LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Europa suddita del gas di Putin: l’Iran ripropone il Nabucco

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 14, 2014

Il Ministro del Petrolio iraniano, Ali Madjedi, ha dichiarato che Teheran è pronta a rispolverare il gasdotto dalla verdiana denominazione per aiutare l’Unione Europea nella sua politica di diversificazione delle forniture di gas. La compagnia austriaca OMV dichiara fedeltà al Southstream

Un gasdotto dalla verdiana denominazione che potrebbe avere la medesima storia di una fenice: rinato dalle sue ceneri dopo essere stato definitivamente accantonato, nella giornata di sabato, 10 Agosto, il gasdotto Nabucco, progettato per veicolare gas non russo dalla Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, ha ripreso quota dopo che il Ministro del Petrolio iraniano, Ali Madjedi, ha dichiarato che l’Iran è pronto ad esportare il proprio gas in Europa.

Come riportato dall’agenzia Novinite, il Ministro iraniano ha considerato la distensione dei rapporti tra l’Occidente e Teheran, avvenuta dopo l’elezione del nuovo Presidente, il moderato Hassan Rouhani, come un buon pretesto per avviare una partnership energetica di cui, a detta di Madjedi, l’Europa non può fare a meno per diversificare le proprie forniture di gas.

In particolare, Madjedi ha dichiarato che l’Iran è pronto ad esportare il suo gas attraverso Iraq, Siria, Caucaso e Mar Nero, ma, secondo il Ministro iraniano, l’itinerario ideale è quello attraverso il Nabucco lungo tutta la Turchia.

Sulla carta, la proposta di Madjedi sarebbe utile per decrementare la dipendenza dell’Europa dal gas di Russia ed Algeria: Stati che, sopratutto nel caso di Mosca, spesso si avvalgono dell’energia come arma di coercizione geopolitica nei confronti di Paesi terzi, sovrani e indipendenti, come l’Ucraina.

Tuttavia, la riproposizione del progetto Nabucco appare oggi poco probabile, in primis per via della scelta da parte della Commissione Europea di puntare, per diversificare le forniture di gas, su un’altra infrastruttura: il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

La TAP, progettata per veicolare in Italia dalla Grecia attraverso l’Albania gas dell’Azerbaijan, è stata preferita al Nabucco da parte del colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR: una decisione a cui Bruxelles si è attenuta, esprimendo pieno appoggio politico al Gasdotto Trans Adriatico.

Un’altra ragione per la quale il Nabucco è difficile da restaurare, per lo meno dal punto di vista progettuale, è legata alla decisione della compagnia energetica austriaca OMV -uno degli azionisti principali del gasdotto dalla verdiana denominazione- di passare alla concorrenza e sostenere il Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, progettato fino all’Austria dalla Russia meridionale attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovacchia, è concepito dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Europa dal gas russo.

Il Southstream, contestato dalla Commissione Europea, mira anche a contrastare la politica di diversificazione delle forniture di gas messa a punto dall’Unione Europea, e priva l’Ucraina dello status di Paese di transito dell’oro blu di Mosca in territorio UE.

“Il Southstream, che appoggiamo con convinzione, contribuirà in maniera notevole alla fornitura di gas a tutta l’Europa, sopratutto all’Austria” ha dichiarato il Capo della OMV, Gerhard Roiss, al Wall Street Journal, dimenticando che l’UE non ritiene affatto strategica la scelta di incrementare la dipendenza da un fornitore, la Russia, che già soddisfa circa il 30% del fabbisogno europeo di gas.

Gazprom affila le armi contrattuali contro l’Europa

Nella sua intervista, Roiss ha anche negato di volere utilizzare il gas russo veicolato dal Southstream per aiutare l’Ucraina a diversificare le proprie forniture di gas, come invece sta facendo la compagnia slovacca Eustream, che ha consentito il trasporto di gas russo a senso inverso da ovest verso est.

Forte del consenso di Roiss, e di altri esponenti di eminenti colossi energetici di Paesi dell’Unione Europea, la Russia ha avviato una nuova aggressione energetica puntando sulla revisione dei contratti con i Paesi europei sulla base dell’ubicazione geografica.

Come dichiarato dall’ufficio stampa del monopolista statale russo del gas, Gazprom -la longa manus del Cremlino in politica energetica- la Russia continuerà a privilegiare anche i Paesi che, finora, hanno mantenuto buoni rapporti con Mosca.

Nello specifico, la tattica di Gazprom risponde alla logica del divide et impera: da un lato, il monopolista statale russo concede sconti a quegli Stati che supportano la politica energetica di Mosca, come Germania, Francia e Italia.

Dall’altro, Gazprom mantiene alte le tariffe -ben al di sopra dei livelli di mercato- per quei Paesi membri dell’UE che hanno combattuto per affrancarsi dalla sudditanza politica, culturale ed economica della Russia, come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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