LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Su 24: Turchia e Russia senza partnership energetica

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 5, 2015

Il Premier turco, Ahmet Davutoglu, si accorda con il Presidente azero, Ilham Aliyev, in merito alla costruzione accelerata del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP. Posto in sospensione il Turkish Stream, concepito da Mosca per incrementare la dipendenza energetica dell’Europa in partnership con Ankara



Varsavia – Tramonta il Turkish Stream, si accelera la realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP. Questa è la conseguenza provocata, sul piano energetico, dall’abbattimento di un velivolo militare russo Su-24 da parte dell’esercito turco per via di uno sconfinamento non preannunciato nello spazio aereo della Turchia lo scorso 24 Novembre.

Come dichiarato dal Premier turco, Ahmet Davutoglu, durante un incontro con il Presidente dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, la realizzazione della TANAP, gasdotto progettato dal confine tra Turchia e Georgia fino allo stretto del Bosforo per veicolare da 16 a 60 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno- sarà accelerata per soddisfare la richiesta di ottenere oro blu di Baku da parte di Ankara.

La notizia del prolungamento della TANAP segue la decisione della Russia di sospendere la realizzazione del Turkish Stream, gasdotto progettato da Mosca per veicolare 63 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo in Unione Europea attraverso il fondale del Mar Nero e la Turchia.

La fine del Turkish Stream, che secondo il Ministro dell’Energia russo, Aleksander Novak, è motivata dalle sanzioni che la Russia ha imposto alla Turchia in seguito all’abbattimento del velivolo militare, in realtà è legata ad un progetto fallito in partenza, dal momento che importanti frizioni tra il Cremlino ed Ankara a riguardo dell’infrastruttura non sono mancate.

Lo scorso Agosto, la Turchia ha posto la realizzazione di un solo tratto del Turkish Stream come condicio sine qua non per concedere l’imprimatur alla realizzazione dell’infrastruttura: una decisione ben lontana dai 4 tratti invece richiesti dalla Russia per centrare il vero obiettivo de gasdotto turco, ossia incrementare la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Mosca.

Infatti, il Turkish Stream è la nuova versione del Southstream, un gasdotto concepito dalla Russia per veicolare sempre 63 miliardi di metri cubi di gas russo in Italia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria ed Austria. 

Nonostante l’ampia coalizione di Paesi europei impegnati nella realizzazione del gasdotto, aiutata da un sodalizio tra il monopolista statale russo del gas Gazprom e il colosso italiano ENI, il Southstream è stato rigettato dalla Commissione Europea perché non in linea con le leggi UE in materia di libera concorrenza.

L’Europa diversifica con la TAP

Oltre al naufragio del Turkish Stream, la buona notizia per l’Europa sta proprio nella realizzazione accelerata della TANAP che, una volta approdata sul Bosforo, sarà collegata con il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura progettata per veicolare 10 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan in Italia attraverso Grecia ed Albania.

Oltre alla TAP, la Commissione Europea ha dato il via alla realizzazione di una serie di rigassificatori per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America e, così, diminuire ulteriormente la già forte dipendenza dalle importazioni di oro blu dalla Russia.

Secondo indiscrezioni, anche la Turchia starebbe guardando al gas liquefatto del Qatar con un accordo che sarebbe stato firmato di recente da Ankara durante una visita del Presidente turco, Tayyip Erdogan, per aggiungere un’ulteriore fornitore di gas alternativo alla Russia -da cui l’economia turca dipende per il 50% del suo fabbisogno- dopo Azerbaijan, Iran, Algeria e Nigeria.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

GAS: PUTIN IN AZERBAIJAN PER COLPIRE L’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 14, 2013

Il Presidente russo sostiene la necessità di una gestione collegiale del Mar Caspio per impedire accordi bilaterali tra Baku e il Turkmenistan che nuocerebbero all’interesse energetico di Mosca. Firmati i primi accordi di cooperazione con l’Azerbaijan nel settore del gas

Durante la Guerra Fredda, l’Unione Sovietica parlava di ‘distensione’ e ‘disarmo’ per indebolire le strutture di difesa della NATO nei Paesi occidentali e, così, colpire gli Stati Uniti D’America. Oggi, la Russia di Putin usa la parola ‘pace’ per controllare il Bacino del Caspio, con lo scopo di prendere il sopravvento sull’Europa.

Nella giornata di martedì, 13 Agosto, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha invitato il Capo di Stato azero, Ilkham Aliyev, alla cooperazione nel Mar Caspio.

Nello specifico, Putin ha espresso la volontà di fare del Caspio un mare di ‘pace, sicurezza e stabilità’, in cui Russia, Azerbaijan, Iran e Turkmenistan cooperano senza scontri.

La proposta di Putin, che vorrebbe una gestione collegiale del Mar Caspio, nasconde un’offensiva politica che punta a garantire a Mosca il controllo delle esportazioni di gas dalla regione del Caspio.

In particolare, la Russia vuole impedire la realizzazione del Gasdotto Trans Caspico: infrastruttura concordata tra Azerbaijan e Turkmenistan per rifornire di gas naturale turkmeno la Turchia e l’Europa.

A confermare la vera ratio del ‘pacifismo’ di Putin è la dichiarazione, a margine del vertice, del Ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, in merito all’interesse della Russia ad investire nel settore del gas azero.

Durante l’incontro tra Putin ed Aliyev, a cui ha partecipato anche Igor Sechin, il Capo della prima compagnia energetica al mondo, il monopolista statale russo Rosneft, sono stati già firmati alcuni accordi per la cooperazione nel settore dell’energia.

A rischio TANAP e TAP

Il controllo della Russia sull’Azerbaijan rappresenta un pericolo per l’Europa, che vede messa a serio repentaglio il progetto di diversificazione delle forniture di gas.

Per diminuire la dipendenza dal gas di Russia ed Algeria, la Commissione Europea ha appoggiato il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP: due infrastrutture concepite per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan.

Con il controllo del mercato del gas azero, la Russia potrebbe così da un lato interrompere sul nascere le forniture di oro blu all’Europa dall’Azerbaijan.

Dall’altro, Mosca potrebbe impedire il trasporto del gas turkmeno in UE attraverso i gasdotti TANAP e TAP, collegati con il Gasdotto Trans Caspico.

Matteo Cazzulani

GAS: LETTA IN AZERBAIJAN RAFFORZA LA POSIZIONE DELL’ITALIA NELLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 11, 2013

Il Premier italiano illustra l’importanza della realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell’Italia. Un cambio di passo rispetto alla politica energetica dei precedenti Esecutivi

Un Leader europeo impegnato nella tutela della diversificazione energetica dell’Italia e dell’UE. Questa è l’immagine uscita dalla missione del Premier italiano, Enrico Letta, in Azerbaijan, per discutere della cooperazione energetica tra Roma e Baku, legata alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Letta ha illustrato l’importanza della TAP per diversificare le forniture energetiche italiane: con il trasporto diretto del gas dall’Azerbaijan, l’Italia romperà con la dipendenza dai soli approvvigionamenti di Russia ed Algeria, a cui il BelPaese si è fortemente legato negli ultimi tempi.

Il Premier Letta ha anche sottolineato come la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico abbia implementato la cooperazione tra Italia, Albania, Grecia e Turchia, i Paesi coinvolti dal transito dell’infrastruttura.

“La TAP è un mezzo che attrae investimenti” ha risposto il Presidente azero, Ilkham Aliyev, che si è detto concorde con la proposta del Premier Letta di implementare non solo la cooperazione sul piano energetico, ma anche i rapporti commerciali ed industriali tra Italia ed Azerbaijan.

Come riportato dall’agenzia Trend, Letta ed Aliyev hanno anche discusso della questione del Nagorno-Karabach: territorio conteso tra Azerbaijan ed Armenia fonte di forti tensioni militare.

La missione di Letta, dimostra il chiaro sostegno dell’Italia ad un progetto europeo concepito per diminuire la dipendenza dell’Unione Europea dal gas dalla Russia: un chiaro cambio di passo rispetto alla politica energetica di Roma degli ultimi tempi.

