LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: la minoranza democratica ferma l’approvazione del Keystone XL al Senato

Posted in USA by matteocazzulani on January 27, 2015

La maggioranza bipartisan in favore dell’infrastruttura concepita per veicolare olio crudo sabbioso canadese dall’Alberta in Texas non ha i numeri per chiudere il dibattito. Condizioni meteo e protesta per la conduzione del dibattito le ragioni che hanno dato forza al fronte del no sostenuto da Obama

Philadelphia – Una tempesta di neve può bloccare un’infrastruttura internazionale e ad aiutare il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ad ottenere un’inaspettata vittoria laddove i numeri lo davano, e lo danno ancora, nettamente perdente.

Lunedì, 26 Gennaio, la minoranza democratica al Senato ha sospeso l’iter di approvazione dell’oleodotto Keystone XL, una misura sponsorizzata dai repubblicani che, dopo avere ottenuto il controllo del Congresso dopo le ultime Elezioni di Mid-Term, mira a realizzare un’infrastruttura concepita per veicolare circa 800 Mila barili di olio crudo sabbioso dallo stato canadese dell’Alberta al Texas, attraverso Montana, North Dakota, South Dakota, Nebraska, Illinois, Kansas, Missouri and Louisiana.

Come riportato dall’autorevole Reuters, favorevoli alla chiusura del dibattito sull’approvazione della mozione che autorizza la realizzazione del Keystone XL sono stati solamente 53 senatori, una quota molto lontana dai 60 voti a favore che una coalizione bipartisan di repubblicani e centristi democratici avrebbe invece necessitato.

A motivare il risultato è stata l’assenza di un alto numero di senatori, molti dei quali costretti a disertare al seduta a causa della bufera di neve e gelo che, durante il voto, si sta preparando ad abbattersi su New York ed altri Stati del NordEst della nazione.

Alti senatori di spessore, come i repubblicani John McCain e Marco Rubio e i democratici Harry Reid ed Elizabeth Warren, non hanno partecipato al voto per motivi istituzionali e personali.

Oltre alla bassa affluenza, a fare mancare il quorum alla maggioranza bipartisan favorevole al Keystone XL è stata anche una pattuglia di centristi democratici che, pur essendo favorevole all’infrastruttura, ha votato con i democratici liberali in segno di protesta contro la chiusura affrettata del dibattito sugli emendamenti presentati dal Partito Democratico decisa, nella giornata di venerdì, 23 Gennaio, dal Capogruppo dei repubblicani, Mitch McConnell.

Pronta, alla prima sconfitta dei repubblicani al Senato, è stata la risposta della Presidente della Commissione Energia, la senatrice dell’Alaska Lisa Murkowski, che ha evidenziato come un accordo sia ora necessario tra repubblicani e democratici per approvare un documento condiviso nel più breve tempo possibile.

Da parte sua, il Senatore del New York Chuck Schumer, un democratico, ha sottolineato come la posizione dura del Partito Democratico sia stata motivata dalla decisione di McConnell di chiudere il dibattito in maniera frettolosa sugli emendamenti democratici.

McConnell si è giustificato dichiarando che la procedura da lui scelta ha permesso ai democratici di presentare un numero di emendamenti ben più alto rispetto a quello che, pochi mesi prima, l’ex-maggioranza democratica ha permesso di presentare all’allora minoranza repubblicana.

Tom Carper, senatore del Delaware del Partito Democratico, ha invece dichiarato di essere stato uno dei democratici favorevoli al Keystone XL ad avere votato contro il provvedimento in segno di protesta per la decisione di McConnell.

Obama verso il veto all’oleodotto

Con la sconfitta repubblicana al Senato, la discussione sul Keystone XL procede con un ritmo più lento rispetto a quello che la maggioranza bipartisan favorevole all’infrastruttura ha inteso accelerare con il voto.

Nonostante il parere del Congresso, il Presidente Obama, un democratico liberale, ha già dichiarato di non intendere sostenere il Keystone XL, ventilando persino l’ipotesi di porre il veto qualora la mozione della colazione di repubblicani e centristi democratici fosse approvata in definitiva.

La decisione di Obama, ribadita durante lo Stato dell’Unione -il discorso più importante che il Presidente rivolge alla Nazionale in diretta TV a Camere riunite- è motivata da un lato dalla volontà di soddisfare le richieste degli ambientalisti.

Dall’altro, Obama ritiene che il Keystone XL produca danni alla lotta al surriscaldamento globale, che gli Stati Uniti si sono impegnati a contrastare diminuendo le emissioni inquinanti.

I repubblicani e i centristi democratici ritengono, invece, che il Keystone XL crei posti di lavoro e favorisca la sicurezza energetica degli Stati Uniti.

Inoltre la coalizione che sostiene l’infrastruttura ritiene che la realizzazione del Keystone XL favorisca rafforzamento dei rapporti bilaterali con il Canada.

Matteo Cazzulani
Analista di Tematiche Trans Atlantiche
Twitter: @MatteoCazzulani

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