LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La Polonia critica la Francia: “la politica bilaterale con Putin penalizza l’Europa”

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on September 30, 2014

Il Vicepremier polacco, Tomasz Siemoniak, lamenta la permanenza di stretti legami militari tra l’Amministrazione francese e quella russa per la vendita delle portaerei Mistral, che mettono a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale. Il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, invita il suo collega francese, Francois Hollande, ad accelerare sull’Unione Energetica Europea

L’ombrello americano è sicuramente più europeo di quello francese. Questa è la posizione assunta dal Vicepremier polacco, Tomasz Siemoniak, che, nella giornata di lunedì, 29 Settembre, ha commentato la gara attualmente in corso tra la società statunitense Raytheon e la francese Thales per la realizzazione in Polonia del sistema di difesa anti-missilistico.

In un’intervista al quotidiano Rzeczpospolita, Siemoniak, che è anche Ministro della Difesa, ha sottolineato come la scelta del Governo polacco potrebbe facilmente ricadere sulla compagnia con sede negli Stati Uniti d’America per via della decisione della Francia di mantenere attuale la vendita di due portaerei di categoria Mistral alla Russia.

L’accordo tra Francia e Russia, secondo Siemoniak, rafforza le strutture militari di un Paese, la Russia, a cui l’Europa, da un lato, ha applicato sanzioni economiche e commerciali in risposta all’aggressione militare all’Ucraina, e la NATO, dall’altro, ha risposto fermamente alle continue provocazioni negli spazi aerei dei Paesi Baltici, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Olanda, USA e Canada incrementando le strutture difensive dei Paesi dell’Europa Centrale.

“Non posso nascondere che la questione dei Mistral non favorisce la scelta dei francesi: sono però convinto che la Francia saprà fare una scelta saggia” ha dichiarato Siemoniak, alludendo alla solidarietà europea come principio a cui la Francia dovrebbe attenersi nella sua politica militare, sopratutto in momento come quello attuale, in cui la Comunità Atlantica è de facto sotto attacco da parte del Presidente russo, Vladimir Putin.

Oltre ad essere una lamentela nei confronti dell’Amministrazione francese, la posizione di Siemoniak è anche un vero e proprio invito a rilanciare la collaborazione tra Polonia e Francia per la realizzazione, nel più breve tempo possibile, dell’Unione Energetica Europea.

Questo progetto, già concepito da due ex-Presidenti della Commissione Europea del calibro di Jacques Delors e Romano Prodi, è stato rilanciato di recente dall’ex-Premier polacco, Donald Tusk -attuale Presidente-Nominato del Consiglio Europeo- e dal Presidente francese, Francois Hollande.

Nello specifico, l’Unione Energetica Europea prevede la creazione di un mercato europeo unico del gas tramite la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi dell’Unione Europea, la diversificazione delle importazioni di carburante mediante la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori, e la creazione di un ente unico UE per la compravendita del gas da Paesi terzi.

Una conferma delle intenzioni conciliatorie di Siemoniak è provenuta dalle dichiarazioni rilasciate dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, di cui il Vicepremier è notoriamente uno stretto collaboratore.

Il Presidente Komorowski, a margine del vertice dei Presidenti del Gruppo Arraiolos, ha sottolineato come la solidarietà tra i Paesi UE in ambito energetico sia essenziale affinché Putin capisca che l’utilizzo del gas come mezzo di coercizione geopolitica è sconveniente per la Russia stessa, che ha proprio nelle esportazioni di energia in Europa una fetta molto considerevole del suo bilancio.

Komorowski contro il Southstream

Il Presidente polacco ha inoltre fatto appello affinché i Paesi UE perseguano il progetto dell’Unione Energetica Europea senza supportare progetti bilaterali con Putin, che finiscono per incrementare, anziché diminuire, la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas della Russia, come il gasdotto Southstream.

Questa infrastruttura, concepita da Putin per veicolare gas russo dalla Russia meridionale in Austria, attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, è contrastata dalla Commissione Europea, che ha invitato i Paesi UE coinvolti nel progetto a congelare la realizzazione di un progetto che, de facto, mette a serio repentaglio la sicurezza energetica dell’Europa.

“In molti casi, alcuni Paesi membri dell’UE agiscono con criteri imprenditoriali e non politici: è importante che l’UE non incrementi la sua dipendenza dalle forniture di gas della Russia, ad esempio realizzando il Southstream” ha dichiarato Komorowski all’autorevole agenzia PAP.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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