I Governi conservatori, guidati da Silvio Berlusconi a intervalli dal 2001 al 2010, hanno infatti portato l’Italia a rafforzare la dipendenza dalla Russia con accordi bilaterali tra Mosca e Roma che, nonostante l’opposizione dell’UE, hanno incentivato la realizzazione del gasdotto Southstream.

Questo gasdotto, contrastato dalla Commissione Europea perché destinato ad implementare il dominio russo nel mercato energetico UE, è progettato dalla Russia per rifornire l’Europa di ulteriori 63 Miliardi di Metri Cubi di gas.

Con l’appoggio del Governo Letta alla TAP, confermato dalla visita del Premier italiano a Baku, la politica italiana ha assunto un posizionamento finalmente in linea con l’Europa.

Il Governo Letta -retto dalle larghe intese tra Partito Democratico, Popolo Della Libertà, Lista Civica, e Centro Democratico- si è infatti dimostrato attento all’importanza di diversificare le forniture di gas del Paese, senza più subordinare la politica energetica italiana all’amicizia personale del Premier con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

L’Italia attenta a non perdere il vantaggio del gas azero sul territorio nazionale

Inoltre, la missione del Premier Letta in Azerbaijan ha avuto lo scopo di rafforzare la posizione italiana all’interno del Gasdotto Trans Adriatico che, secondo indiscrezioni, su pressione delle compagnie che compartecipano il progetto potrebbe seriamente essere prolungato dall’Italia all’Europa Nord-Occidentale.

Questo scenario comporterebbe il declassamento dell’Italia da principale mercato di sbocco del gas azero in Europa a mero Paese di transito, senza ottenere i vantaggi che, invece, gli altri Stati attraverso cui passa la TAP -Grecia ed Albania- hanno già ottenuto.

Il Gasdotto Trans Adriatico è l’infrastruttura selezionata per veicolare in Europa 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania in Italia.

La TAP è compartecipata dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, da quella belga Fluxys, da quella svizzera AXPO e dalla tedesca E.On.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TAP PROCEDE IN GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 9, 2013

Il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico ha presentato al Governo greco il Rapporto di Impatto Ambientale e Sociale. Al via un contatto diretto con la popolazione per la realizzazione dell’infrastruttura.

Un’infrastruttura integrata nell’ambiente e nella società. Così appare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- che, nella giornata di giovedì, 8 Agosto, ha sottoposto al Ministero dell’Energia, Ambiente e Cambiamento Climatico il Rapporto di Impatto Ambientale e Sociale.

Come riportato da una nota, il Rapporto, che potrà essere visionato pubblicamente presso i Consigli Comunali dei centri interessati, contiene una descrizione dettagliata dell’impatto ambientale e socio-culturale che il gasdotto comporterà nei territori della Grecia interessati dalla realizzazione della TAP.

Il documento contiene anche suggerimenti tecnici su come integrare il Gasdotto Trans Adriatico con le caratteristiche geografiche e locali, per permettere una realizzazione ottimale dell’infrastruttura senza ricadute di ogni tipo.

Sul piano politico, la presentazione del Rapporto rappresenta un’importante fase di un iter di collaborazione tra il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico e la Grecia.

Ora, il Governo greco dovrà approvare la Decisione di Approvazione dei Termini Ambientali, un passo necessario per avviare la realizzazione della TAP.

Il Gasdotto Trans Adriatico, compartecipato dal colosso energetico britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, dalla francese Total, dalla tedesca E.On e dalla belga Fluxys, è la conduttura che condurrà 10 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania fino in Italia.

Letta va in Azerbaijan

Proprio l’Italia, che è stata individuata come il principale mercato di sbocco del gas veicolato dalla TAP, si sta muovendo sul piano politico, tanto che il Premier italiano, Enrico Letta, ha programmato una visita al Presidente dell’Azerbaijan, Ilkham Aliyev, a Baku.

