LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: Obama si prende la rivincita al Senato sul Keystone XL

Posted in USA by matteocazzulani on November 19, 2014

Un fronte trasversale di repubblicani e democratici centristi non riesce ad ottenere i 60 voti necessari per approvare la realizzazione dell’oleodotto concepito dalla Trans Canada per trasportare negli Stati Uniti olio crudo dal Canada. Contrari all’infrastruttura la sinistra dei democratici e il Presidente degli Stati Uniti

È mancato un voto perché al Senato i repubblicani potessero infliggere la prima sconfitta politica al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo il tracollo dei democratici alle Elezioni di Mid-Term. Nella giornata di martedì, 18 Novembre, una maggioranza trasversale di 59 senatori, 45 repubblicani e 14 democratici, non è riuscita a raggiungere la quota di 60 voti necessaria per approvare in definitiva la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL.

Questa infrastruttura, concepita dal colosso energetico Trans Canada per un investimento massimo di 8 miliardi di Dollari, è stata sostenuta dai repubblicani e dalla parte centrista dei democratici per diversificare le forniture di greggio e diminuire la dipendenza da Venezuela e Paesi Arabi, veicolando olio crudo dallo stato canadese dell’Alberta fino in Texas.

Di contro, la parte più a sinistra dei democratici si è opposta al Keystone XL perché ritenuto dannoso per l’ambiente ed inutile a limitare le emissioni inquinanti contro cui l’Amministrazione Obama ha promesso di lottare negli ultimi due anni alla guida degli USA.

Il respingimento del Keystone XL rappresenta una vittoria della sinistra dei democratici, dopo che venerdì, 14 Novembre, la maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti ha approvato a larga maggioranza la realizzazione dell’oleodotto.

A dare un contributo alla risicata vittoria della sinistra dei democratici è stato lo stesso Obama, che, come riportato dall’autorevole Reuters, ha fatto sapere di essere intenzionato a porre il veto al provvedimento qualora in Senato il fronte trasversale favorevole all’infrastruttura avesse trovato i 60 voti necessari per approvare il provvedimento in definitiva.

Come riportato da Politico, la vittoria della sinistra dei democratici può tuttavia tramutarsi in un boomerang elettorale, dal momento in cui, dal prossimo mese di Gennaio, la maggioranza repubblicana sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato avrà la possibilità di approvare il provvedimento con un ampio vantaggio.

Inoltre, il sostegno dato all’oleodotto da parte di una nutrita pattuglia di democratici al Congresso ha incrementato l’opposizione da parte delle associazioni ambientaliste che da tradizione, sostengono fortemente i candidati della del Partito Democratico nei vari stati.

I democratici verso una sconfitta anche in Louisiana

Chi, tuttavia, rischia di pagare il prezzo più alto per la sconfitta del fonte pro-Keystone XL è la Senatrice democratica della Louisiana Mary Landrieu, chiamata ad affrontare al ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term per un seggio al Senato il repubblicano Bill Cassidy: attuale esponente della Camera dei Rappresentanti, relatore del provvedimento per la realizzazione dell’oleodotto approvata la scorsa settimana.

Per privare l’esponente repubblicano del merito di sostenere un’infrastruttura necessaria per l’interesse nazionale della Louisiana, la Landrieu ha fatto lobby su un alto numero di esponenti democratici affinché appoggiassero la sua proposta di legge per l’approvazione del Keystone XL al Senato.

Tuttavia, l’opera di persuasione della Landrieu ha finito per lambire il risultato di portare l’infrastruttura a completa approvazione prima che ad appropriarsi dell’intero merito dell’approvazione del Keystone XL siano solo i repubblicani.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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