LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Putin chiude il gas a Polonia e Ucraina

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 12, 2014

Il monopolista statale russo del gas Gazprom interrompe le esportazioni a Varsavia per punire l’appoggio dato dal Governo polacco a Kyiv. Con l’interruzione del flusso di gas alla Polonia, la Russia intende lasciare a secco anche il mercato ucraino

Il gas come strumento di pressione geopolitica: è sempre stato così in Europa Centro-Orientale, e così è stato anche mercoledì, 10 Settembre, quando la Russia ha tagliato le forniture di oro blu alla Polonia del 24%.

Come riportato da una nota della compagnia energetica nazionale polacca PGNiG, il taglio delle forniture, registrato nei punti di importazione dalla Russia ai confini con Bielorussia e Ucraina, è stato motivato da ragioni ancora ignote.

Da un lato, la PGNiG ha ritenuto possibili problemi tecnici al sistema di esportazione russo, ma, dall’altro, non ha escluso la ragione politica dell’interruzione del flusso di gas.

Secondo la compagnia energetica, il Presidente della Russia, Vladimir Putin, intende spingere la Polonia a rivedere sia la sua posizione in merito a sanzioni più dure da applicare a Mosca in risposta all’aggressione militare all’Ucraina, sia il sostegno alle strutture militari difensive ucraine che Varsavia ha di recente ventilato.

La chiusura politica dei rubinetti alla Polonia è in linea con un’escalation di provocazioni che Putin ha già attuato nei confronti dei Paesi del Baltico, con il preciso scopo di creare un casus belli che sposti l’impegno armato dell’esercito russo dall’Ucraina all’Europa Centro-Orientale.

Dopo avere fomentato le proteste della popolazione russofona in Lettonia, ed avere rapito in Estonia e poi rinchiuso in carcere in Russia il funzionario del Servizi Segreti estoni Eston Rahvan, la Russia ha anche ventilato la possibile estradizione dei cittadini lituani che, dopo l’Indipendenza della Lituania, hanno rifiutato di prestare il Servizio di leva nell’Armata Rossa.

Oltre che la Polonia e i Paesi Baltici, il taglio del gas da parte di Putin ha finito anche per interessare l’Ucraina, che per diversificare le forniture energetiche dalla Russia -da cui Kyiv dipende per il 90% circa del suo fabbisogno complessivo- ha avviato l’importazione di oro blu dalla Germania attraverso i gasdotti polacchi.

Come dichiarato all’autorevole PAP da Malgorzata Polkowska, portavoce della compagnia Gaz-Sysyem -l’ente che gestisce i gasdotti polacchi- a causa della riduzione del flusso di gas dalla Russia, le esportazioni di oro blu reso l’Ucraina saranno ridotte da 3,8 milioni di metri cubi al giorno a soli 1,3.

Pronta è stata la risposta di Ihor Prokopiv, Capo della compagnia Ukrtranshaz, deputata alla gestione del sistema dei gasdotti ucraini, che ha sottolineato come la chiusura dei rubinetti alla Polonia sia una manovra adottata dal monopolista statale russo del gas Gazprom per indebolire anche e sopratutto l’Ucraina.

Come riportato dall’agenzia UNIAN, a lanciare l’allarme è stato anche il Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Prodan, che ha sottolineato come l’operato di Gazprom rischi di lasciare presto l’Ucraina senza il gas necessario per il funzionamento delle industrie del Paese e per i bisogni della popolazione.

Anche la Germania conferma il taglio delle forniture di gas

A conferma dei timori del Ministro Prodan è la riduzione del flusso di gas verso l’Ucraina dall’Ungheria che, sempre mercoledì, 10 Settembre, è decrementato da 16 milioni di metri cubi al giorno a soli 5 a causa della limitazione delle forniture di carburante nel mercato ungherese da parte di Gazprom.

Anche la Slovacchia, da cui l’Ucraina importa una cospicua quantità di gas, ha registrato una diminuzione del flusso di gas in entrata dalla Russia del 10%: una quantità che, tuttavia, come confermato dal Ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak, non mette a repentaglio l’export di carburante nel mercato ucraino.

Una prova del decremento delle forniture di gas russo in Europa è stata data anche dalla Germania, che, come riportato dallo Spiegel, è stato confermato dalla compagnia energetica tedesca E.On.

Un secco no-comment è stata invece la reazione della RWE, la compagnia tedesca che rivende il gas russo importato in Germania all’Ucraina attraverso i gasdotti di Polonia, Ungheria e Slovacchia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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