La missione del Premier Letta -che segue una visita, sempre dedicata alla TAP, al Capo del Governo greco, Antoni Samaras- è importante per permettere all’Italia di sfruttare al meglio il suo ruolo nel Gasdotto Trans Adriatico.

Secondo ben informate indiscrezioni, la presenza nella TAP di British Petroleum, Fluxys e Total può portare al prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico verso Francia, Belgio e Gran Bretagna per rendere l’Europa Nord-Occidentale il mercato di approdo del gas azero.

Se questa ipotesi diventasse realtà, l’Italia si troverebbe declassata a mero Paese di transito, senza avere ottenuto alcuna provvigione per il trasporto del gas dell’Azerbaijan sul suo territorio, su cui, invece, hanno già negoziato Albania e Grecia.

Matteo Cazzulani

L’AZERBAIJAN SOSTIENE IL TRASPORTO DEL GAS DEL TURKMENISTAN IN UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 6, 2013

Il Ministro dell’Energia azero, Natik Aliyev, sostiene la necessita di veicolare il gas turkmeno in UE. L’Albania da l’approvazione alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico

Un contributo considerevole per la diversificazione delle forniture di energia dell’Europa. Nella giornata di giovedì, 4 Aprile, l’Azerbaijan ha sostenuto la necessità di trasportare gas dal Turkmenistan in Europa attraverso le condutture realizzate in territorio azero.

Come riportato dall’autorevole Trend, il Ministro dell’Energia dell’Azerbaijan, Natik Aliyev, ha dichiarato che le trattative per collegare il Gasdotto Trans Caspico con il Corridoio Meridionale UE -entrambi progetti in fase di realizzazione- sono ad un buon punto.

Nel Settembre 2011, la Commissione Europea ha dato via libera ai negoziati con Azerbaijan e Turkmenistan per l’acquisto, ed il trasporto, di gas azero e turkmeno in Europa attraverso un gasdotto sul fondale del Mar Caspio -il Gasdotto Trans Caspico- ed un fascio di condutture progettato fino in Austria dalla Georgia attraverso Turchia, Bulgaria, Romania ed Ungheria -il Corridoio Meridionale.

Parere contrario al Gasdotto Trans Caspico è stato espresso dalla Russia, che intende mantenere la propria egemonia sulle forniture di gas dell’Europa -ad oggi dipendente dagli approvvigionamenti del Cremlino per il 40% del proprio fabbisogno continentale complessivo.

A dare impulso alla realizzazione del Corridoio Meridionale, sempre giovedì, 4 Aprile, e stato il Governo albanese, che ha approvato in via definitiva l’Accordo di Ospitalità Governativo del Gasdotto Trans Adriatico -TAP, una delle infrastrutture del Corridoio Meridionale.

Questa infrastruttura, compartecipata dal colosso energetico norvegese Statoil, dalla compagnia tedesca E.On, e dalla svizzera AXPO, e sostenuto politicamente dal Governo italiano, albanese, svizzero e greco, è progettata per veicolare il gas dell’Azerbaijan in Italia dalla Grecia attraverso l’Albania.

Nello specifico, il documento ratificato dal Governo albanese impegna il consorzio incaricato della realizzazione della TAP a sviluppare la produzione industriale locale, a incentivare la realizzazione di strade e infrastrutture, ed a favorire nuove opportunità di occupazione.

La TAP favorisce anche l’Italia

La realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico è strategica anche per l’Italia, che grazie alla TAP può diventare l’hub europeo della distribuzione del gas dell’Azerbaijan, rafforzando così il suo peso politico in seno all’UE.

Inoltre, il Gasdotto Trans Adriatico permette la creazione di posti di lavoro in un periodo di crisi sociale ed economica particolarmente profondo.

Matteo Cazzulani

GAS: IN UNGHERIA E ROMANIA LO STATO COMBATTE IL RINCARO DELLA BOLLETTA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 13, 2013

Il Governo ungherese del Premier conservatore Viktor Orban impone alle compagnie Suez-Gaz de France e RWE lo sconto del 10% sulle tariffe per l’energia imposte alla popolazione. Il Premier socialista romeno Victor Ponta incrementa la tassazione sul surplus del gas estratto da Romgaz e OMV nei giacimenti domestici per costituire un fondo a sostegno delle fasce meno abbienti della popolazione

Il Premier conservatore ungherese, Viktor Orban, e il suo collega socialista romeno, Victor Ponta

Il Premier conservatore ungherese, Viktor Orban, e il suo collega socialista romeno, Victor Ponta

Lo Stato come garante di una bolletta leggera per i cittadini è una proposta che unisce Governi dell’Europa Centrale di differente colore politico. Nella giornata di lunedì, 11 Marzo, la Corte Municipale del Settore dell’Energia Ungherese ha rigettato il Decreto con cui il Governo ha obbligato le compagnie energetiche presenti in Ungheria ad abbassare il costo delle tariffe del 10%.

Il provvedimento, fortemente caldeggiato dal Premier, Victor Orban, è stato varato per garantire un prezzo calmierato per l’energia alla popolazione, ed evitare la lievitazione incontrollata della bolletta dettata da logiche di mercato.

La compagnia tedesca RWE e la francese Suez-Gaz de France hanno ritenuto il Decreto ingiusto e sconveniente per la permanenza dei due enti nel mercato energetico ungherese e, per questo, hanno esposto ricorso contro il Governo.

La ricetta proposta da Orban, Capo di un Governo conservatore, è simile a quello adottato in Romania dal Premier socialista Victor Ponta, che ha incentivato il ruolo dello Stato come ente regolatore delle tariffe per l’energia.

Lo scorso Gennaio, il Premier Ponta ha varato un decreto per imporre una tassazione del 60% sul surplus di gas estratto dalle principali compagnie energetiche impegnate nello sfruttamento dei giacimenti domestici di oro blu, come la Romgaz e l’austriaca OMV.

Inoltre, il Premier romeno ha incrementato l’imposizione di imposte a carico della Suez-Gaz de France e della tedesca E.On: le compagnie impegnate nel trasporto e nella distribuzione del gas in Romania.

Lo scopo della manovra di Ponta, come dichiarato dallo stesso Premier romeno, è la creazione di un fondo di 600 Milioni di Dollari per garantire alle fasce più deboli della popolazione il pagamento della bolletta per l’energia.

La Grecia svende tutto

Se nel Centro dell’Europa lo Stato si fa carico dei problemi in materia energetica, nel sud del Vecchio Continente la Grecia ha messo all’asta la compagnia energetica nazionale DEPA per incassare i 2,5 Miliardi di Euro necessari per rispettare il Patto di Stabilità concordato con l’UE.

Come riportato dall’agenzia PAP, nella giornata di martedì, 12 Marzo, ad Atene è avvenuto un incontro tra il Premier greco, Antonis Samaras, e il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller.

Riguardo all’incontro non è stato emesso alcun comunicato ufficiale, ma secondo indiscrezioni la conversazione ha riguardato l’acquisizione della DEPA da parte di Gazprom, che considera il controllo del sistema energetico della Grecia come un obiettivo strategico, di natura anche geopolitica.

Nello specifico, il monopolista statale russo -controllato direttamente dal Cremlino- avrebbe confermato di essere pronto ad implementare le forniture di gas alla Grecia con uno sconto, e ad investire nella modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico greco in cambio della cessione della DEPA.

Preoccupati per la situazione sono l’Unione Europea e dagli Stati Uniti d’America, che hanno invitato il Governo greco a non aumentare la dipendenza da un fornitore da cui l’UE già dipende per il 40% delle importazioni di gas a livello continentale.

Candidatura alternativa a Gazprom è quella del colosso energetico azero SOCAR, confermata da un incontro ufficiale tra il Viceministro dell’Energia greco, Dimitros Kourkoulas, e il Ministro dell’Energia dell’Azerbaijan, Natig Aliyev, avvenuto a Baku  Domenica, 10 Marzo.

A rischio la sicurezza energetica UE

Dalla scalata alla DEPA tra Gazprom e SOCAR dipende la sicurezza energetica dell’Unione Europea tutta.

