempre ogni ambizione politica a livello sia nazionale che internazionale.

Del resto, la prima ondata dello scandalo intercettazioni, che ha coinvolto, tra gli altri, lo stesso Sikorski, allora Ministro degli Esteri, ha de facto bruciato la nomina dell’attuale Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento polacco ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea.

Questa circostanza ha chiaramente fatto trasparire come le intercettazioni siano potute essere state organizzate dai Servizi Segreti russi, interessati a che al posto di Sikorski -noto per la sua posizione dura e chiara nei confronti della Russia e della sua aggressività militare- ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’UE fosse nominata una personalità più incline al diktat di Mosca come l’attuale Alto Rappresentante, Federica Mogherini. 

In terzo luogo, il Presidente-Eletto Duda ha la possibilità debuttare, prima ancora del suo Insediamento’ come il Capo di Stato chiamato ad amministrare una delle più importanti crisi politiche che la Polonia ha mai vissuto negli ultimi 5 anni.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Elezioni in Gran Bretagna: tifo Cameron

Posted in Editoriale, Gran Bretagna by matteocazzulani on May 6, 2015

La vittoria del Partito Conservatore Tory consente il rafforzamento della Comunità Trans Atlantica ed un’evoluzione dell’Unione Europa atta a garantire la sicurezza del Vecchio Continente. Le posizioni del Primo Ministro britannico uscente su NATO e Russia, e il suo rapporto di amicizia con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, le chiavi per una politica europea davvero lungimirante

Non solo consultazioni elettorali cruciali per uno dei Paesi più importanti dell’Unione Europea, le Elezioni Generali della Gran Bretagna di mercoledì, 8 Maggio, possono rappresentare un punto di svolta per il futuro della Comunità Trans Atlantica. Secondo le principali rilevazioni sociologiche, le Elezioni britanniche dovrebbero concludersi con una vittoria di misura del Partito Conservatore Tory guidato Primo Ministro uscente, David Cameron.

La vittoria di Cameron, che dal 2010 governa la Gran Bretagna in coalizione con i LiberalDemocratici, rappresenta il risultato ottimale per intensificare il percorso di rafforzamento della Comunità Trans Atlantica e, più nello specifico, di riforma di un’Unione Europea che fa sempre più fatica a contare sul piano internazionale.

Cameron, infatti, è uno dei pochi leader politici europei che ha ben compreso come solo con uno stretto legame con gli Stati Uniti d’America l’Unione Europea possa finalmente evolversi in quella potenza mondiale tanto sognata dai vari federalisti ed europeisti convinti.

Concordemente con questa visione, il Primo Ministro britannico, che in caso di riconferma alla guida del Governo ha promesso un referendum sull’opportunità o meno per Londra di rimanere in un’Unione Europea ad oggi troppo germano e franco centrica, si è speso a più riprese per il rafforzamento della NATO per garantire la sicurezza nazionale di tutti i Paesi dell’UE.

L’idea di Cameron è una valida alternativa al fantomatico esercito unico europeo che tanto il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, quanto l’Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea, Federica Mogherini hanno tanto ventilato.

Questo progetto è stato concepito senza considerare che un duplicato della NATO, peraltro senza la partecipazione di Stati Uniti e Canada, sarebbe un’iniziativa inutile, costosa e controproducente per difendere l’Europa, e più in generale la Comunità Trans Atlantica, dall’aggressione della Russia di Putin e dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante -ISIL.

Inoltre, Cameron, assieme al Premier italiano, Matteo Renzi, è stato l’unico Capo di Governo di un Paese membro dell’Unione Europea ad essere riuscito a mantenere un contatto diretto, ed una collaborazione proficua, con il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

Il rapporto con Obama, suggellato dalle dichiarazioni di amicizia che, in più occasioni, il Presidente degli Stati Uniti ha rivolto a Cameron pubblicamente, è un punto a favore considerevole per Cameron, sopratutto se si tiene conto di come l’Amministrazione Presidenziale USA abbia dimostrato un sostanziale disimpegno, quando non un moderato disinteresse, rispetto alle questioni legate all’Unione Europea.

In aggiunta, Cameron, assieme ai Premier di Danimarca, Polonia, Lettonia, Estonia e Romania ed alla Presidente della Lituania, è stato uno dei pochi leader dell’Unione Europea ad avere assunto una posizione risoluta nei confronti del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in seguito all’aggressione militare russa all’Ucraina.

Cameron, che a più riprese ha lamentato provocazioni militari nei cieli della Gran Bretagna da parte di velivoli dell’esercito russo, è stato inoltre tra gli unici leader della Comunità Trans Atlantica, assieme ad Obama ed al Premier polacco, Ewa Kopacz, ad autorizzare l’invio di contingenti dell’esercito in Ucraina per addestrare le forze armate ucraine a difendere i propri confini dal più forte ed equipaggiato esercito della Russia.

Infine, Cameron ha anche implementato il legame tra Europa e Stati Uniti sul piano energetico, varando, come unico leader dell’Unione Europea, un contratto per l’importazione del gas shale statunitense a partire dal 2018.

Questo accordo, oltre che ad incrementare il ruolo degli Stati Uniti come Paese esportatore di gas nel mercato mondiale, dimostra come lo shale statunitense sia una valida alternativa al gas naturale russo, da cui l’Unione Europea dipende ancora troppo fortemente.

Essere più atlantisti per un’Europa davvero potenza mondiale

La politica attuata da Cameron, e più in generale dai Tory, fa della vittoria dei conservatori nelle Elezioni Generali britanniche il risultato su cui l’Europa tutta dovrebbe sperare.

Non sono, infatti, le ricette nazionaliste dello UKIP di Nigel Farage -Partito dalle venature xenofobe peraltro sul libro paga di Putin, come dimostrato da diversi media internazionali- quello di cui l’Europa ha bisogno.

Allo stesso tempo, non è nemmeno la posizione sull’Unione Europea espressa dal Partito Laburista di Ed Milliband, troppo morbida nei confronti di Germania e Francia, a servire all’UE per contare davvero nel Mondo.

Come sostiene Cameron, in Europa occorre essere maggiormente lungimiranti per garantire Democrazia, Libertà, Pace e Prosperità sia ai Paesi membri dell’Unione Europea che ai suoi alleati.

Dunque, occorre essere meno carolingi e più atlantisti: comprendere che non è la retorica franco-tedesca, bensì un saldo legame con gli Stati Uniti, la soluzione per un’Unione Europea davvero forte e protagonista nel Mondo.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche Trans Atlantiche, dell’Europa Centro-Orientale ed energetiche

@MatteoCazzulani