LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Poroshenko e Saakashvili trovano importanti alleati in Occidente

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 24, 2015

Il Presidente ucraino vuole includere la Polonia nelle trattative di pace con la Russia. Il Governatore della Regione di Odessa facilita l’avvio della cooperazione energetica tra Kyiv e gli Stati Uniti



Varsavia – Diplomazia ed energia sono gli ambiti nei quali l’Ucraina intende compattare la Comunità Occidentale in una coalizione internazionale che aiuti Kyiv a fronteggiare l’aggressione militare della Russia che, a quanto pare, sembra non arrestarsi.

Nella giornata di venerdì, 21 Agosto, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dichiarato la necessità di allargare il gruppo di contatto, noto come “Formato Normandia”, che finora ha condotto nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia senza, tuttavia, evitare che Mosca infrangesse a più riprese un delicato accordo per il cessate il fuoco raggiunto, con fatica, a Minsk.

Nello specifico, il Presidente Poroshenko ha sottolineato come il “Formato Normandia”, di cui fanno parte Ucraina, Germania e Francia, debba aprirsi alla partecipazione altri Paesi, in primis della Polonia, in grado di equilibrare una composizione che, per via degli stretti interessi che legano Berlino e Parigi con Mosca, ad oggi risulta troppo sbilanciata in favore dei russi.

L’iniziativa di Poroshenko, adottata all’indomani dell’ennesima riapertura delle ostilità da parte dell’esercito russo nel Donbas, è stata concordata con il Presidente polacco, Andrzej Duda, che, a sua volta, per porre un rimedio alla minaccia militare di Mosca si è anche prodigato per compattare i Paesi membri della NATO dell’Europa Centro-Orientale in una colazione impegnata ad ottenere la presenza permanente di contingenti NATO nella regione.

Oltre all’iniziativa diplomatica del Presidente Poroshenko, l’Ucraina è impegnata nella ricerca di solidi alleati anche nel settore dell’energia, nel quale, per Kyiv, l’urgenza è legata alla diminuzione della dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia, il principale fornitore di oro azzurro nel mercato ucraino.

A riguardo, particolarmente attivo è il Governatore della Regione di Odessa, l’ex-Presidente georgiano Mikheil Saakashvili, che nella giornata di giovedì, 20 Agosto, ha permesso la finalizzazione di un pre-accordo tra la compagnia nazionale ucraina Naftohaz e la compagnia statunitense Frontera Resources Corporation per l’importazione ed il trasporto in Ucraina di LNG proveniente dalla Georgia.

Come dichiarato dal Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, l’accordo tra Naftohaz e la Frontera Resources Corporation, che prevede anche la partecipazione della compagnia statunitense nella ricerca e nello sfruttamento del gas shale in Ucraina, ricopre una fondamentale importanza per garantire la sicurezza dell’Ucraina nel settore dell’energia: un’arma di cui la Russia si è spesso avvalsa per destabilizzare a Kyiv le Amministrazioni Presidenziali ed i Governi “arancioni” e filo occidentali.

La Russia apre tre fronti

Lo sforzo congiunto del Presidente Poroshenko e del Governatore Saakashvili nel rafforzare i legami dell’Ucraina con importanti Paesi della Comunità Occidentale è non solo utile ma anche e sopratutto urgente, preso atto della ripresa dell’attività bellica della Russia nelle regioni orientali ucraine, in Georgia e nei Paesi Baltici.

In Georgia, l’esercito russo, che già occupa illegalmente le regioni di Abkhazia ed Ossezia del Sud, ha preso il controllo di una zona in cui transita l’oleodotto Baku-Supsa, un’importante infrastruttura che veicola energia centro asiatica senza transitare per la Russia.

Per quanto riguarda i Paesi baltici, oltre a ripetute violazioni dello spazio aereo e marittimo di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Finlandia e Svezia da parte di velivoli e sottomarini dell’esercito russo, la Corte regionale di Pskov ha condannato a 15 anni di carcere Eston Kohver, ufficiale dei Servizi di Sicurezza estoni illegalmente arrestato in territorio estone e altrettanto illegalmente deportato in Russia da agenti dei Servizi Segreti di Mosca.

Il caso Kohver, che ha provocato la reazione solo verbale di Unione Europea e NATO, rappresenta formalmente e tecnicamente una dichiarazione di guerra all’Occidente da parte della Russia.

Come dimostrato con il caos Kohver, e non solo, la Russia è pronta a sfruttare l’immobilismo di Bruxelles per aprire un nuovo fronte bellico nel Baltico.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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