L’acquisizione della compagnia nazionale greca da parte della SOCAR favorisce la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura progettata dalla Commissione Europea per importare 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno estratto dall’Azerbaijan dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania.

Al contrario, il controllo della compagnia nazionale greca da parte di Gazprom incrementa le esportazioni di gas russo alla Grecia e, nel contempo, blocca la realizzazione di un gasdotto -la TAP- progettato per diversificare le forniture di gas dell’Unione Europea, e diminuire il monopolio di Russia ed Algeria sulle importazioni di oro blu del Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

AZERBAIJAN E TURKMENISTAN VOGLIONO IL GASDOTTO TRANS CASPICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 7, 2013

Baku e Ashgabat riapre le trattative per l’esportazione di carburante turkmeno in UE. L’opportunità dell’oro blu caspico per la diversificazione degli approvvigionamenti dell’Europa

Trenta miliardi di metri cubi all’anno per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 6 Febbraio, Azerbaijan e Turkmenistan hanno implementato le trattative per la costruzione del Gasdotto Trans Caspico.

Come riportato dalla Bloomberg, a dare nuova benzina al progetto è stato il Ministro dell’Energia azero, Natig Aliyev, che ha fissato il prezzo complessivo per la realizzazione del Gasdotto Trans Caspico a circa 3 Miliardi di Dollari.

Progettata per veicolare il gas del Turkmenistan in Azerbaijan, e poi in Europa, l’infrastruttura rientra nella politica energetica della Commissione Europea, che ha voluto l’importazione diretta di carburante dal Bacino del Caspio per diversificare fonti di approvvigionamento di oro blu attraverso i gasdotti del Corridoio Meridionale.

Il Nabucco è un’infrastruttura del Corridoio Meridionale concepita per veicolare il gas proveniente dall’Azerbaijan -ed anche dal Turkmenistan- in Austria partendo dalla Turchia europea attraverso Bulgaria, Romania e Ungheria. Esso è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Governi romeno, austriaco, turco, slovacco e polacco.

Il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è progettato per trasportare il gas del Bacino del Caspio dal confine tra Grecia e Turchia in Italia attraverso l’Albania. La TAP è sostenuta politicamente dai Governi italiano, greco, svizzero e albanese.

Mosca e Teheran contro il progetto

A porre in forse la realizzazione del Gasdotto Trans Caspico -e, di conseguenza, anche quella delle due condutture del Corridoio Meridionale- è pero l’opposizione di Russia e Iran ad ogni accordo energetico tra Baku ed Ashgabat.

La Russia ha sollevato obiezioni di carattere ambientale in merito alla realizzazione del Gasdotto Trans Caspico, e, grazie all’appoggio dell’Iran, ha preteso di rendere il placet di Mosca e Teheran vincolante per il varo di qualsiasi progetto Bacino del Mar Caspio, anche se esso interessa solo Azerbaijan e Turkmenistan.

Il vero scopo del Cremlino è quello di arrestare la realizzazione del Gasdotto Trans Caspico -e, con esso, l’esportazione di gas in Europa dal Turkmenistan, il quarto Stato al Mondo per giacimenti di oro blu posseduti- per mantenere il quasi monopolio sulle forniture di gas all’UE, che dipende dalle importazioni di oro blu russo per il 40% del fabbisogno di energia continentale.

Matteo Cazzulani

GAS: IVANISHVILI METTE IN DISCUSSIONE LA PARTNERSHIP TRA GEORGIA E AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 28, 2012

Il Premier georgiano chiede un ribasso delle tariffe per l’oro blu, ventilando l’ipotesi di una rivalutazione degli accordi stretti con Baku per l’esportazione di gas azero in Turchia ed Europa. Tbilisi abbandona i piani energetici e geopolitici internazionali per concentrarsi esclusivamente sul livello regionale

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Gas a buon mercato in cambio della prosecuzione dei progetti di transito del carburante dell’Azerbaijan in Europa. Nella giornata di giovedì, 26 Dicembre, il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, si è recato in Azerbaijan per la prima visita ufficiale dalla sua nomina alla guida del governo di Tbilisi.

