LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: ai repubblicani il primo round sul Keystone XL

Posted in USA by matteocazzulani on November 15, 2014

La Camera dei Rappresentanti approva il progetto per la realizzazione dell’oleodotto che veicola olio crudo dal Canada al Texas con il voto compatto dei repubblicani e di una parte dei democratici. La corsa per il ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term in Louisiana tra il conservatore Cassidy e la liberale Landrieu sullo sfondo del voto sul Keystone XL

Philadelphia – Le sorti dell’Amministrazione Presidenziale di Barack Obama appese ad un oleodotto tanto dibattuto e capace di dividere in due i democratici. Nella giornata di venerdì, 14 Novembre, la Camera dei Rappresentanti del Congresso statunitense ha approvato la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL: un’infrastruttura concepita dal colosso energetico Trans Canada per veicolare olio crudo dalle pianure desertiche dello Stato canadese dell’Alberta fino alle raffinerie degli Stati Uniti ubicate in Texas.

A favore del provvedimento hanno votato 252 Rappresentanti, tra cui tutti i repubblicani e 31 democratici. Contrari, invece si sono espressi 161 membri della Camera -tutti democratici- mentre un repubblicano si è astenuto.

L’esito della votazione rappresenta lo schieramento di forze in merito all’infrastruttura, che vede da un lato l’ampio sostegno dei conservatori, che ritengono necessario costruire il Keystone XL per creare nuovi posti di lavoro, diversificare le forniture di olio degli USA per decrementare le importazioni da Venezuela e Paesi arabi e, di conseguenza, abbassare il prezzo dell’energia per la popolazione.

Dall’altro, invece, i liberali si sono presentati spaccati, con la parte più a sinistra contraria alla realizzazione dell’oleodotto perché ritenuto insufficiente per decrementare il prezzo dell’energia ed inutile per contrastare il surriscaldamento globale dovuto all’eccessivo consumo di combustibili fossili.

La fazione più centrista dei democratici ha invece condiviso l’idea di realizzare al più presto l’infrastruttura per aumentare l’occupazione degli Stati interessati, tra cui la Louisiana, dove la candidata dei liberali Mary Landrieu è chiamata a fronteggiare il Rappresentante repubblicano Bill Cassidy nel ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term per il Senato.

Proprio la Landrieu, per ottenere consenso in uno stato tradizionalmente repubblicano, ha invitato i suoi colleghi democratici alla Camera a sostenere il Keystone XL, e si è proposta come relatrice del provvedimento al Senato, dove la maggioranza appartiene, ancora per poche sessioni, ai liberali.

Tuttavia, come riportato dall’autorevole Politico, la legge approvata alla Camera dei Rappresentanti ha come primo firmatario Cassidy, il rivale nel ballottaggio in Louisiana della Landrieu, che così, si è vista vanificare il credito che ha pensato di capitalizzare agli occhi dei suoi elettori.

Dopo il passaggio alla Camera, il provvedimento sul Keystone XL passa al Senato, dove, secondo i pronostici, l’oleodotto dovrebbe essere approvato con il voto favorevole di 59 senatori, tra cui 14 democratici e tutti i repubblicani.

Infine, l’ultimo soglio resta quello dell’Amministrazione Presidenziale, in quanto il Presidente Obama ha lasciato intendere di essere orientato ad avvalersi del diritto di veto per bloccare il provvedimento.

Duello tra Boehner e Obama a distanza

Proprio a riguardo del possibile veto del Presidente è stato improntato il commento dello Speaker della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, che ha invitato Obama a non opporsi ad un provvedimento voluto dalla maggioranza degli americani che diversifica le forniture di energia per il Paese.

Di diverso avviso, invece, si è detto Obama, che, come riportato dalla Reuters, durante una conferenza stampa in Birmania con la leader dell’Opposizione Democratica Aung San Suu Kyi si è detto perplesso in merito alla reale capacità dell’oleodotto di creare posti di lavoro, né di abbassare i costi dell’energia.

A spezzare una lancia in favore di Obama è la considerazione che l’esportazione di olio crudo in Texas sarà utilizzata per incrementare le esportazioni statunitensi, e non per il mercato interno.

Tuttavia, va anche considerato che l’incremento della quantità di olio importata può portare ad una minore spesa per le importazioni, e quindi ad un minore sovraccarico sulle spalle della popolazione.

Matteo Cazzulani
Analista di Tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

IMG_0357.PNG

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: