LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: le dimissioni di Abromavičius provocano un terremoto politico

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 4, 2016

Il Ministro dello Sviluppo Economico, uno degli “stranieri” voluti dal Presidente Petro Poroshenko per modernizzare il Paese, si dimette per le troppe pressioni legate a corruzione e raccomandazioni. Rissa nel Blocco del Presidente Poroshenko, mentre si rafforza il Movimento Anti Corruzione del Governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili.



Varsavia – Corruzione, raccomandazione e malaffare. Queste sono le ragioni che hanno spinto alle dimissioni il Ministro dello Sviluppo Economico ucraino, Aivaras Abromavičius, come da lui stesso comunicato, a sorpresa, nella giornata di mercoledì, 3 Febbraio. 

La decisione di Abromavičius, alla quale è seguita la rinuncia anche da parte dei suoi più stretti collaboratori, è stata dettata dall’impossibilità di realizzare un pacchetto di riforme fatto di liberalizzazioni e deregulation che avrebbero dovuto adattare l’Ucraina agli standard dell’Unione Europea.

Nello specifico, Abromavičius ha ritenuto inaccettabili le pressioni per assumere determinate persone in posti chiave del Ministero subite dal Vice capogruppo in Parlamento del Blocco Poroshenko, Ihor Kononenko, personalità molto influente in Ucraina ed ex-socio in affari del Presidente, Petro Poroshenko.

Pronta, alle dimissioni di Abromavičius, è stata la reazione dello stesso Presidente Poroshenko, che ha invitato il Ministro a rimanere alla guida di un Dicastero, a Capo del quale è stato proprio Poroshenko a volere fortemente Abramovičius.

Il Ministro Abromavičius, economista lituano che ha rinunciato alla propria nazionalità pur di servire nel Governo ucraino, è una delle cinque personalità non ucraine che Poroshenko ha nominato alla guida di posti chiave dell’Amministrazione Pubblica proprio per sconfiggere la corruzione e portare una ventata di modernità in Ucraina.

Tra gli “stranieri” ingaggiati da Poroshenko vi sono anche l’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, nominato Governatore della Regione di Odessa, la sua Vice, l’avvocato russo Maria Gaidar, la statunitense Natalia Yaresko, nominata Ministro delle Finanze, e il georgiano Alexander Kvitashvili, nominato Ministro della Salute anche se, ad oggi, dimissionario come Abromavičius.

Testimonianza della buona reputazione della quale gode Abromavičius sono stati i commenti degli Ambasciatori di Stati Uniti d’America, Svezia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Polonia, Lituania, Canada, Giappone e Svizzera che, appreso delle dimissioni del Ministro di origine lituana, hanno rilasciato una nota congiunta per esprimere forte rammarico e preoccupazione per lo stato della lotta alla corruzione in Ucraina.

Oltre al sostegno di Poroshenko e degli Ambasciatori dei Paesi dell’Occidente, Abromavičius ha riscosso il supporto di Saakashvili, che ha sottolineato come il Ministro di origine lituana sia stato vittima di politici di vecchio stampo contrari ad ogni cambiamento pur di non perdere potere politico e interessi affaristici.

Come dichiarato da fonti autorevoli, alla vigilia delle dimissioni Abromavičius si è incontrato proprio con Saakashvili in un ristorante di Kyiv, lasciando presagire la sua entrata nel Movimento Anti Corruzione che il Governatore di Odessa ha lanciato per protestare contro il malaffare che, a suo dire, è ben rappresentato dal Governo del Premier Arseniy Yatsenyuk.

Proprio la dimensione politica è il lato più importante della questione, in quanto le dimissioni di Abromavičius hanno creato un vero e proprio terremoto destinato a scompigliare gli assetti politici interni.

In primis, le dimissioni di Abromavičius hanno spaccato il Blocco Poroshenko che, in una riunione interna, nella giornata di giovedì, 5 Febbraio, si è diviso tra sostenitori di Kononenko -che si è auto sospeso dalla carica di Vice capogruppo- come il Capogruppo, Yuri Lutsenko, e supporters del politico di origine lituana, come l’ex-giornalista Mustafà Nayyem.

Inoltre, il caso Abromavičius ha gettato ulteriore discredito sul Fronte Popolare, la forza politica del Premier Yatsenyuk, già finita nell’occhio del ciclone sia per alcuni affari di corruzione che hanno coinvolto alcuni suoi membri, che per le accuse di malaffare mosse da Saakashvili al Ministro degli Interni, Arsen Avakov.

Il Movimento di Saakashvili prende consenso

Le dimissioni di Abromavičius rendono ancora più rovente un clima politico che lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Hroysman, non ha esitato a definire di piena crisi, tanto da convocare un vertice di maggioranza urgente per provvedere, fin da subito, a un rimpasto di Governo.

Secondo alcuni rumors, Abromavičius, ritenuto dalla Comunità Internazionale garanzia di riforma dell’Ucraina, potrebbe essere promosso al rango di Vicepremier con delega alle Riforme, anche se lo stesso politico lituano ha fatto capire di non intendere continuare a lavorare nel Governo attuale.

Aperta, dunque, resta l’ipotesi di Elezioni Parlamentari Anticipate che, tuttavia, potrebbero indebolire i principali Partiti della coalizione uscente in favore dei membri minori della maggioranza, dell’opposizione e di nuovi soggetti politici.

Come rilevato da un recente sondaggio dell’agenzia Rating, il Blocco Poroshenko sarebbe il primo partito con il 14%, seguito di poco, al 13%, dal Blocco dell’Opposizione, forza politica composta oligarchi sostenitori dell’ex-Presidente, l’autocratico Viktor Yanukovych.

Terzo, con l’11% dei consensi, si classificherebbe il Movimento di Saakashvili, destinato ad incrementare i consensi nel caso le sue fila dovessero essere rafforzate dall’arrivo di Abromavičius e dei suoi sostenitori del Blocco Poroshenko.

Sempre all’11% si trova anche il Partito Samopomich, forza della coalizione di Governo guidata dal Sindaco di Leopoli, Andriy Sadoviy che, come confermano molte indiscrezioni fondate, starebbe vagliando l’ipotesi di un’alleanza con il Partito Batkivshchyna dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko, anch’esso all’11% secondo i sondaggi.

In caduta libera, con l’1% dei consensi, sarebbe il Fronte Popolare, che, trascinato dal rating negativo del Premier Yatsenyuk, non avrebbe diritto ad entrare in Parlamento.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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