Come riportato dall’agenzia Trend, durante i colloqui, che hanno riguardato prevalentemente il tema energetico, Ivanishvili ha richiesto al Ministro dell’Energia azero, Natig Aliyev, uno sconto sulle forniture di gas che la Georgia importa dall’Azerbaijan.

Oltre al lato contrattuale, Ivanishvili ed Aliyev hanno affrontato anche la questione legata ad investimenti infrastrutturali già concordati, come l’implementazione del flusso di gas trasportato in Georgia a 45 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno, e il potenziamento in Georgia delle infrastrutture deputate al trasporto di carburante proveniente dall’Azerbaijan verso Turchia ed Europa.

La mossa di Ivanishvili, che tuttavia ha riconosciuto le tariffe vigenti per l’acquisto di gas azero come convenienti, è indicativa del nuovo corso della politica energetica della Georgia.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, il Premier georgiano, che per mantenere le promesse elettorali deve abbassare le tariffe per l’energia per la popolazione, sta riconsiderando gli accordi internazionali stretti dai precedenti Esecutivi con Paesi fornitori, tra cui l’Azerbaijan.

La partnership energetica tra Baku e Tbilisi si è rafforzata sotto i Governi “rosa” filo-occidentali fedeli all’Amministrazione del Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili.

Per assicurare all’Unione Europea forniture dirette di gas dall’Azerbaijan, il Capo di Stato georgiano – noto per avere guidato nel 2003 il processo democratico in Georgia noto come “Rivoluzione delle Rose” – ha sostenuto la costruzione di gasdotti deputati all’invio di oro blu tra il territorio azero e la Turchia.

D’altro canto, per l’Azerbaijan la Georgia rappresenta il Paese di transito più importante per la costruzione di infrastrutture deputate all’esportazione di carburante verso i mercati europei, nei quali Baku aspira ad espandersi per collocare i priori prodotti energetici, sopratutto considerando la crescente domanda di gas dell’UE.

Secondo indiscrezioni, Ivanishvili – che nelle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012 ha battuto la coalizione filo-presidenziale – per ottenere sconti sulle tariffe del gas importato a beneficio del mercato interno sarebbe pronto a mettere in discussione la realizzazione delle infrastrutture già programmate, e con esse il ruolo geopolitico finora assunto dalla Georgia.

La posizione del Premier georgiano – l’uomo più ricco di Georgia, che dopo essersi arricchito tra Russia e Francia si è dato alla politica nel suo Paese – è in linea con il nuovo corso della politica estera assunto dall’Esecutivo di Tbilisi.

All’indomani della vittoria nelle elezioni, Ivanishvili ha dichiarato che la Georgia avrebbe abbandonato il ruolo di attore della geopolitica mondiale assunto dai governi “rosa” filo-occidentali per limitarsi a quello di player regionale.

A serio repentaglio la sicurezza energetica UE

La messa in discussione del sodalizio energetico tra la Georgia e l’Azerbaijan che è stato seriamente ipotizzato dalla visita del Premier Georgiano in Azerbaijan, potrebbe avere serie conseguenze per la politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza energetica dalla Russia.

L’alimentazione del Corridoio Meridionale – condutture progettate per veicolare il gas azero dalla Turchia ai Paesi dell’UE – è strettamente legata al transito del carburante dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud.

Questa infrastruttura, che attraversa per intero il territorio georgiano, viene utilizzata dalla Georgia non solo come una conduttura da cui ottenere sconti in cambio dei diritti di transito del gas verso Occidente, ma anche come l’unica magistrale con cui Tbilisi soddisfa il proprio fabbisogno nazionale.

