LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La TAP si rafforza con un rimpasto

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 1, 2014

La compagnia spagnola Enagas entra nel consorzio per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, mentre la belga Fluxys incrementa le sue quote. La francese Total e la tedesca E.On lasciano il progetto sostenuto dall’Unione Europea

Via tedeschi e francesi, dentro gli spagnoli e più spazio ai belgi. Nella giornata di lunedì, 29 Settembre, la compagnia energetica spagnola Enagas è entrata nel consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- un’infrastruttura supportata dall’Unione Europea per veicolare gas dell’Azerbaijan dalla Grecia in Italia meridionale tramite l’Albania.

Come riportato da una nota ufficiale del consorzio, oltre all’ingresso della Enagas, che ha rilevato il 16% delle azioni TAP, la compagnia energetica del Belgio Fluxys ha incrementato le sue quote all’interno del gasdotto, passando dal 16% al 19%.

Nessun cambiamento, invece, tra i vertici: il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR e quello norvegese Statoil mantengono il 20% ciascuno delle azioni della TAP, mentre la compagnia svizzera AXPO ha confermato il suo 5%.

L’ingresso di Enagas, è motivato dalla richiesta di nuovi partner all’interno del consorzio espressa a più riprese dall’UE, che vede nella presenza di un alto numero di aziende economicamente e politicamente forti una sicurezza per l’adeguata realizzazione di un gasdotto ritenuto fondamentale per la sicurezza energetica europea.

“La Enagas è una compagnia con un’indubbia esperienza mondiale nella realizzazione di gasdotti anche a lungo chilometraggio sia in Europa che in Sud America: la sua presenza ci aiuta a rendere la TAP un vero e proprio progetto europeo anche sul lato della qualità” ha dichiarato il Direttore Manageriale del gasdotto, Kjetil Tungland.

Oltre a rafforzare la TAP con l’ingresso di nuovi membri di alta esperienza, l’ingresso di Enagas serve a tamponare la fuoriuscita dal consorzio della compagnia tedesca E.On e della francese Total, che hanno venduto le quote finora possedute nel gasdotto.

La notizia del disimpegno di E.On e Total è stata già nell’aria fin dallo scorso Luglio, quando, come riportato dalla Reuters, le due compagnie hanno avvisato i partner del consorzio della loro intenzione di abbandonare il progetto.

Come più tardi confermato dal Financial Times, la Total, ritenendo sconvenienti i progetti, ha anche rinunciato alle sue quote sia nel Shakh Deniz -il giacimento da cui proviene il gas veicolato dalla TAP- che nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- infrastruttura che veicola il carburante dall’Azerbaijan alla TAP.

Il gasdotto sostenuto dai moderati

Lunga circa 870 chilometri, con una portata media di 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, la TAP, assieme alla TANAP, è parte del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dei Paesi membri, che ad oggi sono fortemente dipendenti da un numero limitato di fornitori come Russia ed Algeria, Paesi che spesso si avvalgono dell’energia come mezzo di ricatto geopolitico.

Parte del Corridoio Meridionale sono anche le diramazioni della TAP previste per veicolare il gas dell’Azerbaijan anche in Europa Centrale e nei Balcani: il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- è concepito per trasportare il carburante azero dall’Albania a Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -e, successivamente, in Ungheria, Slovacchia e Polonia- mentre l’Interconnettore Grecia-Bulgaria potrà essere poi prolungato anche a Romania e Moldova.

La TAP è un progetto di fondamentale importanza sopratutto per l’Italia, che grazie alla sua realizzazione è destinata a diventare l’hub europeo del gas azero: una posizione che, da un lato, incrementa il peso politico del nostro Paese in Europa e, dall’altro, crea nuovi posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica.

La realizzazione della TAP, fortemente voluta dai Governi Renzi e Letta, e prima ancora da quello Monti, è stata sostenuta in Parlamento da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Socialisti, che hanno evidenziato l’importanza di un’infrastruttura che crea occupazione e incrementa la sicurezza energetica del nostro Paese.

Contrari alla TAP, invece, si sono schierati Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra-Ecologia-Libertà, parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia: forze populiste ed ‘estremiste’ che alla TAP sembrano preferire il Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, è concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per intralciare la TAP ed incrementare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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