LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Migranti. È l’ipocrisia “gasata” di Germania e Francia a distruggere Vysehrad e l’Europa

Posted in Editoriale by matteocazzulani on September 25, 2015

Il voto sulle quote migranti, e il “voltafaccia” del Premier polacco, Ewa Kopacz, porta alla rottura del Gruppo formato da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Crisi politica interna nello scenario polacco, con il Presidente, Andrzej Duda, favorevole a riportare la Polonia come leader regionale



Varsavia – Divisi nella diversità, nel segno dell’ipocrisia. Nella giornata di martedì, 22 Settembre, il Consiglio dei Ministri degli Interni dei Paesi membri dell’Unione Europea ha approvato, a maggioranza, la redistribuzione di 120 migranti provenienti da Siria, Eritrea ed Iraq tra i Paesi membri dell’UE.

La votazione ha visto la divisione tra Paesi favorevoli alla misura -una coalizione guidata da Germania e Francia- e un fronte contrario composto dai Paesi del Gruppo di Vysehrad -Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia- più la Romania che, tuttavia, al momento del voto si è a sua volta spaccato.

Infatti, nonostante il fronte di Vysehrad sembrasse compatto sul “no” alla redistribuzione dei migranti fino a poche ore dalla votazione, all’ultimo la Polonia ha sostenuto le quote proposte da Germania e Commissione Europea, lasciando Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania tra i soli Paesi contrari all’iniziativa.

Pronta è stata la reazione della Slovacchia, il cui Premier, Robert Fico, ha promesso ricorso presso la Corte Costituzionale Europea. Dal canto suo, il Premier ungherese, Viktor Orban, ha definito la misura un diktat della Germania a cui l’Unione Europea dovrebbe rispondere con un piano di collaborazione che includa Turchia e Russia.

Repubblica Ceca e Romania, dopo avere fortemente criticato la misura, hanno dichiarato di intendere realizzare i postulati del piano di ridistribuzione dei migranti nonostante la loro opposizione,così da non compromettere il meccanismo della solidarietà europea.

Differente è la situazione della Polonia, in cui il voto sui migranti ha creato un terremoto politico interno dopo che il Viceministro degli Esteri, Rafał Trzaskowski, ha individuato nella possibilità di contare di più nelle prossime trattative la ragione del cambio di fronte del Governo polacco.

In seguito alla critica della leader dell’opposizione conservatrice, Beata Szydlo, che ha definito la scelta del Governo polacco di orientamento moderato un atto grave che ha affondato la collaborazione tra i Paesi del Gruppo di Vysehrad, il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha convocato il Ministro degli Interni, Teresa Piotrowska. 

Secco, a riguardo, è stato il diniego del Premier polacco, Ewa Kopacz, che ha argomentato la decisione di evitare ogni colloquio con il Presidente Duda con la necessità di procedere con le trattative fino alla fine.

Con la scelta di cambiare schieramento all’ultimo momento, il Premier Kopacz ha inteso adottare una linea che migliorasse i rapporti della Polonia con la Germania. 

Questa strategia è già stata adottata dal Governo polacco negli ultimi anni senza che, tuttavia, la Polonia vedesse garantita dall’Unione Europea la propria sicurezza nazionale ed energetica, né che il ruolo di Varsavia in seno ad un’UE sempre più a guida franco-tedesca incrementasse.

Per questa ragione, il Presidente Duda ha proposto il rilancio della Polonia come leader regionale dell’Europa Centro Orientale attraverso il rafforzamento delle relazioni con i Paesi Baltici e con il Gruppo di Vysehrad, un disegno di lungo respiro che, tuttavia, il Governo Kopacz ha scalfito con il “voltafaccia” durante il voto.

L’Europa è finita con il Nordstream

Oltre alla questione polacca, aperta è anche la faccenda legata all’opposizione del Gruppo di Vysehrad alle quote di distribuzione dei migranti, sulla quale i media dell’Europa occidentale hanno fatto troppa disinformazione.

L’opposizione del Gruppo di Vysehrad è infatti dettata dalla cronica mancanza di coerenza di Germania, Francia e Italia, che hanno accusato Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia di non rispettare la solidarietà europea quando proprio Berlino, Parigi e Roma non hanno agito in maniera solidale con l’Europa Centro Orientale negli anni passati.

Infatti, Germania, Francia e Italia hanno negato l’appoggio necessario all’Europa Centro Orientale per la realizzazione del Nabucco, gasdotto concepito per limitare la dipendenza del Gruppo di Vysehrad e della Romania dalle importazioni di gas dalla Russia. 

Al contrario, Berlino, Parigi e Roma hanno stretto accordi bilaterali con la Russia. Non ultimo, l’accordo tra Russia e Germania per il raddoppio del Nordstream, gasdotto concepito da Mosca e Berlino per veicolare gas russo nel territorio tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico, isolando sul piano energetico Pseis membri dell’Unione Europea come Polonia, Paesi Baltici e il Gruppo di Vysehrad.

L’accordo per il raddoppio del Nordstream, l’ennesimo di una lunga serie di accordi bilaterali tra Russia e Germania che mettono a serio repentaglio la sicurezza dell’Unione Europea, è stato stretto in piena violazione sia delle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto a Mosca dopo l’occupazione della’Ucraina, sia della solidarietà europea tanto sbandierata da Germania, Francia e Italia.

Un altro esempio della mancanza di solidarietà da parte di Germania, Francia e Italia nei confronti dei Paesi dell’Europa Centro Orientale è legato al dislocamento di basi permanenti NATO in Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania. 

Nonostante questo provvedimento sia richiesto a gran voce da Duda e dagli altri leader dell’Europa Centro Orientale come forma di difesa da riattivarsi del militarismo russo in Georgia ed Ucraina, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, non intende concedere aperture per non compromettere i rapporti della Germania con la Russia di Putin.

È quindi l’atteggiamento ipocrita di Germania, Francia e Italia -e non una fantomatica assenza di europeismo da parte dei Paesi dell’Europa Centro Orientale- ad avere motivato l’opposizione alle quote migranti del Gruppo di Vysehrad, Paesi dell’Unione Europea puntualmente mistrattati da un’asse franco-tedesco alla guida di un’Unione Europea sempre più obsoleta.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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