Matteo Cazzulani

AGRI: AL VIA LA FASE PRELIMINARE PER LA COSTRUZIONE DI UN GASDOTTO UTILE PER LA DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI DI GAS UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 28, 2012

Avviati dalla compagnia britannica Penspen gli studi di fattibilità per la costruzione di una conduttura deputata al trasporto del gas azero in Romania attraverso la Georgia e il fondale del Mar Nero. Il sostegno della Commissione Europea a un progetto di importanza strategica per la sicurezza energetica dell’Europa

Il percorso del progetto AGRI

Valutazione della possibilità di espansione del mercato, della fattibilità del progetto, del rispetto dell’ambiente e della reale capacità di garantire gas all’Europa sono i punti che saranno trattati dallo studio di fattibilità del gasdotto AGRI. Questa conduttura, sostenuta dalla Commissione Europea, è progettata per trasportare 7 miliardi di gas azero in Romania, presso il porto di Costanza, attraverso il territorio della Georgia e una lunga tratta sottomarina sui fondali del Mar Nero.

Come riportato da Pipelines International, i rilevamenti per la fattibilità del progetto sono stati avviati nella giornata di giovedì, 27 Settembre, e dureranno per circa due mesi.

“Attingeremo a tutta la nostra esperienza accumulata nel settore – ha dichiarato il direttore della Penspen, la compagnia britannica incaricata dello lo studio di fattibilità, Michael Simm – L’AGRI ha davvero le potenzialità per aprire all’Europa le porte dei giacimenti dell’Azerbajdzhan”.

Il progetto AGRI – Azerbajdzhan Georgia Romania Interconnector – è stato inserito dalla Commissione Europea tra le infrastrutture del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti per diversificare le forniture di gas per l’Europa, attingendo dai giacimenti del Mar Caspio senza appoggiarsi su condutture controllate direttamente o indirettamente dalla Russia – il Paese che, ad oggi, detiene il monopolio della compravendita di oro blu nella parte Centro-Orientale del Vecchio Continente.

La costruzione del gasdotto AGRI è derivata dalla decisione di evolvere – e rendere più sicuro – l’attuale omonimo progetto, che vede impegnati i medesimi Stati nel trasporto di oro blu azero mediante un sistema combinato di gasdotti e rigassificatori.

Come stabilito in un accordo intergovernativo, firmato il 13 Aprile 2010 dal Ministro dell’Energia e dell’Industria azero, Natig Aliyev, dal Ministro dell’Economia e del Commercio romeno, Adriean Videanu, e dal Ministro dell’Energia georgiano, Alexander Khetaguri, il progetto AGRI prevede il trasporto del gas proveniente dall’Azerbajdzhan via terra fino alle coste georgiane, da dove, una volta liquefatto, l’oro blu azero viene trasportato via nave in Romania, presso il terminale LNG di Costanza

Nel febbraio 2011, all’AGRI si è aggiunta anche l’Ungheria, interessata a sostenente la politica energetica della Commissione Europea. Quello di Budapest potrebbe tuttavia non essere l’unico allargamento del progetto a nuovi Paesi.

Anche Bulgaria, Ucraina e Turkmenistan interessate all’AGRI

Come riportato dall’autorevole Trend, anche Ungheria, Bulgaria ed altri Stati della regione sarebbero interessati all’ingresso nell’AGRI per importare gas liquefatto presso i propri terminali LNG.

A dare un fondamento all’indiscrezione, rivelata dal Vice-Ministro dell’Industria azero, Natig Abbasov, è la situazione energetica dei due Paesi in questione.

Kyiv, isolata energicamente dalla Russia e politicamente dall’Europa, è in cerca di nuove fonti di approvvigionamento, mentre Sofia ha varato un programma per abbattere la forte dipendenza da Mosca che, negli ultimi anni, ha visto l’economia bulgara dipendente dall’oro blu del Cremlino per il 100% del suo fabbisogno.

Tra gli altri Paesi interessati alla compartecipazione all’AGRI potrebbe rientrare anche il Turkmenistan: Paese ricco di giacimenti di gas che di recente ha avviato una campagna per la diversificazione delle esportazioni dell’oro blu, aprendo non più solo alla Russia, ma anche a Cina ed Europa.

Come riportato sempre alla Trend da Abbasov, l’Azerbajdzhan si è detta pronta a garantire il transito di gas turkmeno attraverso il proprio territorio.

Matteo Cazzulani