LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Obama può fermare Putin in Africa

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2014

A seguito del summit Stati Uniti-Africa di Washington, il Presidente USA ha surclassato l’espansione della Russia nel Continente Nero. La penetrazione economica e commerciale considerata dal Cremlino un importante mezzo per sostenere la politica aggressiva nei confronti di Kyiv.

Non tanto tre le case di Donetsk o nelle pianure del Donbas occupate dai miliziani armati dal Cremlino, bensì è in Africa che il Presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe perdere la guerra in Ucraina. La situazione si è presentata dopo il successo ottenuto dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, nel Summit USA-Africa di Washington, quando, lo scorso 4 Agosto, l’Amministrazione Presidenziale statunitense ha rafforzato la cooperazione economica con 50 Paesi del Continente Nero.

Nello specifico, il successo del Summit USA-Africa sta nell’avvio di misure che mirano al rafforzamento dei rapporti commerciali tra gli Stati Uniti e i Paesi africani coinvolti nel summit.

Obama ha infatti stabilito lo stanziamento di 7 Miliardi di Dollari che, assieme ai 14 miliardi aggiuntivi stanziati da grandi colossi statunitensi -come la Coca-Cola, la General Electric, la Blackstone Energy e la Marriot Hotels- favoriranno anche lo sviluppo delle infrastrutture, del settore aviario e finanziario, e del sistema energetico degli Stati africani che hanno preso parte al summit.

A favorire il progetto di partnership tra USA e Paesi dell’Africa è anche la creazione di due organismi, quali la Consulta per lo sviluppo dell’Africa e il programma Giovani Leader Africani: quest’ultimo orientato a crescere una nuova classe dirigente preparata e aperta all’Occidente.

Come riportato dall’autorevole centro di studi geopolitici Strategia XXI, la manovra di Obama rappresenta un duro colpo per le ambizioni di Putin in Africa, che, secondo il suo progetto geopolitico finora perseguito, ha considerato il rafforzamento dell’influenza di Mosca in Africa come il mezzo per sostenere una politica militarmente aggressiva in Europa Orientale, a partire da Ucraina, Georgia e Cecenia.

In effetti con l’aggressione militare all’Ucraina, Putin ha rallentato il progetto di espansione economica e geopolitica russa in Africa che, prima di allora, aveva visto la Russia molto ben presente nel Continente Nero, con accordi di partnership stretti con Algeria, Angola, Egitto, Mauritania, Marocco, Mozambico, Eritrea, Sudan, Sudan del Sud, Uganda e Zimbabwe.

In particolare, come riportato da Eurasia Review, la Russia ha instaurato rapporti di collaborazione militare con la Libia, e si è attivata per permettere ai monopolisti energetici russi del gas e del greggio, Gazprom e Rosneft, ed alle banche VEB e VTB, di ottenere importanti commesse in Africa.

Questa perdita di influenza in Africa, sempre secondo il rapporto di Strategia XXI, è destinata ad avere ripercussioni per quanto riguarda la posizione politica, economica e commerciale della Russia a livello globale.

Putin, come sintetizza il centro di studi di geopolitica, ha infatti perso una reale chance di rafforzare la posizione di Mosca nel Mondo cedendo alla tentazione di volere a tutti costi assoggettare l’Ucraina.

La ratio dell’errore di Putin è insita nella stessa cultura politica russa, che, tradizionalmente, considera il possesso dell’Ucraina da parte della Russia come il fattore geopolitico che certifica il passaggio della Russia da una connotazione federale, come quella attuale, ad un assetto imperiale di superpotenza mondiale, come quello assunto in epoca zarista e sovietica.

Gli USA in battaglia anche con la Cina

Oltre alla questione ucraina, il vertice USA-Africa ha assunto importanti conseguenze anche per quanto riguarda la rivalità per l’influenza nel Continente Nero tra Washington e la Cina, che Obama ha saputo porre su un piano ideologico, oltre che meramente finanziario.

Il Presidente USA ha infatti definito l’Africa “la terra delle opportunità per un comune sviluppo economico che apre ad ulteriori opportunità per la Comunità Internazionale”, mentre, finora, la retorica cinese nei confronti del Continente Nero si è basata sul motto “l’Africa è un ricchissimo luogo di risorse naturali, in primo luogo energetiche”.

Con la sua posizione, Obama ha posto un chiaro tratto distintivo da chi in Africa intende solo sfruttare le risorse naturali, come la Cina -e anche la Russia.

Il Presidente USA, invece, intende, con maggiore lungimiranza, dare all’Africa una prospettiva di sviluppo e prosperità facendo leva sui valori dell’Occidente -tanto avversati da Mosca- quali Democrazia, Libertà, Pace e Diritti Umani.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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